Crotone, una città che faceva paura
Non per le sue leggi, non per la sua flotta, non per i suoi filosofi. La faceva per un motivo che gli storici moderni stentano ancora a spiegare bene: i suoi atleti erano semplicemente imbattibili.
Siamo a Crotone, una colonia greca sulla costa ionica della Calabria.
Non Atene. Non Sparta. Crotone.
Tra il 588 e il 488 a.C. — cento anni esatti — questa città vince più titoli olimpici di Atene e Sparta messe insieme. Non è un’iperbole. È quello che raccontano le fonti storiche sull’epoca d’oro dello sport magno-greco.
Spoiler:
In una gara di corsa alle Olimpiadi antiche, i primi sette classificati erano tutti atleti di Crotone. Sette su sette. Primo, secondo, terzo, quarto, quinto, sesto, settimo. Tutti dalla stessa città di ventimila abitanti sulla punta dello stivale.
Da quell’episodio nacque un proverbio che circolava nel mondo greco: “L’ultimo dei Crotonesi è il primo dei Greci”.
Non era un complimento. Era una resa.
Il nome più celebre di quella stagione è Milone di Crotone, lottatore attivo tra il 540 e il 512 a.C. circa. Sei vittorie olimpiche nella lotta adulti — alcune fonti ne contano sette — più vittorie ai Giochi Pitici, Istmici e Nemei, per un totale che le fonti antiche stimano tra le 28 e le 33 vittorie nei giochi panellenici. Strabone lo cita nella sua Geografia (libro VI, 1, 2) come simbolo della grandezza sportiva di Crotone.
La leggenda racconta che si allenasse portando un vitello sulle spalle ogni giorno, finché il vitello non diventò un toro. Un protocollo di sovraccarico progressivo, duemilacinquecento anni prima che qualcuno lo chiamasse così.
Aspetta.
Milone è anche l’uomo che — secondo l’aneddoto tramandato — salvò la vita a Pitagora durante il crollo di un edificio, reggendo da solo il peso delle macerie abbastanza a lungo da permettere al filosofo di mettersi in salvo. Due icone di Crotone, nella stessa stanza, nello stesso momento.
Il secondo classificato nella lotta alla 67ª Olimpiade, nel 512 a.C., era un altro crotonese: Timasiteo. Si ritirò dalla finale in segno di rispetto verso Milone. È il primo caso documentato nella storia olimpica in cui conosciamo il nome del secondo arrivato.
Crotone non era solo una città fortunata. Era un sistema.
Un sistema che per cent’anni ha prodotto i corpi più competitivi del mondo antico, in una piccola colonia che oggi conta quarantottomila abitanti e non ha una squadra in Serie A.
Quel che non sapevi
In breve:
Tra il 588 e il 488 a.C. Crotone vinse più titoli olimpici di Atene e Sparta messe insieme
In una gara di corsa, i primi sette classificati erano tutti crotonesi — da qui nacque il proverbio ‘L’ultimo dei Crotonesi è il primo dei Greci’
Milone di Crotone fu il simbolo di questa era: 6-7 vittorie olimpiche nella lotta e fino a 33 titoli panellenici totali
Patrizia Stabile



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