Alta Terra di Lavoro

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Grande Giorgia…ma io sono veneta e il mio amico napolitano! di Caterina Ossi

Posted by on Lug 21, 2021

Grande Giorgia…ma io sono veneta e il mio amico napolitano! di Caterina Ossi

Detto tra noi… Ho scritto come sotto all’autrice del libro che sto leggendo…e a Feltri che l’ha presentato…. dodici edizioni in un mese! e mi dico: che peccato! dotata com’e’, mi meraviglia che non abbia percepito che gl’Italiani non sono quelli tutti uguali che pensa lei…che nasce a Roma dove si trasferi’ dalla Sicilia il nonno, di cui fa un unico breve cenno…

A Roma si e’ formata e ne ha assorbito pregi e difetti…. sicuramente si sente al top del mondo e pensa che tutti i popoli della penisola debbano pendere ancora da Roma… In verita’ la citta’ e’ stata il centro di un impero, duemila anni fa e resse per secoli… sostituito poi dal prestigio e l’autorevolezza del Papato ma su tutt’altro piano… Pero’ una qualche riflessione forse sarebbe opportuno che la facesse la nostra brava Giorgia, specie se pensa che un giorno in qualche organismo esterno e allargato potrebbe rappresentare il suo paese…il quale oggi e’ abitato da ‘schiavi di Roma’ loro malgrado, perche’ per secoli furono “popoli liberi” che vissero e progredirono in autonomia e riconoscevano l’autorita’, oltre che della Chiesa, dei loro regnanti in cui si identificavano…
Un cordiale saluto. caterina ossi


Carissima…ma bravissima e famosissima Giorgia,

dopo aver sentito le Sue risposte a Feltri sempre puntuale nelle domande che Le rivolgeva, sono subito andata in libreria per acquistare un libro così stimolante col timore che si esaurisse…infatti noto che ha già superato la decima edizione… Comunque Le esprimo la mia ammirazione per lo stile immediato e puntuale che va sempre al nocciolo delle questioni, e la vastità delle citazioni che sorreggono gli argomenti trattati…il che vuol dire che ha immagazzinato la cultura dai sui studi classici e non solo mescolandola in contemporanea con l’attivismo formidabile di cui è dotata!…nonno siciliano ma Lei proprio romana de Roma!… che ne ha assorbito la storia e …la visione! Ed è questa che Le dà le motivazioni e la forza per cercare di far progredire.. non so dire se l’Italia o il mondo, perché oggi in verità è un tutt’uno!

Ammiro la forza delle Sue convinzioni che Le danno argomenti validi per controbattere i suoi avversari interni ed esterni… quest’ultimi sicuramente saranno meno implacabili perché nelle loro culture vive in profondità l’appeal di Roma capitale dell’impero…. All’interno invece, sotto le Alpi, Roma è grande solo per il Papa, mentre per i popoli italici, oggi italiani, la loro memoria è di quando erano stati indipendenti che si relazionavano in autonomia o anche contrastandosi, sviluppando le caratteristiche precipue che li caratterizzavano da sempre… finchè interessi inglesi e massonici non ne hanno sconvolto il percorso.

Gl’Inglesi miravano alla Sicilia per non lasciare ai Francesi che stavano aprendo il canale di Suez la primazia dei traffici nel mediterraneo! e Cavour andava e veniva da Torino a Londra per assecondarli coinvolgendo nel programma la incerta dinastia sabauda… Insomma, mia cara Giorgia, dall’Alpe alle Piramidi tutti diventammo italiani, giocoforza! ma siamo per fortuna rimasti Veneti Liguri Toscani Lombardi Napolitani, perchè per secoli autonomamente sviluppammo scienze ed arti e commerci e produzioni  puntando sulle caratteristiche geografiche e opportunità relative, e conservando tradizioni e lingue distinte contaminate poi dal latino e sua evoluzione ad opera dei dotti, religiosi e laici.

E pensare che poco prima della meta dell’ultimo ottocento ad opera di alcuni intellettuali si caldeggiava la nascita di un’Italia confederata, capeggiata a turno cominciando dal papato…ma l’idea che ci avrebbe risparmiato tanti guai non ebbe seguito, perchè furono più veloci Cavour e Inglesi a sbarrare la strada e ad imboccarne un’altra come sappiamo, purtroppo! Per conoscere i dettagli dell’operazione basta leggere il diario di Curletti suo segretario, che pubblicò in Svizzera dove si era rifugiato per non subire ritorsioni. 

Le omologazioni forzate sono sempre vissute dai popoli come delle sconfitte perché significano perdita d’identità, di autostima, di slancio verso mete da raggiungere magari prima, e neppure sono in grado di salvaguardarli da guerre…anzi!  lo sappiamo bene perché è storia recente e ancora, se non con le armi, la stiamo vivendo…

Ho voluto esprimerLe il mio pensiero, ma è di tanti, mi creda! soprattutto di quelli che amano la storia del popolo al quale sentono di appartenere, nonostante oggi siamo tutti giocoforza “italiani”…smemorati!, ingannati dalla storia che è stata raccontata sui libri e, per fortuna, oggi è sparita dai programmi dell’obbligo… Nell’inno da pochi anni diven.tato “nazionale” purtroppo, veniamo umiliati nel proclamaci “schiavi di Roma” e ci vediamo marciare come burattini con l’elmo di Scipio in testa…Vuol dire proprio non  crederci…  eppure avevamo eccellenze musicali del nostro patrimonio…

Almeno ci conforti la dignità, anche se giocoforza bisogna andare avanti.

Ma siamo in tanti ormai che sogniamo un’Italia come Confederazione di Stati… per recupero di verità, per orgoglio, per valorizzazione delle specificità, per migliorare i rapporti sulla base di reciproco riconoscimento.

Caterina Ossi

1 Comment

  1. Leggo con attenzione gli scritti di Caterina Ossi, di cui condivido tante idee, a partire dai interessi jnglesi che portaron0 alla occupazione del Regno delle due Sicilie ( quasi a dimostrazione che Metternich non sapesse che la Sicilia era una e due Regni potevano avere anche denominazione diversa). Ciò che da tempo cerco, senza succeso, di far capire che non è l’Italia creata schiava di Roma, ma la vittoria! Io come inno nazionale avrei preferito l’aria del Nabucco ( Va pensiero!) Che oggi sarebbe molto più attuale. Oppure la Leggenda del Piave ( che per merito di un Generale napoletano e di musicisti napoletani, riuscì a risollevare talmente in alto l’umore delle truppe ( in maggioranza della Nazione Napolitana) da passare da Caporetto a Vittorio Veneto, nelle martorite terre venete e friulane! Ma visto che i nostri parlamentari hanno scelto, almeno non deturpiamone i concetti!

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