Alta Terra di Lavoro

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Colle San Magno e Roccasecca piangono Antonio Valerio Fontana

Posted by on Ago 15, 2020

Colle San Magno e Roccasecca piangono Antonio Valerio Fontana

Nella sua abitazione di Roccasecca Scalo, è venuto prematuramente a mancare dopo una repentina ma inesorabile malattia, Antonio Valerio Fontana, raffinato poeta ed elegante romanziere che ad onta della sua giovane età (aveva soltanto 33 anni) era riuscito ad ottenere grandi successi ed unanimi apprezzamenti di critica.

Chi scrive questo articolo (un compito al quale nessun cronista, neanche il più avvezzo e navigato, vorrebbe mai assolvere), ha avuto il piacere e l’onore di accompagnare il caro Valerio in parecchie presentazioni dei suoi libri e in numerosi convegni in giro per l’Italia, apprezzandone lo spessore e la competenza, sempre ammantata da una semplicità, a volte disarmante, che lo portava spesso e volentieri a schernirsi, e anche a commuoversi, quando i complimenti e le felicitazioni si facevano più pressanti ed insistenti. Come dimenticare la presentazione del suo libro migliore, “Oltre le stelle”, nell’elegante atmosfera dell’Ambasciata del Messico a Roma, dove la sua vena mirabile di ottimo romanziere ha ricevuto la consacrazione ufficiale. E come dimenticare il bel viaggio in macchina alla volta di Segusino, assieme ad altri cari amici, per presentare lì, in quel piccolo paese del trevigiano, il suo capolavoro che ha preso vita ed ispirazione partendo proprio da quelle balze scoscese ed amene, all’ombra del Monte Grappa. Ricordi indimenticabili che si affacciano nella mente e che resteranno indelebilmente impressi nella memoria di chi, come me e come tanti altri, ha avuto la fortuna di conoscere e di praticare, ahimè per troppo poco tempo, quella persona straordinaria ed unica che è stato Antonio Valerio Fontana. Un ragazzo dolce, gentile, innamorato delle sue radici, della sua Colle San Magno che non dimenticava mai di ricordare nei suoi post e nei suoi messaggi, anche quando le forze stavano ormai per abbandonarlo per sempre. L’ho sentito al telefono soltanto pochi giorni fa e ho avuto modo di constatare che lo spirito era quello di sempre, uno spirito guerriero che non aveva alcuna intenzione di arrendersi all’ineluttabile. «Ce la farò a vincere questa dura battaglia, amico mio. Abbiamo ancora tante cose da fare» mi ha detto. Però la salita si è rivelata troppo aspra ed anche quell’indomito guerriero è stato costretto ad arrendersi. Ma Valerio (io l’ho chiamato sempre così e così continuerò a fare), se ha perso la battaglia con la morte, ne ha vinta un’altra ben più importante: ha lasciato in eredita a tutti quelli che lo hanno conosciuto il suo ricordo, il suo sorriso e, soprattutto, le sue opere. Qualcuno di cui non ricordo il nome ha detto che i poeti e gli scrittori non muoiono  mai, sono eterni, perché i loro versi e i loro libri rimarranno vivi per sempre. E tu caro Valerio sei sicuramente in questa cerchia ristretta di eletti. Adesso ti saluto caro amico mio perché sono convinto che, ancora una volta, ti saresti schernito, invitandomi a smetterla con gli elogi e con i complimenti. E scusami, caro Valerio, se non verrò a salutarti per l’ultima volta nella chiesa di Colle San Magno ma io non sono un guerriero come te e so che mi mancherebbero le forze. Così come so per certo che tu ora stai cavalcando con la tua solita irruenza nelle immense praterie del cielo, lassù in alto dove un giorno torneremo ad incontrarci tutti.

Si proprio lassù ben “oltre le stelle”. Ciao amico mio e che il riposo eterno ti sia lieve.  

Fernando Riccardi   

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