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Cliniche per il controllo delle nascite, 100 anni di eugenetica e razzismo

Posted by on Mar 19, 2021

Cliniche per il controllo delle nascite, 100 anni di eugenetica e razzismo

Il 17 marzo 1821 Marie Stopes apriva a Londra la prima clinica per il controllo delle nascite. È considerata uno dei più grandi successi umanitari, ma in realtà è un’opera della Società Eugenetica che con la clinica aveva lo scopo di impedire la riproduzione di poveri e malati. E l’influenza eugenetica a danno delle donne dura tuttora sotto gli slogan di “scelta” e “libertà”.

Esattamente cento anni fa, il 17 marzo 1921, fu inaugurata la prima clinica di pianificazione familiare della Gran Bretagna al 61 di Marlborough Road, Holloway, Londra. Le celebrazioni ufficiali del centenario indicano l’evento come uno dei più grandi successi umanitari del secolo scorso. Ma in realtà il valore di questo evento può essere compreso soltanto se si riconosce e si fanno i conti con il movimento eugenetico, che è stato la chiave per l’apertura della prima Mother’s Clinic (questo era il nome ufficiale). Aprire un capitolo della storia britannica tanto vergognoso quanto doloroso potrebbe rovinare le celebrazioni, ma aprirebbe un dibattito oggi più che mai necessario su quale influenza ha avuto l’eugenetica sulle attuali pratiche di controllo della popolazione.

Il movimento eugenetico è diventato potente in Gran Bretagna all’inizio del XX secolo. La sua missione era prendere il controllo della natalità e creare una razza superiore attraverso la procreazione selettiva. Il tasso di natalità complessivo della Gran Bretagna era in calo dal 1876, il problema per gli eugenisti era che la riduzione non era uniformemente distribuita tra tutte le classi sociali. Le persone più povere in Gran Bretagna erano le più prolifiche e questo implicava un “deterioramento nazionale” della razza, un disastro per le generazioni future e per l’impero britannico. La loro soluzione è stata quella di correggere lo squilibrio eliminando poveri, malati e disabili. L’introduzione della pianificazione familiare nel 1921 serviva a questo scopo.

L’eugenetica, che significa “nascere bene”, era considerata una scienza rispettabile dall’élite. Il movimento contava alcuni dei britannici più importanti e influenti di quell’epoca. Includevano: John Maynard Keynes, Lady Constance Lytton, Bertrand Russell, George Bernard Shaw, HG Wells, nonché membri senior dell’establishment politico come Winston Churchill e influenti professionisti medici come Sir James Barr, ex presidente della British Medical Association. Barr doveva poi diventare vicepresidente della Society for Constructive Birth Control and Racial Progress (“CBC”), l’organizzazione di supporto della Mother’s Clinic. Winston Churchill divenne Primo Ministro del Regno Unito dal 1940 al 1945 (durante la Seconda guerra mondiale) e di nuovo dal 1951 al 1955.

Una lettera scritta da Winston Churchill nel 1910 al primo ministro Henry Asquith, fa capire come lui e molti membri del movimento eugenetico valutassero lo squilibrio della popolazione in quel momento. “La crescita innaturale e sempre più rapida delle classi di deboli di mente e di pazzi, unita com’è a una costante restrizione delle fasce di popolazione giudiziose, energiche e superiori, costituisce un pericolo nazionale e razziale che è impossibile esagerare”.

Nel 1921 la Società Eugenetica aveva già consolidato un impatto sulla società. Il manifesto della CBC prendeva di mira coloro che erano considerati non idonei alla genitorialità. Affermava: “PER QUANTO RIGUARDA LA POPOLAZIONE ATTUALE. Diciamo che purtroppo ci sono molti uomini e donne a cui dovrebbe essere impedito del tutto di procreare figli, a causa della loro cattiva salute individuale o della natura malata e degenerata della prole che ci si può aspettare che producano. Queste considerazioni non si applicherebbero a un mondo migliore e più sano”.

Non è un caso, quindi, che la prima clinica per il controllo delle nascite e quelle aperte successivamente, fossero concentrate in zone povere e disagiate di Londra. La Mother’s Clinic, aperta e finanziata dalla dottoressa Marie Stopes e dal suo secondo marito, Humphrey Roe – entrambi membri attivi della Società Eugenetica – mirava a ridurre il tasso di natalità delle classi inferiori. Ironia della sorte, la clinica era arredata in “(colori) blu e bianco accoglienti, con un vaso di fiori freschi alla reception e carta da parati che mostrava bambini sorridenti” per rassicurare le donne [non avevano nulla contro le famiglie] che cercavano il suo consiglio e i suoi servizi. Uno staff di sole donne forniva istruzioni sul controllo delle nascite e offriva dispositivi contraccettivi gratuitamente alle donne povere e della classe operaia. Per coloro che non si avvalevano del servizio, Stopes promosse una campagna a favore di leggi per costringerle obbligatoriamente a sterilizzarsi e nel frattempo spingeva perché alle donne fosse applicata la Gold Pin (un meccanismo intrauterino in oro) che induce l’aborto.

Nonostante ciò, il primo tentativo della Gran Bretagna di imporre la procreazione selettiva è passato con successo con il pretesto dei diritti delle donne e della libertà riproduttiva. Marie Stopes ha così guadagnato meriti e le è stato riconosciuto un ruolo importante nella storia femminista per aver liberato le donne dalla schiavitù sessuale per godersi una vita di uguaglianza sessuale.

Anche dopo la sua morte, nel 1958, l’eugenetica di Marie Stopes ha continuato ad avere un impatto sulla società. A suo nome, sono state aperte oltre 600 cliniche Marie Stopes International in tutto il mondo e il suo sito web vanta fino ad oggi 31 milioni di aborti. Ma, quando le visioni eugenetiche estreme della Stopes alla fine sono emerse e il suo nome è diventato più di imbarazzo che di aiuto, l’organizzazione nel novembre 2020 ha abbandonato il suo nome rinominandosi MSI Reproductive Choices. Ma le organizzazioni pro-life affermano che MSI Reproductive Choices continua a seguire gli stessi princìpi eugenetici voluti da Marie Stopes, qualunque sia il nome con cui decidono di chiamarsi. Quello che è iniziato come un esperimento per controllare la popolazione più povera della Gran Bretagna – dicono – si è diffuso e si è sviluppato in un controllo autoritario sui più poveri in tutto il mondo.

Fin dalle sue origini, il movimento eugenetico ha suscitato diverse critiche, le più feroci da parte della Chiesa cattolica. Tuttavia, è stato solo quando è stato associato alla Germania nazista e all’Olocausto dopo la Seconda guerra mondiale, che ha perso la maggior parte della sua influenza. Gli avvocati ai processi di Norimberga dal 1945 al 1946 hanno legittimamente sottolineato che c’era poca differenza tra i programmi di eugenetica nazista e i programmi in essere nei paesi europei e in America durante lo stesso periodo. E anche se le politiche eugenetiche furono in gran parte abbandonate nei decenni successivi, il pensiero eugenetico sopravvisse rendendosi appetibile per un pubblico moderno. Gli eugenisti post-1945 scoprirono che adattando alla nuova realtà obiettivi e messaggi, i metodi sostenuti potevano rimanere gli stessi. Hanno iniziato rimuovendo la parola eugenetica dall’uso comune e sostituita con la terminologia medica o con slogan popolari come “scelta” e “libertà”.

Un ottimo esempio di questa strategia è ancora in Gran Bretagna. Nel 1989, visti i vantaggi di presentarsi con una veste nuova, la Società Eugenetica si è rinominata The Galton Institute. Tuttavia Francis Galton, così come successivamente Marie Stopes, ha svolto un ruolo chiave nel lancio del movimento eugenetico in Gran Bretagna e negli Stati Uniti. Ha anche coniato il termine eugenetica. Però l’uso del suo nome ha permesso all’istituto di continuare il suo lavoro e di esercitare la sua influenza nel mondo accademico.

È un grave errore del pensiero contemporaneo, dicono i critici, relegare l’eugenetica al passato, quando invece i valori che ne sono alla base sono ben vivi. Almeno, la discriminazione razziale di cui le donne sono state e sono ancora vittime a causa dei programmi di controllo della popolazione, merita più di un timido cenno. E ci sono altre domande scomode che richiedono risposte, come ad esempio quale influenza abbiano avuto l’eugenetica e le tecnologie per il controllo delle nascite sulle dimensioni, la composizione e il benessere della società, anche se questo significa approfondire un capitolo controverso della storia britannica. Ma sono queste le questioni spinose che queste celebrazioni del centenario dovrebbero affrontare, se vogliono essere considerate con rispetto.

Britain’s first birth control clinic, 100 years of eugenics and racism

17th of March 1921 Marie Stopes opened Britain’s first eugenic family planning clinic in London. It’s considered one of the greatest humanitarian success of the last century even though the Eugenics Society established the clinic to eliminate the poor and sick. Critics are urging for a debate on the influence eugenics has had on birth control programs currently in use because under the slogans choice and freedom the racial discrimination of women continues today.

One hundred years ago on March 17, 1921, Britain’s first family planning clinic was opened at 61 Marlborough Road, Holloway, London. Centenary celebrations will certainly pinpoint the event as one of the greatest humanitarian successes of the last century. But critics say this catalytic event can only be understood if the Eugenics movement, which was key to the opening of the first Mother’s Clinic, is acknowledged and confronted at the same time. They admit that unpacking a chapter in British history which is as shameful as it is painful could dampen festivities, but more importantly it would open the much needed debate on what influence eugenics has had on the population control practices diffuse today.

The Eugenics movement became a force in Britain at the start of the 20th century. Its mission was to take control of the birthrate and create a superior race through selective breeding. Britain’s overall birth rate had been declining since 1876, the problem for eugenicists was that the reduction was not evenly spread across all social classes. The poorest people in Britain were the most prolific and this implied a “national deterioration” of the race, a disaster for future generations and the British empire. Their solution was redress the imbalance by eliminating the poor, sick and disabled. The introduction of family planning in 1921 served this purpose.

Eugenics, which means ‘well born’, was considered a respectable science by the elite. The movement counted some of the most notable and influential Britons of that era. They included: John Maynard Keynes, Lady Constance Lytton, Bertrand Russell, George Bernard Shaw, H.G. Wells as well as senior members of the political establishment such as Winston Churchill and influential medical professionals like Sir James Barr, ex-president of the British Medical Association. Sir James Barr was to become a vice-president of The Society for Constructive Birth Control and Racial Progress (“CBC”) the Mother’s Clinic’s support organisation. Winston Churchill became Prime Minister of the United Kingdom from 1940 to 1945, (during the Second World War) and again from 1951 to 1955.  

A letter written by Winston Churchill in 1910, to the Prime minister Henry Asquith, captures how he and many members of the Eugenics movement assessed the population imbalance at the time. “The unnatural and increasingly rapid growth of the Feeble-Minded and Insane classes, coupled as it is with a steady restriction among all the thrifty, energetic and superior stocks, constitutes a national and race danger which it is impossible to exaggerate.”

By 1921 the Eugenics Society had started to make an impact on society. The CBC’s manifesto targeted those considered unfit for parenthood. It stated: “AS REGARDS THE POPULATION AT PRESENT. We say that there are unfortunately many men and women who should be prevented from procreating children at all, because of their individual ill-health, or the diseased and degenerate nature of the offspring that they may be expected to produce. These considerations would not apply to a better and healthier world.”

It was no coincidence, therefore, that the first birth control clinic and those opened subsequently, were clustered in poor and disadvantaged areas of London. The Mother’s Clinic, opened and funded by Dr Marie Stopes and her second husband, Humphrey Roe – both active members of the Eugenics Society – aimed at reducing the birth rate of the lower classes. Ironically, the clinic was furnished in ‘friendly blues and whites, with a vase of fresh flowers on the front desk and wallpaper showing smiling infants’ to reassure the women [they had nothing against families] who sought its council and services. An all-female staff provided instruction in birth control and supplied contraceptive devices free of charge to poor and working-class women. For those who did not avail themselves of the service, Stopes campaigned for laws to have them compulsorily sterilised and in the meantime advocated women be fitted with the abortion inducing Gold Pin. Despite this, Britain’s first attempt to impose selective breeding passed successfully under the guise of women’s rights and reproductive freedom. Marie Stopes walked off with the credit and a prize position in feminist history for having liberated women from sexual slavery to enjoy a life of sexual equality.

Even after her death, in 1958, Marie Stopes’ eugenics has continued to have an impact on society. In her name, over 600 Marie Stopes International clinics have been opened around the world and its website proudly boasts 31 million abortions to date. But, when Stope’s extreme racist eugenic views finally caught up with her and her name  became more of a hindrance than a help, the organisation dropped her name and called itself MSI Reproductive Choices instead, last November 2020. Yet, Pro-life organisations claim that MSI Reproductive Choices continues to employ the same eugenic-minded principles masterminded by Marie Stopes whatever they decide to call themselves. They argue, that what started as an experiment to control Britain’s poorest population, has spread and developed into an authoritarian control  over the world’s poorest citizens.

Since its origins, the eugenics movement has prompted pockets of criticism, non so fiercely as from the Catholic Church. Yet, it wasn’t until it became associated with Nazi Germany and the Holocaust after WWII, that it lost most of its influence. Lawyers at the Nuremberg trials of 1945 to 1946 legitimately pointed out there was little difference between the Nazi eugenics programs and the programs in practice in European countries as well as America during the same period. And even though eugenics policies were largely abandoned in the following decades, eugenetic thought survived by making itself palatable to a modern audience. Post -1945 eugenicists found that by adapting eugenetic messaging and targets the methods it advocated could remain in tact. They started by removing the word eugenics from common use and replaced it with medical terminology or popular slogans like ‘choice’ and ‘freedom’.

A prime example of this strategy in operation takes us back to Britain. In 1989, the Eugenics Society also saw the advantages of giving itself a new label and is now known as The Galton Institute. Yet, Francis Galton, not unlike Marie Stopes later, played a key role in launching the eugenics movement in Britain and USA . He even coined the term eugenics. The use of his name has permitted the institute to continue its work and influence today cloaked in academia.

It’s a serious mistake, critics say, that contemporary thought relegates eugenics comfortably to the past, when the values underpinning it are alive. At least, the racial discrimination that women have been and are still subjected to as a result of population control programs, they argue, merits more than a passing nod. And, there are other hard questions that urge answers, like what influence eugenics and birth control technologies have had on the size, composition and well-being of society, even if that means delving into a controversial chapter in British history. These are the knotty issues these centenary celebrations need to address, if it aspires to be worthy of any serious consideration or respect.

fonte

https://newdailycompass.com/en/britains-first-birth-control-clinic-100-years-of-eugenics-and-racism

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