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Conferimento Cittadinanza Onoraria al «Milite Ignoto»

Posted by on Apr 27, 2021

Conferimento Cittadinanza Onoraria al «Milite Ignoto»

Il prossimo 4 novembre 2021 ricorrerà il centenario di un importante evento di caratura nazionale quale quello della tumulazione all’Altare della Patria di Roma del feretro del «Milite Ignoto», un militare, la cui identità resta sconosciuta, caduto nel corso della Prima guerra mondiale e a cui era stata concessa, con R.D. del 1° novembre 1921, la Medaglia d’Oro al Valor Militare (MOVM) con la seguente motivazione:

«Degno figlio di una stirpe prode e di una millenaria civiltà, resistette inflessibile nelle trincee più contese, prodigò il suo coraggio nelle più cruente battaglie e cadde combattendo senz’altro premio sperare che la vittoria e la grandezza della Patria»

Il feretro del Milite Ignoto venne scelto, dopo una notte di preghiera nella Basilica di Aquileia, da una mamma, Maria Bergamas, che aveva avuto un figlio disperso in guerra, su undici bare contenenti altrettante salme di soldati ignoti. Da Aquileia il feretro del «Milite Ignoto» fu trasportato in treno a Roma. Durante il suo trasporto fu sempre accolto, in tutte le stazioni di sosta, nonché accompagnato durante il tragitto, da moltissime persone che vollero rendergli omaggio in onore di quei 650.000 soldati morti per la Patria durante la Prima guerra mondiale. Il feretro del «Milite Ignoto» fu tumulato, con la scorta d’onore delle MOVM sopravvissute al conflitto bellico al Vittoriano, noto anche come Altare della Patria, il 4 novembre 1921.

In vista del prossimo centenario del 4 novembre 2021, su impulso del Gruppo Medaglie d’Oro al Valor Militare d’Italia, con la collaborazione all’ANCI (Associazione Nazionale Comuni d’Italia) che ha fatta propria l’iniziativa, è stato proposto il conferimento della Cittadinanza Onoraria al Milite Ignoto a tutti i Comuni d’Italia e, ove possibile, l’intitolazione di piazze, strade o altro luogo pubblico. Un’iniziativa, questa, di alto valore morale che andrebbe ad assumere la medesima importanza di quei «simboli aggregativi» che rendono l’Italia una Nazione, quali il Tricolore e l’Inno Nazionale, allo scopo di «…fare in modo che quel Soldato, voluto come “di nessuno”, potesse in realtà essere percepito come di tutti…» in modo che «…in ogni luogo d’Italia, si possa orgogliosamente riconoscere la “paternità” di quel Caduto».

Il Cdsc-Onlus, Centro Documentazione e Studi del Cassinate, intende farsi propugnatore di tale nobile iniziativa. Per tale motivo desidera sensibilizzare e sollecitare tutti i Comuni del Cassinate ad aderire all’iniziativa (come già fatto, peraltro, da altri Comuni della provincia di Frosinone), offrendo, se necessario, il proprio contributo storico e ponendo in risalto la già esplicitata volontà dal Comune di Cassino, «città martire per la pace», che ha già condiviso l’intento in una recente riunione dei sindaci del Cassinate, invitati, in quel contesto, dal sindaco, dott. Enzo Salera, a far propria la proposta.

Il presidente

Gaetano de Angelis-Curtis

2 Comments

  1. No! Non sono un estimatore dell’Inno di Mameli, ma non sono i Fratelli d’Italia schiavi di Roma, ma è la Vittoria schiava di Roma. Non diamo a Mameli anche colpe che non ha!

  2. Ecco, Roma appartiene a tutti ed e’ da sempre la citta’di riferimento per conferire gloria e onore! questo e’ il ruolo giusto di Roma!… quanto invece a cercare di determinare in maniera impositiva la vita e il percorso di tutta l’Italia e i suoi storici raggruppamenti, no! Roma non e’ adatta… potrebbe forse diventare per l’intera penisola un po’ quello che e’ Brouxell per l’intera Europa.. cioe’ un riferimento…perché i popoli storici che da sempre abitano questa nostra penisola, isole comprese, hanno bisogno di liberarsi dal cappio che li opprime e toglie loro vivacita’ d’iniziativa e intraprendenza con i suoi riti infiniti di burocrazie e le sue pastoie di potere!.. potrebbero invece vantarsi di essere in questa meravigliosa penisola bella e ricca che ha anche Roma che appartiene al mondo… e di cui potremmo finalmente vantarcene tutti, ma senza che ne siamo e perfino umiliandoci come beoti ci dichiariamo suoi schiavi! caterina ossi

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