Alta Terra di Lavoro

già Terra Laboris,già Liburia, già Leboria olim Campania Felix

Chiesa e Massoneria nel nuovo libro di Michael H. Weninger, “Aus Nacht zum Licht” (2025) (2a parte)

Posted by on Feb 2, 2026

Chiesa e Massoneria nel nuovo libro di Michael H. Weninger, “Aus Nacht zum Licht” (2025) (2a parte)

Sigle usate in questo articolo:

– AGM Vogel: Altgroßmeister (trad.: già Gran Maestro) Theodor Vogel (VGLvD).

CDF: Congregazione per la Dottrina della Fede.

CIC: Codex Iuris Canonici (trad.: Codice di Diritto Canonico)

DBK: Deutsche Bischofskonferenz (trad.: Conferenza Episcopale Tedesca)

DGM Baresch: Deputierter Großmeister (trad.: Deputato Gran Maestro/Gran Maestro Aggiunto) Kurt Baresch (GLvÖ).

GLvÖ: Großloge von Österreich (trad.: Gran Loggia d’Austria).

VGLvD: Vereinigten Großlogen von Deutschland (trad.: Grandi Logge Unite di Germania).

6. La Dichiarazione della Conferenza Episcopale Tedesca (DBK) sulla Massoneria, 1980

La Dichiarazione (“Erklärung”) della Conferenza Episcopale Tedesca (“Deutsche Bischofskonferenz”, DBK), riguardante l’incompatibilità dell’appartenenza simultanea alla Chiesa Cattolica e alla Massoneria, è datata 28 aprile 1980, ma viene resa nota nel mese successivo. Essa poggia su 12 punti ed è identica alla relazione finale di Mons. Stimpfle dell’8 febbraio 1980 (cf. Weninger, “Aus Nacht zum Licht”, op. cit., p. 211).

Ovviamente mons. Weninger non accetta il giudizio dei Vescovi tedeschi sulla Massoneria e cerca di confutare quella “Erklärung” appoggiandosi alle critiche mosse dai sacerdoti filo-massoni P. Reinhold Sebott S.J. e P. Alois Kehl SVD (cf. pp. 211-230), che possono essere così sintetizzate: la DBK, chiusa in pregiudizi teologici e antimassonici, avrebbe frainteso i rituali e la natura della Massoneria identificandoli con le opinioni private di alcuni massoni, ossia Eugen Lennhoff e Oskar Posner, autori dell’“Internationales Freimaurerlexikon)… In realtà le cosiddette “opinioni private” dei massoni Lennhoff e Posner erano e sono ben fondate nell’impianto rituale, simbolico e culturale (esoterico-iniziatico) della Massoneria.

6.1. Una sintesi con qualche mio approfondimento.

Circa la suddetta Dichiarazione di Mons. Stimpfle e della DBK, passo ora a sintetizzare in 4 punti, a modo mio e con qualche mio approfondimento, i 12 punti del 4° capitolo concernenti l’incompatibilità tra Chiesa e Massoneria (cf. pp. 211-230; pp. 310-315).

6.1.1. Il Relativismo come concezione generale, filosofica e religiosa, della Massoneria

Dalla struttura rituale, simbolica e sapienziale della Massoneria emerge una concezione relativistica nei confronti della verità, delle religioni e dei dogmi religiosi e morali, per cui il Massone o Libero Muratore (e la Libera Muratoria, o Massoneria) non accetta verità assolute, universali e definitive, o Dogmi, e ritiene che tutte le Religioni abbiano pari valore e dignità, pur aderendo il singolo massone alla religione o Chiesa di cui fa parte… Il relativismo, anche se non teorizzato né imposto ufficialmente dalla e nella Massoneria, tuttavia è un dato di fatto, pratico, che permea e sostanzia la mentalità massonica, dinanzi alla quale la Rivelazione Divina ebraico-cristiana viene considerata una dei diversi “modi” della manifestazione di Dio, e la Fede Cristiana e Cattolica viene considerata una delle varie “fedi” nelle quali gli uomini possono essere ugualmente graditi a Dio… Purtroppo una tale mentalità è diffusa anche nella Chiesa, anche tra Pastori, nonostante la dichiarazione “Dominus Jesus” della CDF promulgata nel 2000…

6.1.2. Il concetto di “Grande Architetto dell’Universo” aperto a qualsiasi interpretazione

Il “Grande Architetto dell’Universo”, alla cui gloria i Massoni dicono di operare ritualmente, corrisponde al Dio di ciascun massone. Il concetto di “Grande Architetto dell’Universo” è aperto a qualsiasi comprensione e interpretazione. Ciascun massone ha la sua fede religiosa, il suo modo di intendere Dio o il Divino, o il Grande Architetto dell’Universo… Tale tolleranza, secondo i Massoni e i sacerdoti filo-massonici (es.: P. Kehl, P. Sebott…) corrisponderebbe alla libertà religiosa insegnata dal Concilio Vaticano II…

In realtà il carattere relativistico della religiosità massonica non è un’invenzione o fraintendimento di Mons. Stimpfle e della DBK ma emerge chiaramente già nelle Costituzioni di Anderson del 1723, le prime Costituzioni della moderna Massoneria nata a Londra nel 1717. In quelle Costituzioni si afferma che d’ora in avanti il Massone sarà obbligato alla Religione in cui convengono tutti gli uomini, ossia essere uomini buoni e onesti lasciando a ciascuno le sue opinioni (religiose)… Una tale “religione” o “religiosità” è chiaramente antropocentrica, naturale, e relega i Dogmi religiosi a “opinioni” (vedi qui: https://www.corrispondenzaromana.it/deismo-esoterismo-e-gnosi-nelle-costituzioni-massoniche-del-1723/).

In ogni caso il concetto di Grande Architetto dell’Universo è una sorta di “contenitore” che si adatta a tutte le religioni e immagini di Dio o del Divino… È appropriato, come fa la DBK, parlare di relativismo, soggettivismo e indifferentismo circa il concetto massonico di Grande Architetto dell’Universo. Ma non basta, occorre approfondire ulteriormente. Infatti, il concetto di “Grande Architetto dell’Universo” realizza quella unione degli opposti, (re-)conciliatio oppositorum, che è un principio fondamentale nell’Esoterismo, in particolare nell’Alchimia, nell’Ermetismo, nella Qabalah ebraica, nella Magia (ad esempio in quella del mago inglese John Dee, che include anche formule religiose ispirate alla fede in Cristo e nella Trinità)… dunque, nella Massoneria.

Nel libro “Die Freimaurer” (Ecowin Verlag, Salzburg 2011), il Gran Maestro Onorario della GLvÖ, Michael Kraus, spiega che la Massoneria congiunge Illuminismo e (Antichi) Misteri («“Aufklärung” und “Mysterien”»: cf. p. 71). I rituali massonici sono, per il massone, strumenti indispensabili al suo percorso di autoconoscenza e autoperfezionamento, dunque al suo lavoro spirituale (cf. p. 79). Nei rituali massonici si trovano non solo elementi tipici delle corporazioni muratorie medievali ma anche elementi delle antiche società misteriche («dass sie Elemente der antiken Mysterienbünde enthalten»: p. 80). Il Gran Maestro Onorario Kraus spiega che il Grande Architetto dell’Universo può essere inteso dai Massoni (della GLvÖ) anche come Energia impersonale (cf. pp. 87-88) e che la Massoneria deve distanziarsi dai dogmi cristiani poiché essa deve essere aperta a uomini di tutte le religioni, anche ad animisti e ad agnostici («Animisten, Agnostiker»: cf. p. 88). Kraus afferma che l’essenza della Massoneria è liberale e a-dogmatica, perciò la Massoneria è erede dell’Illuminismo (cf. p. 104).

Indubbiamente la visione e spiegazione della Massoneria fatta dal Gran Maestro Onorario Michael Kraus è più realista di quella fornita da mons. Weninger. Il libro di Michael Kraus reca il saluto iniziale («Grußwort»: pp. 7-8) dell’allora Gran Maestro in carica della GLvÖ, Nikolaus Schwärzler.

6.1.3. La Ritualità e il perfezionamento dell’Uomo-Iniziato-Massone

La Ritualità Massonica ha indubbiamente come fine dichiarato il perfezionamento dell’Iniziato-Massone. Ovviamente, come il concetto di Grande Architetto dell’Universo, anche la Ritualità Massonica è elemento o struttura a-confessionale/sovra-confessionale che unisce (“Alla Gloria del Grande Architetto dell’Universo”) uomini [e anche donne, nelle Massonerie “miste” o femminili] di tutte le fedi o credenze religiose o appartenenze confessionali cristiane. Una Ritualità creata e praticata da Iniziati che pretende di: 

  • creare uno Spazio Sacro trasformando un luogo profano in una Loggia o Tempio;
  • attirare la Presenza e la Luce del Grande Architetto dell’Universo;
  • conferire la Luce Iniziatica o Massonica (non semplice luce visibile di candela o di lampada, ma luce spirituale, Conoscenza, dunque “Gnosi”…);
  • (cominciare a) trasformare interiormente il Profano/Candidato in Apprendista Massone fino a farlo diventare Maestro Libero Muratore… 
  • attuare la morte simbolica all’Iniziazione al 1° Grado di Apprendista e poi al 3° Grado di Maestro… 

Ritengo che tale Ritualità assume proprio il carattere di una forma peculiare di Magia, appunto, Magia Libero-Muratoria [la DBK non usa il termine “Magia”]… Per quanto i Massoni e i sacerdoti filo-massonici (es.: Kehl, Sebott) dicano che le azioni rituali massoniche non hanno efficacia simil-sacramentale o ontologica, né magica, bensì psicologica, in ogni caso l’esame di Riti e Ritualità della Massoneria mostra invece, oggettivamente, il contrario, ossia la pretesa di avviare la realizzazione (più o meno progressiva) di trasformazioni di oggetti (luoghi) e persone (gli Iniziati)… 

La Massoneria pretende, con la sua Ritualità, di porsi al servizio della religione del singolo massone, di aiutare il singolo massone (anche cristiano) a essere più fedele alla sua religione… In realtà, l’Esoterismo implicito sia nel concetto massonico di Grande Architetto dell’Universo e sia nella pratica della Ritualità Massonica, racchiude la dottrina (alchemica-ermetica-cabalistica-magica) dell’unione degli opposti, per cui il massone cattolico finisce col perdere o relativizzare l’adesione alla verità oggettiva assoluta e definitiva della Fede Cattolica. Come un crogiolo alchemico, la Ritualità Massonica trasforma (morte simbolica)… de-costruisce e ri-costruisce

Anche nel libro di mons. Michael Heinrich Weninger, „Loge und Altar. Über di Aussöhnung von katholischer Kirche und regulärer Freimaurerei“ (Löcker Verlag, Wien 2020. Gedruckt mit freundlicher Unterstützung der Kulturabteilung der Stadt Wien (MA7), Wissenschaft und Forschungsförderung) riesco a trovare alcune conferme a quanto ho scritto sopra. Infatti, Weninger ammette: 

  • che il Rituale massonico rende sperimentabile la Trasformazione interiore dell’Uomo (cf. p. 30); 
  • che il Segreto Massonico è l’esperienza interiore, individuale e rituale che il Massone ha nel Tempio Massonico (cf. p. 31). Circa quest’ultimo punto, Weninger cita il libro di un massone austriaco, Eran Laor, “Die königliche Kunst”, pag. 67, sul quale tornerò più avanti.

Weninger fa capire che a differenza del mondo profano, il Tempio Massonico o Loggia è un luogo sacro (cf. Loge und Altar, op. cit., pp. 30, 32). Circa l’esperienza del Rituale Massonico, Weninger la definisce anche mistica, esoterica («ein mystisches, ein esoterisches Erleben»: cf. pp. 32-33).

Ancora circa l’efficacia del Rituale Massonico, Weninger sostiene che l’esperienza attiva e il lavorare ritualmente insieme è un processo dinamico di gruppo, il Rituale massonico è fonte di energia dell’esperienza massonica (cf. p. 33). 

Allorché Weninger lascia intendere che il Massone, anche attraverso i Rituali Massonici, può cooperare alla perfezione dell’umanità e all’armonia e custodia dell’universo (cf. p. 33), si può intravedere una sorta di emulazione di ministero angelico,o di opera divina o demiurgica (gnostica), all’interno di una cornice rituale e simbolica esoterica e sovra-confessionale…

Weninger accenna ai Tre Gradi Massonici da un punto di vista antropologico, quali tappe simboliche di perfezionamento dell’Uomo tra Fratelli e nel Mondo (cf. pp. 34-35). Il Maestro Libero Muratore costruisce il ponte tra il Materiale e lo Spirituale, tra il Terreno e l’Eterno («Der Meister schlägt die Brücke vom Materiellen zum Geistigen, vom Irdischen zum Ewigen»: p. 35) e non teme la morte («Selbst der Tod kann ihn nicht erschrecken […]»: p. 35).  Ogni Massone («Jeder Freimaurer») opera nel mondo ma di tanto in tanto deve ritirarsi dal mondo profano per dedicarsi al lavoro spirituale e rituale («[…] dass er sich von Zeit zu Zeit zu einer spirituellen, rituellen Arbeit aus der Profanität zurückziehen muss»: p. 50).

Insomma, al Rituale Massonico, di fatto, oggettivamente, i Massoni riconoscono non semplicemente un potere trasformativo di carattere psicologico (come asserisce P. Kehl), ma anche ontologico, spirituale e morale (come fa capire la Dichiarazione della DBK 1980). 

6.1.4. La Spiritualità della Massoneria

Mons. Stimpfle e la DBK parlano di Spiritualità dei Massoni («Die Spiritualität der Freimaruer») e del fatto che la Massoneria rivendica per i propri Iniziati un’appartenenza totale, per la vita e per la morte («eine Zugehörigkeit auf Leben und Tod», «Totalitätsanspruch»), il che non è compatibile con l’appartenenza alla Chiesa Cattolica (cf. Weninger, “Aus Nacht zum Licht”, p. 223). 

I Massoni, mons. Weninger e i sacerdoti filo-massonici, sostengono che la Massoneria non è una religione, né una fede, né una società religiosa, ma una società di uomini credenti e che la Massoneria non è e non ha una spiritualità totalizzante (cf. pp. 214, 223-224).

Eppure è curioso che proprio mons. Weninger, nel 2019, abbia pubblicato la sua tesi dottorale filo-massonica presso l’Istituto di Spiritualità della Pontificia Università Gregoriana (vedi qui: https://www.corrispondenzaromana.it/a-tesi-massonica-di-mons-weninger-pug-2019/). 

Inoltre, nel Rituale Schröder, in uso sia nella Massoneria regolare tedesca (VGLvD) che in quella austriaca (GLvÖ), al Massone candidato al Terzo Grado di Maestro Libero Muratore, viene detto che egli comprenderà bene con questa nuova Iniziazione che egli appartiene (o si consacra) allaMassoneria per la vita e per la morte:

«Erst heute werden Sie ganz verstehen, daß Sie sich uns auf Leben und Tod geweiht haben» (Ritual des Gesellen und des Meistergrades. Friedrich Ludwig Schröders Ritual von 1801 neu herausgegeben von der Loge „Absalom zu den drei Nesseln“ (Nr. 1) i. Or. Hamburg [Großloge des A.F.u.A.M.v.D.], Bauhütten Verlag, Hamburg 1975, p. 46, grassetto mio).

Più avanti, nel suddetto Rituale leggiamo: «Im Namen der Vereinigten Großlogen von Deutschland» (p. 57).

È interessante che nel libro “Loge und Altar” (op. cit., Wien 2020) Weninger cita il massone tedesco Hans Hermann Höhmann (definendolo un esperto in materia), il quale ritiene che i Massoni all’esterno amano presentarsi come eredi dell’Umanesimo e dell’Illuminismo mentre all’interno, nel mondo del Rituale, e ciò fino al presente, ci sono molti elementi gnostici, ermetici, esoterici:

«Die Zuordnung von Rationalität und Ritual hat ein ausgewiesener Kenner der Materie [Höhmann] dergestalt auf den Punkt gebracht: „Nach außen treten die Freimaurer gern als Erben von Humanismus und Aufklärung auf… Im Inneren – in der Welt der Rituale – geht es dagegen bis in die Gegenwart hinein vielfach ritterromantisch, gnostisch-christlich oder hermetisch-esoterisch zu“» (Weninger, Loge und Altar, op. cit., p. 77). 

Per Esoterismo («Esoterik»), Weninger intende Esperienza e Conoscenza Interiore del proprio Sé, un processo di trasformazione interiore («eine sich und seinem Selbst vorbehaltene Erfahrung und Erkenntnis»: p. 98) che qualche massone può intendere anche in senso mistico, una mistica immersione nell’Io («ein besonderes mystisches Versenken in das eigene Ich verstehen mag»: p. 99)… 

Più avanti, Weninger ribadisce che il vero segreto massonico è l’esperienza interiore che il Massone ha del Lavoro Rituale («esoterische Erleben des freimaurerischen rituellen Arbeitens»: p. 163). 

Weninger ammette che i Rituali Massonici sono ricchi di pensiero ermetico («Die Rituale sind reich an hermetischem Denken und allegorischer Formensprache […]»: p. 99). 

Poi Weninger parla di Occultismo e Magia (cf. pp. 99-101) e sostiene che la Chiesa Cattolica riconosce atti legittimi ed efficaci di magia («Die katholisce Kirche kennt legitime Handlungen magisch-geheimnisvollen und dergestalt auch magisch-wirksamen Handelns»: p.101), come esorcismo e benedizioni («Exorzismen», «Segensformeln»: p. 101) e che la magia non è stata e non è condannata dalla ChiesaMagie wurde und wird von der katholischen Kirche nicht verurteilt»: p. 101). Se queste affermazioni di mons. Weninger fossero vere, avremmo il paradosso per cui il massone cattolico (anche sacerdote) non farebbe magia quando opera in Loggia (infatti, Weninger scrive anche: «Die Brüderschaft der Freimaurer kennt hingegen keine magischen Rituale, sie praktizierte keine Magie, ebenso wie Okkultismus im freimaurerischen Arbeiten keinen Platz findet»: p. 101) ma la farebbe quando partecipa a (o celebra, se sacerdote) riti o benedizioni speciali della Chiesa Cattolica! Ecco un’inversione e unione di Opposti che tanto affascina ambienti iniziatici. 

Ancora circa la Spiritualità della Massoneria. Nel suo libro “Loge und Altar” (op. cit., 2020), mons. Weninger afferma che il Segreto Massonico è l’Esperienza individuale e rituale («das Erlebnis») del massone nel Tempio massonico (p. 31). A questo proposito, Weninger cita il seguente brano dal libro di Eran Laor, “Die königliche Kunst”, p. 67): «“Das einzige Geheimnis in der Freimaurerei ist das Erlebnis”» (cit. da Weninger, op. cit., p. 31).

Chi è Eran Laor? È lo pseudonimo di Erich Israel Landstein. Nasce nel 1900 in Slovacchia (all’epoca parte dell’Ungheria, dunque dell’Impero Asburgico, Austro-Ungarico). Nel 1926 viene iniziato massone in una Loggia di Istanbul (Turchia). Fa anche parte di un Ordine dei dervisci Bektashi. Dal 1934 vive in Palestina (all’epoca sotto il dominio britannico). Durante la seconda guerra mondiale è agente dei Servizi segreti degli Alleati. Dopo la nascita di Israele è rappresentante di istituzioni nazionali in Europa. Muore a Gerusalemme nel 1990.

Nel 1986 “Sensen-Verlag” di Vienna, pubblica 500 esemplari del suo libro sulla Massoneria, “Die Königliche Kunst. Freimaurerische Ansprachen und Vorträge” (Sensen-Verlag, Wien 1986). Riassumo in corsivo, varie dottrine del libro del massone Eran Laor.

a) La prima coppia umana poteva vivere felicemente e dimentica di sé («selbstvergessen») in quel paradiso, ma la scintilla divina che era in loro li spinse a imparare a conoscere tutto («aber der göttlichen Funke, der in ihnen glimmte, spornte sie an, alles kennenzulernen»: cf. p. 13). Allora essi mangiarono dell’Albero della Conoscenza del Bene e del Male e così i loro occhi si aprirono e conobbero in una volta sola se stessi e il mondo. Il loro sguardo giungeva nelle più profonde profondità e nelle più elevate altezze, essi videro Dio all’opera e compresero le sue azioni. Perciò Adamo ed Eva furono espulsi dall’Eden (cf. pp. 13-14).

b)  Tutto proviene da una Sostanza primordiale («Urstoff»); tutta la Materia è solo una manifestazione o apparenza di tale Sostanza ed Essa può essere chiamata con vari nomi: Etere, Dio, Natura, Anima del Mondo… Solo attraverso il nostro Interiore si giunge al Grembo Primordiale dell’Essere (cf. p. 16). Bisogna rinunciare all’Io per entrare nel Tutto e così giungere all’unione con Dio (cf. p. 18). 

c)  Eran Laor condivide il panteismo del filosofo Baruch Spinoza riconoscendolo anche nella Cabala ebraica (cf. pp. 30-32). 

d) Eran Laor afferma che il Segreto della Massoneria è la Grande Esperienza dell’Unità (cf. p. 43), quell’Unità chiamata anche Dio (cf. p. 41)… Le Religioni hanno perso il loro contenuto, solo la Massoneria permette tale Esperienza (cf. p. 44). 

e) I Massoni vogliono conciliare gli Opposti in una Unità superiore (cf. p. 46).

f) Dio, l’Esperienza di Dio, è già dentro di noi, Dio si rivela a noi dentro di noi, perciò l’Uomo non ha bisogno di dogmi religiosi (cf. pp. 54-57), la Massoneria permette la Grande Esperienza, la Grande Esperienza dell’Unità (cf. p. 65), la Massoneria permette l’esperienza del passaggio dalle Tenebre alla Luce (cf. p. 69).

Dunque, per difendere la Massoneria e sostenere la bontà dell’Esperienza individuale fatta dal Massone nella Ritualità Massonica, mons. Weninger cita un libro massonico viennese il cui autore, un massone ungherese-israeliano, fa invece ben comprendere che la dottrina iniziatica della Massoneria è ben diversa e incompatibile con quella della Religione Cristiana e della Chiesa Cattolica.

6.2. La DBK 1980 smentisce di fatto “Lichtenauer Erklärung” (1970) e CDF (1974)!

È vero, come osserva P. Alois Kehl, che la Dichiarazione della DBK del 1980 contraddice la Nota del Card. Seper/CDF del 18(-19) luglio 1974 (cf. Weninger, “Aus Nacht zum Licht”, op. cit., p. 226). In effetti aveva ragione la Dichiarazione della DBK del 1980, non la Nota del Card. Seper del 1974 (sulla quale ho scritto qui nel 2017: https://amicideltimoneferrara.blogspot.com/search?updated-max=2017-06-02T07:53:00%2B02:00&max-results=7&start=5&by-date=false). 

Mons. Weninger fa sua la critica di P. Kehl alla Dichiarazione della DBK (28 aprile 1980, ma resa pubblica il 12 maggio 1980) e in più accusa la DBK di essersi contraddetta con quanto affermava nella lettera del 1° giugno 1968 in cui si pronunciava a favore della rimozione della scomunica ai Massoni (cf. Weninger, op. cit., p. 229). In realtà la DBK non si contraddiceva ma semplicemente rivedeva il suo giudizio (superficiale) del 1968 dopo la lunga e approfondita indagine compiuta da Mons. Stimpfle e dai suoi colleghi di Delegazione.

Mons. Weninger accusa la Dichiarazione DBK 1980 di contraddirsi poiché questa afferma dapprima che la Massoneria non ha una concezione vincolante della realtà ma poi che la Massoneria assume il relativismo come propria concezione della verità e della religione (cf. p. 228) e che la Massoneria vincola i suoi Iniziati con un’appartenenza totale (cf. p. 224).

In realtà non è la DBK a contraddirsi, bensì la contraddizione, quale espressione/conseguenza della unione degli opposti/contrari, è implicita e consequenziale alla Via-Modalità-Ritualità Iniziatica della Massoneria, che, in quanto iniziatica, è appunto graduale, progressiva, esoterica

6.3. Il Card. König tranquilizza il DGM Baresch!

Con lettera del 23 giugno 1980, il Card. König rassicura il DGM Baresch che da parte dei Vescovi Austriaci (anzitutto da parte sua!) non c’è alcuna intenzione di pubblicare una dichiarazione simile a quella della Conferenza Episcopale Tedesca sulla Massoneria e che a Roma (Santa Sede) non è prevista alcuna modifica circa quanto deciso sul can. 2335 e il nuovo CIC (cf. p. 232). Insomma il Card. König non ha nessuna intenzione di imitare la Delegazione di Mons. Stimpfle, magari esaminando a fondo i Rituali dei Tre Gradi della GLvÖ e altri scritti “interni” o “iniziatici” della Massoneria austriaca. Il Card. König ha preferito (af-)fidarsi del (al) Gran Maestro Baresch e della (alla) Massoneria austriaca…

7. Plenaria della Pontificia Commissione per la revisione CIC (1981): No al can. 2335!

Dal 20 ottobre al 29 ottobre 1981 si svolge la Congregazione Plenaria della Pontificia Commissione per la revisione del Diritto Canonico sul tema Massoneria (Weninger, “Aus Nacht zum Licht”, op. cit., pp. 246-266). La questione fondamentale è: assumere o non assumere, nel nuovo CIC, il can. 2335 che commina la scomunica latae sententiae ai cattolici che si iscrivono alla Massoneria? Su questo argomento ho già scritto un articolo nel 2017, al quale rimando il lettore (vedi qui: https://amicideltimoneferrara.blogspot.com/2017/11/la-massoneria-vista-dalla-congregazione.html). Tra coloro che sono favorevoli alla rimozione della scomunica e del can. 2335: il Card. König, il Card. Rosalio José Castillo Lara (Segretario della Pontificia Commissione per la revisione del CIC), Mons. Roman Arrieta Villalobos (Presidente della Conferenza Episcopale del Costa Rica), Mons. José Vicente Andueza Henriquez… Secondo questo gruppo, decisamente maggioritario, la Massoneria non è la stessa dappertutto, non cospira più contro la Chiesa, non è più pericolo per la Chiesa (vedi qui: https://amicideltimoneferrara.blogspot.com/2017/11/la-massoneria-vista-dalla-congregazione.html) È interessante notare che i prelati e membri sudamericani di quella Plenaria sono favorevoli alla Massoneria e alla rimozione della scomunica, e di fatto non tengono in nessun conto l’indagine dei Vescovi tedeschi.

In sostanza, favorevoli all’assunzione del can. 2335 nel nuovo CIC e alla scomunica latae sententiae ai cattolici membri della Massoneria, sono: i prelati tedeschi della Plenaria (che condividono la Dichiarazione DBK del 1980), ossia il Cardinale Joseph Höffner (Presidente DBK) e il Card. Joseph Ratzinger, gli italiani Card. Giuseppe Siri, Card. Pietro Palazzini, Card. Silvio Oddi.

È interessante notare che il Card. Seper ha cambiato la sua posizione del 1968 e del 1974. I risultati dell’indagine di Mons. Stimpfle e della DBK lo hanno convinto che in realtà la Massoneria non ha mutato il suo atteggiamento nei confronti della Chiesa, e che anche la Massoneria amichevole verso la Chiesa è in realtà incompatibile con essa (cf. Weninger, “Aus Nacht zum Licht”, op. cit., p. 254).

Il Card. Pericle Felici, Presidente della Pontificia Commissione per la revisione del CIC, sembra staccarsi dalla posizione antimassonica dei tre cardinali italiani. Il Card. Felici, osservando che ci sono molte associazioni o sette che ai nostri giorni cospirano contro la Chiesa, si chiede perché occorra proprio dare un significato centrale alla Massoneria (cf. Weninger, “Aus Nacht zum Licht”, op. cit., pp. 259-260). E si risponde da solo: “Non lo so!” (cf. p. 260; «[…] quare servare hunc locum centrale massoneriae? Nescio»: p. 393, nota 301).

Ritengo depistante una tale risposta. Infatti, considerando le indagini dei Vescovi tedeschi dal 1974 al 1980 e le manovre massoniche sia mediatiche che “occulte” dal 1965/1968 nei confronti della Chiesa in Europa (specialmente in Austria e Germania), in Gran Bretagna, negli USA, in America Latina, Asia, e specialmente presso il Vaticano attraverso il Card. König, per ottenere l’abolizione del can. 2335, è facile capire che la Massoneria ha un posto e un significato centrale…

In effetti, proprio nella relazione inviata alla Plenaria (dunque anche al Card. Felici), la Conferenza Episcopale Tedesca sottolinea che se si lascerà alle Conferenze Episcopali il giudizio sulla Massoneria locale «si può ben immaginare a quali e quante pressioni saranno assoggettati  i Vescovi da parte di persone influenti per il loro potere o posizione sociale, o dell’opinione pubblica alla cui formazione non sono estranei i massoni» (Congregazione Plenaria della Pontificia Commissione per la revisione del Codice di Diritto Canonico, Libera Muratoria (c. 2335 CIC 1917), Città del Vaticano 20-29 ottobre 1981, Traduzione dal latino di P. Zbigniew Suchecki OFMConv, in GRIS, Religioni e Sette nel mondo – 1. Chiesa Cattolica e Massoneria, n. 1/2008, Edizioni Studio Domenicano, Bologna, p. 182).

Per la Plenaria, arriva il momento delle votazioni. Solo 13 su 59 membri vogliono che sia conservato il can. 2335 (CIC/1917) nel nuovo CIC.  Sono minoranza, perciò non passa la loro richiesta. Poi 20 membri su 58 vogliono che il nuovo canone del CIC (1374), che riguarda le associazioni che tramano contro la Chiesa, menzioni apertamente la Massoneria. Essendo minoranza, anche la loro richiesta non passa (cf. Weninger, “Aus Nacht zum Licht”, op. cit., pp. 260-261).

Dunque, il Card. König, il DGM Baresch e tutta la Massoneria hanno vinto. Grazie anche alla maggioranza della Pontificia Commissione del Card. Felici (e allo stesso Felici), dal nuovo CIC (1983) scompare il can. 2335 CIC/1917 (scomunica latae sententiae ai cattolici massoni) e scompare qualsiasi riferimento alla Massoneria! 

Il can. 1374 del CIC/1983 parla in genere di associazioni che tramano contro la Chiesa, non menziona affatto la Massoneria, e non parla di scomunica latae sententiae ma di giusta pena per chi si iscrive a tali associazioni e di interdetto per coloro che le dirigono (cf. pp. 262-266).

8. La dichiarazione antimassonica CDF del 26-11-1983: opinione privata di Ratzinger?

Il 26 novembre 1983, un giorno prima dell’entrata in vigore del nuovo CIC, la CDF, a firma del Card. Ratzinger, promulga una dichiarazione, approvata da Papa Giovanni Paolo II, in cui si afferma che: 

  • il giudizio negativo della Chiesa nei confronti della Massoneria rimane immutato poiché i princìpi della Massoneria restano inconciliabili con la dottrina della Chiesa;
  • i cattolici che fanno parte della Massoneria sono in peccato grave e non possono accedere alla Santa Comunione;
  • nessuna autorità ecclesiastica locale può derogare a quanto stabilito in questa dichiarazione. 

Riassumo in corsivo gli argomenti di parte massonica e filo-massonica (dunque anche quelli di mons. Weninger) contrari a quella dichiarazione della CDF: 

a)  Non si tratta di un testo giuridico-canonico; non fa parte del CIC 1983 (cf. Weninger, “Aus Nacht zum Licht”, op. cit., pp. 271-272)… 

b) A quale Massoneria si riferisce il testo della CDF?… Il testo della CDF è a-storico («ahistorische») perché non tiene conto delle risposte alle 12 domande del Card. Seper (1968), né della dichiazione di Seper-CDF del 1974, né degli sforzi del Card. König (cf. pp. 277-278)… 

 c) Il concetto di “peccato mortale” non implica una definizione giuridica (cf. p. 280)…

d)  Come ha scritto il Card. König al DGM Baresch il 25-7-1994, quella dichiarazione CDF 1983 è semplicemente un’opinione privata del Card. Ratzinger e non cambia quanto formulato nel CIC 1983 (p. 286, p. 397 nota 356)

Insomma, tali obiezioni sono un arrampicarsi sugli specchi.

Accenno brevemente ad altre due interessanti obiezioni di mons. Weninger alla dichiarazione antimassonica della CDF del 1983.

e) Tentando di difendere la bontà e compatibilità della Massoneria con la Chiesa, Weninger osserva che nella seconda metà del XVIII secolo migliaia di chierici, dalla dignità di Cardinale fino al semplice monaco, erano massoni. Solo in Francia nel 1789 un quarto dei massoni francesi proveniva dal clero. Così, anche in Belgio e in altri parti d’Europa c’erano massoni nel clero. Perciò, si chiede Weninger: costoro erano tutti satanisti ed eretici? («Waren diese Männer allesamt Satanisten und Häretiker?»: p. 279).  Perché Weninger accenna al satanismo? Lapsus freudiano?…

f) Circa il fatto che, secondo la dichiarazione CDF del 1983, l’essere massone è peccato mortale per un cattolico, mons. Weninger osserva che per un peccato mortale occorrono tre elementi: materia grave, piena avvertenza della mente e deliberato consenso. Secondo il Card. König è rara la compresenza di questi tre elementi in un cattolico che è massone… Secondo Weninger solo chi volontariamente e consapevolmente appartiene a una Loggia che combatte contro la Chiesa, allora costui commette peccato mortale, ma quale cattolico massone vuol commettere peccato mortale? Mancando la volontà e il consenso di compiere peccato mortale, questo non c’è (cf. pp. 281-282).

Nonostante le suddette obiezioni capziose di parte massonica e filo-massonica, la Dichiarazione CDF del 1983 svolge un ruolo necessario di istruzione – sia pur breve e semplificata –nel discernimento cattolico circa la Massoneria. L’esame approfondito dei Rituali e dell’“Arte” e “spiritualità” della Massoneria conferma la sostanziale validità di quella Dichiarazione. 

9. Per mons. Weninger, Luce («LICHT») è la vittoria del Card. König e della Massoneria…

Il capitolo finale del libro di mons. Weninger è intitolato “Luce” («Licht»). Già. Ma quale Luce? Eccola: il nuovo CIC non parla più di Massoneria, il can. 2335 CIC/1917 non c’è più, non c’è più la scomunica ai cattolici iscritti alla Massoneria, i cattolici possono tranquillamente far parte della Massoneria… i Massoni ringraziano il Card. König (cf. pp. 288-294)… Secondo mons. Weninger, finalmente la Luce e i raggi del Sole hanno vinto, hanno disperso le Tenebre (cf. p. 294)…

Infine, mons. Weninger ringrazia: le Diocesi di Augsburg e Köln, le Grandi Logge Unite di Germania (VGLvD), la Gran Loggia d’Austria (GLvÖ), la Loggia di Linz “Zu den sieben Weisen” (GLvÖ), e vari dignitari massoni tra cui i rispettivi Gran Maestri della GLvÖ e delle VGLvD (cf. pp. 297-299). Weninger auspica che il Signore ricompensi generosamente il Card. König per il grande lavoro svolto circa la Massoneria e il nuovo CIC (cf. p. 299)…

Nella biografia sul Card. König riportata nell’Appendice N. 5 («Anhang 5») del libro di Weninger, leggiamo che il porporato austriaco si è proposto il superamento dell’isolamento della Chiesa nei Paesi comunisti dell’Europa orientale, è stato Architetto della Ostpolitik vaticana («Er gilt durchaus als Architekt einer “Ostpolitik” des Vatikans»: p. 346). Come Presidente del Segretariato per il Dialogo con i Non-Credenti, ha costruito un ponte («eine Brücke») verso i Massoni (cf. p. 347), è stato uomo della riconciliazione (cf. p. 347), Presidente diPax Christi International” dal 1985 al 1990 (cf. p. 348), Maestro del Dialogo («ein Meister des Gesprächs»: p. 349)… 

* * *

A proposito di Ecumenismo. L’Appendice III del libro di mons. Weninger («Anhang 3»), è il testo della Posizione critica di P. Alois Kehl SVD nei confronti della Dichiarazione antimassonica della DBK del 1980 (“Stellungnahme von Pater Alois Kehl SVD zur Erklärung der Deutschen Bischofskonferenz zum Verhältnis Katholische Kirche und Freimaurerei in Deutschland”: pp. 317-337). P. Kehl ricorre anche all’Ecumenismo per difendere la Massoneria e in particolare la sedicente “Massoneria cristiana” (ossia una delle 5 Grandi Logge che compongono le VGLvD): viviamo nel tempo dell’Ecumenismo («Im Zeitalter der Ökumene») dove nelle chiese cattoliche si celebrano servizi liturgici ecumenici («wo in katholischen Kirchen ökumenische Wortgottesdienste gehalten werden»), così nella “Massoneria cristiana” si incontrano e pregano insieme sia cristiani delle varie Confessioni e sia cristiani indipendenti da qualsiasi Chiesa (cf. p. 334)… Perché non si dovrebbe concedere ai Massoni un atteggiamento ecumenico, che si ammira a Taizé? («Warum soll man den Freimaurern an ökumenischer Haltung nicht zugestehen, was man an Taizé bewundert?»: p. 334).

È interessante l’accenno di P. Kehl all’atteggiamento ecumenico della Massoneria “cristiana” (tedesca e scandinava) e di Taizé…Sarebbe interessante anche rilevare alcune somiglianze o punti di contatto tra ambienti ecumenici e cultura massonica ma ciò richiederebbe un altro studio… 

* * *

Concludo, ritornando sul tema della “Luce”, ossia la Luce Massonica, citando un paio di scrittori, massoni tedeschi, i quali fanno conoscere la Massoneria assai meglio di quanto cerchi di fare mons. Weninger…

Adolf Hemberger (1929-1992) è stato studioso di Esoterismo, di Massoneria e della “Fraternitas Saturni”, un Ordine iniziatico dedito alla magia che rivaluta positivamente Lucifero inteso come Saturno – Portatore di Luce… 

Hemberger è stato anche: a) Gran Maestro di un Ordine Martinista (Ordine iniziatico dedito alla magia e alla Cabala ebraica “cristianeggiante”); b) Maestro Venerabile di una Loggia regolare tedesca (VGLvD); c) membro della Loggia “Quatuor Coronati N. 808, all’Oriente di Bayreuth (VGLvD). 

Tra il 1970 e il 1971, Adolf Hemberger scrive un volume di oltre 300 pagine dattiloscritte intitolato “Organisationsformen, Rituale, Lehren und magische Thematik der freimaurerischen und freimaurerartigen Bünde im deutschen Sprachraum Mitteleuropas.  Der mystisch-magische Orden Fraternitas Saturni”.   In quel testo il massone Hemberger afferma che il culto a Saturno nella “Fraternitas Saturni” è un culto a Lucifero inteso quale Portatore di Luce (cf. pp. 6-7).  Br.·. Hemberger attribuisce al Lucifero della Qabalah e al Satana di Carducci un significato positivo e fa capire chiaramente che egli crede nell’esistenza di un certo Luciferismo nella Massoneria e che egli lo condivide (cf. pp. 96-97). Hemberger afferma chiaramente il carattere magico dei Lavori Rituali della Massoneria regolare (cf. pp. 147-150). Hemberger professa la Gnosi, condivide la dottrina della “Fraternitas Saturni” (cf. pp. 303-304)…

Dal 1988 al 2002, il massone Alfried Lehner (1936-2019) è stato Presidente della Commissione Rituale della Gran Loggia degli Antichi Liberi e Accettati Muratori di Germania (Großloge A.F.u.A.M. von Deutschland) che è una delle 5 Grandi Logge che compongono le VGLvD (vedi qui: https://de.wikipedia.org/wiki/Alfried_Lehner). 

Nell’articolo, “Tubal-Kain – nur ein Paßwort?“, pubblicato sulla rivista massonica tedesca “Humanität” (Zeitschrift für Gesellschaft, Kultur und Geistesleben. Im Auftrage der Großloge A.F.u.A.M. von Deutschland), N. 6, November 1996 (pp. 19-20), il suddetto Alfried Lehner fa capire che Tubal-Kain, Parola di Passo del 1° Grado di Apprendista Libero Muratore, indica il primo fabbro biblico di discendenza cainita e rappresenta sia l’elemento creativo faustiano che è in noi («das faustisch Schaffende in uns»: cf. p. 19, grassetto mio) e sia la ricerca di Luce della Massoneria ( «Lichtsuche der Menschheit»; «die Königliche Kunst»: cf. p. 20). Inoltre Tubal-Kain richiama il mito di Prometeo («Prometheus-Mythos»), la scintilla divina («den göttlichen Funken») e l’elemento faustiano che è nel Libero Muratore, e il Portatore di Luce («Lichtbringer») ossia «Luzifer» (cf. p. 19, grassetto mio)…

Indubbiamente, nella luce massonica di «Tubal-Kain», Parola di Passo del 1° Grado di Apprendista, si ha una rivalutazione positiva di «Luzifer» (sia esso inteso come concetto, mito, simbolo o essere)… 

prima parte

Padre Paolo M. Siano

fonte

corrispondenza romana

Submit a Comment

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.