Alta Terra di Lavoro

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Finalmente in Italia la spesa statale sarà ripartita sulla base dell’effettiva popolazione

Posted by on Dic 23, 2017

Finalmente in Italia la spesa statale sarà ripartita sulla base dell’effettiva popolazione

Molti cittadini del Sud ignorano che il Governo  ha già approvato un importantissimo decreto che stabilisce la ripartizione della spesa statale su base territoriale. Il 18 ottobre 2017, la Gazzetta Ufficiale ha pubblicato il Decreto del Presidente del Consiglio (DPCM) del 7 agosto 2017 che determina tale ripartizione.

Questo DPCM deriva dall’applicazione dell’art. 7-bis della Legge 18 del 27/02/2017 di attuazione del Decreto-Legge 243 del 29/12/2016.  Il decreto è effettivo dal prossimo primo gennaio. Stranamente nessuna testata giornalistica meridionale ha riferito la notizia che invece ha fatto saltare dalla poltrona Vittorio Feltri. Infatti, Libero ha denunciato il “furto” che il Sud metterà in atto contro il suo amato Nord in un articolo al vetriolo del 24 novembre. Feltri ha omesso di dire che da sempre il Sud riceve un’aliquota di fondi inferiore rispetto alla percentuale di popolazione residente.

Il successo della petizione europea di Unione Mediterranea

Già nel 2015 i meridionalisti di Unione Mediterranea hanno portato al Parlamento Europeo una petizione per una più corretta distribuzione delle risorse. Circa 10.500 firmatari chiedevano la ripartizione della spesa statale parametrata al peso della popolazione residente nelle tre macroregioni.  La petizione, dichiarata ammissibile dalla Commissione Petizioni del Parlamento Europeo il 17 marzo 2016, è stata inviata al Presidente Martin Schulz perché ne tenesse conto nei lavori parlamentari.

Il DPCM 7/8/2017 riprende quanto richiesto dai Meridionalisti nella petizione europea. Ora, è necessario che dalla data del 1 gennaio 2018 il decreto sia attuato in pieno e non sia disatteso dalla futura compagine di governo. Il mondo meridionalista dovrà vigilare attivamente al fine di superare tutte le discriminazioni territoriali sociali ed economiche come previsto dall’Articolo 3 della Costituzione al fine del raggiungimento della equità.

L’appello di Pino Aprile

L’appello “Agenda 34” lanciato da Pino Aprile e già firmato da migliaia di cittadini dei nostri territori è in linea con la summenzionata petizione redatta dai meridionalisti Rosella Cerra, Giancarlo Chiari e Roberto Longo.  E’ fondamentale che i parlamentari eletti al Sud nella prossima legislatura non tradiscano quanto già ottenuto con il DPCM 7/8/2017 e si facciano garanti della sua attuazione. E’ altresì fondamentale che i meridionalisti attivino un Osservatorio che durante la prossima legislatura monitori le attività dei parlamentari del Sud.

fonte

meridem.org

 

COMUNICAZIONE INVIATA DA GIANCARLO CHIARI PRESIDENTE MARRS

Ciao Claudio, ritenendo di farti cosa gradita per fornirti materiale per la tua Alta Terra di Lavoro, ti scrivo la presente per metterti a conoscenza nei dettagli di una vicenda che ha comportato una storica diversa ripartizione degli stanziamenti statali che a partire dal 2018 saranno riconosciuti dallo Stato a supporto dello sviluppo economico del Paese. Per comprendere le dinamiche di questa importante vittoria per il Meridione d’Italia dobbiamo partire dall’articolo di Libero del 24 novembre 2017, che trovi in allegato, la cui lettura da parte mia ha suscitato un immediato collegamento ad una petizione di 71 pagine da me iniziata a scrivere nelle prime pagine e poi sviluppata a “tre mani” dall’ Ing. Roberto Longo e dalla Dr.ssa Rosella Cerra. L’ultima pagina, che vedrete essere particolarmente significativa, era quella dedicata alle soluzioni proposte ( allegato 2 ) per risolvere le problematiche descritte nella prima parte (allegato 1).

 

La petizione in questione, che trovi in allegato, è stata supportata da circa 11.000 firme raccolte nel meridione d’Italia e presentata presso la Commissione per le petizioni del Parlamento Europeo a luglio 2015 e con grande soddisfazione di chi  scrive e di tutti gli altri è stata dichiarata ammissibile e comunicata per competenza al Presidente del Parlamento Europeo  Martin Schulz il 17 marzo 2016 ( non so quanto casuale ma la data coincide con il 155° anniversario dell’unità d’Italia).

 

Grande soddisfazione formale ma nella sostanza eravamo un po’ delusi in quanto nell’allegato 2, che trovi in allegato, richiedevamo un’audizione d’innanzi al Parlamento Europeo per meglio spiegare le problematiche sollevate e le soluzioni proposte. Ed è proprio alcune frasi contenute nell’allegato 2 hanno creato i presupposti per un forte collegamento tra quanto richiesto nel 2015 e quanto ottenuto nel dicembre 2016 con il Decreto Legge 243 ( art.7bis ) convertito in legge dalla L.n°18/2017 ed attuato dal decreto presidenziale del 7 agosto 2017, che trovi in allegato.

 

Le frasi in questione sono le seguenti: “……..Tale situazione sfavorevole rispetto ad altre parti della nazione alimenta buona parte delle problematiche sociali che affliggono questa parte del Paese e che giustificano la sensazione di vaste fasce della popolazione di abitare una colonia dell’Italia più che far parte di essa a pieno titolo. Risulta per quanto detto INDISPENSABILE disporre di mezzi nazionali in percentuale pari o quanto meno vicina alla consistenza numerica percentuale degli abitanti del meridione d’Italia. Stessa cosa dicasi per quella parte di supporti europei che spetterebbero al Sud ma vengono impiegati in altre parti della penisola .………”.

 

Risulta lampante e conseguenziale il rapporto tra la petizione approvata dal Parlamento Europeo e la legge che  stabilisce un nuovo criterio di ripartizione degli stanziamenti dello Stato in conto capitale a supporto della crescita della nazione che per la prima volta considera gli abitanti del Meridione d’Italia alla stessa stregua di tutti gli altri abitanti della penisola per una iniziale ma significativa svolta nella direzione della parità dei diritti tra gli italiani. Comprenderai la mia soddisfazione nello scriverti la presente che un po’ mi gratifica dello sforzo profuso in senso meridionalista dall’oramai lontano 1998 anno in cui capì pienamente le ragioni e le conseguenze  della Questione Meridionale e che altro non era che una Questione Italiana.

ti allego il comunicato stampa della petizione e un articolo nel quale sono contenuti alcuni dettagli della ricostruzione della vicenda. Se vuoi poi conoscere passo passo come si è arrivati a questa importante vittoria per il Sud clicca sul seguente link: http://www.assomarss.it/petizione-approvata.html

 

Petizione approvata

Nel 2015 è stata presentata una petizione alla commissione europea a seguito della raccolta firma organizzata da Unione Mediterranea con il “brand” Terra Nostra. La petizione richiedeva in sostanza 2 cose: a) La rivalutazione storica del Sud Italia nel cruento processo di unificazione nazionale; b) una diversa ripartizione dei supporti finanziari riconosciuti dall’Italia e dall’Europa alle regioni meridionali in ragione del 34,43% del totale in quanto tale è la consistenza di popolazione rispetto alla totalità degli italiani. Ebbene, apprendiamo con enorme soddisfazione che l’Europa ha deciso di riconoscere fondate le nostre richieste e di ripartire tali mezzi secondo tale percentuale anche se ora limitatamente ad alcune categorie di supporti. Questo è un primo tangibile passo verso un recupero del gap economico che affligge le regioni dell’Italia meridionale dal resto della penisola nato e sviluppatosi con l’unità d’Italia. Per la prima volta vediamo il futuro con una luce diversa e continueremo a profondere sforzi che ci consentano di recuperare la dignità perduta. Ho allestito questa pagina in quanto su facebook non è possibile allegare PDF ( o quanto meno io non ci sono riuscito ) ed il sito del MARSS mi è sembrato il luogo ideale da utilizzare per linkare i documenti che hanno portato a questa vittoria che definirei storica. Infatti per la prima volta contiamo, almeno economicamente,  come persone di una Italia veramente unita e non come abitanti di una colonia interna. Di seguito troverete i link ai documenti più significativi della vicenda. Questo esempio prova che solo condividendo degli obiettivi comuni ed essendo uniti, coesi e tesi al loro raggiungimento possiamo raggiungere traguardi insperati e ritenuti dai più non raggiungibili. Presupposto basilare per raggiungere questi traguardi è la disponibilità verso chi intende fare qualcosa che non deve essere rallentato da chi assume atteggiamenti da ascaro incosapevole, perchè così abituato da 156 anni di servilismo o da ascaro consapevole, perchè intende trarre dal suo comportamento vantaggi personali a scapito di quelli di una collettività che ha pagato a caro prezzo un’unità fatta con la forza. L’articolo di Libero ( link n° 21 ) parla di 74 euro procapite in più al Sud con una riduzione a carico del Centro Nord di 40 euro procapite per un riequilibrio totale di 1 miliardo e 36 milioni di euro annui. Tale è lo sviluppo dei calcoli che il giornale fa leggendo il dettato del decreto legge ( link n° 22 ) che norma la nuova redistribuzione degli stanziamenti ordinari in conto capitale Ora sarà importante vigliare sul rispetto di tale ribilanciamento e su come esso sarà impiegato nei territori meridionali.

Iniziamo a darci da fare più che a dire e profondiamo i nostri sforzi verso l’obiettivo comune del riscatto del Sud Italia e che ciò non sia solo uno slogan. Buona lettura. Giancarlo Chiari – Presidente MARSS

 

 

 

 

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