Alta Terra di Lavoro

già Terra Laboris,già Liburia, già Leboria

Giovanni Salemi discorso da vero comandante

Posted by on Ott 8, 2016

Giovanni Salemi discorso da vero comandante

Giovanni Salemi, il comandante, ci da possibilità di pubblicare il discorso che ha aperto l’evento della battaglia del volturno tenutosi il primo ottobre.

 

Diamo inizio alla cerimonia di ricordo e commemorazione della Battaglia del Volturno e dei Caduti dell’Esercito delle Due Sicilie ,con la deposizione di una corona di alloro alla targa marmorea che ricorda quell’evento e lo faremo al suono dell’Inno delle Due Sicilie,l’Inno al Re di Paisiello ,che sarà eseguito dagli alunni del Liceo Musicale Luigi Garofano diretti dal Maestro Prof:Antonio Parillo .

La corona sarà materialmente deposta da un Siciliano di Messina e da un Continentale del Sorano ai tempi parte viva dell’antica Terra di Lavoro ,e ciò a voler significare la partecipazione di entrambe le parti dell’antico Regno,come erano definite ,al di qua e al di là del Faro .

 

Con questo gesto intendiamo rendere gli onori del ricordo ai Caduti del nostro antico Esercito e alla memoria di tutti i partecipanti alla campagna di guerra che con tanta sfortuna,ma con tanto valore e tenacia fu combattuta contro il duplice assalto che il Regno si trovò a dover affrontare contro le bande irregolari da sud e contro l’Esercito del Regno di Sardegna da nord .

In quella campagna di guerra la battaglia del Volturno fu il primo atto di carattere offensivo che il nostro Esercito mise in essere,dopo aver purtroppo subito i disastri di Sicilia e di Calabria .Fu a Capua che al richiamo del Re dopo l’abbandono della C apitale ,si concentrò il meglio di quanto restava di tutti i reparti militari già impegnati sia pure in modo ,direi ,virtuale . E fu appunto a Capua che reparti ricostituiti o costituiti ex novo ,animati da spirito combattivo sostenuto dalla eliminazione di Comandanti insicuri o, peggio ,coinvolti dalla setta liberale massonica e dalla presenza positiva del Re e dei Principi Reali Conte di Trani e Conte di Caserta, condussero ripetute azioni offensive fermando il nemico che avanzava sicuro di poter usufruire ancora una volta di uno di quegli sbandamenti che gli avevano aperto le porte della Capitale.

E tra queste azioni si ricorda la riconquista di Caiazzo,centro prossimo a Capua e in posizione tattica utile per l’attacco successivo : Caiazzo prima abbandonata per forte differenza di forza in campo a favore del nemico,venne subito dopo riconquistata con una azione bellica condotta sotto la supervisione di Ufficiali Generali ma comandata dal ten.colonnello Ferdinando La Rosa,ufficiale dei Cacciatori,che ,ferito gravemente e trasportato a Capua, morì in quell’Ospedale Militare .La tomba di questo Ufficiale che era in una Chiesa della Città non è giunta sino a noi perché in occasione di restauro della Chiesa la tomba stessa,complice l’oblio storico che scolasticamente e politicamente impostoci ci affligge ,deve essere stata distrutta .

Ma la Battaglia vera e propria si svolse il giorno 1 ottobre :era un lunedì e alle prime ore del giorno le colonne napoletane uscite dalla piazzaforte di Capua attraverso la Porta di Napoli quella tuttora esistente si avviarono ad affrontare il nemico e le prime fucilate furono quelle sparate dai Cacciatori che guidati dal col.Capecelatro avanzavano sulla strada per S.Angelo in Formis e poi ,a seguire ,il fronte si infiammò tutto ivi compreso anche il settore di Caserta Vecchia e di Amorosi e Ponti della Valle.Tutta una serie di scontri che non possiamo certo esaminare nel dettaglio in questa sede

Mentre possiamo ricordare qualche nome dei nostri Eroi morti armi alla mano :il figlio del Generale Von Mechel,svizzero,caduto ai Ponti della Valle con il padre che vistolo morto in corso di scontro reagì togliendosi il chepì e gridando Viva il Re proseguì nella sua azione ; il capitano d’artiglieria Giovanni Giordano morto in azione poco dopo essere passato davanti al collega capitano Quandel che ricorda in una sua memoria di aver notato lo sguardo e il sorriso di orgogliosa soddisfazione con cui questo andava incontro al nemico ; il capitano Giusepe De Mollot,Ufficiale dei Tiragliatori,specialità dei Cacciatori, in azione davanti agli “antichi archi” davanti a Santa Maria ,del quale fu riportata in Capua la sola sciabola,unica cosa che si potè recuperare di quel valoroso ; e valoroso fu anche chi sopravvisse alla battaglia come Ludovico Quandel che portò i cannoni della sua bateria a S.Tammaro per sostenere l’urto della cavalleria e con Quandel era pure il colonnello Matteo Negri che poi morirà al Garigliano meno di un mese dopo ; ed infine a questi pochissimi nomi dobbiamo aggiungere i tanti anonimi che morirono e di cui non si è mai più avuta notizia..

Purtroppo la giornata non fu fortunata e non si riuscì a sfondare come era nei piani per rientrare a Napoli anche perché forse non si ebbe il coraggio di giocarsi il tutto per il tutto,ma le condizioni erano quelle che erano e comunque ricominciò da quella data la ripresa della salvaguardia dell’onore militare delle Due Sicilie ed artefici primi ne furono per l’appunto tutti quei valorosi che caddero o che parteciparono alla lotta nel nome della loro ,e nostra,antica Patria e del legittimo Sovrano.

Noi vogliamo ricordare questi nostri antichi compatrioti e li onoriamo : essi rappresentano “gli immortali” della nostra Patria e per tale qualità in loro onore diciamo Viva le Due Sicilie e Viva il Re .

Giovanni Salemi

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