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Elenco(parziale) degli insorgenti fucilati in terra di Capitanata

Posted by on Nov 30, 2019

Elenco(parziale) degli insorgenti fucilati in terra di Capitanata

Ricerca del Dott. Giovanni Saitto, pubblicata sul libro ” La Capitanata, fra briganti e piemontesi”

Note introduttive di Domenico Iannantuoni

Di seguito l’elenco, in ordine alfabetico, degli insorgenti ( cosiddetti briganti, secondo l’agiografia risorgimentale ) “giustiziati”, nei primi anni successivi all’unità, in terra di Capitanata o ivi definitivamente catturati e poi giustiziati in altra provincia.

La ricerca del Dott. Saitto è veramente encomiabile per la dovizia di dati raccolti inerenti le generalità delle vittime, sulla loro provenienza e sul luogo dell’esecuzione.

Certo questo elenco di ca. cinquecento insorgenti non può considerarsi esaustivo, giacchè il numero complessivo dovrebbe superare le duemila unità ( nella sola Capitanata!) secondo altri ricercatori attualmente impegnati in tali studi, ma è comunque un buon inizio per ricostruire la nostra memoria storica.

Ringraziamo per questo l’autore che ci ha consentito di pubblicare questo stralcio del suo libro, peraltro già da noi recensito.

Scorrendo l’elenco molti nativi della Capitanata riconosceranno i propri parenti dei quali non si seppe o non si volle sapere più nulla.

Ma l’occhio non potrà non cadere sulle date delle esecuzioni, alcune troppo vicine a quella dell’unità. Quando infatti leggiamo maggio,giugno o luglio del 1861, non possiamo non pensare a ragazzi sbandati o renitenti alla nuova leva. Quando poi si ritrovano nomi di ragazze, di giovani fanciulle . . . non possiamo che INORRIDIRE! ed esclamare:

– Quella sì, degli invasori piemontesi, fu vera negazione di Dio eretta a forma di governo!-

Riprendiamo a questo punto un passo di “Per chi suona la campana”, lo riteniamo utile………” tutte queste vittime non sono mai state ricordate. Non c’è un solo cimitero in tutta Italia, non una via, un vicolo, che riporti con una semplice lapide al ricordo di questi giovani pur italiani tra gli italiani . .

A tutti loro vanno i rintocchi della campana.

N.B. Casalnuovo è attualmente Casalnuovo Monterotaro

fonte http://www.adsic.it/2002/12/08/elencoparziale-degli-insorgenti-fucilati-in-terra-di-capitanata/#more-349

risposta di giovanni a seguito dell’articolo originale

ritengo i sopprusi seguiti all’unità d’italia peggiore di qualsiasi occupazione fatta da nazioni “democratiche” verso tutti i popoli.
Quello che più mi rattrista è l’oggi clorato di tanti “verdi” che reclamano l’indipendenza da Roma ladrona dopo che di Roma e del SUD intero hanno succhiato sangue, virtù, lavoro, fabbriche e tutto quello che fà oggi schifosamente di Milano “la capitale del Nord operoso”.
Dimentica forse Milano che il Nord e fatto da figli operosi del Sud che affamati dall’unità d’Italia sono stati svenduti ecostretti ad emigrare in tutto il mondo.
Dimentica Milano che i figli del sud sono e saranno sempre le sue fondamenta, prima erano solo contadini affamati, ignoranti e……..

1 Comment

  1. Onore a tutti “gli insorgenti”, sempre e ovunque… ma la Milano di oggi, o la Bologna o la Torino non c”entrano con la tragedia messa in atto nel 1860/61 e successive repressioni operate per rapinare e distruggere l’economia del Regno Due Sicilie, al tempo competitivo nell’intera Europa, come risulta dall’elenco di primati riconosciuti anche nelle esposizioni internazionali del momento! E’ chiaro che far fuori i Borbone era lo scopo per poter realizzare le mire anglo-massoniche del tempo e Cavour fu il tramite, come risulta dagli scritti del suo segretario particolare Curletti e da tutti i documenti segreti che sono emersi dagli archivi di Londra, ma anche qua e la’ un po’ dovunque dietro nomi importanti coinvolti nella messa in atto del disegno, compreso Garibaldi e generali borbonici di distanza in Sicilia e in continente… I Savoia anch’essi mero strumento, essendo dinastia slegata dal popolo, tant’ e’ che essere a Torino o a Firenze o infine a Roma faceva lo stesso!!! Tutta l’Italia turlupinata allora come oggi, alla merce’ di disegni che si fanno altrove…
    Sarebbe ora che i popoli antichi e autoctoni di questa penisola se ne rendessero conto e anziche’ palleggiarsi fra loro le colpe delle orrende vicende di cui tutti prima o poi sono stati vittime a loro insaputa, perche’ di volta in volta ingannati dalla “propaganda” del momento, emergessero fieri di quello che erano prima che Roma, da papalina succeduta all’Impero romano, diventasse la cloaca politica attuale che frena ogni possibilita’ di rinascita.
    Per risorgere occorre attingere alle meravigliose specificita’ dei territori, delle tradizioni, delle culture, in una parola della propria storia, consapevoli che un tempo, prima che fossimo tutti omologati sotto un tricolore importato, eravamo la patria di civilta’ da tutto il mondo riconosciute e ammirate.
    caterina ossi

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