Alta Terra di Lavoro

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DA BAR TOTAL AL GRAN CAFFE’

Posted by on Ago 7, 2022

DA BAR TOTAL AL GRAN CAFFE’

In un periodo storico dove la civiltà occidentale è prigioniera di un nichilismo che si illude di essere imperante, esistono delle forze che rafforzano la suddetta illusione e che in maniera silenziosa, ma con grande volontà e forza, sono in prima linea a contrastare la volontà della dittatura del pensiero unico che vuole portarci dritto dritto dentro le profezie di Orwell che in “1984” e nella “Fattoria degli Animali” sembrano che si stanno realizzando.

Il termine “sembrano” non è stato scritto a caso perché se il “transumanesimo” è apparentemente avviato alla vittoria forse, invece, sta accadendo il contrario e questo grazie, per l’appunto, a quelle forze sopra citate che sono vive e vegete e che pur non vivendo sotto l’ombrello degli effetti speciali sono di una operosità e umiltà che sono un esempio per tutta la nostra società.

Queste forze sono presenti nella nostra terra e nei nostri centri storici dove la storia non c’è passata ma s’è fatta e che s’è radicata nel patrimonio genetico degli abitanti nella loro inconsapevolezza e nella distrazione degli interlocutori e un luogo tra questi che merita di stare sul podio per come ha scritto la storia dando un contributo importante alla formazione della civiltà prima mediterranea e poi occidentale è certamente Priverno oggi in provincia di Latina e una volta Piperno di Marittima provincia dello stato Papalino, il più antico in Europa, un Centro che è molto attaccato alle proprie radici, alla tradizione e fiero della propria identità che la noti anche quando ti ci trovi di passaggio.

Priverno non coltiva soltanto con cura e passione il suo passato remoto ma lo fa anche con il suo passato prossimo che continua ad essere un presente grazie alla sua comunità e alla sua giovane classe dirigente che capitalizza al massimo il suo glorioso passato comprendendo che è privilegio ma soprattutto un’ opportunità da sfruttare al massimo per guardare al futuro. In questa operatività c’è quella di ricercare e premiare le attività imprenditoriali che hanno una vita che va oltre i 50 anni, sembra che a Priverno ce ne siano molte con addirittura alcune che esistono da oltre un secolo, e tra queste c’è un attività che opera a Borgo Sant’Antonio da 60 anni ed è il Bar “Al Gran Caffè” gestita da Romolo Salvagni erede della famiglia “Salvagni” che per merito di “Iole e Dario” nel 1962 nacque come “Bar Total”. Il 28 luglio 2022 c’è stata la cerimonia “Al Gran Caffè”, in cui è gli è stato coferito il titolo di “Bottega Storica” con la scoperta della targa ufficiale, alla presenza di tanti amici, quasi 200, che hanno partecipato con passione e commozione senza avere il timore di navigare nelle acque calde della nostalgia sapendo che sarebbero dovuto uscire dopo poco, e dell’amministrazione comunale che ha onorato e certificato il prestigioso traguardo della famiglia Salvagni che al gran completo ha vissuto in sobrietà ma con grande partecipazione l’evento.

All’inizio sembrava di partecipare ad una serata dalle caratteristiche uguali a tante altre  ma dopo poco mi sono reso conto, mai dare giudizi affrettati, che stavo partecipando ad una serata speciale ed unica dove era stato preparato tutto nei minimi particolari con una cronologia precisa, con un crescendo costante e ben delineato partendo dalla parte istituzionale per arrivare alla parte centrale dove le emozioni e la commozione hanno assunto una forma regale e per terminare nella convivialità e nella goliardia. Il regista di questa meravigliosa serata è stato il più piccolo della famiglia, Dario Salvagni, nipote di “Dario e Iole” e che abbiamo avuto il piacere di intervistare qualche settimana fa, che ha pianificato come meglio non poteva coniugando programmazione con valori umani non trascurando nessuno degli invitati accogliendoli e salutandoli uno per uno dimostrando di essere un degno figlio dell’aristocratica Priverno.

Persone importanti affermavano che le persone che sanno ridere di se stessi sono dotati di intelligenza superiore e Dario è uno di questi, ogni sua parola mai banale e mai buttata li per riempire i vuoti ma che esprimono raffinata intelligenza e capacità di analizzare bene il mondo che lo circonda e le persone che lo compongono. Ad un identitario e tradizionalista come me non poteva sfuggire come in Dario esiste ed alberga la tradizione e l’attaccamento ad un passato e alla sua famiglia enorme, quasi morboso, che è la sua forza ma anche la sua roccia che in un ragazzo del terzo millennio di venti anni non è semplice trovare e questo mi rallegra molto. La mia gioia non è morta pensando che forse Dario è una mosca bianca in questo contradditorio mondo giovanile perché dopo poco anche le sue cugine, Daria e Giulia, hanno dimostrato, in forme e stili diversi, di avere gli stessi valori, le stesse emozioni e le stesse virtù del cugino narrando e raccontando la loro giovane vita legata al Bar facendo comprendere che non solo i nonni hanno fatto un buon lavoro nel costruire la famiglia Salvagni ma anche i genitori Romolo, Argia e Cinzia sono stati fondamentali in questo percorso di vita, costruendo un solido ponte che uniscono nonni e nipoti legando tre generazioni. Romolo, Argia e Cinzia che dimostrazione di grandezza e di forza nell’essere figli e genitori, virtù che in quella sera sono apparse senza veli, hanno partecipato in sobrio silenzio che non era irriguardoso verso i presenti ma, al contrario, è stata la miglior forma di rispetto che potessero avere,  come dicono a Napoli “il silenzio cantatore”.

Due parole, due sono certamente poche, sull’amministrazione comunale che ha voluto la serata e l’evento bisogna dirle perché senza il suo volere Priverno non viveva dei momenti così intensi e cominciamo con il Sindaco Anna Maria Bilancia che nei suoi saluti e ringraziamenti ha fatto capire perché è Primo Cittadino da tempo e ci ha fatto conoscere la sua essenza aristocratica, vivendo a Piperno è difficile non averne, facendo comprendere che il mondo ha bisogno di riprendere confidenza con la nobile parola “aristocrazia”.

Bellissimo ricordo donato ai presenti, dopo il doveroso discorso istituzionale, da parte dell’Ass. Luigina Vellucci di come una volta, al Bar Total, si vivevano i rapporti amorosi più con la cabina telefonica che con il proprio fidanzato!!!

Il vero motore e fautrice di questa ricerca delle attività imprenditoriali storiche pipernesi è certamente il presidente della Pro Loco Sherije Kjamili persona e donna di grande competenza e professionalità che supporta con il tipico entusiasmo giovanile. Si fa apprezzare anche perché si circonda di giovani che si fanno guidare oltre che dalle suddette virtù, anche dalla grande passione che mette in quello che fa.

Priverno la suberba, Priverno la snob, la Priverno l’altezzosa, Priverno la presuntuosa sono questi alcuni giudizi che sento dai paesi limitrofi e non lo fanno per invidia ma forse solo perchè non sanno, o l’hanno dimenticato, che “Piperno” è solo aristocratica, è come una Duchessa che per millenni è stata il punto di riferimento del territorio e di Marittima.

Difficile per chi non c’era capire cosa s’è vissuto quella sera ma spero che i video di seguito possano almeno farne comprendere lo spirito e prima di lasciare spazio alle emozioni mi corre l’obbligo di ringraziare Dario per avermi invitato e avermi fatto condividere delle emozioni così intime insieme a lui, ai suoi familiari e con tutti i presenti e per questo sono onorato. Un affettuoso saluto a Romolo, Argia e Cinzia che mi accolto con il consueto affetto non facendomi sentire un estraneo o un ospite

Claudio Saltarelli

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