Alta Terra di Lavoro

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CON LA RIFORMA-RENZI, IL SUD DIVENTA UNA COLONIA PER NORMA COSTITUZIONALE

Posted by on Ott 31, 2016

CON LA RIFORMA-RENZI, IL SUD DIVENTA UNA COLONIA PER NORMA COSTITUZIONALE

C’è persino un documento del Pd che lo dice: quello che non si riuscì a fare con la Lega e Berlusconi, rivelatisi insufficienti, può riuscire con Renzi: concentrare al Nord diritti e poteri; e ridurre le altre Regioni a colonia. E così, razziare le risorse del Paese per legge costituzionale e non più solo per furti tramite governi al servizio di poteri impresentabili.

Infatti, la Legge Fondamentale è riscritta in modo che sia non solo legale, ma “costituzionale” che il Nord abbia diritto a tutto e il Sud a niente. Quindi, non si potrà più pretendere di essere trattati allo stesso modo, perché definiti “uguali” nella Carta. Non lo siamo nemmeno adesso, ma se la Costituzione dice che gli italiani hanno gli stessi diritti, può essere invocata da chi se li vede negati, mentre ad altri vengono garantiti non solo i diritti, ma persino i privilegi.

Con la Riforma della P2, riproposta da Renzi, non sarà più possibile. Le Regioni del Nord diventano “virtuose”, solo perché più ricche (grazie al furto di soldi pubblici convogliati al Nord, basti vedere l’idrovora Milano con Expo, Human Technopole e altre scuse per rastrellare soldi degli altri o il Mose, o l’alta velocità Torino-Milano o Genova-Milano, monumenti all’inutilità, allo spreco e alla corruzione che costano, a chilometro, sino a 12 volte che in Spagna o Francia). Le Regioni “virtuose” (spesso solo più ladre) avranno poteri tali da divenire, di fatto, stati indipendenti; mentre quelle del Sud saranno sottoposte a tutela da uno Stato centrale che più di adesso sarà nelle mani del Nord.

Insomma, la definitiva certificazione di quello che è sempre stato, ma che non si è mai detto apertamente: l’Italia non fu unita, ma si conquistò il Sud per spogliarlo delle sue risorse e farne una colonia, tenendolo in permanente stato di minorità. Naturalmente, questo non è quanto volevano gli idealisti, del Nord e del Sud, che sognavano davvero un Paese unico e unito e tanti di loro (non a caso i migliori uomini che abbia partorito l’Italia) spesero la vita a cercare il modo di ricucire la “frattura unitaria” (contraddizione originale…) che scellerate politiche si ostinavamo a mantenere e accrescere.

Perché il disegno della colonizzazione divenisse “costituzionale”, è stato necessario togliere di mezzo le persone migliori di questo Paese, distruggere quel che di buono erano riusciti a costruire, nonostante tutto; e finalmente mettere alla guida dell’Italia degli incapaci disposti a tutto, in primis, a servire chi di dovere. Non so…, paragonate una Madia a Fanfani, una Boschi ad Aldo Moro, un Renzi a Berlinguer e pensate cosa sarebbe successo se si fosse scoperto che il padre di uno di quei signori si fosse rivolto, come papà Boschi, a un piduista condannato per bancarotta fraudolenta e in contatto con mafia corleonese e banda della Magliana, per chiedere consigli sulla gestione di Banca Etruria. Ci siamo capiti? O ci vogliamo convincere che non esistono, non in Italia, in un condominio qualsiasi, persone migliori dei nulliformi nominati al governo, da Renzi a Lorenzin, ad Angelino (quando non è sostituito dall’ambasciatore del Kazakinstan)?

Con gentucola di questo livello, puoi finalmente sfasciare un Paese. Ed è quello che si vuole ottenere con il referendum. Non penserete che si faccia tutto ‘sto casino per non abolire il Senato e trasformarlo in covo per avanzi di galera che non avendo immunità parlamentare, perché soltanto sindaci o consiglieri regionali, sfuggiranno alle eventualmente meritate galere facendosi nominare senatori? (Non eleggere, badate: nominare; insomma, alla Renzi, che si ritrova a capo del governo, per personale capriccio di un presidente della Repubblica di militanza quarantennale in una delle più retrive logge statunitensi, secondo “Massoni”).

Con la riforma costituzionale Renzi-Boschi i cittadini non saranno più uguali. Non ci sarà più un Paese diviso solo in due, ma in tanti staterelli che vedranno sancito dalla Costituzione il diritto a prendere e non dare (o far finta di restituire gli spiccioli della rapina) e tanti staterelli dove persino diritti fondamentali quali salute e istruzione diverranno privilegio di pochi. Nemmeno oggi gli italiani sono uguali, si dirà. Ma mai si era arrivati a mettere nero su bianco nella Costituzione l’obiettivo di incrementare le differenze Nord-Sud. Sarebbe come scrivervi: “Le donne possono esser trattate peggio”.

Non sono le “solite” esagerazioni dei “soliti terroni” che, come dicono anche i “meridionalisti evoluti”, “si lamentano sempre”; lo scrivono i Consiglieri regionali del Pd dell’Emilia Romagna, in un documento approvato a fine settembre: “La formulazione dell’art. 116, fornisce un rilevante strumento di autonomia alle Regioni più virtuose sotto il profilo del bilancio, consentendo a queste ultime di accedere a forme e condizioni particolari di autonomia in alcuni ambiti di competenza esclusiva dello Stato tra i quali sono inclusi: il governo del territorio, le politiche attive del lavoro, l’ordinamento scolastico, la tutela dei beni culturali, l’ambiente, il turismo, il commercio con l’estero”.

Traduciamo: la riforma toglie molti poteri alle Regioni, però ne restituisce altrettanti alle sole Regioni ricche, cioè quelle che possono far quadrare il bilancio. In questo modo l’Emilia Romagna, come tutto il Nord ricco e perciò “virtuoso”, potrà decidere in autonomia che fare della scuola, del territorio, come tutelare l’ambiente, i beni culturali, promuovere il turismo, il lavoro e il commercio con l’estero. Gli altri si arrangeranno con quel che passa la mensa dei servizi minimi nazionali.

Torniamo al documento dei consiglieri regionali del Pd emiliano: “Viene dato vita in sostanza ad un federalismo differenziato, selettivo e meritocratico, che punta a premiare le Regioni più virtuose”.

Ecco l’obiettivo della riforma: creare un’Italia differenziata, che selezioni chi può avere scuola, turismo e ambiente di serie A e chi di serie B o C. A parole si premia chi è “virtuoso”, ma l’unico misuratore della “virtù” sono i soldi. E i soldi, spesso e volentieri, sono stati rubati al Sud, con la complicità del governo.

Per l’esattezza, le Regioni ricche possono attivare tredici super-poteri: organizzazione della giustizia di pace disposizioni generali e comuni per le politiche sociali disposizioni generali e comuni sull’istruzione ordinamento scolastico istruzione universitaria e programmazione strategica della ricerca scientifica e tecnologica politiche attive del lavoro istruzione e formazione professionale commercio con l’estero tutela e valorizzazione dei beni culturali e paesaggistici ambiente ed ecosistema ordinamento sportivo

Per riassumere: le Regioni “virtuose” (e pensate all’ironia del termine in Lombardia, la Regione con il maggior numero di consiglieri regionali inquisiti e incarcerati d’Italia, per tangenti, mazzette, appalti truccati; o a Milano, la città più corrotta d’Italia, nonostante la nomina di un commissario ad hoc) potranno tutto, lo Stato centrale poco; le Regioni del Sud non avranno poteri e saranno gestite.

E adesso, per favore, qualcuno mi spieghi cos’è una colonia. Oppure perché bisogna votare “no”. Se passa questa “Riforma”, per il Sud, la secessione diviene l’unica alternativa alla colonizzazione “costituzionale”.

Pino Aprile

fonte pagina fb Terroni

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