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E SAN GENNARO DISSE NO A GARIBALDI

Posted by on Set 9, 2019

E SAN GENNARO DISSE NO A GARIBALDI

Il 7 settembre 1860 il Gran Maestro della Loggia d’Oriente Giuseppe Garibaldi entrava a Napoli. Ad accompagnarlo, oltre a Liborio Romano, il capoguappo Tore ‘e Crescienzo, La Sangiovannara tenutaria di bordello, e altre due prostitute, era schierata gran parte della Massoneria, come la massona, Enrichetta Caracciolo; il massone Fra Giovanni Pantaleo; il massone Alexandre Dumas; il massone Salvatore Morelli; la massona Jessie White Mario; il massone Alberto Mario; il massone Adriano Lemmi… Quel giorno Napoli era straripante di camorristi e massoni. Entrambe le consorterie vigilavano a che tutto andasse come già stabilito ai vertici della Massoneria, affinchè non si ripetesse l’epilogo che si ebbe nel 1799 quando l’ avanzata massonica fu arrestata dai “Lazzari”. Eppure qualcosa rovinò la “festa”. Quella mattina qualcuno consigliò Garibaldi di recarsi presso la cappella di San Gennaro nel Duomo, ma quale fu la sua sorpresa quando al suo arrivo la trovò sbarrata e senza anima viva ad accoglierlo. L’autore del gesto fu il Cardinale Sisto Riario Sforza che saputo dell’arrivo di Garibaldi fece sbarrare la chiesa. L’episodio non passò inosservato e venne riportato nell’edizione straordinaria del giornale “Nuova Italia” dell’8 settembre 1860 nel quale si legge: ” Dopo un’ora di riposo, in carrozza, seguito dagli stessi suoi fidi e dalla guardia nazionale, transitò Toledo ed andò al Vescovado dove non trovò un sol prete, nè una sedia, nè nulla, chè tutto aveva involato la rabbia e la ladroneria del prete”. Inutile dire che in seguito all’accaduto il Cardinale Riario Sforza venne esiliato. La massoneria aveva vinto, con l’aiuto della nascente camorra, e da allora tiene saldamente il timone della grande loggia “Italia”.

Annamaria Pisapia

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