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“CI DIMETTIAMO PER LE PRESSIONI POLITICHE SUI VACCINI”, TERREMOTO TRA I VERTICI DELLA FDA

Posted by on Set 7, 2021

“CI DIMETTIAMO PER LE PRESSIONI POLITICHE SUI VACCINI”, TERREMOTO TRA I VERTICI DELLA FDA

Mai come in questo periodo storico le agenzie di regolamentazione dei farmaci hanno assunto un ruolo così importante. La salute di miliardi di persone dipende infatti dalle valutazioni che queste agenzie fanno in merito ai vaccini anti Covid prodotti dalle multinazionali.

Il rischio è che agenzie come FDAEMA e AIFA possano essere soggette al ricatto della politica e delle aziende farmaceutiche e cadere così in pesanti conflitti di interesse.

Le improvvise dimissioni nella FDA

Un segnale che ci possa essere qualcosa di marcio nel meccanismo di approvazione dei vaccini anti Covid è arrivato ora dagli Stati Uniti, in particolare dalla Food and Drug Administration. Due tra i più importanti membri della FDA che lavoravano nell’ambito dell’approvazione dei vaccini hanno infatti rassegnato le dimissioni.

Si tratta di Marion Gruber, Direttrice dell’Ufficio di ricerca e revisione sui vaccini, con un’esperienza di 32 anni all’interno dell’agenzia, che lascerà il suo posto ad ottobre. L’altro è Phil Krause, vicedirettore dello stesso ufficio, con una carriera di dieci anni all’interno dell’FDA. Anche lui lascerà il posto entro questo autunno. Qual è il motivo dietro a questo terremoto all’interno dell’agenzia americana?

Secondo i media statunitensi la motivazione sarebbe legata alle pressioni politiche subite per velocizzare l’approvazione dei vaccini anti Covid e in questo caso particolare della terza dose.

Nessuno ha autorizzato la terza dose

In pratica da diverse settimane le autorità politiche americane, così come quelle europee ed italiane, stanno infatti dando già per scontata l’imminente approvazione per la terza dose, preannunciando anche una sua prossima somministrazione alla popolazione.

Già a metà agosto infatti il Presidente americano Joe Biden aveva fatto un annuncio alla nazione sostenendo che i richiami sarebbero stati pronti già dal 20 settembre e un rappresentante della Casa BiancaJeff Zients, aveva addirittura detto che tale previsione aveva ricevuto la benedizione della stessa FDA.

Niente di tutto questo invece risulta essere vero. Perché sia la FDA, che l’EMA non hanno ancora completato l’iter di revisione che potrebbe portare ad una successiva autorizzazione.

Prudenza che è stata condivisa anche dall’Organizzazione Mondiale della Sanità che ha definito la terza dose come “non urgente”.

La controversa approvazione del vaccino Pfizer

Alla luce di questo scenario fatto di pressioni politiche la decisione di dimettersi da parte dei due funzionari della FDA non è di certo rassicurante. Si sono dimessi perché non più in grado di tutelare l’indipendenza dell’agenzia dalle pressioni esterne?

Potrebbe poi non essere un caso che la scelta di lasciare l’agenzia arrivi dopo la controversa e ancora non del tutto chiarita approvazione fatta rispetto al vaccino prodotto dalla Pfizer Biontech. La stessa FDA ha infatti specificato che l’autorizzazione in via emergenziale rimane valida per tutte le dosi prodotte prima dell’approvazione ancora in commercio, specificando che le nuove dosi, quelle approvate, non sono sufficienti per una copertura della popolazione.

Contraddizioni che non dovrebbero far parte di un preciso e meticoloso lavoro di approvazione, ma che sembrano più il risultato di una combinata pressione tra politica e multinazionali del farmaco.

I conflitti di interesse con le aziende del farmaco

A questi episodi non si possono non sommare gli irrisolti conflitti di interesse che animano la storia di agenzie come la FDA e l’EMA. Alcuni media americani avevano infatti riportato come dei consulenti dell’agenzia di regolazione del farmaco americana, decisivi nel processo di approvazione dei medicinali, venissero poi successivamente riempiti di regali da parte delle multinazionali.

In un caso era stata la stessa Astrazeneca a dare rispettivamente 200.000 e 11.000 dollari a due di questi consulenti. Vi avevamo poi dato già conto dell’ambiguo curriculum della direttrice dell’EMAEmer Cooke, che per cinque anni aveva lavorato per il principale consorzio lobbistico europeo delle multinazionali farmaceutiche, che comprendeva al suo interno diverse sigle oggi impegnate nella produzione dei vaccini anti Covid.

Chi oggi decide di fidarsi della scienza lo fa spesso inconsapevole dell’esistenza di questi giochi di potere, fatti sulle spalle della salute dei cittadini, con l’unico obiettivo di incassare più soldi e mantenere un maggiore controllo sulla popolazione.

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