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Didascalía: un vicolo di Napoli nel presepe

Posted by on Feb 7, 2026

Didascalía: un vicolo di Napoli nel presepe

La Natività e l’Epifania vengono raffigurate sin dai tempi più antichi del cristianesimo, ma il presepe come lo conosciamo oggi è un’invenzione più recente – e la sua stagione d’oro è stata il XVIII secolo, sotto il regno di Carlo III!

La “fabbricazione” di presepi era l’hobby del momento, e nemmeno il sovrano si sottrasse: si racconta che «in certe ore del giorno, con le sue regie mani, si industriava ad impastar mattoncini e cuocerli e disporre a formar la capanna… situandovi pastori».

Non solo appassionati: architetti e scultori di fama nazionale si dedicavano alla realizzazione di presepi, curando ogni dettaglio – dai pastori agli animali, dai finimenti alle scenografie.

Era un lavoro di precisione e creatività senza pari.

I ricchi borghesi e l’aristocrazia commissionavano composizioni grandissime, per mostrare la loro ricchezza economica.

Mentre il popolino, che non poteva permettersi capolavori da museo, si accontentava di un piccolo “scoglio” posto in una semplice scarabattola.

Ma il fascino era lo stesso per tutti!

Anche i viaggiatori del Grand Tour non potevano lasciare Napoli senza aver visto un presepe.

E non è difficile capire perché: nelle figurine si vedevano botteghe come quelle del centro storico, mercanzia sulle bancarelle, tavole imbandite per le feste, i costumi sfarzosi dei Re Magi e quelli semplici dei contadini, con il volto segnato dal sole.

Ogni dettaglio – dai pettinature alle bisacce, dagli utensili ai doni – rendeva unici gli “attori” di questa scena magica!

Sergio Dattilo

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