Da Fredrika Bremer (1855) a Matilde Serao (1884)
Interessante riflessione l’ha fatta Domenico Anfora inviandomi un passaggio di Fredrika Bremer dal libro di Arold Acton “Gli ultimi Borboni di Napoli”, che certamente non passava per essere una borbonica ma tutt’altro, su i “Quartieri Spagnoli” soprattutto se si pensa a cosa scrisse Matilde Serao nel 1884. Di seguito il passaggio
«Avevo udito parlare tanto delle spaventevoli condizioni di miseria del popolo napoletano, che ho voluto prendere una carrozzella per farmi condurre proprio nei quartieri più poveri della città e dei suburbi: con grande sorpresa vi ho trovato meno indigenza di quanto avessi previsto. Dappertutto ho veduto gente al lavoro e, persino nelle più povere abitazioni — le cui porte di solito sono sempre aperte —, letti comodi, biancheria pulita. A volte le famiglie stavano mangiando: tutto era ordinato, a posto. In città v’è sovrabbondanza di generi alimentari, specialmente di verdura e frutto. Immense zucche con le viscere d’oro, mucchi di pomodori, lucenti peperoni, piramidi di fichi ornati di fiori gialli e rossi, pere, prugne, arance, mele, noci, coprono i banchi dei mercati, riempiono le vetrine, vengono portati attorno in larghi panieri. La maggior pate della gente è occupata a mangiare. C’è sempre molto strepito e c’è una gran folla, soprattutto nelle strade più strette…
È vero che di quando in quando, persino in Via Toledo si vedono donne e bambini sdraiati presso qualche casa o qualche cancello, con dipinte in viso sofferenze e selvaggia collera; ed è anche vero che in altri luoghi uomini e donne mettono in mostra le loro malattie o gli arti imperfetti, per richiamare i
passanti, i quali di solito non vi fanno attenzione. Si dice però che durante la notte molte di quelle figure sedute o giacenti si alzino, diventando pericolose per i ricchi passanti… nel complesso non ho veduto a Napoli più miseria che a Londra, Parigi o New York. I medicanti sono meno timidi, ecco tutto, ed è più facile incontrarli nelle grandi piazze e nei quartieri ricchi della città.»
HERMAN MELVILLE, Journal of a Visit to Europe and the Levant, October 11, 1856-May 6, 1857.
Ognuno può fare le sue opportune riflessioni!!!
Claudio Saltarelli
segnalato da Domenico Anfora


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