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Don Fedele De Angelis (1751–1799) di Ferentino: Martire dimenticato della resistenza antifrancese

Posted by on Apr 1, 2025

Don Fedele De Angelis (1751–1799) di Ferentino: Martire dimenticato della resistenza antifrancese

Contesto storico: La Repubblica Romana del 1799 e l’invasione giacobina
Nel 1798–99, le truppe rivoluzionarie francesi, sotto il comando del generale Louis-Alexandre Berthier, invasero lo Stato Pontificio, proclamando la Repubblica Romana. Questo governo, imposto dalla Francia, mirava a sovvertire l’autorità papale, imponendo leggi anticlericali, confiscando beni ecclesiastici e perseguitando religiosi fedeli a Pio VI.

Molti sacerdoti e civili si opposero a questa occupazione, scatenando rivolte popolari. Tra questi figura Don Fedele De Angelis, che divenne un simbolo della resistenza cattolica nella provincia campagna-marittima oggi nord provincia di Frosinone

Biografia di Don Fedele De Angelis
Nato a Ferentino nel 1751, fu:

  • Sacerdote e parroco di Sant’Ippolito.
  • Maestro di retorica nella scuola umanistica locale, legato alla tradizione culturale ecclesiastica.
  • Parente di figure illustri: cugino del pittore Desiderio De Angelis e zio di Santa Maria De Mattias (fondatrice delle Suore Adoratrici del Sangue di Cristo, canonizzata nel 2003).

La sua formazione lo portò a difendere con forza la Chiesa, opponendosi alla secolarizzazione forzata imposta dai francesi.

L’arresto e il martirio (1799)
Durante l’occupazione, Don Fedele:

  • Predicò contro il regime giacobino, incoraggiando la resistenza popolare.
  • Fu accusato di sovversione e processato sommariamente dai tribunali rivoluzionari.
  • Condannato a morte, fu fucilato in Piazza del Popolo a Roma, luogo simbolo delle esecuzioni giacobine (assieme ad altri religiosi e oppositori).

La sua esecuzione rientra in un più ampio sterminio del clero resistente: fonti storiche riportano centinaia di sacerdoti uccisi o deportati in quel periodo

La damnatio memoriae: Perché è stato dimenticato?
Nonostante il suo sacrificio, Don Fedele è poco ricordato, per diversi motivi:

  • Storiografia influenzata dal giacobinismo: molti studi ottocenteschi e novecenteschi hanno minimizzato le repressioni antifrancesi.
  • Scarsa attenzione locale: la provincia di Frosinone (allora parte dello Stato Pontificio) ha avuto pochi studi approfonditi su questo periodo.
  • Mancanza di culto postumo: a differenza di altri martiri, non fu beatificato, restando una figura “minore” agli occhi della Chiesa.

Fonti frammentarie:

  • Alcuni archivi diocesani di Ferentino accennano al suo ruolo.
  • Cronache francesi dell’epoca lo citano come “prete ribelle”.
  • Memorie popolari locali, tramandate oralmente, ne conservano il ricordo.

Prospettive per una rivalutazione storica
Oggi, con il rinnovato interesse per:

  • La microstoria del periodo napoleonico.
  • Le resistenze popolari all’illuminismo giacobino.
  • Il ruolo del clero meridionale nelle rivolte antifrancesi.

Don Fedele De Angelis meriterebbe:

  • Una biografia documentata, basata su ricerche d’archivio.
  • Un ricordo pubblico nel suo territorio (Ferentino/Alta Terra di Lavoro).
  • Un’eventuale causa di beatificazione, come altri martiri del 1799.

Conclusione
Don Fedele De Angelis rappresenta un simbolo della resistenza identitaria e religiosa contro l’oppressione rivoluzionaria. La sua storia, sebbene marginale nelle grandi narrazioni, è un tassello importante per comprendere le dinamiche socio-politiche dell’Italia prerisorgimentale.

Fonti Primarie e Documenti d’Archivio

Archivio Segreto Vaticano (ASV)

  • Fondo “Repubblica Romana 1798–99”: Contiene rapporti sulle persecuzioni anti-clericali e liste di sacerdoti giustiziati.
  • Processi sommari del Tribunale Rivoluzionario Francese: Potrebbero esistere atti del suo processo (se non distrutti).

Archivio Diocesano di Ferentino

  • Registri parrocchiali di Sant’Ippolito: Potrebbero menzionare il suo ministero e la data di morte.
  • Lettere pastorali dell’epoca: Alcuni vescovi documentarono le repressioni (es. Mons. Andrea Lucibello).

Archivio di Stato di Roma

  • Fondo “Governo Francese”: Include decreti di condanna e rapporti militari.
  • Elenchi delle esecuzioni in Piazza del Popolo: Potrebbero confermare la data esatta della fucilazione.

Biblioteca Nazionale Centrale di Roma

  • Memorie di contemporanei: Come il diario del cardinale Fabrizio Ruffo (capo della resistenza sanfedista) o scritti di Giuseppe della Torre, cronista antifrancese.

Fonti Secondarie e Studi Esistenti

“Storia della Repubblica Romana del 1798–99” (Antonio Spinosa, 1998)

  • Casi simili di martirio clericale, utile per contestualizzare.

“Le stragi giacobine in Italia” (Giuseppe Ricciardi, 1863)

  • Riporta testimonianze oculari delle esecuzioni, con possibili riferimenti a Ferentino.

“Santa Maria De Mattias e la sua famiglia” (Studi sulle Adoratrici del Sangue di Cristo)

  • Potrebbe contenere accenni al legame con Don Fedele, suo zio.

Giornali dell’epoca

  • “Monitore Romano” (giornale giacobino): Potrebbe aver citato la condanna come “esempio” di repressione.

Europeana (www.europeana.eu)

Ricerca con parole chiave: “Ferentino 1799”, “esecuzioni Repubblica Romana”.

Google Books (books.google.com)

  • Testi ottocenteschi come “Storia delle rivoluzioni di Roma” (Luigi Carlo Farini, 1850).

Antenati (antenati.cultura.gov.it)

  • Registri di morte del Lazio per il 1799 (se conservati).

Sistema Archivistico Nazionale (san.beniculturali.it)

  • Inventari di archivi locali con documenti sul periodo francese.

Antonio Forgione

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