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GLI EREDI DI FRA DIAVOLO RISPONDONO AD ALESSANDRO PANIGUTTI

Posted by on Gen 19, 2019

GLI EREDI DI FRA DIAVOLO RISPONDONO AD ALESSANDRO PANIGUTTI

GENTILE DIRETTORE,

Ci scusi se La importuniamo, ma dopo aver letto, con stupore e rammarico, l’articolo apparso sul giornale da Lei diretto, in cui si metteva in relazione il latitante Cesare Battisti, recentemente incarcerato, con Michele Pezza, detto Fra Diavolo, nostro avo, ci siamo sentiti in obbligo di scriverLe la presente missiva.

Usi come siamo a separare i fatti dalle opinioni, Le riportiamo di seguito una serie di episodi acclarati e documentati, come da bibliografia allegata in calce, lasciando ai primi, ai fatti, il compito di chiarificare le seconde, le opinioni.

EPISODIO N. 1

IL 20.1.1798 VIENE ACCOLTA LA SUA DOMANDA PER COMMUTARE LA PENA INFLITTAGLI PER «I DUE OMICIDI IMPUTATIGLI E ACCADUTI IN RISSA» DEL 1796 (OMICIDI AVVENUTI IN RISSA E QUINDI PER DIFENDERSI NON DURANTE UNA RAPINA IN GIOIELLIERIA COME IL BATTISTI).

FRA DIAVOLO FU ASSEGNATO ALL’ANTICO REGGIMENTO MESSAPIA (NON FUGGENDO ALLA SUA PENA CONTRARIAMENTE AL BATTISTI) E VI PRESTAVA ANCORA SERVIZIO, POCHI MESI DOPO, QUANDO L’ARMATA NAPOLEONICA SBARAGLIAVA TROPPO FACILMENTE L’INETTO GENERALE MACK COMANDANTE DELL’ESERCITO BORBONICO; ED IL RE IGNOMIGNOSAMENTE FUGGITO LASCIAVA IL REGNO IN BALIA D’UN NEMICO TRACOTANTE.

IN TALE SITUAZIONE FRA DIAVOLO ORMAI LIBERO DA OGNI VINCOLO AVREBBE POTUTO TORNARSENE IN FAMIGLIA. EGLI PERO’ NON LO FECE. SENTI’ IL RICHIAMO DELLA PATRIA IN PERICOLO ED ORGANIZZO’ UN ‘ EROICA RESISTENZA

EPISODIO N 2

RE FERDINANDO, FUGGITO DA ROMA IL 7 DICEMBRE 1798, OSSESSIONATO DAL SOSPETTO DEL TRADIMENTO, LASCIO’ NAPOLI IL 21 DICEMBRE   E SCORTATO DALLA FLOTTA DI NELSON RIPARO’ CON TUTTA LA FAMIGLIA A PALERMO.

NAPOLI FU ABBANDONATA A SE’ STESSA. IL VICARIO DEL RE PRINCIPE PIGNATELLI, TRATTO’ LA RESA. ACCUSATO DALL’IRA POPOLARE FUGGI’ ANCH’EGLI A PALERMO. IL MACK GENERALE COMANDANTE DELL’ARMATA NAPOLETANA SI CONSEGNO’ AI FRANCESI.

IN TANTA VILTA’ GENERALE, SOLTANTO IL POPOLO INSORSE A DIFESA DELLA PROPRIA FEDE E DEL PROPRIO PAESE.

NELL’EROICA DISPERATA INSERRUZIONE POPOLARE FRA DIAVOLO FU «IL PIU’ FORMIDABILE CAPO DEGLI INSORTI NAPOLETANI DEL NOVANTANOVE» (DE KOCH)

EPISODIO N.3

AL GOVERNO, CHE NEL 1799 SI MOSTRAVA SORDO A PAGARE LE CONTRIBUZIONI DI GUERRA E LE REQUISIZIONI DI ANIMALI E GENERI ALIMENTARI RICEVUTE NEL NOME DEL RE  RILASCIANDO REGOLARE RICEVUTA, IL COLONNELLO PEZZA CHIESE NELLA PERSONA DEL TENENTE COLONNELLO FEDERICO SALOMONE , DI VENDERE PARZIALMENTE LA SUA PENSIONE PER PAGARE CON IL RICAVATO, DI TASCA PROPRIA, I CREDITORI « PREFERENDO MEGLIO PATIR LUI E LA SUA FAMIGLIA CHE COMPARIR IMPUNTUALE E SENTIRSI RIMPROVERARE DI ESSERE DIVENUTO COLONNELLO CON GLI AIUTI E CO’ SOCCORSI ESATTI DA ESSI CREDITORI» (Archivio di Stato di Napoli, Guerra, X, 602, I Conti del Colonnello Pezza, pp25 e 29; B. Amante, Fradiavolo e il suo tempo, p 337)

A QUESTA RICHIESTA CON ORDINANZA DEL 4 LUGLIO 1802 SI RISPONDEVA “ IL RE CUI HO FATTO DOMANDA DEL PEZZA  COMANDE CHE DELLE SPESE …NON DEBBA TENERSENE CONTO..”.

 DA QUESTI DOCUMENTI SI DENOTA LA NOBILTA’ E L’ABNEGAZIONE DEL PEZZA.

EPISODIO N.4

IL 26 DICEMBRE 1805, NAPOLEONE, ORMAI PADRONE DELL’EUROPA EMANA UN PROCLAMA CHE DICEVA FRA L’ALTRO CHE “LA DINASTIA DI NAPOLI HA CESSATO DI ESISTERE.”. GLI ALLEATI, INGLESI E RUSSI SI RIUNIRONO A TEANO E DECISERO DI RITIRARSI

PERTANTO IL 15 FEBBRAIO 1806 NAPOLEONE ENTRO’ IN NAPOLI SENZA COLPO FERIRE. IN TANTA VILTÀ SOLO GAETA NON VOLLE ARRENDERSI E L’INVASORE TROVO’ IL PRINCIPE D’ ASSIA PHILIPPSTATD E FRA DIAVOLO BEN DECISI A DIFENDERLA. CI FURONO VIOLENTI SCONTRI A ROCCAGUGLIELMA E A S. OLIVA

FU IN QUESTO PERIODO CHE SI VERIFICO’ UN SIMPATICO EPISODIO NARRATO DA JALLONGHI. VERSO LA METÀ DI APRILE UN GRUPPO DI DAME FRANCESI IN VIAGGIO DA ROMA A NAPOLI PER RAGGIUNGERE I MARITI, UFFICIALI IN SERVIZIO, FU CATTURATO DAGLI INSORTI E CONDOTTO ALLA PRESENZA DI FRA DIAVOLO ED IL GIORNO APPRESSO, DOPO AVER CONCESSO LORO LA PIU’ RISPETTOSA OSPITALITÀ, EGLI LE FECE ACCOMPAGNARE A CAPUA.

IL COMANDANTE DI QUELLA PIAZZA SPEDI’ A FRA DIAVOLO UNA LETTERA DI RINGRAZIAMENTO PER IL CAVALLERESCO COMPORTAMENTO, LETTERA CHE FU RITROVATA TRA LE CARTE DEL GUERRIGLIERO QUANDO FU CATTURATO (Memorial militaire du Colonel Castillon pp339-340   30 giugno 1902)

EPISODIO N.5

IL 10 NOVEMBRE 1806 ALLE ORE 10 DI MATTINA , FU CELEBRATO A CASTEL CAPUANO IL PROCESSO DINANZI AL TRIBUNALE STRAORDINARIO DI NAPOLI.MICHELE PEZZA EBBE COME DIFENSORE DI SUA FIDUCIA UNO DEI PRINCIPI DEL FORO PARTENOPEO, FRANCESCO LAURIA, FILOFRANCESE.

PRIMA DI MORIRE , IL MINISTRO DI POLIZIA , CRISTOPHE SALICETI, USANDO BLANDIZIE, PROMESSE E MINACCE, CERCÒ DI INDURLO A COMPROMETTENTI CONFESSIONI PER I BORBONI. GLI SI PROPOSE DI COLLABORARE CON I FRANCESI, MA EGLI RIFIUTO’ SDEGNOSAMENTE DI CHIEDERE LA GRAZIA SOVRANA ( Archivio di Stato Torino , Due Sicilie, marzo 41, 14 agosto 1798)

IL SALICETI INFATTI GLI PROPOSE DI “SERVIRE NELL’ARMATA FRANCESE, CONSERVANDO IL GRADO DI COLONNELLO DI GENDARMERIA, TITOLI, PENSIONI ED OGNI ALTRA COSA GIÀ CONCESSA  DA RE FERDINANDO, OBBLIGANDOSI SOLO A MANTENERE L’INTERNA TRANQUILLITÀ DEL REGNO” . FRADIAVOLO RISPOSE CHE “ PRIMA MILLE MORTI, AVREBBE DESIDERATO CHE MANCARE ALLA FEDE DATA AL PROPRIO SOVRANO, IL QUALE PER NIUNA CAUSA AVREBBE TRADITO” (A. Dumas, I Borboni di Napoli, VI, pp337-339; De Nicola, Diario p 229-302G. Marulli, Ragguagli, II, p.404 )

RICORDIAMO CHE FRADIAVOLO ALL’EPOCA DELLA MORTE ERA UN GIOVANE PADRE DI FAMIGLIA CON DUE FIGLI PICCOLI.

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A questo punto siamo sicuri che anche a Lei, Direttore, da persona seria quale sicuramente è, i fatti citati avranno permesso di meglio comprendere quali enormi differenze, in termini di spessore etico-morale, senso di responsabilità, coraggio, lealtà e coscienza civica, come si direbbe oggi, sussistano fra un criminale latitante, quale è il Battisti, e la figura di Michele Pezza, Fra Diavolo.

Unica “colpa” di Fra Diavolo fu l’esser schierato con i vinti, con la parte soccombente. E la Storia, si sa, la scrivono i vincitori.

Ma Michele Pezza, in realtà, si schierò contro gli invasori della sua Patria, si oppose ad essi, con vigore e lealtà, fino al tragico epilogo della sua vita. E questo per noi, Direttore, non è colpa ma merito.

E’ per questo che non possiamo non dirci fieri di essere suoi discendenti.

Certi dell’accoglienza di queste righe, tutte o in parte, sul suo prestigioso giornale,

La ringraziamo dell’attenzione prestataci e le auguriamo buon lavoro.

                                                                       Benevento 18 gennaio 2019

Dr. Michele Pezza (di Gianni)

Dr. Michele Pezza (di Enrico)

Dr. Michele Pezza (di Brunello)

Avv. Michele Pezza (di Sergio)

1 Comment

  1. Complimenti! Spero che la Vs. lettera di protesta sia pubblicata, perche’ la storia vera va conosciuta e l’onore fino all’eroismo del Vs. antenato, oltre che l’ammiirazione di quanti ne conoscono la figura e le gesta non puo’ essere macchiato da richiami incongrui se non infamanti!
    La diferenza e’ sostanziale: la fedelta’ giurata al legittimo sovrano della propria nazione non puo’ sopportare l’affronto di un accostamento alla fedelta’ ad un’ideologia interpretata da molti in maniera distorta e del tutto personale…salvo poi tagliare la corda quando dei propri atti esclusivamente arbitrari si dovrebbe rispondere!
    il processo in contumacia puo’ anche essere coontestato, ma la fuga dalle proprie responsabilita’ no!
    Imparino da Michele Pezza come ci si comporta!
    A margine, mi si conceda di dire che un re “deve” provvedere a portare in salvo la corona cioe’ se stesso, per poter continuare ad essere di riferimento per il suo popolo.
    caterina ossi

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