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GENNARO DE CRESCENZO RISPONDE A “MANIFESTO – APPELLO PER LA VERITA’ SULLE DUE SICILIE”

Posted by on Gen 29, 2019

GENNARO DE CRESCENZO RISPONDE A “MANIFESTO – APPELLO PER LA VERITA’ SULLE DUE SICILIE”

Gentili amici,
in scienza si chiama ?eterogenesi dei fini? e non possiamo che farvi i nostri complimenti per il lavoro svolto. Le vostre recenti ricerche in Archivio (chi scrive lo frequenta da 25 anni; i grandi Capecelatro Gaudioso o Petrocchi lo hanno frequentato per oltre 40?) hanno ottenuto il risultato contrario a quello che vi eravate prefissi. Nel manifesto-appello si scriveva, dopo il falso (ormai  evidente pure per voi) scoop sul documento relativo alla Mostra di Parigi:

leggendo il solo elenco dei paesi partecipanti con i propri stand espositivi si evince che non soltanto il Regno delle Due Sicilie non ha ottenuto riconoscimenti ma che non ha neanche preso parte a quella rassegna (e a seguire espressioni del tipo: Come si può? arrivare ad inventare di sana pianta una simile storia)
1) E vero, invece, secondo quanto da voi riportato nel fascio che vi suggerivo nel mio intervento (e di cui, evidentemente, ignoravate l esistenza), che da una nota del 14 dicembre 1854 e dalla testimonianza di attestati di merito per ?corde? e per ?stamperia galvanoplastica applicata, si evince che il Regno partecipò effettivamente, con ampi stand e folta delegazione alla Mostra (che comprendeva, come tutte le mostre industriali-universali, più padiglioni divisi per settori).
2) Nel vostro nuovo documento, inoltre, si dichiara: le esposizioni universali, o fiere mondiali (come sarebbe opportuno definirle), svoltesi nella capitale dell’impero francese sono state due. Una, quella dell’industria (con l’aggiunta delle Belle Arti) svoltasi dal primo maggio al 31 ottobre 1855. L’altra, concorso universale dell’agricoltura, che si è avuta l’anno successivo. Voi stessi confermate, infine, documenti alla mano, il premio per le paste alimentari a questa esposizione.

Conclusioni:
in vari siti (e in vari testi) viene riportata:
a) la notizia della partecipazione del Regno alla Mostra di Parigi ed è vero che il Regno vi partecipò;
b) la notizia che ricevemmo il premio per la produzione di paste alimentari nel 1856 ed è vero che lo ricevemmo e proprio nel 1856: chiaro che in questo caso (essendo le due mostre molto simili, organizzate nella stessa città e a distanza di pochi mesi) si possa parlare di Mostra di Parigi;
c) la notizia del terzo posto come potenza industriale: era chiaro che in quelle mostre non ci fossero classifiche tipo-Sanremo, ma altrettanto chiaro quanto già riportato nel mio intervento: ovvio che si fa riferimento, semplificando e sintetizzando in maniera efficace, a studi successivi alla data della mostra e comparativi della produzione industriale oltre che per quantità, anche e soprattutto per qualità e varietà dei prodotti realizzati. Lo stesso dato, tra l’altro, ? confermato dalla quantità dei prodotti esportati e verificabile sempre presso l’Archivio di Stato di Napoli-Fondo Ministero Finanze (e il dibattito potrebbe aprirsi magari sul terzo o quarto posto con alcune regioni della Germania o dei paesi Bassi?).
Altro che panzane
E qui consentitemi una breve osservazione valida soprattutto per chi si è avvicinato da poco al mondo borbonico (e meno per chi da qualche anno ci gira intorno per fini ancora poco chiari e con risultati più che dubbi): parlare di panzane, bufale o (maleducatamente) stronzate, affiggere appelli o manifesti per attaccare magari Casa Reale (la stessa che quest’anno ha istituito, dopo 150 anni, una borsa di studio per la verità storica vinta proprio da Roberto Della Rocca) o i neoborbonici o Pino Aprile (grande amico e artefice, forse, della prossima e attesa svolta della nostra antica Patria: anche lui riporta quelle panzane) o i Capecelatro Gaudioso o i Petrocchi o i Selvaggi?. Che senso ha Che senso ha perdere una mattinata in archivio per attaccare noi e non fare altrettanto, magari, per l’ultimo libro di Ricolfi, di Bocca o l’ultima monumentale e offensiva opera di Galasso sui Borbone (non mi risultano vostre pubblicazioni in merito) Ma davvero pensate che i nemici siano pronti a discutere con voi e ad accettare le nostre verità (magari semplificate, sintetizzate, ma vere ed in totale buona fede e amore per la nostra storia) Io ho fatto non meno di 280 convegni: voi quanti ne avete fatti con i nemici di fronte e con sale piene e ostili? Ma davvero avete la presunzione e l’ingenuità di pensare che i nemici siano così corretti con noi o che siano così pronti a darvi la parola e a riconoscerviì Dopo decenni di lavoro (voi dove eravate?) svolto per diffondere l’orgoglio tra i nostri e addirittura tra i nostri (tanti e veri) nemici, vogliamo magari iniziare a distruggerlo magari protestando contro Geo&Geo o Mixar o i TG o Pino Aprile che diffondono i nostri messaggi dopo 150 anni di vergognoso silenzio.
Siamo, tra l’altro (Pino Aprile ancora docet), ancora nella fase della ricostruzione dell’orgoglio e non possiamo permetterci il lusso, per protagonismo, presunzione o ingenuità, di iniziare a fare gli ipercorretti a tutti i costi e sottilizzare per qualche mese, per qualche aggettivo o per qualche stand.
Cordiali saluti


Gennaro De Crescenzo

10 agosto 2010

articolo originario https://www.altaterradilavoro.com/manifesto-appello-per-la-verita-sulle-due-sicilie/

fonte

http://www.duesicilie.org/spip.php?article131

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