Enrico Annibale Butti
Gianandrea de Antonellis
Enrico Annibale Butti, vissuto a cavallo tra Otto e Novecento, fu definito giustamente “l’Ibsen italiano”, perché seppe rinnovare il teatro dell’Italietta liberale inserendo temi religiosi e sconosciuti fino ad allora estranei alle scene italiche.
Lo scrittore milanese Enrico Annibale Butti (1868-1912) fu ai suoi tempi una personalità di spicco: celebre come Gabriele d’Annunzio (pubblicato dalla stessa casa editrice e messo in scena dalla stessa compagnia teatrale del Vate), fondò quella che adesso è la Siae e soprattutto rinnovò il cosiddetto teatro borghese – specchio fedele dell’Italietta liberale – in cui inserì temi morali e politici che non erano affatto usuali ai palcoscenici tardo-ottocenteschi, tanto da essere definito “l’Ibsen italiano”.
Discreto narratore, Butti si fece notare soprattutto per la sua produzione drammaturgica: se d’Annunzio aveva resuscitato la tragedia (intesa come forma classica), Butti – pur nel rispetto delle forme del teatro a lui contemporaneo – introdusse, sopponendole a dura fustigazione, tematiche come il femminismo (La fine di un ideale), l’educazione “moderna” (Il frutto amaro), il socialismo radical-chic (La corsa al piacere, Tutto per nulla), il comunismo (Una tempesta), l’anarchia (L’utopia), l’ateismo (Lucifero), scuotendo un pubblico abituato ad assistere a vicende di borsa e di “corna”, ovvero incentrate su problematiche economiche e disavventure familiari: si pensi al celebre Come le foglie (1900) di Giuseppe Giacosa.
Ingiustamente dimenticato dopo la precocissima morte (scomparve a meno di 45 anni), lasciò una ventina di drammi, tre romanzi e alcuni racconti che aiutano a comprendere la mentalità (individuale e sociale) della Belle époque. Riproporre i racconti di Enrico Annibale Butti non è solamente un’operazione finalizzata a comprendere meglio un drammaturgo – cioè uno scrittore valido essenzialmente (se non esclusivamente) per la sua produzione teatrale: le novelle presentate in questi due volumi dimostrano le sue indubbie doti di narratore ed inoltre hanno anche la funzione di fornire uno spaccato della società a lui contemporanea: la cosiddetta belle époque, di cuiButti è sì un protagonista, ma anche un critico obiettivo.
Per la prima volta vengono pubblicati integralmente in una sola raccolta tutti i suoi scritti narrativi brevi, editi ed inediti.
Enrico Annibale Butti, Tutti i racconti, D’Amico Editore, Nocera Superiore 2022, due volumi in cofanetto. p. 221+225, € 24
Primo volume:
L’anima divisa (racconto psicologico), Il diavolo alla festa (racconto grottesco), Il cane vagabondo (racconto assurdo), Rosalinda (racconto fantastico).
Secondo volume:
L’immorale (racconto psicologico), Il delitto di Amilcare Barca (racconto satirico), L’ombra della Croce (racconto religioso).
https://www.damicoeditore.it/italiana/2221–enrico-annibale-butti-tutti-i-racconti.html
Enrico Annibale Butti, L’incantesimo, Solfanelli, Chieti 2020, p. 288, € 20


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