Alta Terra di Lavoro

già Terra Laboris,già Liburia, già Leboria olim Campania Felix

Eugenio Di Rienzo l’Europa e la “questione napoletana”1861-1870 In appendice Il discorso di Lord Lennox alla Camera dei Comuni dell’8 maggio 1862

Posted by on Giu 9, 2026

Eugenio Di Rienzo l’Europa e la “questione napoletana”1861-1870 In appendice Il discorso di Lord Lennox alla Camera dei Comuni dell’8 maggio 1862

Premessa

Da quattro mesi, Garibaldi, alla testa di bande reclutate in tutte le Nazioni, ha invaso il Regno, ed ha fatto scorrere il sangue dei nostri fratelli. Il tradimento di alcuni miserabili l’ha aiutato; sotto pretesto di unificare quello che mai è stato unito, vuol farci Piemontesi. Ma noi, Sire, noi siamo Napolitani da secoli!(Appello di salvezza pubblica. Il Popolo napolitano al suo Re Francesco II, 29 agosto 1860) Il Regno di Napoli non si dissolveva per un moto interno, ma veniva abbattuto da un urto esterno (siapure dall’urto di una forza italiana), che incontrò consenzienti nel paese, ma anche non pochi dissenzienti e repugnanti.(Benedetto Croce, 1924) Stolto è cullarsi nella mitologia risorgimentista del 1860 come «anno dei miracoli»,dimenticando o tacendo colpevolmente che per una parte degli Italiani quell’anno fu piuttosto l’annus horribilis della sconfitta per mano straniera, della perdita della sovranità economica epolitica, del peggioramento delle loro condizioni di vita, dell’inizio del ludibrio cui li espose un sentimento anti-meridionale di chiaro stampo razzista.

L’Italia deve apprendere a dipendere da se stessa. Essa non può dipendere o dalle promesse dei Ministri o dalle speranze vagheggiate dal Governo francese. Tra l’Inghilterra e la Francia è apparentemente stabilito che l’Italia non sarà più il campo di rivalità politiche; che sarà lasciata sola per compiere tranquillamente lo sviluppo delle sue risorse, e la consolidazione del suo potere politico. In questo momento l’Italia è una terra esausta dalle grandi lotte; che ha traversato un gran cimento, che potrà elevarsi alla considerazione delle nazioni. Ha mostrato energia che il mondo non si aspettava; e se essa sarà ben condotta, e incontrerà buona fortuna, può tendere ad ultimare il trionfo della sua ambizione. Ma questo miglioramento non può essere assicurato che abbandonando la politica del Governo Inglese, politica di parole, non di fatti.

APPENDICE al discorso di Lord Lennox

Confronto storico Noi troviamo una perfetta analogia tra gli avvenimenti odierni ed i fatti già istorici dell’anno1812 nella Sicilia, allorché il governo di re Ferdinando IV venne in discordia con alcuni Baronidi di quell’isola. Costoro, fecero appello al ministro degli esteri a Londra, Visconte di Castlereagh, che aveva anche l’incarico di tenente generale Siciliano. Il governo Inglese venne ad atti ostili contro quei Sovrani: molte vittime da esso furono molate in Messina; la regina Carolina dovette emigrare e Ferdinando veniva costretto ad un’abdicazione. La costanza però di quel Re e la sua fermezza resero pero’ inutile la pressura che gli venia fatta da parte del Governo inglese. Fu allora che i due Lord, Spencer e Montgomery, presero la parola nella Camera a favore di quel Re calunniato, e smascherando la crudele menzogna, sventarono parimente le trame di una cospirazione. Chiarite così le cose, il governo inglese non volle più acconsentire al compimento delle violente determinazioni già prese d’altra parte, Re Ferdinando fu invitato non solo a riprendere il perduto governo, ma fu accompagnato dalla squadra e dalle truppe inglesi al riacquisto del reame. Gli fu permesso a far comune a Napoli l’ordinamento costituzionale delle Sicilie. Fu dichiarata in fine l’Unità del regno, e prestamente riconosciuta da tutte le potenze, in ispecie dall’Inghilterra, assumendo quel Re non più il titolo di Ferdinando IV, ma quello di Primo.

Submit a Comment

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.