Alta Terra di Lavoro

già Terra Laboris,già Liburia, già Leboria olim Campania Felix

Gli interessi nascosti dietro la bufala dei cambiamenti climatici di Fiorentino Bevilacqua

Posted by on Gen 1, 2020

Gli interessi nascosti dietro la bufala dei cambiamenti climatici                                               di Fiorentino Bevilacqua

Gli interessi nascosti dietro la bufala dei cambiamenti climatici

Se ne parla tanto, dei cambiamenti climatici, che non varrebbe neanche la pena di darne una definizione. Ma la diamo lo stesso,  giusto per avere un punto di partenza comune  e per rinfrescare la memoria a chi si fosse un po’ distratto (cosa peraltro difficile, visto che, ovunque ci si giri, c’è qualcuno che parla, scrive, pontifica del mutamento, oltretutto drammatico, che sarebbe in atto).

Il cambiamento del clima è (sarebbe, in questo caso) il mutamento del valore, misurato in un discreto intervallo di tempo, assunto da uno o più parametri quali la copertura nuvolosa, le precipitazioni, le temperature etc.,  rispetto a quello di un periodo preso come riferimento.

Dalla narrazione che se ne fa sui media, sembrerebbe di poter  individuare nel lungo, presupposto stabile   periodo intercorso tra la fine dell’ultima glaciazione e il 1850/1860, il periodo da considerare quale “termine” di confronto per il parametro temperatura della bassa atmosfera, la troposfera cioè1.

In quel periodo, dunque, la temperatura, si desume dalle narrazioni dei media e non solo, sarebbe stata stabile (in realtà così non è…2,3) o lo sarebbe stata in un periodo molto più breve e più recente: diciamo a partire dal Medioevo (idem, al link…4).

Alcuni diranno che i dati che riguardano la temperatura dei periodi antecedenti il XIX  secolo sono stimati, non misurati; ma ad essi si può obiettare che

  1. se la paleoclimatologia è considerata una scienza attendibile quando tratta, per esempio, del clima del Triassico (periodo che va da 201 a 252 milioni di anni fa5), lo è ancor di più quando, supportata anche da documenti d’archivio, testimonianze archeologiche etc., ci dice quale fosse il clima in un periodo storico molto più recente;
  2. un dato ricavato da misurazioni, anche certificate, ma fatte in un periodo di tempo relativamente molto breve (30-50 anni),  non può ragionevolmente essere estrapolato ad un periodo futuro, per tante ragioni, soprattutto in questo caso; inoltre, esso può essere  parte di  una tendenza, più generale e di lungo periodo, di segno opposto (aumento di temperatura nel breve periodo considerato, contro una tendenza, su un periodo più lungo, alla diminuzione).
  3. La temperatura di un picco di massima, per esempio, rappresenta un cambiamento rispetto a quelle del tratto ascendente; anche quelle di un minimo, per esempio, rappresentano un cambiamento rispetto a quelle che le precedono nel tratto discendente…

Dunque, i cambiamenti del parametro temperatura, come si vede, ci  sono sempre stati.

Stando, però,  all’infondata narrazione mediatica catastrofista, la temperatura troposferica, di per sé stabile, adesso, a causa della CO2 prodotta dall’uomo, starebbe aumentando.

E starebbe aumentando, per fare un po’ di conti, a causa delle 4 molecole di CO2 che l’uomo, con le sue attività, aggiunge alle già naturalmente presenti, in un dato volume,  9996 molecole di gas e vapori ad effetto serra, qualcuno dei quali ben più potente “trattenitore” di infrarossi rispetto alla CO26.

Questa conclusione, in realtà, è insostenibile sia se analizzata alla luce dei dati di cui gli articoli riportati in nota sono solo una piccolissima parte, sia se si considera il parere di specialisti del calibro di Lindzen (“Un raddoppio del tenore di CO2 in atmosfera ha un peso pari a circa il 2% del bilancio energetico terrestre. Ritenere che questo 2% legato ad una singola variabile prevalga sull’infinità di fattori che influenzano il clima terrestre equivale a credere nella magia7,8), Prodi (“La scienza del clima è ancora nell’età dell’infanzia […] con i modelli che ha a disposizione, può solo elaborare degli scenari incompleti. Incompleti, soprattutto, se qualcuno intende basare su di essi il destino dell’umanità. Farlo, non sarebbe un atto di coscienza ecologica. Piuttosto, di incoscienza scientifica9 ),  Bjorklund  (“Nessuno dei 102 modelli climatici della media troposfera indica che la temperatura si avvicina abbastanza a prevedere le temperature future per giustificare cambiamenti nelle politiche ambientali” 10, 11) e molti altri ancora.

In ogni caso, la questione del cambiamento del parametro temperatura troposferica, andrebbe analizzata, da parte di chi non è uno specialista del clima, alla luce di un minimo di conoscenze, e buon senso  scientifico, che ognuno dovrebbe possedere. Non guasterebbe, inoltre,  la volontà, scevra da pregiudizi di conferma,  di documentarsi a tutto tondo.

 In caso contrario viene da chiedersi, come fa, con non poca amarezza e sconforto, il Prof. Zappalà proprio a proposito delle mistificazioni circa il cambiamento climatico,  …“A cosa serve la divulgazione scientifica se deve combattere contro i mulini a vento, potenti e invincibili, delle menzogne, delle mistificazioni, delle scelte basate su interessi commerciali, ecc., ecc.?[…] tutti si sentono in grado di parlare, di scegliere il Big Bang oppure no, di sentirsi all’altezza di una Scienza che si sta svalutando ben più in fretta di quanto la temperatura stia salendo12.

E infatti, a tal proposito, ricordiamo che  Jhon Bates <<scienziato della NOAA di alto livello con una reputazione impeccabile, accusava […] Thomas Karl, direttore della sezione della NOAA che si occupa di dati climatici […] di “aver insistito su decisioni e scelte scientifiche che massimizzavano il riscaldamento e minimizzavano la documentazione… nel tentativo di screditare la nozione di una pausa del riscaldamento globale, di affrettarsi in modo tale da pianificare pubblicazioni per influenzare le delibere nazionali ed internazionali sulle politiche climatiche“>> 13. E questo non è che uno dei tanti casi dello stesso tipo.

Ma, se non c’è fondamento alcuno alla tesi del cambiamento climatico, unico, attuale, drammatico, irreversibile e causato dall’uomo, da cosa nasce,  cosa genera ed alimenta questo infondato allarmismo climatico?

Gli indizi (sui media!) per provare a dare una risposta a questa domanda, sono rari e sparsi  (questi sì) qua e là: essi non hanno, infatti, una narrazione costante, martellante e drammatica al pari del sostegno all’idea del “pericoloso” cambiamento della temperatura, irreversibile a partire da date di volta in volta diverse: 1999, 2009,2012,2015,2017 etc 14, 15  

Proviamo ad illustrarne qualcuno.

Interessi politico-economici. A margine di una delle tante, costose, conferenze sul clima, un giornalista intervistò un partecipante al summit: non era una figura politica, ma un “tecnico” che mostrava di essere ben informato. Costui disse che esistevano due gruppi multinazionali che supportavano la transizione dall’economia basata sull’uso dei combustibili fossili a quella “green” dei paesi che, con le sole loro forze, non ce l’avrebbero mai fatta.

Come si concretizzava  questo supporto?

Vendendo la tecnologia “verde” prodotta dall’Occidente e, se questi paesi proprio non avevano i soldi per comprarla, prestando ad essi  i fondi necessari per l’acquisto!

Il risultato? Un paese che non avrebbe  più immesso, in atmosfera, 0,0000qualcosa di quelle 4 molecole di CO2  (su 10.000 totali ad effetto serra presenti) che l’uomo riversa in atmosfera  e, come effetto secondario(“secondario” … !?!) “non  voluto” e “non cercato”…

  • maggiori commesse all’apparato industriale dei paesi occidentali …
  • l’indebitamento del paese convertito all’economia verde  nei confronti  dei paesi  (o delle organizzazioni mondiali sovranazionali) che prestano i fondi necessari
  •  una maggiore “presa” dell’Occidente su quel paese che, una volta indebitato, sarà  più  docile, più cauto, nei consessi politico-economici  internazionali, nell’assumere posizioni in contrasto col volere e gli interessi  dei samaritani  a suo tempo latori della buona novella della salvezza  del Pianeta attraverso  il passaggio alla produzione green dell’energia.

Fuor di metafora:  un modo per fare affari e neo-colonialismo mascherato e veicolato dalle buone (ma in questo caso superflue) intenzioni di salvare il Pianeta (parliamo della produzione di energia).

E’ lecito pensare che gli  idealisti-fideisti  finiscano per essere avanguardia e strumento ignaro nelle mani del più classico affarismo-capitalismo? Secondo me sì.

Quell’intervista non l’ho più sentita; nessuno l’ha più rilanciata; nessuno ha più ripreso, approfondito e analizzato quell’argomento. Ma, se è vero che si dice molto di più quando si tace … si può concludere che, in proposito, quel silenzio dei media molto abbia detto.

L’Europa “Unita. Il 27.11.19, appare su Repubblica un’intervista a Frans Timmermans , l’olandese vicepresidente esecutivo della nuova Commissione Ue che dovrà realizzare il Green new deal16. Timmermans  afferma che quest’ultimo prevederà l’imposizione di una tariffa doganale a tutti quei prodotti di importazione che dovessero risultare più inquinanti dei corrispondenti prodotti europei  (…che, come è noto, costano di più di quelli di importazione per via dell’alto costo del lavoro, la tassazione più elevata, il maggior costo del denaro etc).

Se non fosse che ciò viene fatto per proteggere l’ambiente e la Madre Terra (!?!), verrebbe quasi da pensare che sia  nient’altro che protezionismo commerciale.

In realtà è un modo, a dirla tutta, e fuor di metafora,  per fare qualcosa che, altrimenti, nella sua vera veste, non passerebbe. Mascherato, grazie alla bufala del cambiamento climatico, da azione moralmente doverosa, ineludibile ed obbligatoria (altrimenti si raggiunge il punto di non ritorno chenon esiste17) passa anche col sostegno delle folle oceaniche del venerdì.

Tariffe doganali, dunque!? No, imposte volte a scoraggiare l’uso di tecnologie che attentano alla salvezza del  Pianeta!

E chi può opporsi, in questo caso!?

Lo sviluppo dei paesi finora meno competitivi. La Polonia è un paese che sta attraversando una fase di sviluppo grazie alla sua industria pesante. Questa, però, ha bisogno di grandi quantità di energia e, siccome  la Polonia ha anche grandi riserve di carbone, usa questo come combustibile per produrre l’energia richiesta. Bruciare carbon fossile, però, significa immettere CO2 in atmosfera cosa che, alla luce della vulgata prima descritta, è una cosa che non s’ha da fare.

Conclusione: la Polonia deve convertire la sua industria all’utilizzo delle energie rinnovabili; probabilmente dovrà acquistare la tecnologia relativa dai paesi che la producono e dovrà, quindi, spendere soldi per farlo.

Ora, pur lasciando da parte gli aspetti tecnici della transizione, resta il fatto che essa costi parecchio e la Polonia forse non ha tutti i soldi per realizzarla. Ecco, allora, che, come già visto prima, arriva il buon samaritano, in questo caso l’Europa Unita, che si offre di prestare il quibus necessario. Questo, gli investimenti economici da fare, rischierebbe di portare il rapporto deficit/PIL  al disopra del famigerato 3%, cosa che esporrebbe la Polonia ai richiami di Bruxelles.

Dunque? La Polonia si fa prestare i soldi che servono e si indebita (vedi sopra);  riduce poi i servizi per mantenersi, malgrado gli investimenti fatti per convertirsi al green, al disotto di quel 3% per il quale molti  economisti americani ancora si sbellicano dalle risate.

Risultato? Un paese con meno servizi (quindi con meno pace sociale), più debito (leva da utilizzare in futuro…) e meno autonomia.

Qualcuno direbbe…TOMBOLA!

L’Europa “Unita” serve pure a questo.

Non ci facciamo più le guerre guerreggiate, è vero: ma la miseria, la dipendenza e la schiavitù politico, morale, economica e sociale sono le stesse, anche se raggiunte in nome di … “alti ideali” e senza spargimento di sangue sui campi di battaglia.

Il non-detto del Green New Deal. Giusto en passant :  per … “definizione tacita” data in pasto al grande pubblico (ma dicono che si menta sia asserendo il falso, sia non dicendo tutta la verità…), le fonti rinnovabili sarebbero poco costose e realizzabili senza alcun grosso sacrificio. Infatti…18.

Agricoltura. In questo caso,  il presunto riscaldamento globale torna utile (come forse in quello dell’industria europea che si protegge, con il Green New Deal,  dai prodotti a basso costo che ci invadono da Est).

Viste le condizioni in cui è stata ridotta l’agricoltura; visto che in un regime di libero mercato, oltretutto globalizzato, non si possono dare contributi neanche a chi stesse morendo (come accade, per esempio, a molte aziende agricole italiane), i canali aperti dalla lotta alla CO2, diventano delle vie attraverso le quali far giungere le risorse necessarie, indispensabili,  a chi ne ha bisogno.

Davide che, in un certo senso,  in questo caso, si prende la sua rivincita sul Golia della Grande Distribuzione e del Mercato liberalizzato in cui, ad essere globalizzato, è solo il prodotto, non le regole per produrlo 19.

In conclusione, allo stato attuale delle conoscenze il “cambiamento climatico” (inteso come la tendenza, ancora per poco reversibile, all’aumento della temperatura causato dalla CO2 di origine antropica)  è una bufala.

Ma una bufala che serve, molto e a molte cose, le principali delle quali vengono fatte apparire come effetti secondari non voluti, non dichiarati e forse nemmeno pensati.

Da soli gli …scienziati, nulla potrebbero; occorrono le masse; occorre che le masse diano il loro sostegno tanto acritico quanto convinto; tanto più convinto quanto più esso nasce dalla disinformazione e dalla convinzione di stare dalla parte di una causa giusta, quasi santapraticamente obbligatoria.

E servono i media, per inculcare nella massa la visione e il credo salvifici…

Il resto, detto in chiaro, lo fanno la famelicità di pochi (il vero motore del tutto) e la credulità dei più.

Buon 2020.

Fiorentino Bevilacqua

30.12.19

………………………..

  1. https://www.google.com/search?q=troposfera+significato&oq=troposfera&aqs=chrome.1.69i57j0l7.5178j0j8&sourceid=chrome&ie=UTF-8 La troposfera
  2. https://www.attivitasolare.com/capire-meglio-riscaldamento-globale-lolocene-parte-1a/  Lungo articolo, ricco di grafici, sui vari periodi caldi succedutisi dalla fine dell’ultima glaciazione.
  3. http://www.climatemonitor.it/?p=32551 Articolo che riporta i “cambiamenti climatici”, e la concentrazione di CO2 atmosferica, degli ultimi 10.000 – 25.000 anni
  4.  http://www.centrometeo.com/articoli-reportage-approfondimenti/climatologia/5454-piccola-era-glaciale-minimo-maunder  articolo ricco di dati climatici, ed eventi storicamente documentati, relativi alla Piccola Era Glaciale del medioevo (PEG o LIA, Little Ice Age)
  5. https://it.wikipedia.org/wiki/Triassico Il Triassico 
  6. https://daltonsminima.altervista.org/2019/03/15/co2-vs-h2o-vapore-dacqua/ Il vapore acqueo  dà un effetto serra maggiore rispetto alla CO2
  7. https://merionwest.com/2017/04/25/richard-lindzen-thoughts-on-the-public-discourse-over-climate-change/ L’articolo di Lindzen
  8. https://www.thegwpf.com/putting-climate-change-claims-to-the-test/ articolo complesso ma che, con un paio di immagini iniziali molto chiare dà, con l’immediatezza della grafica, l’idea del giusto peso da attribuire alla CO2 di origine antropica
  9. https://www.huffingtonpost.it/entry/con-greta-siamo-di-fronte-a-un-abbaglio-mondiale-intervista-a-franco-prodi_it_5d99aaf5e4b03b475f9aad19  L’intervista al fisico dell’atmosfera Franco Prodi
  10. https://www.attivitasolare.com/170-anni-di-dati-sulla-temperatura-della-superficie-terrestre-espongono-la-menzogna-del-clima/  170 anni di dati sulla temperatura della superficie terrestre non mostrano alcuna prova di riscaldamento significativo
  11. https://www.uh.edu/nsm/earth-atmospheric/people/faculty/tom-bjorklund/ link all’articolo originale della nota 10, qui scaricabile in PDF
  12. http://www.infinitoteatrodelcosmo.it/2015/02/10/il-piu-grande-scandalo-scientifico-della-storia-vale-la-pena-combattere-ancora/ IL PIÙ GRANDE SCANDALO SCIENTIFICO DELLA STORIA: VALE LA PENA COMBATTERE ANCORA?
  13. https://www.attivitasolare.com/climategate-2-dati-ufficiali-sulle-temperature-davvero-affidabili/  Jhon Bates e il Climategate 2
  14. http://www.infinitoteatrodelcosmo.it/2015/05/07/il-punto-di-non-ritorno-ovvero-ma-mi-faccia-il-piacere/ La lista delle previsioni non verificatesi sulla data del punto di non ritorno del parametro temperatura
  15. http://www.infinitoteatrodelcosmo.it/2018/09/26/30-anni-scaduti/  La previsione del 1988 secondo la quale le Maldive sarebbero state sommerse entro il 2018
  16. https://rep.repubblica.it/pwa/intervista/2019/11/27/news/frans_timmermans_l_europa_riparta_dal_patto_sul_clima_e_il_mondo_ci_seguira_-242079820/ L’intervista di Repubblica a Frans Timmermans
  17. https://forum.meteonetwork.it/meteorologia/83980-co2-spettroscopia.html   John Nicol Climate Change (A Fundamental Analysis of the Greenhouse Effect
  18. http://www.climatemonitor.it/?p=51674  Il costo reale del l’energia rinnovabile
  19. https://www.agricultura.it/2019/12/03/mitigazione-dei-cambiamenti-climatici-attraverso-lo-sviluppo-di-una-filiera-dellolio-extra-vergine-di-oliva-sostenibile/ Mitigazione dei cambiamenti climatici attraverso una filiera sostenibile per il settore olivicolo-oleario

N.B. In ultimo, un link ad un sito che raccoglie moltissimi articoli scientifici sul clima: https://notrickszone.com/

Submit a Comment

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

*

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.