Alta Terra di Lavoro

già Terra Laboris,già Liburia, già Leboria olim Campania Felix

Duosiciliani, chi siamo e da dove veniamo

Posted by on Mag 6, 2022

Duosiciliani, chi siamo e da dove veniamo

ANNO 1860: prima dell’UNIFICAZIONE

CALABRIA
Prima dell’unità d’Italia era la più ricca regione d’Italia, ora è la più povera d’Europa. In Calabria lo sviluppo delle industrie iniziò con lo sfruttamento delle miniere di ferro e di grafite: Real Stabilimento di Mongiana, un’area coperta di 12.000 metri quadri, con una fonderia e uno stabilimento siderurgico, due altiforni per la ghisa, due forni Wilkinson e sei raffinerie, si producevano trafilati, laminati e acciai da cementazione.

Fabbrica d’armi su un’area coperta di circa 4.000 metri quadri. Altri stabilimenti siderurgici erano a Pazzano, Fuscaldo,  Cardinale e Bigonci. Altre attività per antica tradizione, oltre alla notevole e pregiata produzione agricola, erano quelle tessili, in cui essa primeggiava per la produzione della seta, gli arsenali ed i numerosi cantieri navali. I calabresi impiegati nelle sole industrie erano allora poco più di 31.000. Nessuna emigrazione.

PUGLIA E BASILICATA
Opifici di lana, di cotone e di lino, con produzione esportata in tutto il mondo. Numerose filande quasi tutte motorizzate. Fabbriche di presse olearie e di macchine agricole prodotte negli stabilimenti di Foggia e di Bari. Aziende agricole e chimiche, numerosissime flottiglie per la pesca e cantieri navali. A Barletta, una salina che riforniva tutta l’Europa. Centro di riferimento, per tutto il Regno, era l’attivissima Borsa di Commercio di Bari. Nessuna emigrazione.

ABRUZZO E MOLISE
Produzione d’utensili, di lame di acciaio, rasoi e forbici, esportati in tutto il mondo. Numerosi opifici tessili e per la produzione della carta. Allevamenti pregiati di bovini e caprini che consentivano anche una eccellente produzione casearia. Nessuna emigrazione

CAMPANIA
Tra le regioni più industrializzate d’Europa, lungo l’asse Caserta – Salerno. Opificio di Pietrarsa dove si producevano motori a vapore, locomotive, carrozze ferroviarie e binari. Cantieri navali tra i migliori d’Europa, come quello di Castellammare di Stabia, fabbriche d’armi e di utensileria, aziende chimiche – farmaceutiche e per la produzione della carta, del vetro, concia e pelli, alimentari, ceramiche e materiali per edilizia. Setificio di S. Leucio. Numerose fabbriche di strumenti tecnici, orologi, bilance, e una miriade di fabbriche minori, nei più svariati campi di attività. Eccellente la produzione agricola in gran parte esportata. Nessuna emigrazione.

SICILIA
Pesca, cantieri navali e industrie meccaniche. Esportazione di zolfo, olio d’oliva, agrumi, sale marino e vino. Le principali correnti di traffico erano dirette verso l’Inghilterra (40%), verso gli Stati Uniti d’America (con un terzo della produzione d’agrumi) e verso gli altri paesi europei. La Sicilia per questi suoi commerci aveva costantemente un saldo attivo. Nessuna emigrazione.

Breve riflessione di Luigi Cerritelli

fonte

Duosiciliani, chi siamo e da dove veniamo

2 Comments

  1. Lorenzo, lo sanno gl’italiani che foste ricchi, fantasiosi, creativi, operosi, se non altro per tutto quello che di bello vedono ancora in giro, non solo nei luoghi pubblici, palazzi, chiese, ma anche in case private…e’ vero che foste ingannati dai Savoia Garibaldi e compagnia complice purtroppo qualcuno in loco, ma avete intelligenza e creativita’ che sarebbe meglio l’adoperaste in loco pretendendo per progetti di recupero e iniziative che pensate opportune, come foste capaci un tempo, senza cedere a ricatti o malversazioni che sono la piaga endemica di quanto parte da Roma… caterina ossi

  2. Sono notizie ormai pacifiche per noi. Ma vanno ripetute e propagate perché tutti gli Italiani devono sapere quanto ricco fosse il Regno.

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