Alta Terra di Lavoro

già Terra Laboris,già Liburia, già Leboria olim Campania Felix

FUOCO AMICO…

Posted by on Lug 5, 2022

FUOCO AMICO…

Quante volte abbiamo parlato della vera natura dell’annessione del 1860, dei crimini di guerra, della depredazione del Meridione, delle menzogne sui libri di storia e sui media per creare consenso?

Eppure ancora tanti meridionali dicono: “Sì, ma io mi sento italiano”. “Sì, ma”: dentro queste due parole c’è il dramma della colonizzazione mentale.

Il 4 luglio 1879 il Regno Zulu, che occupava parte dell’attuale Sud Africa, fu sconfitto e sottomesso dall’Impero Britannico. Le vicende che si susseguirono furono naturalmente complesse, ma nella sua essenzialità questo accadimento, apparentemente tanto lontano dalla nostra esperienza, ha qualcosa di importante da insegnarci.

Infatti tanti anni dopo la conquista, nel 1906, ci fu una rivolta degli zulu contro l’Impero a causa dell’imposizione di una nuova tassa. In quel periodo Gandhi viveva in Sud Africa dove era impegnato contro la discriminazione degli indiani che vi erano immigrati. Nel corso della ribellione egli costituì, con altri indiani, un corpo di assistenza ai feriti zulu che i bianchi, con notevole riluttanza, avrebbero dovuto curare: furono proprio i britannici a fornire le divise e inquadrare il suo gruppo di volontari nel 2° Corpo barellieri indiani.

Gandhi racconta che durante il suo servizio nell’ospedale mobile da campo, si avvide che i feriti affidati al suo gruppo appartenevano sostanzialmente da due categorie di persone. Alcuni prigionieri estranei alla rivolta ma che, solo a causa di sospetti, erano stati fatti fustigare dai britannici: poiché le conseguenti piaghe non erano state curate, esse erano purulente.

Vi era poi un’altra categoria di zulu che erano stati, sì, feriti durante gli scontri, ma vi avevano partecipato dalla parte dei britannici e non del proprio popolo: scambiati per nemici, i soldati imperiali gli avevano sparato contro per sbaglio.

Un classico caso di collaborazionismo, insomma, dove alcuni colonizzati fanno gioco al colonizzatore con la loro fedeltà e obbedienza. Ma in tal modo essi diventano carnefici di se stessi insieme al proprio popolo che perisce.

Una conseguenza sulla quale si dovrebbe riflettere prima di dire: “Sì, ma”.

Giorgio Marengo

1 Comment

  1. I giovani che non sanno la storia possono solo dare quella risposta perche’ e’ quello che hanno imparato a scuola, purtroppo affidata a docenti succubi perche’ lo stipendio arriva da Roma!… Se la storia la sapessero almeno loro, in maniera asettica gliela dovrebbero saper raccontare ai ragazzi al di la’ dei libri di testo adottati… E’ un problema di cultura e consapevolezza della responsabilita’ nella formazione che loro compete, giacche’ scoprire a un certo punto della vita che la verita’ dei fatti accaduti nei nostri territori e’ tutt’altro non e’ il massimo, anzi! E’ sempre un danno la comprensione, spesso tardiva, delle difficolta’ e i contrasti che inevitabilmente si presenteranno nella vita, avendo gia’ perso energie e opportunita’ per farne fronte… Gli insegnanti hanno un ruolo importante, ma spesso non se ne rendono conto, e forse anzi senz’altro e’ un limite loro e della loro formazione/cultura. caterina ossi

Submit a Comment

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

*

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.