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Gates, i miliardi anti-vita gettano un’ombra sui vaccini

Posted by on Lug 7, 2021

Gates, i miliardi anti-vita gettano un’ombra sui vaccini

Il 2 luglio, a conclusione del Generation Equality Forum, la Bill & Melinda Gates Foundation ha annunciato un impegno di 2,1 miliardi di dollari per i prossimi cinque anni. La gran parte dei fondi sarà destinata a contraccezione e “salute e diritti riproduttivi” (aborto). Un impegno anti-vita che va avanti da anni e che fa sorgere una domanda sui fondi investiti in vaccini anti-Covid: siamo proprio sicuri che l’obiettivo vero sia la salute?

il Generation Equality Forum di Parigi si è concluso il 2 luglio con l‘annuncio di audaci impegni per la parità di genere e il lancio di un programma d’azione globale di 5 anni. “L’agenda orientata all’azione del Forum sarà sostenuta da quasi 40 miliardi di dollari di investimenti confermati e da ambiziosi impegni politici e programmatici da parte di governi, filantropia, società civile, organizzazioni giovanili e settore privato”, si legge nel comunicato finale.

Il Piano di azione dei prossimi anni ha sei priorità molto concrete: violenza di genere; giustizia e diritti economici; autonomia corporea e salute e diritti sessuali e riproduttivi (Srhr nell’acronimo inglese); azione femminista per la giustizia climatica; tecnologia e innovazione per l’uguaglianza di genere; movimenti femministi e leadership.

La Bill & Melinda Gates Foundation ha annunciato un impegno di 2,1 miliardi di dollari nei prossimi cinque anni per promuovere l’empowerment economico delle donne, rafforzare la salute e la pianificazione familiare di donne e ragazze e accelerare la leadership femminile. “Ora c’è la possibilità di riaccendere un movimento e realizzare un vero cambiamento”, ha scritto Melinda French Gates in un comunicato. L’impegno della Fondazione di 2,1 miliardi di dollari sarà così suddiviso: 650 milioni di dollari per l’empowerment economico, per migliorare l’inclusione finanziaria delle donne e ridurre le barriere al lavoro retribuito; 1,4 miliardi di dollari per la pianificazione familiare e la salute delle donne, con particolare attenzione all’aumento delle opzioni e dell’accesso ai contraccettivi e al sostegno di una rete di partner per la pianificazione familiare, tra cui Unfpa Supplies Partnership, Family Planning 2030, Global Financing Facility e la nuova iniziativa “Shaping Equitable Market Access for Reproductive Health”; 100 milioni di dollari in cinque anni/230 milioni in dieci anni per accelerare l’accesso delle donne alla leadership in tutto il mondo, smantellando le barriere sistemiche all’uguaglianza di genere.

Non ci vuole un genio della matematica per prendere atto che la Fondazione Gates destinerà alla contraccezione gran parte degli impegni finanziari presi. Solo per avere un’idea, alla riunione precedente del Forum, tenutasi a Città del Messico nel fine marzo di quest’anno, l’impegno finanziario più significativo era stato quello del Governo del Canada e della Ford Foundation per complessivi 25 milioni di dollari. La Fondazione Gates è impegnata nella pianificazione familiare e nella “salute riproduttiva” delle donne sin dal suo inizio, più di 20 anni fa. Al Summit di Londra del 2012 sulla pianificazione familiare, la Fondazione Gates già si impegnò per una donazione di 560 milioni di dollari, pari al 20% degli impegni finanziari presi in quell’occasione da tutti gli Stati e da tutte le organizzazioni partecipanti.

Dunque, non c’è da sorprendersi se ora si vogliono moltiplicare i finanziamenti per raggiungere l’obiettivo dell’Agenzia dell’Onu per le donne (UN Women) di assicurare che “50 milioni di ragazze e donne adolescenti in più vivano in paesi dove si possa accedere all’aborto sicuro e legale entro il 2026”. Dopotutto, dal 2018, alla guida del dipartimento della Fondazione Gates che si occupa di pianificazione familiare siede Ann Starrs, precedentemente alla guida della commissione mista del Guttmacher Institute e di Lancet per i diritti sessuali e riproduttivi.

Dai bilanci della Bill & Melinda Gates Foundation degli ultimi anni possiamo registrare che l’impegno per la sola pianificazione familiare – alla quale si dovrebbe aggiungere almeno una quota parte dei finanziamenti per “Salute globale”, “Maternità neonatale, salute infantile” ed “Eguaglianza di genere” – è comunque considerevole. Per la sola pianificazione familiare la Fondazione Gates, come si legge nei report annuali, ha destinato esplicitamente: 240 milioni nel 2019; 290 milioni nel 2018; 248 milioni nel 2017; 176 milioni nel 2016; 140 milioni nel 2015. Quindi gli abortisti vanno assumendo sempre più potere all’interno della Fondazione Gates. I bilanci pubblicati sino ad ora (nel periodo 2006-2019) non aiutano ad identificare con precisione quale mole di finanziamenti sia realmente destinata ad aborto e servizi sessuali riproduttivi ed educazione sessuale.

Allo stesso tempo, la Fondazione Gates ha donato 420 milioni di dollari (sino a novembre 2020) per sviluppare i vaccini anti-Covid e più di 4 miliardi di dollari alla Gavi, organizzazione oggi in prima linea per la distribuzione del vaccino ai Paesi poveri. Un impegno tutto centrato sulla diffusione dei vaccini, come si vede. La domanda allora nasce spontanea: dando per scontato che Bill e Melinda non soffrano di schizofrenia, come può essere credibile la narrazione di un Gates che ha a cuore la salute delle persone e la loro esistenza in vita, quando investe così tanto per diminuire la popolazione mondiale? Siamo sicuri che il vero obiettivo dei vaccini sia la salute?

Luca Volontè

fonte

Gates, i miliardi anti-vita gettano un’ombra sui vaccini – La Nuova Bussola Quotidiana (lanuovabq.it)

1 Comment

  1. Non riesco a capire perche’ non impegnino tante risorse per risolvere il problema dell’emigrazione forzata dall’Africa con aiuti alla popolazione per risolvere i problemi in loco con iniziative atte a migliorarne la vita sottraendola alle lusinghe degli sfruttatori che promettono il paradiso altrove… mi sembra tanto un falso buonismo di ricchi che si vogliono lavar la coscienza, quando invece potrebbero concorrere a dare una svolta a problemi che i bianchi in accordo con trafficanti locali creano nel continente africano… caterina ossi

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