EPISODI DI BRIGANTAGGIO NEL NORD FRUSINATE E IN TERRA DI LAVORO (III)
Il contrasto al brigantaggio di confine _ Andato deserto il bando di arruolamento dei volontari da impiegare nella lotta al brigantaggio, le autorità decisero di inviare nel distretto Paliano-Serrone-Piglio-Acuto trenta gendarmi ausiliari da distaccare in contrada La Forma. Il sito prescelto, però, non venne ritenuto adatto dal governatore di Paliano, in quanto «in luogo basso dal quale non si possa scorgere tanto da lontano» per cui, lo stesso, richiese ai priori di Serrone e Piglio di reperire un locale posto a metà strada tra i due paesi e capace di alloggiare gli ausiliari.
Dopodiché venne richiesto ad entrambi un rapporto mensile sulla situazione e gli organici della forza di linea presente nei due Comuni. Oltre a quelle di polizia, più o meno efficaci, le misure di contrasto alle bande prevedevano anche limitazioni alle libertà individuali. Però, dopo aver ordinato la distruzione di capanne e baracche in campagna, con lo scopo di eliminare eventuali punti di appoggio sia ai malviventi che ai manutengoli, la Delegazione apostolica di Frosinone si accorse di aver provocato un danno economico considerevole ad un territorio dove agricoltura e pastorizia erano le uniche fonti di sostegno della popolazione: il 5 dicembre 1866, il provvedimento venne revocato. In alternativa, la stessa autorità intimò alle amministrazioni municipali di fornire informazioni sulle persone che lasciavano i paesi. Richiamate e interrogate, queste ultime avrebbero dovuto fornire prove convincenti della loro nuova e reale residenza. Al contrario, sarebbero state accusate di brigantaggio e arrestate. Nel caso, invece, fossero effettivamente state coi briganti e poi si fossero consegnate spontaneamente in carcere, sarebbe stata risparmiata loro la vita.
L’11 febbraio 1867 è allarme generale nel distretto. Attorno alle 2 di notte si presentarono al
comando della Gendarmeria di Paliano, Agapito Pasquali, Antonio e Luigi Terenzi, pastori di Serrone, i quali riferirono di aver visto nella contrada di San Quirico – dove i tre avevano le greggi – più di venti briganti entrare nel casale dei fratelli Antonio e Luigi Fianco, posto in località Cardini. Il brigadiere Teofilo Cherubini avvisò immediatamente il comandante della piazza e del Forte, capitano Giovanni Labruzzi, con cui predispose la mobilitazione di un reparto di polizia da inviare sul posto. Questo venne formato con 35 uomini della 5a. compagnia del battaglione sedentari, 24 ausiliari della 5a. compagnia di riserva e 3 gendarmi, rispettivamente agli ordini dei tenenti Fiaschetti e Dorascenzi e dello stesso brigadiere Cherubini [1]. «Riputando imprudenza marciaredi notte», la colonna – in tutto 65 uomini – al comando del Fiaschetti, partì da Paliano sul far del giorno e, prima di inoltrarsi nella macchia di Olevano e avvicinarsi così alla casa dove erano stati segnalati i banditi, venne divisa in due squadre, una guidata da Fiaschetti e Cherubini e l’altra da Dorascenzi: l’intento era quello di «prendere alla baionetta la Casa»da due direzioni diverse. Nel rapporto che inviò qualche giorno dopo, per «discarico», al comandante del Forte, il tenente Fiaschetti scrisse: «I Briganti in N° di 25 muniti di fucile a due colpi, pistole a revolver ed altre armi bianche, i quali dalla casa ove avevano mangiato, si erano ritirati Sul monte Viglio, a cavallo tra Lazio e Abruzzo, dal 1847 si erge questo cippo che delimitava il confine tra lo Stato Pontificio e il Regno delle Due Sicilie
© Valerio Bruniventunesimosecolo in una rimessa di Buoi circa le ore 4 ½ antemeridiane situata alle falde della ripitissima Montagna, detta dei Cardini, scorgendo in lontananza il sott[oscritt].o ed il Signor Tenente Dorascenzi ognuno alla testa della sua sezione, presero velocemente la Montagna […]». Fu la colonna Dorascenzi, più prossima ai briganti, ad impegnarsi nell’inseguimento sulla montagna, ma pur inerpicandosi, non riuscì a raggiungerli. Ormai a distanza di sicurezza «sempre fuori di tiro all’ametà [sic] della quale fecero sosta, prorompendo con parole ingiuriose […] dal dialetto dei medesimi si riconobbe essere del Regno Napolitano […]»perchégridarono agli inseguitori: «jatevénne . . . siete pochi . . . jatevénne . . . sinnò facìmm’ giovedì grasso!», minacciandoli «di farei cordini delle ciocie» con le loro budella. Nella sua relazione, Fiaschetti scrisse che i malviventi erano favoriti dal fatto che dall’alto potevano osservare da lontano i movimenti della truppa. Inoltre, i tratti impervi e inaccessibili della montagna impedirono alla squadra «l’inseguizione [sic] dei medesimi […] e fare un movimento verso Rojate, e ciò circa le 11 antemeridiane e giunto in quel piccolo Paese, sempre seguito dai briganti nell’alture delle montagne fino alla Mora Rossa, poco distante da Rojate […]».
Dopo aver spedito due portaordini ai comandi delle brigate di Civitella (oggi Bellegra) e Subiaco, il tenente Fiaschetti «prese l’altura della Montagna di San Benedetto, per prendere i Briganti sud[dett].i alle spalle per tagliare loro la ritirata, mà i medesimi vedendo tal movimento […] si allontanarono senza il minimo ritardo, prendendo la direzione dell’Arcinazzo, ove pernottarono, e quindi ripresero le montagne di Vallepietra le quali confinano col Regno Napolitano […] Sebbene fosse ardente desiderio di tutti il venire ad un combattimento, che non riuscì per la vigliaccheria dei Briganti […] pure si ha la consolazione di averli fugati, facendoli uscire, o almeno rimanere ai confini del nostro Stato […]». Il giorno seguente il capitano Labruzzi si premurò di avvisare
le Tenenze di Anagni e Frosinone della presenza, «sullaMontagna di Serrone», di «Ventiquattro briganti tutti Napoletani», pregandole di girare l’informazione alla Delegazione apostolica, al comando generale della I. Suddivisione militare e al comando della Suddivisione di Velletri «per un invio colà di forza». A mezzanotte del 12 febbraio giunse a Paliano un drappello di ausiliari da Anagni; il giorno dopo, intorno alle 13, giunse un plotone di carabinieri esteri da Velletri e un’ora dopo un nucleo di gendarmi da Sgurgola. Nel fare rapporto alle autorità superiori, il governatore, il comandante della piazzaforte di Paliano e quello del reparto sedentari si giustificarono affermando che il fallimento dell’operazione fu dovuto alla scarsa conoscenza del terreno e ad un inseguimento in montagna rivelatosi avventato, temerario e inutile.
Già a Paliano per un’ispezione e per verificare le notizie sugli avvistamenti delle settimane precedenti, il 25 febbraio 1867 il tenente Nizzardelli, della Gendarmeria pontificia di Anagni, inviò
un rapporto al maggiore Leopoldo Lauri, comandante della seconda Suddivisione provinciale di Frosinone [2], in cui evidenziò almeno un paio di errori tattici commessi da Fiaschetti, comandante della colonna, sui quali, nel suo rapporto, avrebbe sorvolato. Il primo – chiosò Nizzardelli – fu quello di aspettare che facesse giorno per far muovere il reparto, mentre se «si fosse andati di notte inveduti prendere la posizione, chiudergli la ritirata del Monte dalla parte del Serrone e a giorno darle l’assalto, i Briganti erano venuti nella tomba volontariamente […]». Il secondoerrore – scrisse – fu commesso dal brigadiere Cherubini, il quale si attardò «a fermare e perquisire chiunque incontrava facendo più lungo il cerchio della strada per giungere al punto […] Nulla lasciarono i Briganti che giunti alla sommità si fermarono […] e le Colonne presero la direzione di Olevano, così ebbe fine il servizio […]». Proprio per coprire le inefficienze organizzative e tattiche, nei resoconti scritti si rasentò il ridicolo esaltando, con particolare enfasi, l’entusiasmo, lo slancio e il coraggio che la truppa avrebbe dimostrato nell’occasione. Il capitano Fabrini, comandante in seconda del Forte, prese ad elogiare Fiaschetti, a cui spettava «ogni lode per il buon esito Comune e graduato della Gendarmeria
appiedata in tenuta di servizio ordinariadell’operato, ed è meritevole di una speciale onorevole menzione il Sig. Tenente Dorascenzi, che con nobile abnegazione di se stesso volontariamente associavasi ai perigli ed alla sorte dei suoi compagni d’arme». Fu inoltre elogiato il personale che restò a presidiare il Forte dopo l’uscita della truppa: il tenente Giorgi, il sergente furiere Guidotti, il sergente Guglielmo Hofmeister, segretario di piazza, il comune Lucci, il commesso Antonio Figliamonti, responsabile della detenzione e il civile Vincenzo Tenzi. Il risultato negativo dell’operazione fu chiaro a tutti, finanche ai vertici militari, tant’è che il 2 marzo ’67 il maggiore Lauri, comandante della Suddivisione di Frosinone, scrisse al delegato monsignor Pericoli che «il servizio d’insecuzione fosse eseguito con pusillanimità». Gli unici che trassero vantaggio dalla vicenda furono Antonio Terenzi, Luigi Terenzi e Agapito Pasquali, i pastori che segnalarono la presenza dei briganti alle autorità. Dopo aver ricevuto 6 scudi come ricompensa «dall mano dell Sig. Bricattiere Carobini [sic] di Cavallaria p.», il 10 settembre i tre ebbero anche la sfrontatezza di scrivere al delegato apostolico «perciò li Sponenti e rivolgono a sua Eccellenza R.ma se ce quarche altra somma davere fatela consegnare che della grazia» [3].
Serrone nel mirino dei briganti _ Nel dispaccio che inviò il 19 febbraio 1867 alla Delegazione Apostolica di Frosinone, il capitano Fabrini scrisse che i briganti che avevano effettuato il raid a San Quirico «erano una Frazione di una banda di circa 60 individui, dalla quale si dividevano dopo Subiaco, e Jenne, calando nelle vicinanze di Paliano, ove girovagavano fino al giorno innanzi a quello dell’arrivo della Truppa». L’ufficiale asseriva che tale permanenza era mirata alla liberazione di «14 Detenuti, in traduzione per questo Forte, per lo Stradale di Segni, mostra in tal caso sarebonsi imbostati
nella vicina Macchia di Pinpinara, anziché trattenersi in S. Quiricho, ma sebbene di dirigere i loro Conati contro il Forte medesimo. Quindi sotto ogni riguardo non solo espediente, ma urgente venisse fatto una spedizione di Truppa affine di sorprenderli e allontanarli» [4]. Tuttavia, anche se in missione fuori Paliano, venne ordinato al tenente Fiaschetti di non perdere di vistail Forte, «ripiegandosi all’oportunità [sic] verso di esso per così prendere alle spalle i nemici […]». Il 18 aprile 1867 un’incursione brigantesca colpì di nuovo i fratelli Luigi e Antonio Fianco in contrada San Quirico. Intorno alle 19:30 tre uomini irruppero nel loro casale, sequestrarono Antonio e Angelo, figliastro di Luigi «e se li portarono via con essi tenendo la strada della montagna non sapendosene più notizia fino in questo momento che scrivo»,come recitava l’informativa diretta al delegato apostolico di Frosinone. Il giorno dopo, per sicurezza, venne inviato a Serrone un distaccamento militare formato da quindici uomini tra gendarmi, ausiliari e fanti di linea, al comando di un sergente.
Il 22 aprile il priore Alessandro Aronne ricevette la notizia che per il rilascio di Angelo e Antonio Fianco i briganti avevano chiesto un riscatto di 2.000 scudi. Al culmine della rabbia e della sopportazione, preoccupato per la sorte dei sequestrati e dell’intera comunità presa di mira dai banditi, i quali – si vociferava – volevano «far piangerenel Serrone perfino le Pietre, volendosi vendicare delle sorprese fattagli dalla Truppa in S. Quirico li dodici decorso Febbraio»,il priore rivolse un disperato appello alla Delegazione Apostolica di Frosinone affinché predisponesse l’invio, in pianta stabile, di «un sufficiente Presidio di Forze Armate, che prendendo li opportuni concerti col’autorità locale, sia in grado di garantire le nostre persone e le nostre sostanze». Oltre a ciò, Aronne ribadì alle autorità che collocare un presidio militare permanente all’Osteria di Arcinazzo – snodo stradale del passaggio delle bande – avrebbe impedito a queste di imperversare nei paesi del nord della Ciociaria. Il 19 aprile 1867il governatore di Paliano, Franchi, scrisse al delegato apostolico pregandolo di «voler disporre che in Serrone siavi permanentemente, finchè le circostanze dei tempi lo esiggano, un vicebrigadiere con un Gendarme e almeno due o tre Sussidiarj per avere regolari informazioni all’opportunità, non potendomi fidare di quel priore Facente Funzione di Priore […]».
Nel distretto, ormai, si viveva in stato di agitazione permanente. Il 2 maggio il governatore di Paliano venne avvisato dal priore di Serrone che «nel Piazzale della Forma» erano stati notati due individui sospetti, giunti in carrozza con un vetturino. Qualificatisi per guarcinesi, dopo aver pranzato andarono in giro a raccogliere informazioni sugli abitanti del luogo. Il giorno seguente, al sopraggiungere dei gendarmi in perlustrazione, i due andarono via, sempre in carrozza, in direzione dell’Osteria della Bufala. Vistosi inseguito dai militi, il vetturino spronò il cavallo e i tre si allontanarono. Scrisse il priore che «neltempo in cui l’incogniti fecero sosta nella Forma, indirizzavano alli astanti varie dimande [sic], dalle quali con fondamento era a dedursi essere persone immischiate nella malvivenza, e di tutto ciò ne sono venuto in cognizione non prima di questa sera ad ora tarda». Dopo circa venti giorni nelle mani dei rapitori, Antonio Fianco venne rilasciato dietro il pagamento di un riscatto, non più di 2.000, ma di 1.000 scudi. All’inizio la sua famiglia era riuscita, a stento, a racimolarne soltanto 850, «e prima di mandare l’ultima somma li stessi briganti tagliarono Spesso si verificarono casi di pastori complici
dei briganti. Nel 1867 a Serrone un certo Luigi
Terenzi venne arrestato perché ritenuto tale al medesimo Fianco l’orecchio destro, e mandato alla famiglia […] onde obbligarla a procurare il denaro richiesto […]». Dopo la brutta avventura, ad Antonio Fianco, contadino con moglie e sette figli, fu rilasciato un certificato che attestava il suo stato di avvenuta indigenza, causata dal sequestro e dal forte debito contratto per poter pagare il riscatto. Dopodiché, qualcosa cominciò a muoversi: il 13 maggio 1867 la Gendarmeria pontificia di Paliano iscrisse nei propri ruoli matricolari, in qualità di guide per la repressione del brigantaggio, i serronesi Giovanni Battista Sperati, Tommaso Romolo e Francesco Rovazzi. In contemporanea, accogliendo le reiterate proteste del priore Aronne, la Delegazione Apostolica inviò a Serrone un drappello di ventiquattro ausiliari di riserva con l’incarico di presidiarlo permanentemente. Al reparto si aggregarono come guide Francesco Serafini e Giuseppe Moscetta. Il giorno seguente nell’effettuare una ricognizione a San Quirico gli ausiliari, al comando del tenente Mapponi, arrestarono un uomo che al loro apparire nella contrada si era dato alla fuga gettando via la giacca e una pistola. Si trattava di Luigi Terenzi, quello che a febbraio aveva avvisato i gendarmi della presenza dei briganti. Interrogato il pastore, esperite le indagini e informato il comando della brigata di Paliano, si scoprì che «il Terenzi contumace per più delitti come da mandato di questa Auttorità [sic] governativa del prossimo passato 10 aprile. Il prevenuto in parola si depositò in queste pubbliche Carceri a disposizione della punitiva Giustizia. Si porta in oltre a conoscenza che era voce pubblica che il Terenzi fosse Fotografia d’epoca della frazione La Forma di Serrone
[cliccare per ingrandire]una eccellente spia dei Briganti, poiché non cade dubbio che dall’epoca della sua datazione i Briganti si vedevano di sovente in dette Montagne portando da ultimo due regatti [ricatti, ndr] la sera del 18 prossimo passato aprile nella persona dei serronesi Angelo, ed Antonio Fianchi dimoranti in detta Contrada. E siccome tra li Fianchi ed il Terenzi ambi pecorai vi era un certo livore, raggione vuole che il rigatto [ricatto] delli suddetti sia avvenuto per opera del Terenzi […]».
Ultimi bagliori e fine dell’emergenza _ Il 28 maggio 1867 di nuovo allarme generale nel distretto. Il tenente Francesco Giovannini, della Gendarmeria pontificia di Anagni, avvertì il governatore di Paliano, la colonna mobile di Serrone e le priorìe di Anticoli di Campagna (Fiuggi) e Ponza (Arcinazzo) che nei pressi della stazione ferroviaria di Segni Scalo (oggi Colleferro-Segni-Paliano), si aggirava la banda del corese Cipriani, il quale aveva taglieggiato tre persone. Evidentemente inviato a fronteggiare l’ennesimo pericolo, il presidio militare di Serrone venne allontanato dal paese a tempo indeterminato. Il provvedimento
provocò l’ennesima lamentela del priore il quale, preoccupato dalle possibili ritorsioni brigantesche contro il Comune «minacciato, lasciato in abbandono e troppo esposto per la sua posizione topografica», implorò monsignor Pericoli di far rientrare il distaccamento a Serrone, «non essendo cessati i pericoli li quali aumentano in special modo in questo tempo in cui avvicinandosi la mietitura, resta il paese spopolato andando il contadino alle tenute fuori di territorio». Di nuovo preoccupato per le voci che giungevano in paese circa il riapparire dei briganti sulla montagna, il 27 settembre 1867 il priore informò il governatore Franchi il quale, a sua volta, allertò il comando della brigata gendarmi di Paliano [5]. Dopo Segni-scalo e due episodi abbastanza distanti tra loro, come l’arresto avvenuto il 7 aprile 1868, del manutengolo Pietro Paolo Serafini e l’avvistamento, il 5 agosto dello stesso anno, di una banda (ancora) in contrada San Quirico, nell’intero distretto il fenomeno del brigantaggio andò via via scomparendo. In Ciociaria le bande furono smantellate una dopo l’altra dal Regio esercito e dalla Guardia nazionale. Trascinati davanti ai tribunali militari, briganti e manutengoli subirono la dura punizione dei vincitori. Le accuse con le quali furono condannati, andavano dal brigantaggio all’aderenza al brigantaggio, furto, ricatto, rapina, estorsione, conventicola armata, riunione armata ecc. Con ciò, Maria Teresa Molinari Roselli (28 anni), contadina di Castro, venne condannata all’ergastolo; Benedetto Di Girolamo (29 anni), contadino di Vallecorsa, venne condannato a quindici anni di carcere;
Giuseppe Bottoni di Sezze (30 anni), domiciliato a Monte San Giovanni, venne condannato a quindici anni di carcere. Pio Pongelli (19 anni), pastore di Roccasecca, Francesco Dell’Unto (23 anni), pastore di Alatri e Francesco Fusco (57 anni), furono condannati a morte mediante fucilazione alle spalle; Giampiero Caucci (35 anni), vignaiolo regnicolo, venne condannato a vent’anni di carcere. Giovanni De Paoli (25 anni); Crescenzo D’Angela (26 anni); Domenico Antonio Colangelo (25 anni); Giovanni Melliconi (24 anni); contadini regnicoli di Casalvieri e Angelo Maria Colaluca (26 anni), regnicolo di Settefrati, furono tutti condannati a sei mesi di carcere. Giovanni Paggiossi (21 anni), contadino, capobrigante; Andrea Paggiossi (18 anni), contadino; Luigi Fiocca (19 anni), contadino; Giovanni Rampucci (19 anni) e Vincenzo Masi (17 anni), anch’essi contadini, tutti di Villa Santo Stefano, furono uccisi in uno scontro a fuoco il 18 ottobre 1868. L’ultimo brigante ad essere giustiziato nello Stato Pontificio fu Agapito Bellomo (detto Polleda) di Palestrina. Capo di una banda che imperversò nell’area prenestina e dintorni commettendo violenze e saccheggi, il 17 ottobre 1864 Bellomo uccise sulla via dell’Olmata il ricco possidente Luigi Arena dopo aver tentato di derubarlo. Braccato dalla polizia pontificia venne infine catturato e condannato a morte. Dopo aver passato quasi due anni in carcere, il 9 luglio 1870 fu ghigliottinato a Palestrina, in piazza della Cortina, dal boia Vincenzo Balducci, venuto apposta da Roma per eseguire la sentenza [6].
[3. fine]
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NOTE
[1] Battaglione sedentari, 5a. compagnia: tenente Fiaschetti (comandante); De Angelis Giovanni, Mancigotti Mariano, Coccia Marcellino, Baschetti Giovanni, Ferdinandi Tommaso, Martini Raffaele e Verzilli Giuseppe (sergenti); Lauretti Antonio e Zacchei Giuseppe (caporali); Ballanti Luigi, Ferretti Luigi, Vernini Mariano, Monconi Giacomo, Vitali Tommaso, Collina Giovambattista, Pascucci Vincenzo, Fiorani Vincenzo, Catena Francesco, Schiavoni Bendetto, Neri Attilio, Triti Giovanni, Ferrari Vincenzo, Ciaffetti Luigi, Fortuna Gioacchino, Ferri Domenico, Nerini Bartolo, Leggi Angelo, De Cinpis Antonio, Garignani Domenico, Carradori Luigi, Tallevi Massimo, Alberghini Domenico, Feleti Domenico, Merli Antonio e Mattei Antonio (comuni). Battaglione ausiliari, 5a. compagnia: tenente Dorascenzi (comandante); Coltellacci Luigi (sergente); Lolli Gabriele e Fontana Salvatore (caporali); Serafini Pacifico (tamburo); Sambucini Raffaele, Frattani Giovanni, Maliziotti Gioacchino, Felici Domenico, Montesanti Silvio, Flavi Luigi, Carabella Nicola, Maggi Luigi, Alari Giosuè, Panfili Feliciano, Graziosi Salvatore, Merluzzi Giacinto, Caponera Francesco, Pasquali Antonio, Prili Antonio, Marielli Vincenzo, Ceprani Vincenzo, Capolunghi Giovanni, Dandini Magno e Martucci Mariano (comuni). Gli ultimi quattro provenienti da Anagni. Nucleo brigata gendarmi: brigadiere Teofilo Cherubini (comandante), Cesare Epifani, Alessandro Guerrieri e Girolamo Casabianca (comuni).
[2] La II Suddivisione era costituita da due compagnie, la 6a di Velletri e la 7a di Frosinone. La 6a. compagnia aveva in organico 172 uomini (3 ufficiali e 169 gendarmi di truppa) e comprendeva le Tenenze di Velletri e Terracina. La Tenenza di Velletri era distinta in tre sezioni: 1) Velletri, con le brigate di Piazza del Piano, Cisterna, Cori, Rocca Massima e i distaccamenti di Giulianello, Castelle (Le Castella) e San Gennaro; 2) Valmontone, con la brigata di Montefortino (l’attuale Artena) e i distaccamenti di Lugnano (Labico) e Lariano; 3) Segni, con le brigate di Carpineto e Montelanico. La Tenenza di Terracina era distinta in due sezioni: 1) Terracina, con i distaccamenti di Canneto, Epitaffio e Tor Tre Ponti; 2) Sezze, con le brigate di Sermoneta, Bassiano e Norma e i distaccamenti di Bocca di Fiume e Orsini. La 7a compagnia contava in organico 261 uomini (4 ufficiali e 257 gendarmi di truppa) e comprendeva le Tenenze di Frosinone, Anagni e Ceccano. La Tenenza di Frosinone contava due sezioni: 1) Frosinone con le brigate di Ceprano e Ripi e i distaccamenti di Pofi e Ceprano stazione; 2) Alatri con le brigate di Veroli e Monte San Giovanni e i distaccamenti di Bauco (Boville Ernica) e Porrino. La Tenenza di Anagni con tre sezioni: 1) Anagni con la brigata di Paliano e il distaccamento di Piglio; 2) Ferentino con il distaccamento di Supino; 3) Guarcino con la brigata di Filettino e i distaccamenti di Anticoli (Fiuggi) e Morolo. La Tenenza di Ceccano con tre sezioni: 1) Ceccano con il distaccamento di Patrica; 2) Priverno con la brigata di Sonnino e il distaccamento di Prossedi; 3) Vallecorsa con i distaccamenti di San Lorenzo (l’attuale Amaseno) e Rocca Gorga.
[3] Nella notte tra il 12 e il 13 febbraio 1867 una banda di briganti, divisa in due squadre «una delle quali aveva preso la direzione dell’Arcinazzo»fu vista attraversare l’area tra Vico e San Filippo, in territorio di Anagni. La segnalazione al governatore di Anagni, e da questi alla Delegazione Apostolica, proveniva da Nicola Stoppani, affittuario della tenuta agricola di Vico.
[4] Tra i quattordici detenuti in traduzione al Forte forse vi era anche il regnicolo Antonio Bosco, appartenente alla banda di Cesare Panici di San Lorenzo di Campagna (l’attuale Amaseno). Tra il 1862 e il 1871 furono reclusi nel Bagno penale di Paliano, tra gli altri briganti, Salvatore Cambisi, Antonio Bianchi, entrambi sospettati di far parte della banda Chiavone, Antonio Perna, Berardino Viola e Carmine Crocco, detto Donatelli.
[5] Il 19 aprile 1867 il governatore di Paliano chiese al delegato apostolico di non sguarnire del tutto il Forte durante le operazioni di polizia antibrigantaggio, perché «[…] sarebbe un azzardo non piccolo il muovere parte della sua Guarnigione Sedentari, che consiste in una compagnia incompleta, e parte della quale è malata, e parte piena d’incomodi. Dissi sarebbe un azzardo perché con 270 forzati, 200 dei quali condannati in vita, oltre quelli fatto sotto causa di brigantaggio inviati dall’Eccellenza Vostra, ben vedesi che il Forte conviene tenerlo ben guarnito, ragione per cui onde mandare in campagna, convien tenere altra forza destinata a questo oggetto unicamente, di che sono a supplicarla. A tutto ciò si arroge l’altro non tenue riflesso, che giusta la strategia militare, e le intenzioni dei nemici del Governo si potrebbe deviare la guarnigione del Forte con delle cortine per non assalire il Forte stesso […]».
[6] P. TOMMASI, Il brigantaggio nella zona prenestina, in «Collana Trentapagine», n. 38, 16 dicembre 2006. Già aiutante del boia Giovanni Battista Bugatti – meglio noto come Mastro Titta – Balducci subentrò a quest’ultimo, andato in pensione, il 19 agosto 1864.
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MILLE E PIU’ BRIGANTI NELLO STATO PONTIFICIO
In ordine alfabetico, un terzo ed ultimo elenco (incompleto) di 371 briganti presenti e operanti nello Stato Pontificio e terre di confine dal XVI secolo al 1870. A fianco di ogni nome – e relativo nomignolo – il luogo di nascita o di provenienza, laddove si è potuto reperire. Nell’elenco sono stati inseriti anche personaggi originari di altri luoghi che hanno compiuto atti di brigantaggio in continui e/o saltuari sconfinamenti.
N – Z
N. Gaetano ………………………………………………………………………… Pettorano sul Gizio
Napoletano (Il) (vedi CAPUTO Giovanni)
NARDELLI Francesco ……………………………………………………………………….…..…… Itri
NARDONE Francesco, detto Pisciotta …………………………………….………..…..…….. Sonnino
NARDONE Vincenzo
NATALE Giovanni ……………………………………………………….……..………….………. Pico
NELLA Maria Lucia
NIERI Pasquale
Ninco Nanco (vedi SUMMA Giuseppe Nicola)
Ninno (Il) ………………………………………………………….……….…………………….. Patrica
NOCCHIA Luigi ………………………………………………………………….………. Gradoli (VT)
NORI Bernardo ………………………………………………………………….…….………. Bassiano
NOTARANGELI Giovanni …………………………………………………….………………. Pastena
NOTARGIOVANNI (o NOTARGIANNI) Costanzo . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Giuliano di Roma
NOTARGIOVANNI Ferdinando . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Giuliano di Roma
NOTARIANNI Crescenzo ………………………………………………………….………………. Itri ?
Notaro (vedi GIANNINI Ferdinando)
NUCCI Paolo ………………………………………………..……………………… Montalto di Castro
OLIVIERI Giovanni Battista ……………………………………….………..……………….. Prossedi
OLIVIERI Stefano ………………………………………………………………… Villa Santo Stefano
OREFICE Luigi ……………………………………………………….…………….………….. Patrica
ORFEI Domenico Antonio ……………………………………………….………..……… Tornimparte
ORLANDINI Domenico, detto Gioia o Scacciadiavolo………………………….… Villa Santo Stefano
ORSINI Felice ……………………………………………..…………………………………. Roccagorga
ORSINI Onorato …………………………………………………………………………….. Roccagorga
ORSINI Tommaso ………………………………………………………………….………..…. Roccagorga
ORSINI Vincenzo (1846-1868) detto La Vecchia, o Frusillo ……………………..………… Roccagorga
OSECCA Angelo Maria ……………………………………………………..…………………. Sonnino
OTTAVIANI Francesco Antonio
OTTAVIANI Gioacchino, detto Saccoccia ……………………………………..……. Civitella Roveto
O’ Zappatore (vedi DEL MASTRO Antonio)
Pacchiarotto (o Cicco Castiglio) ……………………………………………………………..……… Teramo
PACCIARELLI Giovanni …………………………………………………… San Germano (Cassino)
PACE Antonio
PACE, Alessandro, capobanda …………………………………………….………. San Germano (Cassino)
PACIONE Francesco ……………………………………………..……..………………………. Maenza
PACIONI Giovanni ……………………………………………………………………… Castro de’ Volsci
Padresanto
PAGGIOSSI Andrea …………………………………………………………………… Villa Santo Stefano
PAGGIOSSI Giovanni, capobanda………………………………………………….. Villa Santo Stefano
PAGLIAROLI Francesco …………………………………….………………..………..……….. Veroli
PAGLIAROLI Giovanni ………………………………..………………………………………….. Veroli
PAGLIAROLI Giuseppe …………………………………….….………………………….……….. Veroli
PAGLIAROLI Silvestro ……………………………..……….…………………….……..…….. Veroli
PAGLIAROLI Tommaso, detto Pellecchia, capobanda . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .. . . . . . Veroli
PAGLIAROLI Vincenzo …………………………………………..….………………………….. Veroli
PALA Giuseppe ……………………………………………………………………… Regno di Napoli
PALAZZO Benedetto ………………………………………….. San Pietro in Curolis (Esperia inferiore)
PALAZZO Francesco ……………………………………………….. San Pietro in Curolis (Esperia inferiore)
PALIOTTA Giuseppe ………………………………………………………… Roccaguglielma (Esperia)
PALLADINI Giuseppe, detto Pistoncino …………………………….………………………….. Patrica
Palleda (vedi BELLOMO Agapito)
PALLOTTA Pietro Paolo …………………………………………………………………… Castelluccio
PALMA
PALMIERI Luigi …………………………………..………………….………… Rocca d’Evandro (CE)
PALOMBI Luigi …………………………………………..…………………………………. Vallecorsa
PALOMBI Pasquale ………………………………..…….…….………………………..……… Maenza
PALOMBI Prospero ………………….……..……………..……………….……………..……. Bassiano
PALOZZI Giovanni ………………………………………………….…………………. Villa Vallelonga
PANDOLFI Giuseppe
PANDOZZI Antonio ……………………………………………………………….……..……….. Pico
PANETTA Nicola ……………………………………………………….…………….. Regno di Napoli
PANICI Cesare (1842-1868), detto Augusto …………..……… San Lorenzo di Campagna (Amaseno)
PANICI Francesco ……………………………………………… San Lorenzo di Campagna (Amaseno)
PANICI Vincenzo ………………………………………..…… San Lorenzo di Campagna (Amaseno)
PANICCIA Angelo (1848-1868), detto Callararo ………..…………………….……..…..…….. Torrice
PANICCIA Liberato …………………………………..…………………..……….….…….…… Veroli
PANNONO ……………………………………………………..……….………………………….. Atina
PANNOZZI (o PANNOZZO) Domenico…………………………………… Monte San Biagio o Lenola
PANNUCCI ………………………………………………………………..……………………. Cisterna
PANTANELLA ……………………………………………………………………..…………… Arpino
PANUNZI Pietro ……………………………………………………….……………… Regno di Napoli
Paolo (vedi GIOVANNI)
PAONE Nicola …………………………………………………….…………………… Scapoli (Isernia)
PAPA Domenico
PAPONE Jacopo …………………………….……………………….………….……………. Pignataro
Papone (vedi COLESSA Domenico)
PAPPATA’ Pietro Antonio, detto Pipone ……………………………………..….………….. Maremma
PARANO Francesco Saverio ………………………………………….……………….………. Caserta
PARAVANI Luigi ……………………………………………………………..…………………. Arpino
PARENTI Michele
PARISELLA ………………………………………………..………..……..………….…….. Vallecorsa
PARRAVANO Pietro …………………………………………………………..…..……………… Sora
PASCARELLA Angelo …………………………………………………..…………………….. Caserta
PASCUCCI Domenico
PASINI Leopoldo …………………………………………….………………..……………….. Ceccano
PASQUALI Francesco, detto Ciccillo di Pico
PASQUALI Francesco ………………………………………………………… Policastrilli (Cosenza)
PASQUALINI Giovanbattista, detto Camilletto …………………………………..…… Cellere (Viterbo)
Pasqualone (vedi VILLANI Pasquale)
PASTORE Luca ……………………………………………….……………….……….…………. Sora
PASTORINI Vincenzo, detto Cenciarello (o Ferro) …………………………….……..……. Latera (VT)
PASTRILLI Mattia …………………………………………………………..……………………….. Cori
Patrizio (vedi PETROCOLA Angelo Maria)
Pazzo (Il) (vedi LAMBRUCCI Pasquale)
PECCI Andrea …………………………………………………………..………. Castiglione in Teverina
PECORARO Pasquale ………………………………………………………………. Piedimonte d’Alife
Pecorella (vedi MAJORANI Vincenzo)
PELIONI Lorenzo ………………………………………………….…………….………..……….. Vico
Pellecchia (vedi PAGLIAROLI Tommaso)
PELLEGRINI Gaudioso …………………..….……………………………………….……..……. Patrica
PELLEGRINI Giuseppe ………………………………………………………………..…………… Sora
PENNACCHIO Filomena
Peppino Roccapriori
Peppuccio (vedi DE SANCTIS . . . . . . . )
PERNA Antonio, capobanda ………………………………………………..……………… Castelluccio
PERNARELLA (o PERNARELLI) Francesco . . . . . . . . . . . . . . . . Monticelli (Monte San Biagio, LT)
PERNARELLA (o PERNARELLI) Leone . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Monticelli (Monte San Biagio, LT)
PERROTTA Giovanfelice ……………….……………….…….…..………… Roccaguglielma (Esperia)
PERSI Giuseppe ………………………………….….………………..………………….…….. Patrica
PERUZZI Macario ……………………………………………….………………………….. Guarcino
PESCOSOLIDO Bernardo …………………………………….………….………………………….. Arce
Petràgnelo (Pietrangelo)
PETRILLI Antonio …………………………………………………………….……………………. Itri
PETRILLI Luigi ……………………………..…………………………………………………… Veroli
PETROCOLA Angelo Maria, detto Patrizio . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Sonnino
PETRONZI Rocco ……………………………………………….……………………….…….. Patrica
PETRUCCI Agostino, detto Garibaldi . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Valentano (Viterbo)
PETRUCCI Federico . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . San Felice Circeo
PEZZA Arcangelo Michele (1771-1806) detto Frà Diavolo . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .. . . . . . . . Itri
PEZZOLA (o PEZZOLLA) Giulio . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Borgovelino (Rieti)
PIAZZA Francesco, detto Coccitto . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Itri
PICA Angelo
Piccantino (vedi DE ANGELIS Pietro)
PICCOLOMINI Alfonso . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Acquapendente (Viterbo)
PICONE Domenico, detto Memmo ………………………………………………. Pietrademone (Orvinio)
PIETRANTONI Filippo …………………………………………………. Pettorano sul Gizio (L’Aquila)
PIETRAROLO Natale ………………………………………………….………………………… Sora
PIETROPAOLI Berardino
Pietro Santi (o Pietro Sante) (vedi CACCIOTTI Pietro)
PIGNATELLI Domenico ………………………………………………………………. Regno di Napoli
PIGNATELLI Giuseppe
PILLUCCIA Giuseppe
PINGI Giovanni
Pinto (Il) (vedi TREMENDOZZI o TREMENTOZZI Giuseppe)
PINTOMARMO Vincenzo …………………………………………………..……..……………… Arce
PIROZZI Francesco ……………………………………………………………… Mignano Montelungo
PISANIELLO Santino
Pisciotta (vedi NARDONE Francesco)
PISTERZO Domenico ………………………………………………………………. Villa Santo Stefano
Pistoncino (vedi PALLADINI Giuseppe)
PITTURINI Antonio, detto Dragone ……………………………..…………………..…………. Pereto
PITTURINI (o PITTURANO) Gaetano
POLITI Geremia ………………………………………..…………….………….…………. Roccagorga
POLITI Nicola ……………….……………….……………………………………….. Giuliano di Roma
Pollastro (vedi BIANCHI Luigi)
POLSELLI Pasquale ……………………………………………………………………..……….. Arce
POMPEI Bonaventura, detto Ciocco
POMPONIO Giuseppe
POMPONIO Michelangelo
PONGELLI Pio (1847-1868), detto Buccitto ………………………………….…….……. Roccasecca
PONTANI
PORCARI Antonio …………………….………………………….…..……….…… Carpineto Romano
PORCELLI …………………………………………..…………………….……………………. Bassiano
POSELLI Luigi ……………………………………………………………..……………………… Arce
POZZI Giuseppe, detto Feliciotto …………………………………………….………………… Ariccia
Pozzotuto (vedi SALVATORE)
Prete (Il) ……………………………………………………………….……………….……….. Lenola
Prete Ardeatino (Il) (vedi VALENTI Giovanni)
Prete di Guarcino (Il) o Prete Guercino ……………………….……………….……………. Guarcino
PRETI Giovanni Battista
Primo (vedi GIULIANI Pietro)
PROIETTI Cesare ……………………………………….…………………….…..…………….. Tuscania
PROSPERI
PROVVEDI Domenico ………………………………………………………… Grotte di Castro (VT)
PRUNARELLA Francesco Saverio ………………………………… Monticelli (Monte San Biagio, LT)
PUCCI Gaspare ……………………………..…………..…………..……………………………. Ariccia
Pucicchio o Pucitto (vedi LUGARINI Domenico)
PURCHIO Bernardino, detto Zingaro
QUADROZZI don Placido ……………………………………………..………………..…..…… Veroli
QUATRINI Pietro (o Pier) Paolo, capobanda ……………….……………………….…… Castelluccio
QUATTROCIOCCHI Michelangelo ………………………………………………….…….….…… Veroli
Ramaccia (vedi GIANSANTE Angelo)
RAMICONE Ilario ………………………………………………………….…..…… Pescasseroli (AQ)
RAMPUCCI Giovanni ……………………………………………..…..…..….……. Villa Santo Stefano
RANALDI Luigi ………………………………………………….………………….………….. Fondi
RANELLO (o RANALLO) Gaetano
RANUCCI Antonio ……………………………………………………..…… Maremma tosco-laziale
Re della Campagna (Il) (vedi SCIARRA Marco)
REALI …………………………………………………………………………………….…….. Arpino
REALI Pasquale ………………………………..………………………………..…..…….….. Vallecorsa
REAME Giuseppe ………………………………………………..……………..………….…….. Supino
RECCHIA Luigi, detto Capotto . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Valmontone
REFICE Pietro ……………………………..…………………………………..….…………… Patrica
REGNO Domenico, detto Diciannove ……………………………………………… Carpineto Romano
RENZI Antonio
RENZI Filippo ………………………………………….…………………………….….………. Veroli
RENZI Francesco ……………………………………………………………….………………… Pico
RENZOLANI Antonio
REZZE Giuseppe ………………………………………………………………………….…..……. Itri
RICCARDI Cesare, detto Abate Cesare
RICCARDO Luigi ……………………………………………………………………….…….….. Sora
RICCI Angelo, detto Moliterno ……………………………………………………………………. Cassino
Rico Vaccaro (vedi STOPPA Enrico)
RIDOLFI Nicola ………………………………………………………..………………………… Patrica
RINALDI Ascenzo (o Ascenso), detto Ciocchitto . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Sonnino
RINALDI Innocenzo . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Sonnino
RINALDI Luigi . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .. . . . . . . . . Sonnino
RINALDI Pietro . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .. . . . . . . . . . . . . Sonnino
RIPA Cesare …………………………………………………………….….………. Piedimonte d’Alife
RISI Rienzo
RITA Cataldo ………………………………………………………………………….….……… Patrica
RITA Domenico ……………………………………………………….…………..…… Giuliano di Roma
RITA Giovanni, detto il Turcotto ? ……………………………….………………….…… Giuliano di Roma
RITA Vincenzo ………………………………………………..………………….…….……… Prossedi
RIZZONI Ferdinando ………………………………………………………………….. Regno di Napoli
ROAZZI Filippo ………………………………….….…………………………..…..………… Prossedi
RODI Orazio …………..……………………………………………..…..….…….……… Vallerotonda
RODIO’
ROMAGNOLI Policarpo, detto Filomeno …………………………………………….…………. Atessa
ROMANI
ROMANINI Domenico . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Falvaterra
Romano (Il) (vedi DI NARDO Pasquale)
ROMANO Agostino ………………………………………..…….………. Civitella Roveto (Avezzano)
ROMANO Giovanni ……………………………………………….……….…….……………. Caserta
ROMANO Tommaso …………………………………………………………………..………. Caserta
ROSALES Giulio Cesare
ROSATI
ROSCIO (o ROSSI) Crescenzio ………………..……………………………..…..…….……… Paliano
Roscio de’ Vicovaro (Il) (vedi FANTASIA Domenico)
ROSSI …………………………….………….……….…….…………………..…….……. Roccagorga
ROSSI Alessandro …………………………………………………………………… Villa Santo Stefano
ROSSI Clemente ……………………………………………………………..………….… Latera (VT)
ROSSI Domenico, detto il Cobbo (o il Cotto) ……….……………………………….….. Villa Santo Stefano
ROSSI Francesco
ROSSI Luigi ……………………………..…………………………………….….….. Villa Santo Stefano
ROSSI Pietro ……………………………………………………….…………… Maremma tosco-laziale
ROSSINI (o RUSSINO) Antonio ………………………………………………..……..…………. Sora
ROTOLI
RUFOLONI ……………………………………………………….…… Sant’Angelo di Roccalvecce (VT)
RUSSO (o ROSSI) Angelo ……………………………………………….……… Castelnuovo in Regno
SABANTONIO Francesco ……………………………………..…. Radicaro San Pietro (Fiamignano)
SABATINI Arcangela
SABATINI Gabriele ………………………………………………….……….………….….. Catanzaro
SABATINI Panfilo
SABATINI Pietro ………………………………………………………….……..…………… L’Aquila
SABATINO Pasquale ………………………………….……….……….…… Roccaguglielma (Esperia)
SABATUCCI Luzio
SABATUCCI Ursino
SACCHETTI Giuseppe, detto Cecafucini ………………………………………………….…… Sonnino
Saccoccia (vedi OTTAVIANI Gioacchino)
SALLA
SALOMONI
SALVATO Antonio ……………………………………………………………………………….. Sora
SALVATORE Biagio, detto Pozzotuto………………………………….…….……………. Vallerotonda
Salvatore Coja (vedi FRANCHITTO Filippo)
SAMBUCHI Melchiorre
SANGUINATO Raffaele ………………………………..……………………………… Sant’Apollinare
Sannese (vedi DEL GRECO Francesco)
SANTAGATA Vincenzo …………………………………………………………..….……….. Cerreto
SANTANIELLO Andrea ………………………………………………………………….….… Caserta
SANTINO Nicola ……………………………………………….…………………………….… Caserta
SANTORO Carlo …………………………….………………………….…..………………….…. Veroli
SARACENI Giuseppe ………………………………………………………….…….……….….. Sora
SARRA Luigi ………………………………………………………………………..….…….…… Sora
SAVO Sante ………………………………………………………………………………….….. Torrice
Sbracciamanti …………………………………………………………..………….….……….…. Sonnino
SCACCIA Francesco …………………………………………………………..………..….…… Veroli
Scacciadiavolo (vedi ORLANDINI Domenico)
SCALABRINI Angelo ………………………………………………………..…….………. Maremma
SCARAPELLA Simone ………………………………………………..…………..…….……. Sonnino
Scarpettone (vedi VERNAROLI Giulio)
Scarpone (vedi MARCUCCI Primiano)
Scatuccio (vedi MASOCCO Luigi)
Scavapinto (vedi SCHIAPPA Giuseppe)
SCHIAPPA Giuseppe, detto Scavapinto ………………………………………..……..……………… Itri
Sciabolone
SCIARRA Antonio
SCIARRA Luca
SCIARRA Marco, detto il Re della Campagna ………………….……. Castiglione (Teramo) o Lanciano
SCIARRA Nicola
SEBASTIANI Antonio …………………………………………..…………….…… Villa Santo Stefano
Secondino (vedi MARSELLA Francesco)
Senzaculo (vedi CAPRARO Antonio)
SERGIO Giovanni …………………………………………………………….…….……….……. Pico
SEVERI Gaetano
SIMEONE ……………………………………………..………………….……… San Germano (Cassino)
Simone il Supinese (vedi AGOSTINI Sante)
SIMONETTI Giovan Maria, detto Monte
SIMONI Carlo . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Patrica
SIMONI Francesco Antonio ………………………..……………………………..…………….. Patrica
SIMONI Luigi, detto Chiovitto …………………………….….………….…………….…….….. Patrica
SIMONI Marco
SOLLI Matteo, capobanda . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Castro de’ Volsci
SOLUCCI Michele . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Vallecorsa
SOTTOCARRAO Salvatore, detto Zeppetella ………………..……………………..…….. Tornimparte
SOVRANO Gaetano
SPADOLINO (o SPADOLINI)
SPADONI Carlo …………………………………………………….…..….…….….………. Palestrina
SPERDUTI (o SPERDUTO) Carlo …………………………………..…………………………….. Sora
SPERA Trapasso ……………………………………………………………..…..…..……. Tornimparte
STOPPA Enrico, detto Rico (Rigo o Righetto) Vaccaro …………..……………….…….. Talamone (GR)
SUMMA Giuseppe Nicola, detto Ninco Nanco ….………………………….……… Avigliano (Potenza)
TAMBUCCI Pasquale, detto il Matto ……………………………..…………………………. Vallecorsa
TAMBURRINI Nunzio ……………………………………….………………….………….. Roccaraso
TARQUINIO Giuseppe
Tartaglia (vedi MAROCCO Francesco)
TATTA (o TATTI) Giuseppe …………………………………………………….…………………… Itri
TATTA Gregorio ……………………………………………………………………………………….. Itri
TATTA Luigi …………………………………………………………………………..…..…………. Itri
TAVEGNA Angelo
Tenente (Il) ……………………………………………….……….………………..….…..….….. Alatri
TEODORO di Santo Stefano ……………………………………….………………. Villa Santo Stefano
TERENZI Antonio
TERILLI Pasquale, detto Chiatillo ……………………………………..…… Roccaguglielma (Esperia)
Terzetta (vedi CIPOLLA Pietro)
TESTA Paolo
Testa brutta (vedi RINALDI Innocenzo)
TESTA Domenico ………………………………………………………..………..……………. Patrica
TESTA Giovambattista …………………………………………………………………… Roccasecca ?
TEVOLI Florido ……………………………………………………….…………………….. Galluccio
TIBEI Tommaso
TIBERIJ Santo ……………………………………………………….………………………….. Patrica
TIBURZI Domenico, detto Domenichino …………………….…………….…..……… Cellere (Viterbo)
TITI
TITO Maria Giovanna
Tittarella (vedi VANNARELLI Giovanni Battista)
Tocco-Tocco (vedi ESPOSITO Donato)
TOLASSI Rocco …………………………………………………………………….…..……… Patrica
TOLFA Gian Maria (o Giovanni Maria) ………………………..…………….………………… Patrica
TOLFA don Nicola ……………………………….…………………..………..…………….….. Patrica
TOMMASELLI Filippo
TOMMASI Domenico . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . San Lorenzo (Amaseno)
TOMMASI Luigi . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . San Lorenzo (Amaseno)
TONTOLI Domenico …………………………………………….….………………………. Avezzano
TOPPETTA Flaviano ……………………………………………………………….. Villa Santo Stefano
TOPPETTA Luigi, detto Fiaccarelle …………………………………………..….. Villa Santo Stefano
Torloio (vedi COLAMATTEI Bernardo)
TORRESCHI Lorenzo, detto Zuavetto ………………………………………… Mignano Montelungo
TOSCO Antonio, detto Testa Brutta . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Sonnino
Tosco (vedi CECCONI Filippo)
TOTORIZZO Giuseppe ………………………………………………………… Palo del Colle (Bari)
TRAMONTOZZI Domenico
TRANELLI Domenico …………………………………………………………… Villa Santo Stefano
TRANELLI Valeriano, capobanda ………………………………………………….. Villa Santo Stefano
TRANI Antonio ………………………………………………….…………………………….. Pastena
TRANI Domenico
TRANI Giuseppe ………………………………………………………….…………… Regno di Napoli
TRANI Vincenzo …………………………………………….……………………….……….. Pastena
TRANO Carl’Antonio ……………………………………………….………… San Lorenzo (Amaseno)
TRANSERICI Tommaso, detto Maghetto ………………………………………..……… Rocca Priora
TRAPANI Antonio ………………………………………………..…..………..…………… Vallecorsa
TRAZIGNIER
TREMENTOZZI (o TREMENDOZZI) Giuseppe, detto il Pinto ……………..… San Giovanni Incarico
TRIBUZIO Domenico ………………………………………….………………………. Regno di Napoli
TRIBUZIO Felice
TRIFILIO Pietro, detto il Calabrese ………………………………………….………… Terra di Lavoro
TRINA
TRISTANY Rafael y Parera……………………………….…………………….……… Ardevol (Spagna)
TROCCHIO Pasquale
TROMBETTA Crescenzo ……………………………………..……..…..………..…..………… Patrica
TROMBETTA Nicola, detto Fabriziotto ……………………..………..……………………….. Patrica
Trombocetto (vedi DI ALESSIO Lorenzo)
TRULLI Giuseppe …………………………………………………….……………………………. Veroli
TUCCI Francesco, detto Ceccobello ……………………………………………..……..……..…….. Bassiano
TUCCI Francesco ………………………………………….……………….…………………… Supino
TURCHI Giovanni ………………………………………………….………… Maremma tosco-laziale
Turco
TURCO Paolo ………………………………………………….…………………..…………… Lecce
Turcotto (vedi RITA Giovanni)
TUTERIZZO Giuseppe
Uomo selvatico (L’)
VAJO Domenico ……………………………………………………………………….………. Palestrina
VALENTI Giovanni, detto il Prete ardeatino ………………………………………….….…… Ardea
VALERIO da Forci
VALLANTE Bartolomeo, detto Catena …………………………..……. Monte San Giovanni Campano
VALLECORSA Angelo ……………………………………..………..……….…….…….…… Patrica
VALLECORSA Antonio ………………………………………………….………….…….…….. Patrica
VALLECORSA Rocco ……………………………………………..……………..……….…… Patrica
VAMPA Luigi
VANNARELLI Giovanni Battista, detto Tittarella ……………………………….…………..…. Sonnino
VANNITELLI Benedetto ……………………………………………..………….. San Vittore del Lazio
VARRECCHIA ……………………………………………………….………….…… San Pietro Infine
VARRONE Angelo
VARRONE (o VARONE) Bartolomeo (Meo) . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Vallecorsa
Vecchia (La) (vedi ORSINI Vincenzo)
VELOCCIA Carmine ………………………………….…………..………………………..….….. Veroli
VELLUCCI Pasquale …………………………………………………..…………….. Traetto (Minturno)
VENDETTA Vincenzo Giovanni Battista, detto Cencio Vendetta ……………….…..…..…….. Velletri
VENTIMIGLIA Giuseppe …………………………………………….…….…….Viggianello (Potenza)
VENTO Giuseppe
VENTRE Giuseppe ………………………………………………………………..….……… Picinisco
VENTRESCA Concetto
VENTURINI Antonio ………………………………………………………..……….…….……. Sora
VERDESCHI
VERDONE Alessandro ………………………………………..……..……….….. Mignano Montelungo
VERDONE Stefano ……………………………………….…………..…..…….…..………… Sonnino
VERNARELLI Francesco ………………………………………………..…… San Giovanni Incarico
VERNARELLI Luigi ………………………………………..…….…..……… San Giovanni Incarico
VERNARELLI Pasquale ………………………………..……..…………….…. San Giovanni Incarico
VERNAROLI Giulio, detto Scarpettone ……..………………..………………………….…….. Patrica
VERRELLI Angelo Maria …………….………………….….…. Santa Francesca (Veroli o Collepardo)
VERRELLI Francesco
VETTESE Vincenzo ……………………………………..…..……….……………….….. Vallerotonda
VIGLIETTI Giovanni ……………………………….…………………..………………….…… Alvito
VILLANI Antonio …………………………..…………………….…..….…. Roccaguglielma (Esperia)
VILLANI Giuseppe (ebreo) ……………………………………………….… Roccaguglielma (Esperia)
VILLANI Pasquale, detto Pasqualone ………………….……………..…..……. Montefortino (Artena)
VILLANI Raffaele ………………………………………………..……….… Roccaguglielma (Esperia)
VILLANI Vincenzo …………………………………………………………. Roccaguglielma (Esperia)
Vincenzino il Siciliano (v. GIORLANTE Vincenzo)
VINNITELLI Pasquale ……………………………………………….……………….……. Casalvieri
VIOLA Bernardino (o Berardino) ………………………………………..……….…..….……. Vallinfreda
VISOCCHI Michele
VITALI Giovanni . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Regno di Napoli
VITTI Camillo …………………………………………………………………….……….. Casalvieri
VITTI Raffaele ………………………………………………….……………….………….. Casalvieri
VITTORI Antonio . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Prossedi
VITTORI Francesco …………………………………………….……………………….……. Prossedi
VIZIOLI Rinaldo ……………………………………..…………………..…..…….…..…. Vallinfreda
VOLONINNO
ZACCHEO ………………………………………………………………..………… Regno di Napoli
Zappatore (vedi DEL MASTRO Antonio)
ZARALLI …………………………………………………………….…….….………..………. Norma
Zeppetella (vedi SOTTOCARRAO Salvatore)
Zi’ Pippo (vedi CAPPADOCIA Angelo Maria)
ZIMMERMANN
ZOMPARELLI Francesco . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Vallecorsa
ZOMPARELLI Giosuè ………………………..……………………………..………………… Trajetto
ZOMPARELLI Giuseppe ………………………………………….…………………….…….. Pastena
ZOMPARELLI Pasquale …………………………………………….….……………………… Arpino
ZOMPETTA Pasquale, detto Teverini
ZUCCARO Rocco ………………………………………………….…………………..…………. Supino
____________________________
FONTI DOCUMENTARIE
Archivio di Stato di Frosinone, Delegazione Apostolica, Direzione di Polizia, busta 293, aa. 1864-65; busta 1192, a. 1866; busta 297, a. 1867; busta 298, a.1867; busta 299, aa. 1866-67.
Archivio storico comunale di Serrone, RGN/24, buste 19 e 20, fascicoli 11 e 8.
______________________
BIBLIOGRAFIA
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A. ALIANELLO, La conquista del Sud. Feltrinelli, Milano 1972.
C. BARTOLINI, Il brigantaggio nello Stato Pontificio. Gli ultimi briganti ai confini tra Lazio e Abruzzo (1865-1870). Polla 2001.
J. BORGES, La mia vita tra i briganti (a cura di T. Pedio). Lacaita editore, Manduria 1964.
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C. CESARI, Il brigantaggio e l’opera dell’esercito italiano dal 1860 al 1870. Arnaldo Forni editore, Sala Bolognese 1978.
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M. COLAGIOVANNI, Lazio violento. Roma 1974.
M. COLAGIOVANNI, Il triangolo della morte. Il brigantaggio di confine nel Lazio meridionale tra Sette e Ottocento. Il Calamo, Roma 2000.
M. COLAGIOVANNI, Briganti e santi a Frosinone. C.PP.S., Roma 1996.
C. CROCCO, Come divenni brigante (a cura di T. Pedio). Lacaita editore, Manduria 1964.
M.R. CUTRUFELLI, L’unità d’Italia. Guerra contadina e nascita del sottosviluppo del Sud. Bertani editore, Verona 1974.
A. DE JACO, Il brigantaggio meridionale. Cronaca inedita dell’Unità d’Italia. Editori Riuniti, 2017.
P. FRANZESE, Il Mezzogiorno d’Italia fra unificazione nazionale e brigantaggio. Rubbettino, 2021.
G.B. GUERRI, Il sangue del Sud. Antistoria del Risorgimento e del brigantaggio. Mondadori, Milano 2017.
N. LABANCA, C. SPAGNOLO (a cura), Guerra ai briganti, guerra dei briganti (1860-1870). Storiografia e narrazioni. Unicopli 2021.
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F. MOLFESE, Storia del brigantaggio dopo l’Unità. Feltrinelli, Milano 1975.
M. MONTI, I briganti italiani. Longanesi, Milano 1964.
G. ONORATI, G. ROSSI, Fanti, pastori e briganti. Sezze e il problema del brigantaggio postunitario (1861-1870). Il rapimento Sara. Ricerca effettuata in collaborazione con gli alunni dell’ISISS «Pacifici e De Magistris» e della Scuola media «Caio Titinio» di Sezze.
T. PEDIO, Inchiesta sul brigantaggio. Lacaita editore, Manduria 1964.
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C. PINTO, La guerra per il Mezzogiorno. Italiani, borbonici e briganti, 1860-1870. Laterza, Roma-Bari 2019.
A. SCONOCCHIA, Banditi e briganti d’Italia. Newton & Compton editori, Roma 2020.
A SCIROCCO, Il Mezzogiorno nella crisi dell’unificazione (1860-61). SEN, Napoli 1981.
G. SPERDUTI, Il brigantaggio in Ciociaria, in «Temi Ciociari» 7, 1984.
P. STACCIOLI, I briganti della Campagna Romana. Newton & Compton editori, Roma 1996
M. VIGNA, Brigantaggio italiano. Considerazioni e studi nell’Italia unita. Interlinea edizioni 2020.
______________________________________
Roberto Salvatori, febbraio 2022
www.centrostudisalvatori.blogspot.it
centrostudisalvatori@gmail.com

di San Quirico, quei fatti di brigantaggio
diventano folklore, svago, divertimenti
e rievocazione gastronomica


Barberini. Quì il 9 luglio 1870 fu ghigliottinato Agapito
Bellomo, passato alla storia come l’ultimo brigante
giustiziato nei territori dello Stato Pontificio


dei briganti. Nel 1867 a Serrone un certo Luigi
Terenzi venne arrestato perché ritenuto tale

tratta da www.comune.serrone.fr.it

chiesetta di San Quirico (nella foto) nell’omonima
contrada in territorio di Serrone, si verificarono due
gravi episodi legati al brigantaggio di confine

tenente Dorascenzi, ad inseguire in montagna i briganti
«napoletani», dalla contrada di San Quirico fino a Roiat

appiedata in tenuta di servizio ordinaria

pontificia in servizio a
Paliano dal 1847 al 1870

uno dei reparti presidiari in
servizio al Forte di Paliano

tra la frazione di San Quirico e il Comune di Roiate

Abruzzo, dal 1847 si erge questo cippo
che delimitava il confine tra lo Stato
Pontificio e il Regno delle Due Sicilie
© Valerio Bruniventunesimosecolo

dei Simbruini. Percorrendo sentieri e tratturi, le bande
potevano facilmente sconfinare e raggiungere l’Abruzzo
© Valerio Bruniventunesimosecolo

reparto antibrigantaggio. Il cane, addestrato
allo scopo, era detto «da presa meridionale»


invio in corso...



