Alta Terra di Lavoro

già Terra Laboris,già Liburia, già Leboria olim Campania Felix

FRANCESCO VITTOZZI E LA MOGLIE DEL PESCATORE DI MOLA

Posted by on Gen 21, 2026

FRANCESCO VITTOZZI E LA MOGLIE DEL PESCATORE DI MOLA

Francesco Vittozzi, pittore napoletano attivo tra Napoli e Roma dal 1826 al 1863, si distinse nella raffigurazione di scene popolari, sul solco di Leopold Robert, senza disdegnare la pittura religiosa e la ritrattistica. Formatosi all’Accademia delle Belle Arti di Napoli, il suo stile naturalistico affonda le radici nel Seicento dei Bamboccianti, catturando con sincerità l’atmosfera povera di figure umili, contadine e zingaresche.

Un’amicizia determinante fu quella con Pasquale Mattej, che nel 1843 lo condusse a Formia. Qui Vittozzi realizzò un dipinto toccante: la moglie di un pescatore di Mola, affranta dalla partenza del marito per il mare. L’acconciatura della donna, iconica e voluminosa, riflette l’influenza di Mattej, che l’aveva ritratta più volte nei suoi disegni.

Analoga per stile e soggetto è l’opera del pittore ceco Leopold Pollak (1806-1880), “Il benvenuto della madre”, datata 1845 e ambientata sulle coste del Regno di Napoli. Figlio di un mercante ebreo, Pollak rivelò precocemente il talento pittorico: iscrittosi nel 1819 all’Accademia di Praga, vi studiò per cinque anni per poi trasferirsi nel 1831 a Roma, perfezionandosi nello studio di Leopold Schütz. A differenza di Vittozzi, che evocava la malinconia di un addio, Pollak celebrò l’allegria di un ritorno dalla pesca. Eppure, l’inconfondibile profilo della donna di Mola , con il suo costume e l’acconciatura caratteristica, unisce le due tele in un dialogo visivo affascinante.

La localizzazione molese è confermata da un’incisione al bulino di A. W. Wildblood, pubblicata intorno al 1870 sulla rivista inglese The Art Journal, che riproduce il dipinto di Pollak con la didascalia “The Mother’s Welcome – Il benvenuto della madre”.

Un’eco ulteriore si trova nel 1853, nell’opera del pittore tedesco Hinderlang, Il ritorno del pescatore. Poco si sa di lui, se non che soggiornò in Italia a metà Ottocento. Qui la variante è lo sfondo, un Vesuvio fumante, ma il costume e l’acconciatura della protagonista riconducono inequivocabilmente alla moglie del pescatore di Mola.

Nelle immagini: il dipinto di Vittozzi, un dettaglio di acquerello di Mattej, il dipinto di Pollak, l’incisione di Wildblood e il dipinto di Hinderlang.

Renato Marchese

Submit a Comment

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.