COME SI PRESENTAVA L’APPIA ALL’INIZIO DELL’OTTOCENTO
Giulia Gonzaga
Sebbene siano stati tantissimi i viaggiatori europei che hanno immortalato, nei loro taccuini, i volti delle città attraversate nel corso dei loro viaggi, sono davvero pochi coloro che ci hanno lasciato delle testimonianze dello stato in cui versava, al tempo del Grand Tour, la regina delle strade italiane: l’Appia. Una delle più rare e rappresentative vedute di questa direttrice stradale è quella contenuta nel celebre “Manuale per i viaggiatori in Italia, da Londra a Napoli”, una guida di viaggio che illustra appunto l’itinerario da Londra a Napoli, con menzione e descrizione dei luoghi notevoli da visitare e indicazioni pratiche per i viaggiatori. Il titolo originale del libro è “The hand-book for travellers in Italy, from London to Naples” il cui testo fu realizzato nel 1830 dal pittore e scrittore inglese William Brockedon, membro della “Fiorentina e Romana Accademia di Belle Arti”. La litografia rappresenta un interessante scorcio della “Regina Viarum” ripreso nel tratto che attraversa l’area al tempo ancora parzialmente occupata delle Paludi Pontine (il titolo scelto dall’autore per questa litografia è infatti “Pontine Marshes”); qui l’Appia si snoda infatti in un lungo rettilineo che conduce agevolmente nel territorio di Terracina e all’ingresso del Regno di Napoli: Fondi. Da notare le buone condizioni in cui versava nell’Ottocento il manto stradale che ricordiamo non era ancora fatto di asfalto come oggi; sulla maggior parte dei tratti che ricalcavano l’antico tracciato della via consolare era stato infatti sparso (sopra ai conci di epoca romana) uno strato di ghiaia e terreno per renderlo privo di dislivelli.



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