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Grafie del napoletano dai classici a Facebook

Posted by on Lug 19, 2020

Grafie del napoletano dai classici a Facebook

La relazione tra grafia e livello fonetico-fonologico rappresenta un aspetto di particolare interesse per qualunque varietà di lingua, e non solo per quanto riguarda la regolarità o irregolarità della relazione tra foni e rappresentazione alfabetica, ma anche per l’oscillazione che in varia misura tale aspetto presenta non solo nei sistemi non standard ma anche in quelli dotati di una norma ortografica esplicita e codificata. Anche nelle varietà linguistiche standardizzate, infatti, l’effettiva realizzazione scritta delle unità lessicali conosce oscillazioni sia diacroniche sia – benché minori – sincroniche, spiegabili di volta in volta con motivazioni linguistiche interne ed esterne molto varie. Queste variazioni possono essere attribuite, tra l’altro, a – esplicita imposizione di riforme ortografiche (come nel recente caso della Rechtschreibreform del tedesco) – imitazione o a volte rifiuto di modelli antichi o stranieri (si pensi al ruolo del latino e del francese nella storia anche ortografica dell’inglese) – spontanea preferenza degli scriventi per le grafie di tipo fonetico (come nelle grafie giovanili che sostituiscono il grafema k al posto di ch in ke, ki, ecc.) – grafie analogiche (come le forme americane lite, nite per light, night, ecc.) – ipercorrettismo (grafie devianti ma diffuse come beneficienza o, simmetricamente, coscenza) – forme espressive intenzionalmente devianti dalla norma (del tipo prestissssimo, e simili) – ecc.

Pietro Maturi

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2 Comments

  1. Certo che se si potesse scrivere tenendo conto della fonetica ci si semplifecherebbe la vita, non tanto per l’italiano che vi e’ ligio al 99 per cento, ma per altre lingue che oggi vanno tanto in uso, soprattutto l’inglese, lingua universale che ormai ci complica la vita…ma, si sa, la lingua e’ potere!… le “vocali” per noi sono semplici emissioni della “voce”, concetto che non vale soprattutto per l’inglese sempre per marcare la differenza…e tenerci alla larga…fin che ha potuto, nonostante un’infinita’ di vocaboli che anche loro hanno attinto dalla lingua latina per infiniti lemmi che ne hanno derivato, magari stravolgendone la pronuncia… ormai ci dobbiamo “adattare”, senno’ siamo fuori dal mondo… tutto informatizzato! caterina ossi

  2. articolo assai intrigante e fortemente stimolante. Dunque, se ho ben capito il pensiero dell’autore, il senso è “scrivo, come scrivo e funziona, purchè tu mi capisca”. Tuttavia quello “scrivo come scrivo” in senso meramente funzionale anche a discapito dell’estetica…… E qui scoppia la bomba! Perchè dai tempi di Socrate non è bello ma è bello ciò che piace………

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