EPISODI DI BRIGANTAGGIO NEL NORD FRUSINATE E IN TERRA DI LAVORO (II)
Il brigantaggio di confine _ Già l’azione repressiva promossa dal generale Enrico Cialdini, luogotenente regio a Napoli, aveva in parte colpito le bande e disarticolato l’attività di sostegno della popolazione a queste ultime. Purtuttavia, il governo accusò l’alto ufficiale di aver condotto le operazioni antibrigantaggio con eccessiva durezza e violenza.
Nell’ottobre del 1861, destinato Cialdini ad altro incarico, il governo mise a capo del 6° Dipartimento militare di Napoli il generale Alfonso La Marmora il quale, a sua volta, istituì una zona militare speciale compresa tra il Matese, il Molise e le provincie di Benevento e Campobasso, affidandone il comando al maggior-generale Emilio Pallavicini di Priola, l’uomo forte del governo nelle emergenze meridionali [1]. L’alto ufficiale elaborò un piano di azione, meglio noto come «dottrina Pallavicini», allo scopo di debellare il fenomeno del brigantaggio sulla base della teoria della «controinsurrezione», che per lui significava difesa e coinvolgimento della popolazione e rottura dei legami di solidarietà con i banditi, repressione dura dei fiancheggiatori e dei manutengoli, incoraggiare le defezioni e il pentitismo (una pratica usata dallo Stato anche nel secolo successivo contro mafia, camorra e terrorismo, nda), controllo delle risorse locali e utilizzo della propaganda politica, uso delle colonne mobili miste di regolari e guardie nazionali, presenza sul campo del comandante operativo e una prioritaria attenzione alle comunicazioni. Inoltre, capillare penetrazione nei territori e restringimento delle zone d’operazione dei briganti. Il piano d’intervento, dalle concrete
possibilità di successo, venne reso applicabile proprio dalla legge Pica dell’agosto ’63 che, come previsto, iniziò a dare risultati incoraggianti. D’altra parte, oltre al restringimento delle libertà personali in genere – già criticato dalla Sinistra parlamentare – il provvedimento peggiorò le condizioni di vita delle popolazioni anche a causa dei metodi giudicati «oltre i confini della legalità» adottati da Pallavicini il quale, per questo, ricevette pesanti critiche sia dai settori istituzionali che dalla Magistratura [2]. Nella relazione che inviò da Melfi il 22 ottobre 1864 a La Marmora, così il generale descrisse gli esiti delle sue operazioni: «Un mese dopo il mio arrivo in questi luoghi […] le grosse bande dovettero sciogliersi, per dividersi in piccoli gruppi; rari allora si fecero gli scontri perché disseminati i briganti in località boscose, si rese impossibile il rintracciarli: in quell’epoca io fui costretto a mettere in opera un sistema speciale di persecuzione, il quale corrispondeva alle condizioni della malvivenza; il medesimo condusse, non in un giorno, ma dopo qualche mese all’uccisione di molti malfattori, i quali dovettero cadere nei continui agguati in tutti i punti di passaggio. Conseguenza di quel sistema su ancora la presentazione di molti famigerati banditi, i quali compresero che era impossibile di sfuggire ad una caccia data senza tregua, nei boschi e 1865, ufficiali dei bersaglieri in uniforme «fuori ordinanza»
prescritta per le truppe impegnate nella lotta alle bande
[cliccare per ingrandire]in aperta campagna»[3].
Spacciata per politica, la causa del legittimismo divenne col tempo strumentale al brigantaggio per commettere e perpetuare, impunemente, azioni criminali. Sempre più isolate e incalzate dalla truppa, le bande, per sfuggire ai rastrellamenti, sconfinavano in massa in territorio pontificio in un costante e continuo andirivieni, tant’è che il prefetto di Benevento informava il suo collega di Caserta che «[…] da recenti informazioni assunte presso l’Ufficio di S. P. in Cerreto, risulterebbe che i briganti i quali dal Cerretano si recano a Roma, e viceversa, tengono ordinariamente la stradale del Matese per la contrada della Chiana rasente il lago e precisamente nel punto ove stavano accasermati i gendarmi borbonici; salgono quindi una montagna ove si trova una fontana fabbricata per abbeverare le bestie, e vanno a far riposo presso un pecoraio sul monte detto Rotondo nel Circondario di Sora di proprietà di un barone dimorante in Roma: passano il ponte detto di venticinque archi ed il fiume di Sora in vicinanza di San Vincenzo, e si fermano a Pietra di Campo sopra S. Francesco, territorio pontificio, dove lasciano le armi presso un massaro chiamato Antonio, dal quale le riprendono volendo ripercorrere la via pel Cerretano. Di tali notizie compio il dovere di mettere in conoscenza la S.V. Ill.ma,
per l’uso che stimerà fare in occasione d’istruzioni o provvedimenti per la repressione del brigantaggio […]»[4]. Nel 1864 il governo italiano, presieduto da Marco Minghetti, stipulò con la Francia di Napoleone III la «Convenzione di Settembre», con la quale s’impegnò a non attaccare lo Stato Pontificio, a riconoscerne (implicitamente) i confini e a trasferire la capitale da Torino a Firenze. Inoltre, l’accordo garantiva all’Italia di venire a capo dell’ordine pubblico nei territori dell’ex Regno di Napoli ancora infestati dal brigantaggio, il quale non era più un problema politico, bensì un fenomeno di delinquenza comune, quindi questione di polizia. Il 24 febbraio 1867 il maggiore Leopoldo Lauri [5], comandante della II. Suddivisione-Gendarmeria pontificia del Frusinate e il generale regio Luigi Fontana, comandante dell’attigua zona militare, firmarono il cosiddetto «Accordo di Cassino», con il quale si autorizzavano i reparti regolari italiani ad entrare nello Stato della Chiesa per inseguire i briganti. Questi erano ormai delegittimati anche dalle autorità pontificie le quali, seppure in ritardo, capirono l’imbarazzo e il discredito che ne sarebbe derivato se avessero continuato a tollerare i loro continui sconfinamenti [6].
Primi avvistamenti nel distretto Paliano – Serrone – Piglio – Acuto _ Atti di banditismo in territorio di Serrone si erano già verificati nel 1855, tanto che la Delegazione apostolica di Frosinone aveva inviato di rinforzo a Paliano una colonna mobile di Cacciatori a cavallo con l’incarico di scoprire i responsabili e reprimere il fenomeno. Allertate ormai tutte le amministrazioni municipali e i comandi militari di zona, il controllo del territorio divenne più assiduo e capillare da parte dei nuclei della Gendarmeria pontificia
di stanza nel distretto. Il grado di tensione, in giro, era talmente alto che i movimenti delle persone, specie nelle campagne, a volte venivano valutati come sospetti [7]. Nella notte del 23 ottobre 1864 un plotone di soldati francesi, di stanza a Valmontone, irruppe nel casale di Colle Ticchio, in contrada Castellaccio, e arrestò tre persone, ma erano i coloni che lavoravano nella tenuta dei duchi Lante-Della Rovere e che grazie all’intervento del guardiano furono poi rilasciati [8]. Il 12 febbraio 1865 venne riferito al governatore di Paliano, L. Franchi, che in contrada San Quirico, in territorio di Serrone, ventiquattro briganti «bene armati, e vestiti con cioce, e scarpe»penetravain casa di un paesano «a uccidere una bestia lanuta, e ne ordinavano anche altra». Subitoil comandante militare della piazzaforte di Paliano inviò un drappello di ausiliari e di gendarmi, mentre da Velletri giunsero quaranta carabinieri al comando del tenente Lupacchi. I briganti però si erano già sganciati fuggendo sulla montagna di Serrone, probabilmente diretti a Vallepietra, «ove sono stati veduti la scorsa notte, essendo sentiti a taluni vetturali Seronesi che andavano a macinare il grano alle mole di Trevi»[9]. La possibilità che le bande potessero vagare indisturbate nel territorio intimorì vieppiù le autorità anche perché Serrone, grazie alla favorevole posizione, poteva essere per i briganti un passaggio ideale per raggiungere, attraverso il monte Scalambra (o San Michele), gli altipiani di Arcinazzo e da quì l’Abruzzo. Oltretutto gli insediamenti sparsi nella campagna (capanne, baracche ecc.) avrebbero fatto loro da rifugio. Il 15 ottobre 1865 cinque briganti furono visti uscire dalla macchia di Acuto, attraversare la via nuova tra Acuto e Piglio e dirigersi verso Anagni, «Il cadavere del brigante Domenico
Fuoco, ucciso a tradimento da Ni-
candro Bucci la notte del 17 agosto
1870 tra Vallecorsa e Piciniscotraversando le vigne di Acuto, erano vestiti e armati come vennero descritti». Allertata la brigata di Piglio, uscirono subito in perlustrazione quattro gendarmi: Giovambattista
Piermattei, Francesco Filippetto, Luigi Giancarli, Evaristo Scipioni e il brigadiere Domenico Fabbri. Recatisi sul posto, i militari trovarono un testimone diretto, tale Domenico Scarfagna, il quale riferì di aver visto i cinque briganti all’interno della sua capanna, in contrada Colle Cingione, mentre stavano mangiando e asciugando al fuoco le pezze delle ciocie. Questi gli chiesero notizie del priore di Piglio, Alessandro Massimi – a cui volevano tagliare la testa e inviarla come trofeo in paese – vollero sapere, inoltre, chi erano le persone ricche e facoltose e quanta forza di polizia era presente a Piglio. Scarfagna disse loro che in quei giorni la Gendarmeria aveva intensificato le ricognizioni nel territorio. Forse valutando in negativo le possibilità di riuscita di un rapimento, i briganti se ne andarono scendendo la vallata in direzione delle Mole di Paliano. Avvertito della paventata minaccia, da quel giorno il priore Massimi se ne restò rintanato in casa. Se proprio doveva uscire, veniva scortato da due gendarmi. In conseguenza di ciò
, il delegato apostolico di Frosinone, monsignor Luigi Pericoli, ordinò al governatore di Paliano di accentuare ancor più i controlli e le perquisizioni. Come vedremo in seguito però, briganti ciociari e regnicoli continuarono nelle loro scorribande in zona [10]. Il 13 dicembre 1865 Francesco Rovazzi di Serrone, raccontò di aver visto nella macchia di Ponza (Arcinazzo), dove era andato a far legna, due paesani che portavano pane e carne a cinque persone, di cui una era armata. Nel rapporto che inviò al governatore di Paliano, il priore di Serrone Alessandro Aronne scrisse: «Il brigante Giuseppe Schiavone,
detto Sparviero. Tradito dalla sua
amante, venne catturato a Melfi
e fucilato il 28 novembre 1864Allora il Rovazzi conobbe che li due Ponzesi cercarono di mandarlo presto via, acciò non si fusse avveduto, che essi avevano portato da mangiare a quelli sconosciuti, quali ritiene essere possano appartenere a qualche banda di Briganti». Due giorni dopo il priore informò il governatore Franchi che un drappello di gendarmi e cacciatori era partito per gli Altipiani all’inseguimento dei briganti. Dopodiché quest’ultimo fece arrestare Francesco Rovazzi per presunta connivenza brigantesca perché, a suo dire, non aveva informato in tempo le autorità [11].
Alla fine di gennaio del 1866 un’ordinanza del priore di Serrone – sempre diretta a colpire i manutengoli – proibì il trasporto del pane, fuori del territorio comunale, in quantità superiore al bisogno giornaliero di una famiglia. I trasgressori, proseguiva l’ordinanza, sarebbero stati arrestati e privati del bene, nonché condannati a pene prescritte a seconda dei casi e delle circostanze. Il 6 marzo
1866, giunto per un’ispezione, il tenente Nizzardelli, della Tenenza di Anagni, avvertì la Delegazione che nel tragitto da Paliano al monte Scalambra (chiamato anche San Michele) vide da lontano cinque persone armate e «impostate che qualificò per briganti». Subito dopo, il priore Aronne venne redarguito perché in precedenza aveva dato assicurazione che a Serrone, e sulla montagna, non erano stati più avvistati i malviventi. Il priore, per giustificarsi, rispose di aver mandato in perlustrazione le guardie comunali, le quali riferirono di non aver visto individui sospetti, ma neanche i contadini del posto li videro. Comunque, il 14 marzo giunse a Serrone, al comando del tenente Bentivoglio, una colonna mobile da Ferentino via Piglio [12]. I primi giorni di aprile, giunta notizia di movimenti di briganti nella zona di confine con l’Abruzzo, il priore di Serrone richiese alla Delegazione Apostolica l’invio di truppe, dopodiché sollecitò quello di Piglio ad adoperarsi presso le autorità competenti per far presidiare l’osteria di Arcinazzo «Il brigante abruzzese Nunzio Tamburrini fu responsabile dell’eccidio di Lagovivo, dove furono trucidate undici personela quale servendo […] quasi di barricata per impedire il transito di questi malviventi inverso le nostre contrade». Con dispaccio datato 23 maggio 1866, la Delegazione di Frosinone autorizzò il priore di Serrone ad aggregare alla truppa destinata all’inseguimento dei banditi, «oneste guide e prattiche delle località»la cui scelta«niuno meglio delle Autorità Municipali ne può fare adeguato giudizio»[13]. Visti i risultati alquanto deludenti, dovuti evidentemente anche alla scarsa disponibilità ed efficienza dei reparti di stanza nel territorio, alla fine di ottobre del 1866 monsignor Pericoli, sempre più preoccupato dello «stato miserabile di questa provincia per il Brigantaggio», richiesel’intervento diretto delgoverno. Il ministero delle Armi Pontificie dispose quindi l’arruolamento, in tutta la Delegazione, di duecentocinquanta volontari – con paga giornaliera di 30 soldi, più armi e munizioni – da affiancare, come ausiliari, a cinquanta gendarmi. Il governatore di Paliano sollecitò il priore di Serrone a predisporre un bando di arruolamento e a «rinvenire un numero sufficiente di giovani di codesto Comune, robusti e di ineccepibile condotta, che vogliono fare parte di questo corpo». Approfittando della festività di Ognissanti, giunse a Serrone il brigadiere Cesare Miani, della Gendarmeria di Paliano, a presiedere l’ufficio arruolamento sulla base di una lista di nomi compilata appositamente. Furono convocati «non pochi Comunisti, ma niuno ha accudito alla nostra proposta»dopodiché, il 2 novembre, il sottufficiale rientrò a Paliano «non avendo cosa fare in giorni feriali in cui questi Contadini vanno fuori di territorio ad eseguire i loro lavori campestri», così il priore Aronne nel rapporto inviato alla delegazione di Frosinone. Tre giorni dopo, per rassicurarlo, scrisse al governatore di Paliano: «Se in seguito mi riuscirà di rinvenire qualche volenteroso per arruolarsi mi recherò a premura e immediatamente darne certezza alla V.S. Ill.ma e a S. Eccellenza Monsignore Delegato» [14].
[2. continua]
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NOTE
[1] Militare di lungo corso, partecipò a tutte le guerre per l’Indipendenza, a quella di Crimea e nel 1860 alle campagne militari contro i pontifici e i borbonici. Prese parte alle operazioni contro il brigantaggio nell’Ascolano e in Abruzzo. Promosso colonnello, dal 1862 divenne comandante del 1° reggimento bersaglieri e in tale veste contrastò Garibaldi in Aspromonte. Il giorno dopo venne promosso maggior-generale. Nel 1864 il ministero della Guerra gli affidò l’incarico di dirigere le operazioni contro il brigantaggio nelle province meridionali e due anni dopo sostituì La Marmora al vertice del 6°Dipartimento militare di Napoli.
[2] C. PINTO, La dottrina Pallavicini. Contro insurrezione e repressione nella guerra del brigantaggio (1863-1874), in «Archivio storico per le Province napoletane», volume CXXXII, a cura della Società Napoletana di Storia Patria, Napoli 2014, pagg. 74-97.
[3] AUSSME, fondo G.11, busta 95, fascicoli 3-4.
[4] ASCe, Regno d’Italia, Atti della Prefettura, Prefettura della Provincia di Benevento, riservata n. 1539, 14 agosto 1865.
[5] Nel 1865 il maggiore Lauri venne nominato coordinatore delle forze di repressione del brigantaggio nelle province di Frosinone e Velletri. A tale scopo, il conte creò un corpo speciale di ausiliari, detti «squadriglieri», formato da elementi residenti nelle zone di provenienza dei briganti.
[6] M. G. GRECO, Il ruolo e la funzione dell’Esercito nella lotta al brigantaggio. USSME, Roma 2011, pag. 8.
[7] Il 7 febbraio 1861 venne segnalata dal governatore di San Vito (Romano) la presenza di «truppa estranea in questa giurisdizione […] che sembra oltrepassare di poco i trecento individui […] comandata da un colonnello tal Catalan e da un tal Chiavoni di Sora […]». Il brigante Luigi Alonzi (detto Chiavone) e la sua banda si trovavano a San Vito per prelevare la polvere da sparo, visto che il loro fornitore, tale Filippo Quaresima, era stato arrestato dai francesi del presidio di Palestrina. La produzione di polveri piriche, poi ridotta a polveri pirotecniche, è documentata a San Vito Romano almeno fino agli anni ’30 del XX secolo; cfr. ASR, busta 7, Archivio riservato del Ministero di Grazia e Giustizia dello Stato Pontificio, 1849-1868; cfr. Il Pungolo, Milano, anno II, n. 129, 11 maggio 1862, p. 513; cfr. Annuario industriale di Roma e del Lazio, 1939, p. 547.
[8] ASFr, Delegazione Apostolica, Direzione di Polizia, busta 293, anni 1864-1865.
[9] Ibidem
[10] Nonostante l’appoggio di Pio IX alla rivolta legittimista borbonica, il brigantaggio «di confine» meridionale provocò non pochi problemi anche al Stato Pontificio, tant’è che monsignor Pericoli, in aperta contraddizione con la politica del suo governo, emise un editto contro «i rei di brigantaggio e loro complici». Nel 1862 erano detenuti nel Forte di Paliano Salvatore Cambisi e Antonio Bianchi, sospetti appartenenti alla banda Chiavone.
[11] ASCS, RGN/24, busta 19, fascicolo 11.
[12] Ibidem
[13] ASCS, RGN/24, busta 20, fascicolo 8.
[14] ASFr, Delegazione Apostolica, Direzione di Polizia, busta 299, anni 1866-67; anche ASCS, RGN/24, busta 19, fascicolo 11. In questo caso il sostantivo «Comunisti» sta ad indicare gli appartenenti alla Comunità, cioè i cittadini di Serrone in genere.
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ASCe = Archivio di Stato di Caserta
ASCS = Archivio storico del Comune di Serrone
ASFr = Archivio di Stato di Frosinone
ASR = Archivio di Stato di Roma
AUSSME = Archivio dell’Ufficio storico dello Stato maggiore dell’Esercito
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MILLE E PIU’ BRIGANTI NELLO STATO PONTIFICIO
In ordine alfabetico, un secondo elenco (incompleto) di 306 briganti presenti e operanti nello Stato Pontificio e terre di confine dal XVI secolo al 1870. A fianco di ogni nome – e relativo nomignolo – il luogo di nascita o di provenienza, laddove si è potuto reperire. Nell’elenco sono stati inseriti anche personaggi originari di altri luoghi che hanno compiuto atti di brigantaggio in continui e/o saltuari sconfinamenti.
Fel – M
Feliciotto (vedi POZZI Giuseppe)
FELLA Federico ………………………………………………………..………………… Vallerotonda
FELLA Ferdinando ………………………………………………….…….…. San Germano (Cassino)?
FENDI (o FENDO) Michele …………………..…………………………………………..…….. Patrica
FERRADINO Ferdinando
FERRANTI Nicola ………………………………………………………………………………… Patrica
FERRARI Giacomo ………………………………………………….………..………………….. Supino
FERRI ……………………………………………………………..……..………. Castiglione in Teverina
FERRO Angelo (o Angelillo)……………………………………….………….……….……… Abruzzo
FEUDO Alessandro …………………………………..……………………………………..…..….. Vallecorsa
FEUDO Angelo ……………………………………………………..……………………….. Vallecorsa
FEUDO Domenico, detto Toppitto . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Vallecorsa
FEUDO Francesco ……………………………………………………………..……………. Vallecorsa
FEUDO Michele . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Vallecorsa
Fiaccarelle (vedi TOPPETTA Luigi)
Figlio di Tittacoccia (Il) (vedi MANDATORI Crescenzio)
FILIPPI Michele, detto Caporal Giaccio …………………………………………… Villa Santo Stefano
FILIPPI Pietro ……………………………………………………………………….. Villa Santo Stefano
FINADERI Domenico
Finocchietto (vedi MASTROBATTISTA Giovanni Domenico)
FIOCCA (o FIOCCO) Luigi ………………………………………………………… Villa Santo Stefano
FIORAVANTI Luciano………………………………………….…………… Acquapendente (Viterbo)
FIORENZA Luigi, detto Luigiotto dell’Aquila
FIORI Giuseppe
FLAMINI Giuseppe
FLAMINI Salvatore, detto Caporuscio ………….…..………………………………..……….…… Segni
FLAMMINI Domenico ………………………………………………………………. Leccene de’ Marsi
FLORIO Pasquale ………………………………………………..,.…………. San Germano (Cassino)?
Fochista (vedi DI CROCCO Salvatore)
FOGLIANO Alessandro
FOLCARELLI Tommaso ……………………………………………….…..……………..………. Arce
FONTANA Domenico
FONTANA Giacomo ………………………………………………..………………………..……. Veroli
FONTANAROSA Pasquale
FORMICHETTI Francesco
FORTE Achille ……………………………………….……………………………….…..…….. Isoletta
FORTE Antonino, detto Sportaro……………………..…………………….……………………… Pico
FORTE Francesco ……………………………………………………………….……….. Rocca d’Arce
FORTE Tommaso ………………………………………………………..………………….. Casalattico
FORTUNA Felice …………………………………………………………………………. Isola del Liri
FOSCHI Alessandro …………………………………………………..……….. San Lorenzo (Amaseno)
Frà Diavolo (vedi PEZZA Arcangelo Michele)
Frà Leonardo (vedi DORIA Enrico)
Frà Paolo (vedi AQUILLATTI, o SQUILLETTI Tiberio)
FRANCESCONI Francesco ……………………………………….………….…..……..….………. Sora
Francese (Il)
FRANCHI Belardino …………………………………………………………………… Regno di Napoli
FRANCHI Germano ……………………….……………….…………………..……….………. Supino
FRANCHITTO Filippo, detto Salvatore Coja……………………………… Ceresole (Regno di Napoli)
FRASCA Pietro ……………………………………………………..……….………………….….. Veroli
FRASCONE Vincenzo …………………………………………………………..…………………. Sora
FRATTARELLI Arduino …………………………………………..……………….………….. Pastena
FRATTARELLI (o FRATERELLI) Luigi ………………………………………….…………… Pastena
FREGHINI Antonio, detto il Calabresotto,capobanda . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Regno di Napoli
FRESILLI Arcangelo ………………………………..……….… San Pietro in Curolis (Esperia inferiore)
FRESILLI Pasquale ……………………………………………….. San Pietro in Curolis (Esperia inferiore)
FRONGELLINO Gaetano ………………………………………………………………. Castello d’Alife
Frusillo (vedi ORSINI Vincenzo)
FULGENZI Sabatino ………………………………………………………….……….. Regno di Napoli
FUOCO Alessandro …………………………………………………………………… San Pietro Infine
FUOCO Antonio ………………………………………………………………….…… San Pietro Infine
FUOCO Domenico, capobanda …………………………………………………..……. San Pietro Infine
FUOCO Domenico di Angelo …………………………………………………….…… San Pietro Infine
FUOCO Loreto …………………………………………………………….………….. San Pietro Infine
Fumetta (vedi GROSSI Giovanni Paolo)
FUSCO Celeste
FUSCO Francesco …………………………………………………………………..……… Casalvieri
GABRIELLI Vincenzo …………………………………………………..……………. Giuliano di Roma
Gaetano il Calabrese (vedi GIULIANI Gaetano)
GAGLIARDI Raffaele ………………………………………………………..………………… Capua
GAGLIASTRI Michele
GALATEO Gian Maria, detto la Mecca . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .. . . . . . Sonnino
GALLETTI Michele
GALLO Vincenzo ……………………………………………………………………..……….. Caserta
Ganassa di Lupo …………………………………………………….………………..……………. Pofi
Garibaldi (vedi PETRUCCI Agostino)
GAROFALO (GAROFANO o GAROFOLO) Antonio, capobanda …………… San Lorenzo (Amaseno)
GAROFALO (GAROFANO o GAROFOLO) Domenico …………………….. San Lorenzo (Amaseno)
GAROFALO (GAROFANO o GAROFOLO) Elisa …………………………… San Lorenzo (Amaseno)
GAROFALO (GAROFANO o GAROFOLO) Pietro ……………………..…… San Lorenzo (Amaseno)
GAROFALO Sebastiano . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Castro de’ Volsci
GAROFOLO Pietro …………………………………………………………….…….. Selvacava (Ausonia)
GASBARRONE (GASBARONI o GASBARONE) Antonio, detto Gasperone . . . . . . . . . . . . . Sonnino
GASBARRONE (GASBARONI o GASBARONE) Gennaro . . . . . . . . . . . . . . . . . .. . . . . . . . Sonnino
GAVAZZI Alessandro ………………………………………………………………….. Ischia di Castro
GELFRESCO Francesco ………………………………………………..…………..…………… Sora ?
GHILARDELLI Nazareno ………………………………………………..……..…… Civitella d’Agliano
GIAMMARIA Tommaso ……………..……………………..…….……….……………..………. Patrica
GIANCOLA Aureliano …………………………………………………..………..………… Roccaraso
Giancroce (vedi CIONI Giovanni)
GIANCROCE Giuseppe
GIANNINI Ferdinando, detto Notaro ……………………………………….….…… Giuliano di Roma
GIANSANTE Angelo, detto Ramaccia
GIARRAFFA Giuseppe ……………………………………………………………………….. Palermo
Gioia (vedi ORLANDINI Domenico)
Giordani (vedi MAJORANI Vincenzo)
GIORDANO Cosimo …………………………………………….……..……………………… Caserta
GIORGI Arcangelo
GIORGI Luigi
GIORGI Zaccaria
GIORLANTE Vincenzo, detto Vincenzino il Siciliano
GIOVAN’ANTONIO di Sebastiano ……………………………………….……….. Villa Santo Stefano
GIOVANNI, detto Paolo …………………………………………………….…..……………. Sonnino
Giovannino (vedi CAPRI Giovanni)
GIRGI
GISMONDI Vincenzo ……………………………………………………….……….…………… Sora
GIULIANI Gaetano, detto il Calabrese…………………………………………….…….. San Gualgano
GIULIANI Gregorio ……………………………………………….……….…………………. Prossedi
GIULIANI Pietro, detto il Calabrese, o Primo …………………………………….…….… San Gualgano
GOFFARELLI Francesco …………………………………………..…….……. Bauco (Boville Ernica)
GOIO Melchiorre ………………………………………………..…..………………….…………. Veroli
GORETTI Nicola ………………………………………………………….……………………. Patrica
GRANELLO Gaetano ……………………………………………………. Pettorano sul Gizio (L’Aquila)
GRANELLO Sante Agostino (banda PANICI)
GRAVINA Crescenzo ………………………………………………………….………………….. Nola
GRAZIANI Bartolomeo ………………………………………….………………….………….. Sicinaro
GREGORI Antonio …………………………………………………….…………….. Carsoli (L’Aquila)
GROSSI Antonio . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Vallecorsa
GROSSI Domenico ……………………………………………………………………..…………. Patrica
GROSSI Giovanni Paolo, detto Fumetta …………………………………………… Valentano (Viterbo)
GROSSI Vincenzo ……………………………………………..……………………..…………. Patrica
GROSSO Luigi ………………………………………………………..………..………………….. Arce
GUARDARELLI ……………………………………………………..….……….…………….. Napoli
GUERRA Domenico ……………………………………………..……………… Mignano Montelungo
GUERRA Francesco, detto Ciccio, capobanda ………………………….….…… Mignano Montelungo
GUERRIERI Alessandro …………………………………………..………………………..……. Patrica
GUERRIERI Costantino ……………………………………….……..………..……..…….……. Patrica
GUERRIERI Domenico ……………………………………………….…………………….……. Patrica
GUERRIERI Vincenzo …………………………………………………….………………………. Patrica
GUERRINI Giuseppe ………………………………..……..……………..…………..….. Rocca di Papa
IMPERIO Angelo ………………………………………………..……………..………………….. Cori
IMPERIOLI Biagio ……………………………………….……..…………………..…………… Veroli
INNOCENZI Diodato ………………………………………………….……….…… Tornimparte (AQ)
INNOCENZI Luca ………………………………………………………………..…… Tornimparte (AQ)
JABONI Francesco ………………………………………..………….….……………………….. Veroli
JACOBUCCI Sebastiano …………………………………………………….…….……………. Supino
JACOVACCI (o JACOACCI) Serafino . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Vallecorsa
JALO’ Pietro
JANNETTA Francesco …………………………………………………….…….………..…….. Supino
JANNETTI (o JANNOTTI) Angelo ……………………………………..………..………………. Sora
JANNUCCI Andrea …………………………………………………………….………………. Formia
JANUCCI Antonio
JANNUCCI Giuseppe ………………………………………………………….……… Maddaloni (CE)
JANNUCCI Vincenzo . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Vallecorsa
JANOTTE Francesco …………………………………….………………..…………..……….. Sonnino
JORIO Antonio ……………………………………………………………..……… Villa Santo Stefano
JORIO Salvatore …………………………………….…………………………… Villa Santo Stefano
JOZZI Francesco ……………………………………..……………..……………..……………… Veroli
JULIANO Felice ……………………………………………………………… Roccapiemonte (Salerno)
JULIANO Giuseppe ………………………………………………………..…….…. San Polo (Isernia)
LA GALA (o DELLA GALA) Cipriano………………………………………………… Terra di Lavoro
LA GALA ( o DELLA GALA) Giona ……………………………………………..…… Terra di Lavoro
LAGRANGE Theodore Friedrich Klitsche …………………………………………….……….. Prussia
LAMBRUCCI Pasquale, detto il Pazzo ………………..…………..……………….…..……… Vallecorsa
LAMESI Pietro …………………………………..………………………………………………. Veroli
LAMESI Vincenzo ……………………………………..………………………..……………….. Veroli
LANCIA Antonio …………………………………………………………………………. Rocca d’Arce
LANCIA Bernardo ……………………………………………………………………….. Rocca d’Arce
LANCIA Giuseppe ……………………………………………………………………….. Rocca d’Arce
LANZARI Andrea …………………………………………………………………….. San Paolo (Nola)
LATTANZI Giovanni Battista …………………………………………..……..…….. Giuliano di Roma
LAURETTI Adamo, detto Mastro Diamante, capobanda . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Vallecorsa
LAZZARO Annibale ………………….………………………………..……..…………..……. Morino
LAZZARO Giovanni ……………………………………………………….….……………… Morino
LEO Domenico …………………………………………………………………….…………… Ceccano
LEO Giuseppe …………………………………………………………….………… Villa Santo Stefano
LEONE Giuseppe
LEONI Alessandro, detto il Bolognese……………………………..………………………….. Sonnino
LEVA Giovanni ………………………………..…………………………………………….……. Veroli
LEVA Sante ………………………………………………………………………………….……. Veroli
LIBERATORE Vincenzo ……………………………………………………………… San Pietro Infine
LIDANO Domenico …………………………………………………………………… Carpineto Romano
LIPPA Sebastiano ………………………………………………………..…………..……….. Avezzano
LOLLI Nicola ………………………………………………………….………….……………. Patrica
LOMBARDI Antonio …………………………………….…………..…….………..……….. Vallecorsa
LOMBARDI Gaetano, detto Marinella . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Prossedi
LONGARINI Benedetto …………………………………………………………….. Monte San Biagio
LONGARINI Silvano ………………………………………………………..……… Monte San Biagio
LONGHI Giuseppe, detto Marchetti ………………………………………..…………………. Pastena
LONGO Giuseppe ………………………………………………………….…… San Giovanni Incarico
LOZZI Virginio (o Virgilio), detto Ciriola …………………………..…………………. Castellafiume
LUCIANI (o LUCIANO) Francesco ……………………………………………….. Villa Santo Stefano
LUCIANI (o LUCIANO) Giovanni ………………………………..……………….. Villa Santo Stefano
LUCIANI (o LUCIANO) Giuseppe ………………………………..……………….. Villa Santo Stefano
LUGARINI (LUCARINI o LAGARINI) Domenico, detto Pucitto o Pucicchio ……. Villa Santo Stefano
LUGARINI (LUCARINI o LAGARINI) Girolamo ……………………………… Villa Santo Stefano
LUGARINI (LUCARINI o LAGARINI) Nicola …………………………….…….. Villa Santo Stefano
LUGARINI (LUCARINI o LAGARINI) Stefano …………………..…….………. Villa Santo Stefano
LUGARINI (LUCARINI o LAGARINI) Vincenzo …………………………..…… Villa Santo Stefano
Luigiotto (I)………………………………..……………………………………… Montefortino (Artena)
Luigiotto (II)………………………………..………………………..…………… Montefortino (Artena)
Luigiotto (III)………………………………..…………………………………… Montefortino (Artena)
Luigiotto (IV)………………………………..………..………..………………… Montefortino (Artena)
Luigiotto (vedi CIMA Luigi)
Luigiotto dell’Aquila (vedi FIORENZA Luigi)
Luigiotto Pizzetta (vedi BIANCHI Luigi)
LUVARA’ ………………………………………………………………..………….……..…….. Tuscia
LUZZI Francesco, detto il Pazzo …………………………….…………………………..…… Pastena
LUZZI Giuseppe, detto il Calabrese
LUZZI Virgilio …………………….………………………………..……………..………. Castellafiume
MACALE Francesco ………………………………………………………………………….……….. Veroli
MACARO Antonio, detto Mezzapinta …………………………………………………..….……. Fondi
MACARO Francesco ……………………………………………………………………..……… Fondi
MACARO (MACARI o MAGARI) Giuseppe …………………………………………….……. Fondi
MACARO (o MAGARI) Michelangelo (o Michele), detto Mezzapenta …………………….…… Fondi
MACCARONE ………………………………………………………………………………… Caspoli
MACCHIONI Luigi ………………………………………………………………….……… Rondinara
MACCI Ferdinando ……………………………………………..…………………..………….. Priverno
MACCIOCCHI Giuseppe
MACIOCE Luigi ……………………………………………………………………………….. Anagni
MADERA ………………………………………………….………………….……………..….. Abruzzo
Maestrino (Il) (v. MATTEI Antonio)
MAGALI Vincenzo …………………………………………………………..…….……… Carpineto ?
MAGGIACOMO Tommasello …………………………………………………………….….…….. Itri
Maghetto (Il) (v. TRANSERICI Tommaso)
MAGLIANO Francesco ……………………………………………………..………….…….. Abruzzo
MAGNAFICHI Domenico ……………………………………………………..….. Villa Santo Stefano
MAGRINI Antonio ………………………………………………………….…………….. Maremma tosco-laziale
MAINETTI Domenico …………………………………………………………. Maremma tosco-laziale
MAJORANI Vincenzo (1847-1868) detto Giordani o Pecorella . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Gorga
MALANDRUCCOLO
MALATESTA Ramberto (o Lamberto)
Maltempo (vedi DE LUCA Antonio)
Mammone (vedi COLETTA Gaetano)
MAMMONE Giuliano ………………………………………………………..……………..…….. Sora
Mancinello (vedi MASSARONI Alessandro)
MANCINI Casimiro
MANCINI Ferdinando
MANCINI Gaspare ………………………………………………………..…..…………….. Pitigliano
MANCINI Stefano ……………………………………………………………….…… San Pietro Infine
MANCINI Vincenzo ……………………………………………………………..…… San Pietro Infine
MANDATORI Angelo ………………………………………………..……………..………. Vallecorsa
MANDATORI Crescenzio (o Crescenzo), detto Il Figlio di Tittacoccia …………………………... Vallecorsa
MANGIATI Angelo …………………………………………………………………..…………….. Arce
MANNARELLI Giovanni Battista . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Sonnino
MANSUETI Francesco …………………………….…………………………………..………… Patrica
MANZI Gaetano
MARAONE Crescenzo ……………………………………………………….…..…………… Cervaro
MARCELLI Luigi, detto Cararicciotto ………………………………………..………….……. Sermoneta
MARCELLI (o MARCIELLO) Vincenzo ……………………………………………..………….. Sora
Marchetti (vedi LONGHI Giuseppe)
MARCHITTI Luigi …………………………………………………….…………………….…… Pico
MARCOCCI Cola (Nicola) ……………………………………………….………… Villa Santo Stefano
MARCOCCI Giulio ………………………………………………………………… Villa Santo Stefano
MARCUCCI Primiano, detto Scarpone, capobanda ………………………. Campo di Giove (Sulmona)
MARINACCIO
MARINO Antonio ………………………………………………………….……………………… Arce
MARINO (o MARINI) Nicola ………………………………………….………… Roccamorice (Chieti)
Marintacca…………………………………………………….…………………….………….. Toscana
MARMATORI Vincenzo …………………………………….……….……….…….….…… Vallecorsa
MAROCCHI Giuseppe ……………………………………………….………………………… Lenola
MAROCCO Biagio ………………………………………………..………….…..……….…….. Veroli
MAROCCO Carmine ………………………………………………….……..…………………. Veroli
MAROCCO Francesco, detto Tartaglia……………………………………….………………….. Vicalvi
MAROCCO Luigi …………………………………………………………………… Giuliano di Roma
MARSELLA Giuseppe …………………..……………………………………..………..……. Casalattico
MARSELLA Francesco, detto Secondino
MARSILI ………………………………………………………….………………………..……. Bauco
MARTELLA ……………………………………………….……….……………..…..….……. Sonnino
MARTELLA Antonio …………………………………………………..……..…..……….…….. Supino
MARTELLA Nicola …………………………………………………………….…… Carpineto Romano
MARTELLA Pasquale ……………………………………..……….……….……..…. Carpineto Romano
MARTELLI Lorenzo
MARTELLINI Marco …………………………………………………….………… Caianello (Caserta)
MARTELLO Giovanni ……………………………………………………….……….………… Supino
MARTINI Pietro, capobanda . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Montefortino (Artena)
MARTINI Vittorio . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Montefortino (Artena)
MARULLI ………………………………………………..…………..……………….…………… Arsoli
MARZILLI Angelo …………………………………………………………..…………………….. Arce
MARZOCCO di Pietrangelo ………………………………………..……….. Valle Castellana (Teramo)
MASELLI Antonio ……………………………………….….…..…..…………….………….. Supino
MASELLI Massimo …………………………..…………………………….…………………….. Supino
MASI Michelangelo ………………………………………….…………………..…….……….. Patrica
MASI Pietro ………………………………………………………….……………..……..….….. Patrica
MASI Vincenzo …………………………………………………….…….………….. Villa Santo Stefano
MASINI Nicola
MASOCCO (o MUSOCCO) Luigi, detto Scatuccio, capobanda ………………………….. Giuliano di Roma
MASOCCO (o MASACCO) Saverio ………………………………….……………….. Giuliano di Roma
MASSARONI (o MASSARONE) Alessandro, detto Mancinello . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Vallecorsa
MASTRILLI Giuseppe (1710-1750) …………………………………….……………..….… Terracina
MASTROBATTISTA Giovanni Domenico, detto Finocchietto ….…………….…….…………..… Lenola
MASTRODOMENICO Lorenzo
MASTROLUCA Antonio …………………………………………………………….…….. Vallecorsa ?
MATERIALI Giuseppe ……………………………………………………..…………….………. Sora
MATTEI Antonio, detto il Maestrino …………………………………………………..………… Vallecorsa
MATTEI Costantino, detto Medichetto
MATTIA Francesco Antonio …………………………….………………….…………………… Patrica
MATTIA Luigi ………………………………………………………………..…………………. Patrica
MATTIA Pasquale, detto Mattione ………………………….………………..……….…….….. Patrica
MATTIA Sante …………………………………………………………..…….……….…..……. Patrica
Mattione (vedi MATTIA Pasquale)
Matto (Il) (vedi TAMBUCCI Pasquale)
MAUTI Francesco ……………………………………………………….……………..….…….. Veroli
MAUTI Giuseppe …………………………………………….………..…………….…….…….. Veroli
MAUTI Pietro ……………………………………………….………….…………..…………….. Veroli
MAZZA Pietro, capobanda
Mecca (La) (vedi GALATEO Gian Maria)
Medichetto (vedi MATTEI Costantino)
Medico (Il), capobanda
MELCHIORRI
MELONI Guerrino …………………………………………………………………….………….. Sora
Memmo (v. PICONE Domenico)
MENICHELLI Giovanni ………………………….……………………….. Civitella d’Agliano (Viterbo)
MENICHELLO ………………………………………………………………….………….……….. Cori
MENICHETTI Damiano …………………………….………………….………………….…… Tuscania
MENICHETTI Settimio…………………………………………………….……………. Santa Fiora (VT)
Menicuccio ………………………………………………………………………….………..….….… Cori
MENTA Cesare ………………………………………………………………………. Carpineto Romano
META Berardo (o Bernardo) ……….….………………………………………….……………… Sora ?
META Filippo ……….….…………………………………………………………..……………… Sora ?Mezzapenta (vedi MACARO Michelangelo)
Mezzapinta (vedi MACARO Antonio)
MICARELLI Achille …………………………………………………….……..…..….. Tornimparte (AQ)
MIDEA Angelo Maria ……………………………………..….………….….…………………… Bassiano
MIDEA Giuseppe …………………..…………….………………………………………………… Bassiano
MINGHELLA Luigi ……………………..……..……………..….……… Monticelli di Fondi (Formia)
MINIERI Zaccaria ………………………………………………………….………. Villa Santo Stefano
MINOCCI Luigi . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Vallecorsa (o San Lorenzo-Amaseno?)
MINUTILLO Giovanni ………………………..………………………………………………… Patrica
Miseria di Supino (vedi DI STEFANO)
MOLINARI Giovanni ……………………………………………………………….……..…… Morolo
MOLINARI-ROSELLI Maria Teresa …………………………………………………. Castro de’ Volsci
MOLLICONE Pietro ……………………………………………………..…………………………. Arce
MONACELLI Gregorio . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Sonnino
MONACELLI Rocco ………………………………………..…..…………………….……….. Sonnino
MONACO (o MONCO) Pasquale ………………………………………………….… Regno di Napoli
MONDATORI Crescenzo …………………………………………………………………….. Vallecorsa
Monte (vedi SIMONETTI Giovan Maria)
MONTINI Giovanni ……………………………………….…………………………..……….. Patrica
MORA Luigi …………………………………………………………………………………………………… Liccioli
MORELLI Gaetano …………………………………………….…..………………………..…….. Velletri
MORENTI Cosimo ………………………………….……………….……….……….…….. Genazzano
MORICONE Gaetano …………………………………………………………………..….……. Sora ?MORSELLA Antonio …………………………………………………….…………………… Pastena
MOSCA di Joannella
MOSCARDINI Domenico …………………………….……………………….……………….. Patrica
MUSILLI Andrea . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Sonnino
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Roberto Salvatori, gennaio 2022
www.centrostudisalvatori.blogspot.it
centrostudisalvatori@gmail.com

antibrigantaggio (1865 ca.)

Tamburrini fu responsabile del-
l’eccidio di Lagovivo, dove fu-
rono trucidate undici persone

trofei: Giuseppe Nicola Summa, det-
to Ninco Nanco, fucilato ad Avigliano
(Potenza) dalla Guardia Nazionale

detto Sparviero. Tradito dalla sua
amante, venne catturato a Melfi
e fucilato il 28 novembre 1864

pugliese, detto Totaro. Arresosi
il 10 febbraio 1865, fu condan-
nato al carcere a vita

detto Caporal Teodoro, fu un
gregario di Crocco. Arresosi
il 3 febbraio 1865, fu condan-
nato ai lavori forzati a vita

Fuoco, ucciso a tradimento da Ni-
candro Bucci la notte del 18 agosto
1870

subentrò a Cialdini al comando del 6° Corpo
d’armata, contestualmente alla nomina di
prefetto di Napoli. Dal 28 settembre 1864 al
20 giugno 1866 fu presidente del Consiglio

prescritta per le truppe impegnate nella lotta alle bande

to) attorniato dagli ufficiali del suo stato maggiore

1864 assunse il comando delle operazioni
militari contro il brigantaggio meridionale


invio in corso...



