ELOGIO FUNEBRE ALLA PIA MEMORIA DI FERDINANDO II RE DEL REGNO DELLE DUE SICILIE
recitato nel dì 12 novembre 1859 nella Cattedrale di Castellamare da Monsignor D. Francesco Saverio Petagna Vescovo di detta Diocesi e Cavaliere del Real Ordine Francesco i. ecc. nei solenni funerali fatti dal Municipio
a cura di
Gianandrea de Antonellis
Re Ferdinando II
e l’Opera di San Giuseppe dei Nudi
Sua Maestà il Re Ferdinando II (regnabat: 1830-1859), come tutti i Sovrani del Regno delle Due Sicilie, fu Superiore perpetuo e protettore del Real Monte ed Arciconfraternita di San Giuseppe dell’Opera di Vestire i Nudi e come tale fu raffigurato in una elegante tela ancora oggi conservata nella quadreria della Sala del Governo della pia istituzione napoletana.
Questa celebre pittura è ascrivibile all’ambito del famoso artista Carlo De Falco, già ritrattista ufficiale del Re Francesco I, e risale alla prima metà del secolo XIX. Con una pregevole fattura il Monarca è raffigurato in Maestà, con espressione austera e solenne, con le decorazioni degli ordini cavallereschi duo-siciliani, la fascia del Reale Ordine di San Ferdinando e del Merito ed il collare semplice dell’Ordine spagnolo del Toson d’Oro, accanto ai simboli tipici e ieratici della regalia quali la corona e lo scettro, ma soprattutto, con il manto ed il cappuccio di Signore Fratello dell’Arciconfraternita giuseppina disteso sotto forma di panneggio sul braccio destro.
Questo prezioso dipinto, evidenza del profondissimo legame tra Ferdinando II e la Regal Compagnia, può essere considerato il punto di sintesi di una lunga e vivente storia di Fede, Carità e Nobiltà, che motiva e ben contestualizza la presentazione di codesto libro presso San Giuseppe dei Nudi.
Ferdinando II in ottemperanza ad una consolidata tradizione della propria Real Famiglia, era solito visitare con una certa frequenza questa confraternita, ed in special modo nel giorno della festività del Santo titolare Giuseppe, quando veniva esposta la reliquia del bastone del Padre putativo di Gesù Cristo (qui ancora gelosamente custodita) ed erano distribuiti indumenti in genere, vestiario e calzature ai poveri più bisognosi di Napoli estratti a sorte. Del resto l’attenzione della dinastia dei Borbone nasceva sin dal 30 giugno 1740, quando il Re Carlo dispensò il regio assenso e vi aderì detenendo per sé stesso la massima carica.
L’Opera pia di San Giuseppe veniva fondata per iniziativa di tre gentiluomini napoletani che si ispirarono alla terza delle sette opere di misericordia corporale indicata nel racconto evangelico e che possiamo descrivere con il motto dell’Arciconfraternita: «Nudus eram et cooperuistis me» (Matteo, 25:36), ossia vestire gli ignudi.
La tradizione narra che nel 1734 una pioggia improvvisa interruppe il progetto di una gita in campagna concordato dai tre gentiluomini, i quali dopo essersi intrattenuti nel chiostro dei locali RR. PP. Carmelitani Scalzi, destinarono il budget della giornata a qualche opera di beneficenza, che subito si palesò nell’incontro di un mendico svestito. Questo iniziale episodio funse da leva morale per costoro, i quali continuarono, appagati nello spirito, con la pratica benefica privata fino a quando non venne ufficializzata la fondazione del pio sodalizio nel giorno 6 gennaio 1740. Da quel momento l’Arciconfraternita giuseppina come dispensatrice di assistenza ai più poveri ha accolto in sé gran parte dell’élite sociale e culturale di Napoli e del suo Regno, e come anticipato, ha anche goduto dei favori dei Monarchi duo-siciliani ed in parte pure dei Savoia, oltre che unicum a Napoli, l’ascrizione di quasi tutti i Pontefici pro tempore di Santa Romana Chiesa dalla fondazione alla metà del secolo XX.
Il Real Monte ed Arciconfraternita di San Giuseppe dell’Opera di Vestire i Nudi fu ed è un fulgido esempio di gentilizia istituzione nella quale in una maniera del tutto propria ed originale si coniugano il Credo, l’attività benefica e la cultura in Napoli.
Gionata Barbieri[1]
[1] Fratello dell’Opera pia di S. Giuseppe; Segretario Generale – Delegazione di Napoli e Campania SMOC
continua


invio in corso...



