Alta Terra di Lavoro

già Terra Laboris,già Liburia, già Leboria olim Campania Felix

I guerrieri dei Trebulani

Posted by on Ott 16, 2020

I guerrieri dei Trebulani

Nel 1830 nel territorio di Rocchetta e Croce (Ce) sui monti Trebulani, venne dissepolta una grande necropoli con circa 140 tombe risalenti alla fine dell’età del bronzo, o più probabilmente al VII sec. a.c., molte delle quali custodivano i resti di guerrieri.

Purtroppo del grande ritrovamento non è rimasto nulla se non le notizie reperibili grazie al “Bullettino di Corrispondenza Archeologica dell’Istituto Germanico” di Roma del 1830 (p. 181) che riferisce anche che “tutti questi oggetti da più tempo sono stati a vil prezzo venduti, parte a Napoli, e parte a diversi forastieri che furono in quel luogo”.Il “report” dell’Istituto Germanico fornisce però preziose informazioni sul corredo dei guerrieri sepolti nel sito, molto probabilmente appartenenti a una tribù che gravitava nell’orbita della vicinissima Trebula Balliensis (oggi Treglia) di fondazione osca intorno al IX sec. ac.Il bollettino tramanda che “Dal canonico sig. F. Ricciardi viene riferito da Caserta, provincia di Terra di Lavoro, che il sig. Agostino Soret ha trovato in un suo fondo a Rocchetta circa 140 sepolcri. In essi i cadaveri degli uomini adulti avevano al fianco uno stile in un fodero di ferro appeso ad una catena anche di ferro, una lancia da guerra ed un’altra da caccia, un elmo per lo più di cuojo, del quale rimaneva qualche avanzo. Di questi elmi pochissimi si sono trovati di ferro, ed un solo di bronzo. Un solo cadavere aveva due scudi di bronzo foderati di ferro sopra le braccia, una lancia e uno stile.”Il sito, di non facile identificazione proprio a causa della carenza di fonti e di reperti, era una vera e propria necropoli di guerrieri di stirpe osca o sannitica, purtroppo non è possibile avanzare ipotesi più dettagliate in quanto sui numerosi reperti fittili che furono rinvenuti non erano presenti iscrizioni, come informa il bollettino. E’ interessante notare in ogni caso la presenza della doppia lancia, ma è da ritenere che più che essere una da caccia ed una da guerra come viene indicato, le due armi erano probabilmente destinate ad un diverso utilizzo marziale: una per il combattimento ravvicinato e l’altra come arma da lancio per quello a distanza. Una di queste sepolture si differenziava dalle altre per la presenza di un’unica lancia e di due scudi “di bronzo foderati di ferro sopra le braccia”, particolare che richiama la morfologia di alcuni bronzetti nuragici sardi raffiguranti guerrieri con doppio scudo, probabilmente appartenente a un capo guerriero o comunque a una figura con funzioni particolari. Friedrich Von Duhn in “Italische Graberkunde” torna sulla necropoli di Rocchetta aggiungendo alle notizie già presenti nel bollettino il particolare che le tombe erano coperte con pietre calcaree, analoghe a quelle di epoca sannitica rinvenute a Suessola, Montesarchio (Caudium ?), San Nicola la Strada (Calatia ?).Il sito, che doveva essere di proporzioni considerevoli, indica la presenza di stanziamenti in zona fin da tempi remoti, il territorio di Rocchetta e le cime circostanti infatti sono a cavallo tra l’area di influenza sannitica con la presenza della vicina Trebula e quella ausona con immediatamente a valle l’antica città di Cales.Massimiliano PalmesanoNb. L’immagine si riferisce a un guerriero osco-sannitico del VI sec. ac. e quindi è da considerare orientativa, la stessa è di proprietà dell’autore.

fonte

Dalla Campania Felix alla Terra di Lavoro

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