Alta Terra di Lavoro

già Terra Laboris,già Liburia, già Leboria olim Campania Felix

EPISODI DI BRIGANTAGGIO NEL NORD FRUSINATE E IN TERRA DI LAVORO (II)

Posted by on Set 27, 2025

EPISODI DI BRIGANTAGGIO NEL NORD FRUSINATE E IN TERRA DI LAVORO (II)

Il brigantaggio di confine _ Già l’azione repressiva promossa dal generale Enrico Cialdini, luogotenente regio a Napoli, aveva in parte colpito le bande e disarticolato l’attività di sostegno della popolazione a queste ultime. Purtuttavia, il governo accusò l’alto ufficiale di aver condotto le operazioni antibrigantaggio con eccessiva durezza e violenza.

Nell’ottobre del 1861, destinato Cialdini ad altro incarico, il governo mise a capo del 6° Dipartimento militare di Napoli il generale Alfonso La Marmora il quale, a sua volta, istituì una zona militare speciale compresa tra il Matese, il Molise e le provincie di Benevento e Campobasso, affidandone il comando al maggior-generale Emilio Pallavicini di Priola, l’uomo forte del governo nelle emergenze meridionali [1]. L’alto ufficiale elaborò un piano di azione, meglio noto come «dottrina Pallavicini», allo scopo di debellare il fenomeno del brigantaggio sulla base della teoria della «controinsurrezione», che per lui significava difesa e coinvolgimento della popolazione e rottura dei legami di solidarietà con i banditi, repressione dura dei fiancheggiatori e dei manutengoli, incoraggiare le defezioni e il pentitismo (una pratica usata dallo Stato anche nel secolo successivo contro mafia, camorra e terrorismo, nda), controllo delle risorse locali e utilizzo della propaganda politica, uso delle colonne mobili miste di regolari e guardie nazionali, presenza sul campo del comandante operativo e una prioritaria attenzione alle comunicazioni. Inoltre, capillare penetrazione nei territori e restringimento delle zone d’operazione dei briganti. Il piano d’intervento, dalle concrete

 possibilità di successo, venne reso applicabile proprio dalla legge Pica dell’agosto ’63 che, come previsto, iniziò a dare risultati incoraggianti. D’altra parte, oltre al restringimento delle libertà personali in genere – già criticato dalla Sinistra parlamentare – il provvedimento peggiorò le condizioni di vita delle popolazioni anche a causa dei metodi giudicati «oltre i confini della legalità» adottati da Pallavicini il quale, per questo, ricevette pesanti critiche sia dai settori istituzionali che dalla Magistratura [2]. Nella relazione che inviò da Melfi il 22 ottobre 1864 a La Marmora, così il generale descrisse gli esiti delle sue operazioni: «Un mese dopo il mio arrivo in questi luoghi […] le grosse bande dovettero sciogliersi, per dividersi in piccoli gruppi; rari allora si fecero gli scontri perché disseminati i briganti in località boscose, si rese impossibile il rintracciarli: in quell’epoca io fui costretto a mettere in opera un sistema speciale di persecuzione, il quale corrispondeva alle condizioni della malvivenza; il medesimo condusse, non in un giorno, ma dopo qualche mese all’uccisione di molti malfattori, i quali dovettero cadere nei continui agguati in tutti i punti di passaggio. Conseguenza di quel sistema su ancora la presentazione di molti famigerati banditi, i quali compresero che era impossibile di sfuggire ad una caccia data senza tregua, nei boschi e 1865, ufficiali dei bersaglieri in uniforme «fuori ordinanza»
prescritta per le truppe impegnate nella lotta alle bande
[cliccare per ingrandire]
in aperta campagna»[3]. 

     Spacciata per politica, la causa del legittimismo divenne col tempo strumentale al brigantaggio per commettere e perpetuare, impunemente, azioni criminali. Sempre più isolate e incalzate dalla truppa, le bande, per sfuggire ai rastrellamenti, sconfinavano in massa in territorio pontificio in un costante e continuo andirivieni, tant’è che il prefetto di Benevento informava il suo collega di Caserta che «[…] da recenti informazioni assunte presso l’Ufficio di S. P. in Cerreto, risulterebbe che i briganti i quali dal Cerretano si recano a Roma, e viceversa, tengono ordinariamente la stradale del Matese per la contrada della Chiana rasente il lago e precisamente nel punto ove stavano accasermati i gendarmi borbonici; salgono quindi una montagna ove si trova una fontana fabbricata per abbeverare le bestie, e vanno a far riposo presso un pecoraio sul monte detto Rotondo nel Circondario di Sora di proprietà di un barone dimorante in Roma: passano il ponte detto di venticinque archi ed il fiume di Sora in vicinanza di San Vincenzo, e si fermano a Pietra di Campo sopra S. Francesco, territorio pontificio, dove lasciano le armi presso un massaro chiamato Antonio, dal quale le riprendono volendo ripercorrere la via pel Cerretano. Di tali notizie compio il dovere di mettere in conoscenza la S.V. Ill.ma,

 per l’uso che stimerà fare in occasione d’istruzioni o provvedimenti per la repressione del brigantaggio […]»[4]. Nel 1864 il governo italiano, presieduto da Marco Minghetti, stipulò con la Francia di Napoleone III la «Convenzione di Settembre», con la quale s’impegnò a non attaccare lo Stato Pontificio, a riconoscerne (implicitamente) i confini e a trasferire la capitale da Torino a Firenze. Inoltre, l’accordo garantiva all’Italia di venire a capo dell’ordine pubblico nei territori dell’ex Regno di Napoli ancora infestati dal brigantaggio, il quale non era più un problema politico, bensì un fenomeno di delinquenza comune, quindi questione di polizia. Il 24 febbraio 1867 il maggiore Leopoldo Lauri [5], comandante della II. Suddivisione-Gendarmeria pontificia del Frusinate e il generale regio Luigi Fontana, comandante dell’attigua zona militare, firmarono il cosiddetto «Accordo di Cassino», con il quale si autorizzavano i reparti regolari italiani ad entrare nello Stato della Chiesa per inseguire i briganti. Questi erano ormai delegittimati anche dalle autorità pontificie le quali, seppure in ritardo, capirono l’imbarazzo e il discredito che ne sarebbe derivato se avessero continuato a tollerare i loro continui sconfinamenti [6]. 

Primi avvistamenti nel distretto Paliano – Serrone – Piglio – Acuto _ Atti di banditismo in territorio di Serrone si erano già verificati nel 1855, tanto che la Delegazione apostolica di Frosinone aveva inviato di rinforzo a Paliano una colonna mobile di Cacciatori a cavallo con l’incarico di scoprire i responsabili e reprimere il fenomeno. Allertate ormai tutte le amministrazioni municipali e i comandi militari di zona, il controllo del territorio divenne più assiduo e capillare da parte dei nuclei della Gendarmeria pontificia 

di stanza nel distretto. Il grado di tensione, in giro, era talmente alto che i movimenti delle persone, specie nelle campagne, a volte venivano valutati come sospetti [7]. Nella notte del 23 ottobre 1864 un plotone di soldati francesi, di stanza a Valmontone, irruppe nel casale di Colle Ticchio, in contrada Castellaccio, e arrestò tre persone, ma erano i coloni che lavoravano nella tenuta dei duchi Lante-Della Rovere e che grazie all’intervento del guardiano furono poi rilasciati [8]. Il 12 febbraio 1865 venne riferito al governatore di Paliano, L. Franchi, che in contrada San Quirico, in territorio di Serrone, ventiquattro briganti «bene armati, e vestiti con cioce, e scarpe»penetravain casa di un paesano «a uccidere una bestia lanuta, e ne ordinavano anche altra»Subitoil comandante militare della piazzaforte di Paliano inviò un drappello di ausiliari e di gendarmi, mentre da Velletri giunsero quaranta carabinieri al comando del tenente Lupacchi. I briganti però si erano già sganciati fuggendo sulla montagna di Serrone, probabilmente diretti a Vallepietra, «ove sono stati veduti la scorsa notte, essendo sentiti a taluni vetturali Seronesi che andavano a macinare il grano alle mole di Trevi»[9]La possibilità che le bande potessero vagare indisturbate nel territorio intimorì vieppiù le autorità anche perché Serrone, grazie alla favorevole posizione, poteva essere per i briganti un passaggio ideale per raggiungere, attraverso il monte Scalambra (o San Michele), gli altipiani di Arcinazzo e da quì l’Abruzzo. Oltretutto gli insediamenti sparsi nella campagna (capanne, baracche ecc.) avrebbero fatto loro da rifugio. Il 15 ottobre 1865 cinque briganti furono visti uscire dalla macchia di Acuto, attraversare la via nuova tra Acuto e Piglio e dirigersi verso Anagni, «Il cadavere del brigante Domenico
 Fuoco, ucciso a tradimento da Ni-
candro Bucci la notte del 17 agosto
1870 tra Vallecorsa e Piciniscotraversando le vigne di Acuto, erano vestiti e armati come vennero descritti
»Allertata la brigata di Piglio, uscirono subito in perlustrazione quattro gendarmi: Giovambattista 

Piermattei, Francesco Filippetto, Luigi Giancarli, Evaristo Scipioni e il brigadiere Domenico Fabbri. Recatisi sul posto, i militari trovarono un testimone diretto, tale Domenico Scarfagna, il quale riferì di aver visto i cinque briganti all’interno della sua capanna, in contrada Colle Cingione, mentre stavano mangiando e asciugando al fuoco le pezze delle ciocie. Questi gli chiesero notizie del priore di Piglio, Alessandro Massimi – a cui volevano tagliare la testa e inviarla come trofeo in paese – vollero sapere, inoltre, chi erano le persone ricche e facoltose e quanta forza di polizia era presente a Piglio. Scarfagna disse loro che in quei giorni la Gendarmeria aveva intensificato le ricognizioni nel territorio. Forse valutando in negativo le possibilità di riuscita di un rapimento, i briganti se ne andarono scendendo la vallata in direzione delle Mole di Paliano. Avvertito della paventata minaccia, da quel giorno il priore Massimi se ne restò rintanato in casa. Se proprio doveva uscire, veniva scortato da due gendarmi. In conseguenza di ciò

, il delegato apostolico di Frosinone, monsignor Luigi Pericoli, ordinò al governatore di Paliano di accentuare ancor più i controlli e le perquisizioni. Come vedremo in seguito però, briganti ciociari e regnicoli continuarono nelle loro scorribande in zona [10]. Il 13 dicembre 1865 Francesco Rovazzi di Serrone, raccontò di aver visto nella macchia di Ponza (Arcinazzo), dove era andato a far legna, due paesani che portavano pane e carne a cinque persone, di cui una era armata. Nel rapporto che inviò al governatore di Paliano, il priore di Serrone Alessandro Aronne scrisse: «Il brigante Giuseppe Schiavone,
detto Sparviero. Tradito dalla sua
amante, venne catturato a Melfi
e fucilato il 28 novembre 1864Allora il Rovazzi conobbe che li due Ponzesi cercarono di mandarlo presto via, acciò non si fusse avveduto, che essi avevano portato da mangiare a quelli sconosciuti, 
quali ritiene essere possano appartenere a qualche banda di Briganti». Due giorni dopo il priore informò il governatore Franchi che un drappello di gendarmi e cacciatori era partito per gli Altipiani all’inseguimento dei briganti. Dopodiché quest’ultimo fece arrestare Francesco Rovazzi per presunta connivenza brigantesca perché, a suo dire, non aveva informato in tempo le autorità [11]. 

     Alla fine di gennaio del 1866 un’ordinanza del priore di Serrone – sempre diretta a colpire i manutengoli – proibì il trasporto del pane, fuori del territorio comunale, in quantità superiore al bisogno giornaliero di una famiglia. I trasgressori, proseguiva l’ordinanza, sarebbero stati arrestati e privati del bene, nonché condannati a pene prescritte a seconda dei casi e delle circostanze. Il 6 marzo 

1866, giunto per un’ispezione, il tenente Nizzardelli, della Tenenza di Anagni, avvertì la Delegazione che nel tragitto da Paliano al monte Scalambra (chiamato anche San Michele) vide da lontano cinque persone armate e «impostate che qualificò per briganti». Subito dopo, il priore Aronne venne redarguito perché in precedenza aveva dato assicurazione che a Serrone, e sulla montagna, non erano stati più avvistati i malviventi. Il priore, per giustificarsi, rispose di aver mandato in perlustrazione le guardie comunali, le quali riferirono di non aver visto individui sospetti, ma neanche i contadini del posto li videro. Comunque, il 14 marzo giunse a Serrone, al comando del tenente Bentivoglio, una colonna mobile da Ferentino via Piglio [12]. I primi giorni di aprile, giunta notizia di movimenti di briganti nella zona di confine con l’Abruzzo, il priore di Serrone richiese alla Delegazione Apostolica l’invio di truppe, dopodiché sollecitò quello di Piglio ad adoperarsi presso le autorità competenti per far presidiare l’osteria di Arcinazzo «Il brigante abruzzese Nunzio Tamburrini fu responsabile dell’eccidio di Lagovivo, dove furono trucidate undici personela quale servendo […] quasi di barricata per impedire il transito di questi malviventi inverso le nostre contrade»Con dispaccio datato 23 maggio 1866, la Delegazione di Frosinone autorizzò il priore di Serrone ad aggregare alla truppa destinata all’inseguimento dei banditi, «oneste guide e prattiche delle località»la cui scelta«niuno meglio delle Autorità Municipali ne può fare adeguato giudizio»[13]Visti i risultati alquanto deludenti, dovuti evidentemente anche alla scarsa disponibilità ed efficienza dei reparti di stanza nel territorio, alla fine di ottobre del 1866 monsignor Pericoli, sempre più preoccupato dello «stato miserabile di questa provincia per il Brigantaggio»richiesel’intervento diretto delgoverno. Il ministero delle Armi Pontificie dispose quindi l’arruolamento, in tutta la Delegazione, di duecentocinquanta volontari – con paga giornaliera di 30 soldi, più armi e munizioni – da affiancare, come ausiliari, a cinquanta gendarmi. Il governatore di Paliano sollecitò il priore di Serrone a predisporre un bando di arruolamento e a «rinvenire un numero sufficiente di giovani di codesto Comune, robusti e di ineccepibile condotta, che vogliono fare parte di questo corpo». Approfittando della festività di Ognissanti, giunse a Serrone il brigadiere Cesare Miani, della Gendarmeria di Paliano, a presiedere l’ufficio arruolamento sulla base di una lista di nomi compilata appositamente. Furono convocati «non pochi Comunisti, ma niuno ha accudito alla nostra proposta»dopodiché, il 2 novembre, il sottufficiale rientrò a Paliano «non avendo cosa fare in giorni feriali in cui questi Contadini vanno fuori di territorio ad eseguire i loro lavori campestri», così il priore Aronne nel rapporto inviato alla delegazione di Frosinone. Tre giorni dopo, per rassicurarlo, scrisse al governatore di Paliano: «Se in seguito mi riuscirà di rinvenire qualche volenteroso per arruolarsi mi recherò a premura e immediatamente darne certezza alla V.S. Ill.ma e a S. Eccellenza Monsignore Delegato» [14].

[2. continua]

________________

NOTE

[1] Militare di lungo corso, partecipò a tutte le guerre per l’Indipendenza, a quella di Crimea e nel 1860 alle campagne militari contro i pontifici e i borbonici. Prese parte alle operazioni contro il brigantaggio nell’Ascolano e in Abruzzo. Promosso colonnello, dal 1862 divenne comandante del 1° reggimento bersaglieri e in tale veste contrastò Garibaldi in Aspromonte. Il giorno dopo venne promosso maggior-generale. Nel 1864 il ministero della Guerra gli affidò l’incarico di dirigere le operazioni contro il brigantaggio nelle province meridionali e due anni dopo sostituì La Marmora al vertice del 6°Dipartimento militare di Napoli.

[2]  C. PINTO, La dottrina Pallavicini. Contro insurrezione e repressione nella guerra del brigantaggio (1863-1874), in «Archivio storico per le Province napoletane», volume CXXXII, a cura della Società Napoletana di Storia Patria, Napoli 2014, pagg. 74-97.

[3]  AUSSME, fondo G.11, busta 95, fascicoli 3-4.

[4] ASCe, Regno d’Italia, Atti della Prefettura, Prefettura della Provincia di Benevento, riservata n. 1539, 14 agosto 1865.

[5] Nel 1865 il maggiore Lauri venne nominato coordinatore delle forze di repressione del brigantaggio nelle province di Frosinone e Velletri. A tale scopo, il conte creò un corpo speciale di ausiliari, detti «squadriglieri», formato da elementi residenti nelle zone di provenienza dei briganti.

[6]  M. G. GRECO, Il ruolo e la funzione dell’Esercito nella lotta al brigantaggio. USSME, Roma 2011, pag. 8.

[7] Il 7 febbraio 1861 venne segnalata dal governatore di San Vito (Romano) la presenza di «truppa estranea in questa giurisdizione […] che sembra oltrepassare di poco i trecento individui […] comandata da un colonnello tal Catalan e da un tal Chiavoni di Sora […]». Il brigante Luigi Alonzi (detto Chiavone) e la sua banda si trovavano a San Vito per prelevare la polvere da sparo, visto che il loro fornitore, tale Filippo Quaresima, era stato arrestato dai francesi del presidio di Palestrina. La produzione di polveri piriche, poi ridotta a polveri pirotecniche, è documentata a San Vito Romano almeno fino agli anni ’30 del XX secolo; cfr. ASR, busta 7, Archivio riservato del Ministero di Grazia e Giustizia dello Stato Pontificio, 1849-1868; cfr. Il Pungolo, Milano, anno II, n. 129, 11 maggio 1862, p. 513; cfr. Annuario industriale di Roma e del Lazio, 1939, p. 547. 

[8]  ASFr, Delegazione Apostolica, Direzione di Polizia, busta 293, anni 1864-1865. 

[9]  Ibidem

[10] Nonostante l’appoggio di Pio IX alla rivolta legittimista borbonica, il brigantaggio «di confine» meridionale provocò non pochi problemi anche al Stato Pontificio, tant’è che monsignor Pericoli, in aperta contraddizione con la politica del suo governo, emise un editto contro «i rei di brigantaggio e loro complici». Nel 1862 erano detenuti nel Forte di Paliano Salvatore Cambisi e Antonio Bianchi, sospetti appartenenti alla banda Chiavone.

[11]  ASCS, RGN/24, busta 19, fascicolo 11.

[12]  Ibidem

[13]  ASCS, RGN/24, busta 20, fascicolo 8.

[14] ASFr, Delegazione Apostolica, Direzione di Polizia, busta 299, anni 1866-67; anche ASCS, RGN/24, busta 19, fascicolo 11. In questo caso il sostantivo «Comunisti» sta ad indicare gli appartenenti alla Comunità, cioè i cittadini di Serrone in genere.

_________________________________________

ASCe  =  Archivio di Stato di Caserta

ASCS  =  Archivio storico del Comune di Serrone

ASFr  =  Archivio di Stato di Frosinone

ASR  =  Archivio di Stato di Roma

AUSSME  =  Archivio dell’Ufficio storico dello Stato maggiore dell’Esercito

_____________________________________________________________

MILLE E PIU’ BRIGANTI NELLO STATO PONTIFICIO

In ordine alfabetico, un secondo elenco (incompleto) di 306 briganti presenti e operanti nello Stato Pontificio e terre di confine dal XVI secolo al 1870. A fianco di ogni nome – e relativo nomignolo – il luogo di nascita o di provenienza, laddove si è potuto reperire. Nell’elenco sono stati inseriti anche personaggi originari di altri luoghi che hanno compiuto atti di brigantaggio in continui e/o saltuari sconfinamenti.

 Fel – M

Feliciotto  (vedi POZZI Giuseppe)

FELLA Federico  ………………………………………………………..…………………   Vallerotonda

FELLA Ferdinando  ………………………………………………….…….….   San Germano (Cassino)?

FENDI (o FENDO) Michele  …………………..…………………………………………..……..  Patrica

FERRADINO Ferdinando

FERRANTI Nicola  …………………………………………………………………………………   Patrica

FERRARI Giacomo ………………………………………………….………..…………………..  Supino

FERRI  ……………………………………………………………..……..………. Castiglione in Teverina

FERRO Angelo (o Angelillo)……………………………………….………….……….………     Abruzzo

FEUDO Alessandro  …………………………………..……………………………………..…..…..   Vallecorsa

FEUDO Angelo  ……………………………………………………..………………………..   Vallecorsa

FEUDO Domenico, detto Toppitto  . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .  Vallecorsa

FEUDO Francesco  ……………………………………………………………..…………….   Vallecorsa

FEUDO Michele  . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .  Vallecorsa

Fiaccarelle  (vedi TOPPETTA Luigi)

Figlio di Tittacoccia (Il)  (vedi MANDATORI Crescenzio)

FILIPPI Michele, detto Caporal Giaccio  …………………………………………… Villa Santo Stefano

FILIPPI Pietro  ……………………………………………………………………….. Villa Santo Stefano

FINADERI Domenico

Finocchietto  (vedi MASTROBATTISTA Giovanni Domenico)

FIOCCA (o FIOCCO) Luigi  ………………………………………………………… Villa Santo Stefano

FIORAVANTI Luciano………………………………………….……………    Acquapendente (Viterbo)

FIORENZA Luigi, detto Luigiotto dell’Aquila

FIORI Giuseppe

FLAMINI Giuseppe

FLAMINI Salvatore, detto Caporuscio  ………….…..………………………………..……….……   Segni

FLAMMINI Domenico  ………………………………………………………………. Leccene de’ Marsi

FLORIO Pasquale  ………………………………………………..,.………….   San Germano (Cassino)?

Fochista  (vedi DI CROCCO Salvatore)

FOGLIANO Alessandro 

FOLCARELLI Tommaso  ……………………………………………….…..……………..……….    Arce

FONTANA Domenico

FONTANA Giacomo  ………………………………………………..………………………..…….   Veroli

FONTANAROSA Pasquale

FORMICHETTI Francesco

FORTE Achille  ……………………………………….……………………………….…..……..   Isoletta

FORTE Antonino, detto Sportaro……………………..…………………….………………………    Pico

FORTE Francesco  ……………………………………………………………….………..  Rocca d’Arce

FORTE Tommaso  ………………………………………………………..…………………..  Casalattico

FORTUNA Felice  ………………………………………………………………………….   Isola del Liri

FOSCHI Alessandro  …………………………………………………..……….. San Lorenzo (Amaseno)

Frà Diavolo  (vedi PEZZA Arcangelo Michele)

Frà Leonardo  (vedi DORIA Enrico)

Frà Paolo  (vedi AQUILLATTI, o SQUILLETTI Tiberio)

FRANCESCONI Francesco  ……………………………………….………….…..……..….……….  Sora

Francese (Il)

FRANCHI Belardino  …………………………………………………………………… Regno di Napoli

FRANCHI Germano  ……………………….……………….…………………..……….……….   Supino

FRANCHITTO Filippo, detto Salvatore Coja………………………………  Ceresole (Regno di Napoli)

FRASCA Pietro  ……………………………………………………..……….………………….…..   Veroli

FRASCONE Vincenzo  …………………………………………………………..………………….   Sora

FRATTARELLI Arduino  …………………………………………..……………….…………..   Pastena

FRATTARELLI (o FRATERELLI) Luigi  ………………………………………….……………   Pastena

FREGHINI Antonio, detto il Calabresotto,capobanda  . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .   Regno di Napoli

FRESILLI Arcangelo  ………………………………..……….… San Pietro in Curolis (Esperia inferiore)

FRESILLI Pasquale  ………………………………………………..  San Pietro in Curolis (Esperia inferiore)

FRONGELLINO Gaetano  ………………………………………………………………. Castello d’Alife

Frusillo  (vedi ORSINI Vincenzo)

FULGENZI Sabatino  ………………………………………………………….……….. Regno di Napoli

FUOCO Alessandro  …………………………………………………………………… San Pietro Infine

FUOCO Antonio  ………………………………………………………………….…… San Pietro Infine

FUOCO Domenico, capobanda  …………………………………………………..……. San Pietro Infine

FUOCO Domenico di Angelo  …………………………………………………….…… San Pietro Infine

FUOCO Loreto  …………………………………………………………….………….. San Pietro Infine

Fumetta  (vedi GROSSI Giovanni Paolo)

FUSCO Celeste

FUSCO Francesco  …………………………………………………………………..………    Casalvieri

GABRIELLI Vincenzo  …………………………………………………..……………. Giuliano di Roma

Gaetano il Calabrese  (vedi GIULIANI Gaetano)

GAGLIARDI Raffaele  ………………………………………………………..…………………    Capua

GAGLIASTRI Michele 

GALATEO Gian Maria, detto la Mecca  . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .. . . . . .    Sonnino

GALLETTI Michele

GALLO Vincenzo  ……………………………………………………………………..………..   Caserta

Ganassa di Lupo  …………………………………………………….………………..…………….   Pofi

Garibaldi  (vedi PETRUCCI Agostino)

GAROFALO (GAROFANO o GAROFOLO) Antonio, capobanda  …………… San Lorenzo (Amaseno)

GAROFALO (GAROFANO o GAROFOLO) Domenico  …………………….. San Lorenzo (Amaseno)

GAROFALO (GAROFANO o GAROFOLO) Elisa …………………………… San Lorenzo (Amaseno)

GAROFALO (GAROFANO o GAROFOLO) Pietro  ……………………..…… San Lorenzo (Amaseno)

GAROFALO Sebastiano  . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .   Castro de’ Volsci

GAROFOLO Pietro  …………………………………………………………….……..   Selvacava (Ausonia)

GASBARRONE (GASBARONI o GASBARONE) Antonio, detto Gasperone  . . . . . . . . . . . . .  Sonnino

GASBARRONE (GASBARONI o GASBARONE) Gennaro   . . . . . . . . . . . . . . . . . .. . . . . . . .   Sonnino

GAVAZZI Alessandro  …………………………………………………………………..   Ischia di Castro

GELFRESCO Francesco  ………………………………………………..…………..……………   Sora ?

GHILARDELLI Nazareno  ………………………………………………..……..……  Civitella d’Agliano

GIAMMARIA Tommaso  ……………..……………………..…….……….……………..……….   Patrica

GIANCOLA Aureliano  …………………………………………………..………..…………    Roccaraso

Giancroce  (vedi CIONI Giovanni)

GIANCROCE Giuseppe 

GIANNINI Ferdinando, detto Notaro  ……………………………………….….……   Giuliano di Roma

GIANSANTE Angelo, detto Ramaccia

GIARRAFFA Giuseppe  ………………………………………………………………………..   Palermo

Gioia  (vedi ORLANDINI Domenico)

Giordani  (vedi MAJORANI Vincenzo)

GIORDANO Cosimo  …………………………………………….……..………………………   Caserta

GIORGI Arcangelo 

GIORGI Luigi 

GIORGI Zaccaria 

GIORLANTE Vincenzo, detto Vincenzino il Siciliano

GIOVAN’ANTONIO di Sebastiano  ……………………………………….………..  Villa Santo Stefano

GIOVANNI, detto Paolo  …………………………………………………….…..…………….   Sonnino

Giovannino  (vedi CAPRI Giovanni)

GIRGI 

GISMONDI Vincenzo  ……………………………………………………….……….……………   Sora

GIULIANI Gaetano, detto il Calabrese…………………………………………….……..  San Gualgano

GIULIANI Gregorio  ……………………………………………….……….………………….   Prossedi

GIULIANI Pietro, detto il Calabrese, o Primo …………………………………….…….…  San Gualgano

GOFFARELLI Francesco  …………………………………………..…….…….   Bauco (Boville Ernica)

GOIO Melchiorre  ………………………………………………..…..………………….………….  Veroli

GORETTI Nicola  ………………………………………………………….…………………….   Patrica

GRANELLO Gaetano  ……………………………………………………. Pettorano sul Gizio (L’Aquila)

GRANELLO Sante Agostino (banda PANICI)

GRAVINA Crescenzo  ………………………………………………………….…………………..   Nola

GRAZIANI Bartolomeo  ………………………………………….………………….…………..   Sicinaro

GREGORI Antonio  …………………………………………………….…………….. Carsoli (L’Aquila)

GROSSI Antonio  . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .   Vallecorsa

GROSSI Domenico  ……………………………………………………………………..………….   Patrica

GROSSI Giovanni Paolo, detto Fumetta  …………………………………………… Valentano (Viterbo)

GROSSI Vincenzo  ……………………………………………..……………………..………….   Patrica

GROSSO Luigi ………………………………………………………..………..…………………..   Arce

GUARDARELLI  ……………………………………………………..….……….……………..   Napoli

GUERRA Domenico  ……………………………………………..………………   Mignano Montelungo

GUERRA Francesco, detto Ciccio, capobanda  ………………………….….……   Mignano Montelungo

GUERRIERI Alessandro  …………………………………………..………………………..…….   Patrica

GUERRIERI Costantino  ……………………………………….……..………..……..…….…….   Patrica

GUERRIERI Domenico  ……………………………………………….…………………….…….  Patrica

GUERRIERI Vincenzo  …………………………………………………….……………………….   Patrica

GUERRINI Giuseppe  ………………………………..……..……………..…………..…..   Rocca di Papa

IMPERIO Angelo  ………………………………………………..……………..…………………..     Cori

IMPERIOLI Biagio  ……………………………………….……..…………………..……………   Veroli

INNOCENZI Diodato  ………………………………………………….……….……    Tornimparte (AQ)

INNOCENZI Luca  ………………………………………………………………..……    Tornimparte (AQ)

JABONI Francesco  ………………………………………..………….….………………………..    Veroli

JACOBUCCI Sebastiano …………………………………………………….…….…………….   Supino

JACOVACCI (o JACOACCI) Serafino  . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .   Vallecorsa

JALO’ Pietro 

JANNETTA Francesco  …………………………………………………….…….………..……..    Supino

JANNETTI (o JANNOTTI) Angelo  ……………………………………..………..……………….    Sora

JANNUCCI Andrea  …………………………………………………………….……………….   Formia

JANUCCI Antonio 

JANNUCCI Giuseppe  ………………………………………………………….………   Maddaloni (CE)

JANNUCCI Vincenzo  . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .   Vallecorsa

JANOTTE Francesco  …………………………………….………………..…………..………..   Sonnino

JORIO Antonio  ……………………………………………………………..………  Villa Santo Stefano

JORIO Salvatore   …………………………………….……………………………    Villa Santo Stefano

JOZZI Francesco  ……………………………………..……………..……………..………………  Veroli

JULIANO Felice  ………………………………………………………………  Roccapiemonte (Salerno)

JULIANO Giuseppe  ………………………………………………………..…….….   San Polo (Isernia)

LA GALA (o DELLA GALA) Cipriano…………………………………………………   Terra di Lavoro

LA GALA ( o DELLA GALA) Giona ……………………………………………..……  Terra di Lavoro

LAGRANGE Theodore Friedrich Klitsche  …………………………………………….………..   Prussia

LAMBRUCCI Pasquale, detto il Pazzo  ………………..…………..……………….…..………  Vallecorsa

LAMESI Pietro  …………………………………..……………………………………………….    Veroli

LAMESI Vincenzo  ……………………………………..………………………..………………..   Veroli

LANCIA Antonio  ………………………………………………………………………….  Rocca d’Arce

LANCIA Bernardo  ………………………………………………………………………..  Rocca d’Arce

LANCIA Giuseppe  ………………………………………………………………………..  Rocca d’Arce

LANZARI Andrea  …………………………………………………………………….. San Paolo (Nola)

LATTANZI Giovanni Battista  …………………………………………..……..…….. Giuliano di Roma  

LAURETTI Adamo, detto Mastro Diamante, capobanda  . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .   Vallecorsa

LAZZARO Annibale  ………………….………………………………..……..…………..…….   Morino

LAZZARO Giovanni  ……………………………………………………….….………………    Morino

LEO Domenico  …………………………………………………………………….……………   Ceccano

LEO Giuseppe  …………………………………………………………….………… Villa Santo Stefano

LEONE Giuseppe

LEONI Alessandro, detto il Bolognese……………………………..…………………………..     Sonnino

LEVA Giovanni  ………………………………..…………………………………………….…….   Veroli

LEVA Sante  ………………………………………………………………………………….…….  Veroli

LIBERATORE Vincenzo  ……………………………………………………………… San Pietro Infine

LIDANO Domenico  …………………………………………………………………… Carpineto Romano

LIPPA Sebastiano  ………………………………………………………..…………..………..   Avezzano

LOLLI Nicola  ………………………………………………………….………….…………….   Patrica

LOMBARDI Antonio  …………………………………….…………..…….………..………..   Vallecorsa

LOMBARDI Gaetano, detto Marinella  . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .    Prossedi

LONGARINI Benedetto  ……………………………………………………………..  Monte San Biagio

LONGARINI Silvano  ………………………………………………………..………  Monte San Biagio

LONGHI Giuseppe, detto Marchetti  ………………………………………..………………….   Pastena

LONGO Giuseppe  ………………………………………………………….……  San Giovanni Incarico

LOZZI Virginio (o Virgilio), detto Ciriola …………………………..………………….     Castellafiume

LUCIANI (o LUCIANO) Francesco  ………………………………………………..  Villa Santo Stefano

LUCIANI (o LUCIANO) Giovanni  ………………………………..………………..  Villa Santo Stefano

LUCIANI (o LUCIANO) Giuseppe  ………………………………..………………..  Villa Santo Stefano

LUGARINI (LUCARINI o LAGARINI) Domenico, detto Pucitto o Pucicchio ……. Villa Santo Stefano

LUGARINI (LUCARINI o LAGARINI) Girolamo  ………………………………    Villa Santo Stefano

LUGARINI (LUCARINI o LAGARINI) Nicola  …………………………….……..  Villa Santo Stefano

LUGARINI (LUCARINI o LAGARINI) Stefano  …………………..…….……….   Villa Santo Stefano

LUGARINI (LUCARINI o LAGARINI) Vincenzo  …………………………..……   Villa Santo Stefano

Luigiotto (I)………………………………..………………………………………   Montefortino (Artena)

Luigiotto (II)………………………………..………………………..……………   Montefortino (Artena)

Luigiotto (III)………………………………..……………………………………    Montefortino (Artena)

Luigiotto (IV)………………………………..………..………..…………………    Montefortino (Artena)

Luigiotto   (vedi CIMA Luigi)

Luigiotto dell’Aquila  (vedi FIORENZA Luigi)

Luigiotto Pizzetta  (vedi BIANCHI Luigi)

LUVARA’  ………………………………………………………………..………….……..……..    Tuscia

LUZZI Francesco, detto il Pazzo  …………………………….…………………………..……     Pastena

LUZZI Giuseppe, detto il Calabrese

LUZZI Virgilio  …………………….………………………………..……………..……….   Castellafiume

MACALE Francesco  ………………………………………………………………………….………..   Veroli

MACARO Antonio, detto Mezzapinta  …………………………………………………..….…….   Fondi

MACARO Francesco  ……………………………………………………………………..………   Fondi

MACARO (MACARI o MAGARI) Giuseppe  …………………………………………….…….    Fondi

MACARO (o MAGARI) Michelangelo (o Michele), detto Mezzapenta …………………….……    Fondi

MACCARONE  …………………………………………………………………………………   Caspoli

MACCHIONI Luigi  ………………………………………………………………….………   Rondinara

MACCI Ferdinando ……………………………………………..…………………..…………..    Priverno

MACCIOCCHI Giuseppe

MACIOCE Luigi  ………………………………………………………………………………..    Anagni

MADERA ………………………………………………….………………….……………..…..   Abruzzo

Maestrino (Il)  (v. MATTEI Antonio)

MAGALI Vincenzo  …………………………………………………………..…….………   Carpineto ?

MAGGIACOMO Tommasello …………………………………………………………….….……..   Itri

Maghetto (Il)  (v. TRANSERICI Tommaso)

MAGLIANO Francesco  ……………………………………………………..………….……..   Abruzzo

MAGNAFICHI Domenico  ……………………………………………………..…..   Villa Santo Stefano

MAGRINI Antonio  ………………………………………………………….……………..    Maremma tosco-laziale

MAINETTI Domenico  …………………………………………………………. Maremma tosco-laziale

MAJORANI Vincenzo (1847-1868) detto Giordani o Pecorella  . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .  Gorga

MALANDRUCCOLO

MALATESTA Ramberto (o Lamberto)

Maltempo  (vedi DE LUCA Antonio)

Mammone  (vedi COLETTA Gaetano)

MAMMONE Giuliano  ………………………………………………………..……………..……..   Sora

Mancinello  (vedi MASSARONI Alessandro)

MANCINI Casimiro

MANCINI Ferdinando

MANCINI Gaspare  ………………………………………………………..…..……………..    Pitigliano

MANCINI Stefano  ……………………………………………………………….……  San Pietro Infine

MANCINI Vincenzo  ……………………………………………………………..……  San Pietro Infine

MANDATORI Angelo  ………………………………………………..……………..……….   Vallecorsa

MANDATORI Crescenzio (o Crescenzo), detto Il Figlio di Tittacoccia  …………………………...  Vallecorsa

MANGIATI Angelo  …………………………………………………………………..……………..  Arce

MANNARELLI Giovanni Battista  . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .     Sonnino

MANSUETI Francesco  …………………………….…………………………………..…………   Patrica

MANZI Gaetano

MARAONE Crescenzo  ……………………………………………………….…..……………   Cervaro

MARCELLI Luigi, detto Cararicciotto ………………………………………..………….…….  Sermoneta

MARCELLI (o MARCIELLO) Vincenzo  ……………………………………………..…………..   Sora

Marchetti  (vedi LONGHI Giuseppe)

MARCHITTI Luigi  …………………………………………………….…………………….……    Pico

MARCOCCI Cola (Nicola)  ……………………………………………….………… Villa Santo Stefano

MARCOCCI Giulio  ………………………………………………………………… Villa Santo Stefano

MARCUCCI Primiano, detto Scarpone, capobanda  ………………………. Campo di Giove (Sulmona)

MARINACCIO

MARINO Antonio  ………………………………………………………….………………………   Arce

MARINO (o MARINI) Nicola  ………………………………………….………… Roccamorice (Chieti)

Marintacca…………………………………………………….…………………….…………..     Toscana

MARMATORI Vincenzo  …………………………………….……….……….…….….……   Vallecorsa

MAROCCHI Giuseppe  ……………………………………………….…………………………   Lenola

MAROCCO Biagio  ………………………………………………..………….…..……….……..    Veroli

MAROCCO Carmine  ………………………………………………….……..………………….    Veroli

MAROCCO Francesco, detto Tartaglia……………………………………….…………………..     Vicalvi

MAROCCO Luigi ……………………………………………………………………   Giuliano di Roma

MARSELLA Giuseppe  …………………..……………………………………..………..…….  Casalattico

MARSELLA Francesco, detto Secondino

MARSILI  ………………………………………………………….………………………..…….   Bauco

MARTELLA ……………………………………………….……….……………..…..….…….    Sonnino

MARTELLA Antonio  …………………………………………………..……..…..……….……..  Supino

MARTELLA Nicola  …………………………………………………………….…… Carpineto Romano

MARTELLA Pasquale  ……………………………………..……….……….……..…. Carpineto Romano

MARTELLI Lorenzo

MARTELLINI Marco  …………………………………………………….………… Caianello (Caserta)

MARTELLO Giovanni ……………………………………………………….……….…………   Supino

MARTINI Pietro, capobanda  . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .   Montefortino (Artena)

MARTINI Vittorio  . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .    Montefortino (Artena)

MARULLI ………………………………………………..…………..……………….……………  Arsoli

MARZILLI Angelo  …………………………………………………………..……………………..  Arce

MARZOCCO di Pietrangelo  ………………………………………..……….. Valle Castellana (Teramo)

MASELLI Antonio ……………………………………….….…..…..…………….…………..      Supino

MASELLI Massimo …………………………..…………………………….……………………..   Supino

MASI Michelangelo ………………………………………….…………………..…….………..   Patrica

MASI Pietro  ………………………………………………………….……………..……..….…..  Patrica

MASI Vincenzo  …………………………………………………….…….………….. Villa Santo Stefano

MASINI Nicola

MASOCCO (o MUSOCCO) Luigi, detto Scatuccio, capobanda  …………………………..   Giuliano di Roma

MASOCCO (o MASACCO) Saverio  ………………………………….……………….. Giuliano di Roma

MASSARONI (o MASSARONE) Alessandro, detto Mancinello  . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .  Vallecorsa

MASTRILLI Giuseppe  (1710-1750)  …………………………………….……………..….…  Terracina

MASTROBATTISTA Giovanni Domenico, detto Finocchietto ….…………….…….…………..…    Lenola

MASTRODOMENICO Lorenzo 

MASTROLUCA Antonio …………………………………………………………….……..  Vallecorsa ?

MATERIALI Giuseppe  ……………………………………………………..…………….……….    Sora

MATTEI Antonio, detto il Maestrino  …………………………………………………..…………   Vallecorsa

MATTEI Costantino, detto Medichetto

MATTIA Francesco Antonio  …………………………….………………….……………………    Patrica

MATTIA Luigi  ………………………………………………………………..………………….    Patrica

MATTIA Pasquale, detto Mattione  ………………………….………………..……….…….…..    Patrica

MATTIA Sante  …………………………………………………………..…….……….…..…….   Patrica

Mattione  (vedi  MATTIA Pasquale)

Matto (Il)  (vedi TAMBUCCI Pasquale)

MAUTI Francesco  ……………………………………………………….……………..….……..   Veroli

MAUTI Giuseppe  …………………………………………….………..…………….…….……..   Veroli

MAUTI Pietro  ……………………………………………….………….…………..……………..   Veroli

MAZZA Pietro, capobanda

Mecca (La)  (vedi GALATEO Gian Maria)

Medichetto  (vedi MATTEI Costantino)

Medico (Il), capobanda

MELCHIORRI

MELONI Guerrino  …………………………………………………………………….…………..    Sora

Memmo  (v. PICONE Domenico)

MENICHELLI Giovanni ………………………….……………………….. Civitella d’Agliano (Viterbo)

MENICHELLO  ………………………………………………………………….………….………..  Cori

MENICHETTI Damiano  …………………………….………………….………………….……  Tuscania

MENICHETTI Settimio…………………………………………………….…………….  Santa Fiora (VT)

Menicuccio  ………………………………………………………………………….………..….….…  Cori

MENTA Cesare ………………………………………………………………………. Carpineto Romano

META Berardo (o Bernardo)  ……….….………………………………………….………………   Sora ?

META Filippo  ……….….…………………………………………………………..……………… Sora ?Mezzapenta  (vedi MACARO Michelangelo)

Mezzapinta  (vedi MACARO Antonio) 

MICARELLI Achille  …………………………………………………….……..…..….. Tornimparte (AQ)

MIDEA Angelo Maria  ……………………………………..….………….….……………………  Bassiano

MIDEA Giuseppe  …………………..…………….…………………………………………………  Bassiano

MINGHELLA Luigi  ……………………..……..……………..….………  Monticelli di Fondi (Formia)

MINIERI Zaccaria  ………………………………………………………….………. Villa Santo Stefano

MINOCCI Luigi  . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Vallecorsa (o San Lorenzo-Amaseno?)

MINUTILLO Giovanni  ………………………..…………………………………………………   Patrica

Miseria di Supino  (vedi DI STEFANO)

MOLINARI Giovanni  ……………………………………………………………….……..……   Morolo

MOLINARI-ROSELLI Maria Teresa ………………………………………………….  Castro de’ Volsci

MOLLICONE Pietro  ……………………………………………………..………………………….  Arce

MONACELLI Gregorio   . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .  Sonnino

MONACELLI Rocco ………………………………………..…..…………………….………..   Sonnino

MONACO (o MONCO) Pasquale  ………………………………………………….…    Regno di Napoli

MONDATORI Crescenzo  ……………………………………………………………………..   Vallecorsa

Monte  (vedi SIMONETTI Giovan Maria)

MONTINI Giovanni  ……………………………………….…………………………..………..   Patrica

MORA Luigi  ……………………………………………………………………………………………………   Liccioli

MORELLI Gaetano  …………………………………………….…..………………………..……..   Velletri

MORENTI Cosimo ………………………………….……………….……….……….……..  Genazzano

MORICONE Gaetano  …………………………………………………………………..….…….    Sora ?MORSELLA Antonio  …………………………………………………….……………………    Pastena

MOSCA di Joannella

MOSCARDINI Domenico  …………………………….……………………….………………..   Patrica

MUSILLI Andrea  . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .   Sonnino

_______________________

BIBLIOGRAFIA

AA.VV., Quando c’erano i briganti. Rilettura del fenomeno del brigantaggio ecc. EdizioniIl RuscelloBorgorose 2000.

AA.VV., Insorgenza e brigantaggio nel Lazio dal XVI al XX secolo, in «Lunario Romano»,XXIX, Roma 2001.

AA.VV., Storie di confine. Il fiume Liri: un confine millenario tra Stato Pontificio e Regno di Napoli. Amministrazione provinciale di Frosinone 2014.

A. ALBONICO, La mobilitazione legittimista contro il Regno d’Italia. La Spagna e il brigantaggio meridionale. Milano 1979.

A. ALIANELLO, La conquista del Sud. Feltrinelli, Milano 1972.

C. BARTOLINI, Il brigantaggio nello Stato Pontificio. Gli ultimi briganti ai confini tra Lazio e Abruzzo (1865-1870). Polla 2001.

J. BORGES, La mia vita tra i briganti (a cura di T. Pedio). Lacaita editore, Manduria 1964.

I. CAMPAGNA, Sulle orme dei Briganti nei Monti Lepini. Editrice il Levante Libreria, Latina 2024.

D. CELESTINO, M. FERRI, Il brigante Chiavone: storia della guerriglia filoborbonica alla frontiera pontificia 1860-1862. Centro studi Cominium, Casalvieri (FR) 1984.

C. CESARI, Il brigantaggio e l’opera dell’esercito italiano dal 1860 al 1870. Arnaldo Forni editore, Sala Bolognese 1978.

E, CICONTE, La grande mattanza. Storia della guerra al brigantaggio. Laterza, Roma-Bari 2020.

M. COLAGIOVANNI, Lazio violento. Roma 1974.

M. COLAGIOVANNI, Il triangolo della morte. Il brigantaggio di confine nel Lazio meridionale tra Sette e Ottocento. Il Calamo, Roma 2000.

M. COLAGIOVANNI, Briganti e santi a Frosinone. C.PP.S., Roma 1996.

C. CROCCO, Come divenni brigante (a cura di T. Pedio). Lacaita editore, Manduria 1964.

M.R. CUTRUFELLI, L’unità d’Italia. Guerra contadina e nascita del sottosviluppo del Sud. Bertani editore, Verona 1974.

A. DE JACO, Il brigantaggio meridionale. Cronaca inedita dell’Unità d’Italia. Editori Riuniti, 2017.

P. FRANZESE, Il Mezzogiorno d’Italia fra unificazione nazionale e brigantaggio. Rubbettino, 2021.

G.B. GUERRI, Il sangue del Sud. Antistoria del Risorgimento e del brigantaggio. Mondadori, Milano 2017.

N. LABANCA, C. SPAGNOLO (a cura), Guerra ai briganti, guerra dei briganti (1860-1870). Storiografia e narrazioni. Unicopli 2021.

B. LAURETTI, Briganti di Ciociaria. Indagine su una congiura dimenticata. Edizioni del Capricorno 2016.

F. LEONI, Il governo borbonico in esilio (1861-1866). Guida, Napoli 1984.

E. LODOLINI, Il brigantaggio nel Lazio meridionale dopo la Restaurazione (1814-1825), in «Archivio della Società Romana di Storia Patria», vol. LXXXIII, Roma 1960.

A. LUCARELLI, V. LEUZZI, G. ESPOSITO (a cura), Risorgimento, brigantaggio e questione meridionale. Nuova Palomar, 2021.

F. MOLFESE, Storia del brigantaggio dopo l’Unità. Feltrinelli, Milano 1975.

M. MONTI, I briganti italiani. Longanesi, Milano 1964.

G. ONORATI, G. ROSSI, Fanti, pastori e briganti. Sezze e il problema del brigantaggio postunitario (1861-1870). Il rapimento Sara. Ricerca effettuata in collaborazione con gli alunni dell’ISISS «Pacifici e De Magistris» e della Scuola media «Caio Titinio» di Sezze.

T. PEDIO, Inchiesta sul brigantaggio. Lacaita editore, Manduria 1964.

C. PINTO, La Dottrina Pallavicini. Contro insurrezione e repressione nella guerra al brigantaggio (1863-1874), in «Archivio Storico per le Province Napoletane». Società Napoletana di Storia Patria. Napoli 2014, pp. 69-97.

C. PINTO, La guerra per il Mezzogiorno. Italiani, borbonici e briganti, 1860-1870. Laterza, Roma-Bari 2019.

A. SCONOCCHIA, Banditi e briganti d’Italia. Newton & Compton editori, Roma 2020.

A SCIROCCO, Il Mezzogiorno nella crisi dell’unificazione (1860-61). SEN, Napoli 1981.

G. SPERDUTI, Il brigantaggio in Ciociaria, in «Temi Ciociari» 7, 1984.

P. STACCIOLI, I briganti della Campagna Romana. Newton & Compton editori, Roma 1996

M. VIGNA, Brigantaggio italiano. Considerazioni e studi nell’Italia unita. Interlinea edizioni 2020.

____________________________________

Roberto Salvatori, gennaio 2022

www.centrostudisalvatori.blogspot.it

centrostudisalvatori@gmail.com

Submit a Comment

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.