Alta Terra di Lavoro

già Terra Laboris,già Liburia, già Leboria olim Campania Felix

“Esistono i luoghi del cuore e i giorni del cuore”

Posted by on Giu 2, 2020

“Esistono i luoghi del cuore e i giorni del cuore”

27 maggio 1979:mentre una donna partoriva con dolore( e certo! Mica le donne partorienti si sottoponevano all’epidurale all’epoca)!!!e una piccola vita faceva capolino dal suo ventre, ” ‘ngopp all’Ascenza sctevn a fà gl spar p la fescta r’lla Maronna”!!! 

La maronna r’ll Ascenza: chi è che nn la cunosc?!?! Fedele mamma di ogni sanmichelese, custode di dolci preghiere, primi amori e passaggi: quelli di canne dei giovanotti alle prime trasgressioni e quelli fulminei dei nostri nonni, che, durante la seconda guerra mondiale, passando davanti alla chiesetta del 1400 dove è custodita la statua, andavano a cercar fortuna sfuggendo ai tedeschi e cercando rifugio nelle grotte vicine. L’ Ascenza: un luogo magico e speciale in cui convivono semplici racconti e consuetudini di raccoglitori”r gliv”,con presenze antiche e inquietanti.Quegli alberi secolari e la Maronna hann visct tutt!!!! Dapprima,lei,dolce e spirituale,avvolta nel suo manto azzurro, attorniata da paffuti puttini; poi, vestita a nuovo, nel candido abito bianco!!! E ogni anno,” la Maronna sceva in prgession, la rmenca rlla fescta”! E andava a farsi un giro per tutta la contrada, scendeva giù per la ripida discesa, portata a spalla dai forti e rigorosi giovanotti dell’epoca, che non temevano il sole già cocente di maggio. Per poi ritornare su, nella sua casa, nella sua chiesa, dove altri fedeli aspettavano di rivolgerle qualche preghiera. La bambina venuta alla luce con i fuochi d’artificio attendeva, insieme alla sorella e alle amichette, con trepidante emozione, affacciata al terrazzo di casa della nonna, che la Madonna passasse, fiera e bella, accompagnata dalla musica della banda, “p jttà gli sciur”: petali di rose rosse e “Jnesctr”, gialle come i raggi del sole a primavera,”tutt ammischiat rent alla conca blu”!E quel canto incessante, che faceva più o meno così:”Ohi Mari-i-aaaaaa , ohi dell’Asce-e-nzaaaaa….e noi t’offria-a-mooooo, i nostri cuaaaaaaaar”!!!! E quanta felicità, ritrovare quella stessa prorompente energia del canto che squarciava l’aria,nei brani dell’orchestrina dal vivo che si esibiva sul palco in cemento, costruito apposta per le esibizioni serali dei gruppi di liscio! E la bambina poteva perdersi un ballo?!?! Bè, assolutamente no! Scattante ed energica, in prima linea,sfoggiando l’abito della festa!!! E quanti altri ricordi affollano la mente di quella bambina:
“s rcorda pur gl Trllan, che sctevn in gir p la piazza c l’nzert r castagn attuorn agl cuoglie”!!!!E i venditori di caramelle, che neanche in occasione della festa si potevano mangiare, “pcchè chell so’ schifezz e t fann mal alla panza”! E tra divieti, attese, balli e processioni”chlla criatura s’ha fatta rossa”…………….

Maya Tedesco

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