CRONACHE DI UNA INVASIONE: GERACE DISTRETTO DELLA LOCRIDE
Tutto ebbe Inizio nel 1815 , quando Gerace si liberò dalle truppe francesi legate a Gioacchino Murat. Con il ritorno dei Borbone, il Distretto riacquisto ‘ la sua serenità. Il Regno delle due Sicilie, garantiva una pressione fiscale tra le più lievi in Europa, permettendo alle famiglie di prosperare senza il peso di un fisco rapace. Il governo borbonico non opprimeva , ma chiedeva una naturale fedeltà alle Istituzioni in cambio di una pace sociale.
Tuttavia, trame e infiltrazioni ideologiche iniziarono a minare questa quiete , culminando nel tragico episodio delle rivolte del settembre 1847 . I fatti si svolsero in modo repentino: un gruppo di giovani intellettuali – Michele Bello, Rocco Verduci , Domenico Salvadori, Gaetano Ruffo e Pietro Mazzone, sedotti dalle promesse delle logge massoniche- liberali decisero di sfidare l’ autorità legittima. Partendo da Bianco i rivoltosi occuparono diversi centri della costa , ammainando il vessillo borbonico per issare il Tricolore, chiedendo una Costituzione che Re Ferdinando non era ancora pronto a concedere.
L’ insurrezione, sebbene mossa da ideali patriottici , si rivelò un atto di ribellione insolito e privo del necessario sostegno popolare. La reazione della Corona fu ferma: il Generale Nunziante ricevette l’ ordine di ristabilire l’ ordine violato. I cinque giovani vennero catturati mentre tentavano la fuga tra le montagne, trraditi della stessa mancanza di aggregazione che aveva segnato l’ impresa.
Il 2/10/1847 dopo un processo sommario condotto secondo il codice militare del tempo, i cinque capi, vennero condotti nella piana di Gerace .
Davanti al plotone d’ esecuzione, i giovani mostrarono un coraggio che persino i loro carcerieri dovettero ammirare, ma la legge del Regno non poteva ignorare un simile atto di sedizione. I loro corpi vennero gettati nella
” lupa” , una fossa comune destinata ai condannati per reati contro lo Stato , un monito terribile verso chiunque intendesse scuotere le leggi del Regno.
Questo sangue versato segnò profondamente Gerace , trasformando un atto di ribellione in un MARTIRIO che sarebbe stato usato dai masso- liberali , anni dopo per giustificare l’ invasione straniera.
Il vero dramma si compì nell’ agosto 1860 : la caduta di Reggio di Calabria , avvenuta il 21/08/1860 la quale non fu’ una sconfitta del valore militare borbonico ma il frutto avvelenato del tradimento degli alti comandi e di una alleanza innaturale con i bassifondi della città.
l’ avanzata di Garibaldi fu’ infatti resa possibile non solo dalla flotta britannica e delle navi piemontesi di Persano, ma anche dal massiccio reclutamento di squadre irregolari di campieri e picciotti. Questi elementi legati alla malavita rurale e assoldati con promesse di impunità e libertà di razziare, furono fondamentali per garantire alle ” camicie rosse” , il controllo dei sentieri Aspromontani e per intimidire la popolazione civile nella farsa dei plebisciti.
In questo scenario di corruzione e violenza, lo scontro di Piazza Duomo a Reggio , risalta l’ eroismo ” purtroppo inutile” del Colonnello Dusmet e del suo giovanissimo figlio.
Mentre i Generali Gallotti e Briganti, da inetti quale erano trattavano la resa, i Dusmet caddero con le armi in pugno difendendo l’ onore di una bandiera ormai svenduta dai vertici.
Il loro sangue versato , resta l’ ultima testimonianza di fedeltà assoluta alla Dinastia
Borbone contro l’ invasore piemontese , scortato da malviventi e Potenze straniere.
La città di Reggio, l’intero Distretto rimase scoperto, permettendo ai trasformisti del notabilato Geracese , come i” Grimaldi, i Marvasi” correvano a giurare fedeltà al nuovo padrone massonico – sabaudo , il popolo scopriva il volto feroce dei piemontesi.
Con la proclamazione ufficiale del Regno d’ Italia nel 1861 il sipario Calò definitivamente su un’ epoca di splendore. L’ antico Distretto di Gerace perse la sua centralità amministrativa e politica, venendo declassato o periferia di un regno straniero con il cuore a Torino.
Quello che seguì fu lo smantellamento delle nostre eccellenze , industriali per favorire il nord.
In nome dell’ unita ‘ , vennero introdotte tasse come quelle sul macinato e la leva obbligatoria che strappo’ i nostri giovani alla famiglia e alla loro terra e mandati a morire in terre lontane per la gloria dei piemontesi.
La LOCRIDE venne ridotta a una colonia povera e dimenticata dove l’ unica risposta al malessere fu la repressione militare contro chiunque osasse inneggiare e combattere per il Re legittimo.
Si chiude così il resoconto di quegli anni.
Resta il ricordo di un Regno che aveva garantito al nostro Distretto benessere e dignità, prima che l’ azione congiunta di Garibaldi, dei picciotti, della flotta di Persano e dei traditori di Reggio di Calabria, riducesse la nostra bellissima Gerace a un luogo silenzioso , spogliato della Sua antica gloria.
Fonti bibliogfiche
Vincenzo Cataldo: Documenti sul controllo del territorio del Distretto di Gerace.
Domenico Romeo – I cinque martiri di Gerace.
Enzo Ciconte Borboni, Patrioti e criminali
Nicola Zitara. L’ Unità d’ Italia: la nascita del colonialismo interno.
Prof . Renne Francesco








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