Don Fedele De Angelis (1751–1799) di Ferentino: Martire dimenticato della resistenza antifrancese
Contesto storico: La Repubblica Romana del 1799 e l’invasione giacobina
Nel 1798–99, le truppe rivoluzionarie francesi, sotto il comando del generale Louis-Alexandre Berthier, invasero lo Stato Pontificio, proclamando la Repubblica Romana. Questo governo, imposto dalla Francia, mirava a sovvertire l’autorità papale, imponendo leggi anticlericali, confiscando beni ecclesiastici e perseguitando religiosi fedeli a Pio VI.
Molti sacerdoti e civili si opposero a questa occupazione, scatenando rivolte popolari. Tra questi figura Don Fedele De Angelis, che divenne un simbolo della resistenza cattolica nella provincia campagna-marittima oggi nord provincia di Frosinone
Biografia di Don Fedele De Angelis
Nato a Ferentino nel 1751, fu:
- Sacerdote e parroco di Sant’Ippolito.
- Maestro di retorica nella scuola umanistica locale, legato alla tradizione culturale ecclesiastica.
- Parente di figure illustri: cugino del pittore Desiderio De Angelis e zio di Santa Maria De Mattias (fondatrice delle Suore Adoratrici del Sangue di Cristo, canonizzata nel 2003).
La sua formazione lo portò a difendere con forza la Chiesa, opponendosi alla secolarizzazione forzata imposta dai francesi.
L’arresto e il martirio (1799)
Durante l’occupazione, Don Fedele:
- Predicò contro il regime giacobino, incoraggiando la resistenza popolare.
- Fu accusato di sovversione e processato sommariamente dai tribunali rivoluzionari.
- Condannato a morte, fu fucilato in Piazza del Popolo a Roma, luogo simbolo delle esecuzioni giacobine (assieme ad altri religiosi e oppositori).
La sua esecuzione rientra in un più ampio sterminio del clero resistente: fonti storiche riportano centinaia di sacerdoti uccisi o deportati in quel periodo
La damnatio memoriae: Perché è stato dimenticato?
Nonostante il suo sacrificio, Don Fedele è poco ricordato, per diversi motivi:
- Storiografia influenzata dal giacobinismo: molti studi ottocenteschi e novecenteschi hanno minimizzato le repressioni antifrancesi.
- Scarsa attenzione locale: la provincia di Frosinone (allora parte dello Stato Pontificio) ha avuto pochi studi approfonditi su questo periodo.
- Mancanza di culto postumo: a differenza di altri martiri, non fu beatificato, restando una figura “minore” agli occhi della Chiesa.
Fonti frammentarie:
- Alcuni archivi diocesani di Ferentino accennano al suo ruolo.
- Cronache francesi dell’epoca lo citano come “prete ribelle”.
- Memorie popolari locali, tramandate oralmente, ne conservano il ricordo.
Prospettive per una rivalutazione storica
Oggi, con il rinnovato interesse per:
- La microstoria del periodo napoleonico.
- Le resistenze popolari all’illuminismo giacobino.
- Il ruolo del clero meridionale nelle rivolte antifrancesi.
Don Fedele De Angelis meriterebbe:
- Una biografia documentata, basata su ricerche d’archivio.
- Un ricordo pubblico nel suo territorio (Ferentino/Alta Terra di Lavoro).
- Un’eventuale causa di beatificazione, come altri martiri del 1799.
Conclusione
Don Fedele De Angelis rappresenta un simbolo della resistenza identitaria e religiosa contro l’oppressione rivoluzionaria. La sua storia, sebbene marginale nelle grandi narrazioni, è un tassello importante per comprendere le dinamiche socio-politiche dell’Italia prerisorgimentale.
Fonti Primarie e Documenti d’Archivio
Archivio Segreto Vaticano (ASV)
- Fondo “Repubblica Romana 1798–99”: Contiene rapporti sulle persecuzioni anti-clericali e liste di sacerdoti giustiziati.
- Processi sommari del Tribunale Rivoluzionario Francese: Potrebbero esistere atti del suo processo (se non distrutti).
Archivio Diocesano di Ferentino
- Registri parrocchiali di Sant’Ippolito: Potrebbero menzionare il suo ministero e la data di morte.
- Lettere pastorali dell’epoca: Alcuni vescovi documentarono le repressioni (es. Mons. Andrea Lucibello).
Archivio di Stato di Roma
- Fondo “Governo Francese”: Include decreti di condanna e rapporti militari.
- Elenchi delle esecuzioni in Piazza del Popolo: Potrebbero confermare la data esatta della fucilazione.
Biblioteca Nazionale Centrale di Roma
- Memorie di contemporanei: Come il diario del cardinale Fabrizio Ruffo (capo della resistenza sanfedista) o scritti di Giuseppe della Torre, cronista antifrancese.
Fonti Secondarie e Studi Esistenti
“Storia della Repubblica Romana del 1798–99” (Antonio Spinosa, 1998)
- Casi simili di martirio clericale, utile per contestualizzare.
“Le stragi giacobine in Italia” (Giuseppe Ricciardi, 1863)
- Riporta testimonianze oculari delle esecuzioni, con possibili riferimenti a Ferentino.
“Santa Maria De Mattias e la sua famiglia” (Studi sulle Adoratrici del Sangue di Cristo)
- Potrebbe contenere accenni al legame con Don Fedele, suo zio.
Giornali dell’epoca
- “Monitore Romano” (giornale giacobino): Potrebbe aver citato la condanna come “esempio” di repressione.
Europeana (www.europeana.eu)
Ricerca con parole chiave: “Ferentino 1799”, “esecuzioni Repubblica Romana”.
Google Books (books.google.com)
- Testi ottocenteschi come “Storia delle rivoluzioni di Roma” (Luigi Carlo Farini, 1850).
Antenati (antenati.cultura.gov.it)
- Registri di morte del Lazio per il 1799 (se conservati).
Sistema Archivistico Nazionale (san.beniculturali.it)
- Inventari di archivi locali con documenti sul periodo francese.
Antonio Forgione



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