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Ecco come nasceno Tiè l’espressione napoletana di portata mondiale e Loffa

Posted by on Apr 21, 2021

Ecco come nasceno Tiè l’espressione napoletana di portata mondiale e Loffa

Lingua Napoletana, lo sai come nasce  Tiè l’espressione napoletana diventata di portata mondiale?. Come tante parole napoletane deriva dallo spagnolo nella fattispecie è l’imperativo del verbo tené, dal latino tenere….

TIE’

L’espressione napoletana Tiè, è diventata di portata mondiale, vale più di qualsiasi risposta motivata, argomentata a obiezioni pretestuose o a lunghi sermoni sul valore presunto di qualcosa che chi ascolta non vuole accettare o riconoscere.

Una discussione che si protrae a lungo non cambierà alcuna opinione; il linguaggio è importante, ma la concisione lo è ancora di più, soprattutto se accompagnata dai gesti di cui i napoletani sono maestri, come dimostra lo spezzone di una celebre e riuscita pubblicità.

Anche questa come tante parole della lingua napoletana deriva dallo spagnolo nella fattispecie è l’imperativo del verbo tené, dal latino tenere.

LA LOFFA

Come nasce la parola “Loffa”?. In lingua napoletana rappresenta  una scoreggia senza rumore. La prima citazione della parola in napoletano  scritta appare nel 1789…

In lingua napoletana rappresenta  una scoreggia senza rumore. Lo si dice anche ad una donna boriosa, supponente e sgradevole  e che non sa fare a meno di darsi tante “arie”.  (pereta)

La sua etimologia deriva dal Tedesco  luft : aria, alito, vento,  parte da cui soffia il vento .

Alcune derivazioni sono Loffio: che trova la radice nella parola veneziana Solfio : uomo solitario e nel toscano Lofiu cioè uomo insulso.

La tesi piu’ accreditata vuole che il termine sia riferito al fungo “loffa di lupo” Lycoperdon = Loffa di lupo (dal greco: lùkos = lupo,  pèrdomai = emettere aria, scoreggiare), il quale nella piena maturità si converte in una vescichetta che a romperla da l’impressione di essere piena di fumo.

La prima citazione della parola in lingua napoletana scritta appare nel 1789 nel volume  “Lo specchio de la cevertà: pe chi vo ridere e mpararese de crianza ” ovvero l’unico galateo dialettale esistente, scritto da Nicola Vottiero  che raccomandava: “manco chiegà troppo li rine, ca te po’ scappa qua’ loffa…”.

Gabriella Cundari

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