Alta Terra di Lavoro

già Terra Laboris,già Liburia, già Leboria olim Campania Felix

Documenti sulle insorgenze antigiacobine in Romagna

Posted by on Apr 28, 2021

Documenti sulle insorgenze antigiacobine in Romagna

Proclama delle popolazioni della Romagna ai Cisalpini

I Popoli della Romagna ai Francesi, Cispadani e Traspadani
Chiunque voi siate, che vi dimostriate premurosi di farci pervenire le minacce di una prossima invasione, è necessario che conosciate quei sentimenti di cui è penetrato l’animo nostro.

Noi rispettiamo ed amiamo la Religione, il Sovrano, e la Patria. Intimamente persuasi che nel difenderci dalle vostre Armi si tratti della difesa di questi tre oggetti, siamo pronti a spargere fino all’ultima stilla del nostro sangue per opporci e resistere alle vostre ostilità. Non sono queste le voci di pochi, sono quelle delle intiere Popolazioni di questa Provincia. Noi non offendiamo alcuno, noi viviamo tranquilli nel seno delle nostre famiglie. Ma se mai voi per un tratto di quella sublime tirannia, che ardite chiamare Libertà tentate di portar la guerra nelle pacifiche nostre contrade, sappiate che potrete sterminarci, ma non soggiogarci, che ad ogni passo avrete a combattere una popolazione, la quale preferisce la morte alla disgrazia di esser da voi conquistata. Questi, sono i nostri sentimenti, conosceteli, e preparatevi pure a marciare contro di noi. (Ottobre 1796)
(Biblioteca Comunale di Forlì, Fondo Piancastelli).

L’Epitaffio della Repubblica Cisalpina

Qui giace una Repubblica,
Già detta Cisalpina,
di cui non fu la simile
Dal Messico alla China.
I Ladri la fondarono,
I Pazzi l’esaltarono,
I saggi l’esecrarono,
I Forti l’ammazzarono;
In questo sol mirabile
Carogna non più udita,
Che non puzzò cadavere
Ed appestava in vita.
(Biblioteca Gambalunga di Rimini, Raccolta Bandi Zanotti).

Inno contrapposto al patriottico in segno di allegrezza per l’abbattuta demagogia

Or che abbattuto è l’albero
infame empio infernale
origine fatale di tanta iniquità
Splendan sereni ed illari
i giorni in questo lido
alziam un lieto grido
chiediamo al ciel pietà.
Viva l’impero vivano
le vincitrici schiere
veggio d’arte e bandiere
l’aria folgoreggiava.
Bello è il sentir d’ogni angolo
in si bel dì giocondo
di Francesco secondo
il nome risonar.
L’indegno democratico
non osa alzar la testa
se no per lui la festa
tragica si farà.
Fugga l’audace incredulo
dalle falangi al lampo
e cerchi asilo e scampo
in mezzo all’empietà.
O schiatta giacobina
dove t’asconde e celi
vendetta il mondo e il cielo
gridan contro di te.
Già nell’Italia tornano
i bei giorni felici
l’aquile vincitrici
già qui ferman il piè.
Non più del tempio vegonsi
ministri vilipesi
i sacri altari illesi
or son dall’empietà.
Al tacito cenobio
il monaco ritorni
a respirar suoi giorni
in santa carità.
La verginella profuga
timida mal sicura
alle sacrali mura
al pié rivolga e il cuor.
Tra le paterne braccia
canto del suo periglio
il più prodigo figlio
piange il passato error.
Evviva l’invittissimo
di tante glorie onusto
l’imperator Augusto
d’Austria lume e splendor.
(Biblioteca Gambalunga di Rimini, “Giornale di Rimino” di M. Zanotti).

Elenco de’ partigiani della Francia

Scismatici, Appellanti, Giansenisti,
Perfidi Ebrei, Cattolici mentiti,
Apostati rubelli, e Fuorusciti,
Luterani, Ugonotti, Calvinisti,
Politici malnati, e rei Statisti,
Ciurmatori, Buffoni, Parassiti,
Ruffiani, Sanguinarj non puniti,
Miscredenti, Mastini, ed Ateisti,
Preti ignoranti, e Frati malcontenti,
Giovani scapestrati, e Vecchi insani,
Teste sventate, e spiriti insolenti,
Torbidi ingegni, e cervellacci strani
Or dati alle rapine, e ai tradimenti,
Questi son della Francia i Partigiani.
(Biblioteca Gambalunga di Rimini, Fondo Gambetti Stampe Riminesi).

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