I parlamenti antichi e quelli moderni
Gianandrea de Antonellis
Il regime rappresentativo organico
«La Patria deve includere lo Stato e non lo Stato la Patria. […] Attualmente non esiste alcuna rappresentanza politica. Il suffragio universale, il sistema parlamentare e la sovranità nazionale sono, pertanto, un mito, una farsa, ma una farsa sanguinaria, perché, distratto e illuso da ciò, il popolo non si rende conto che la sua Patria sta scomparendo. […]
Come possiamo ottenere un vero suffragio, una sana rappresentanza e uno Stato utile e buono?
Questo modesto lavoro si propone di delinearlo».
A differenza di quanto ci viene ripetuto, lo Stato tradizionale nasce dal basso, risultando dalle successive aggregazioni dei vari corpi sociali: alla base le famiglie, che unendosi formano il Comune e poi, successivamente, le Giunte Provinciali, quelle Regionali e infine il Parlamento. Il tutto con il contributo delle varie libere corporazioni, confraternite, associazioni, etc. del territorio. Lo Stato tradizionale nasce dunque dai corpi intermedi ed esiste in quanto riconosciuto da essi.
Invece lo Stato moderno si impone dall’alto e, anziché venir riconosciuto dai liberi corpi intermedi sottostanti, è lui a ingiungere le regole per la vita di tali corpi.
Questo saggio, analizzando attentamente la vita delle Cortes ispaniche del Medioevo e dell’Età moderna, evidenzia tutti gli elementi di vera “democrazia di stampo cristiano”, che prevedeva la partecipazione attiva dei rappresentanti dei corpi intermedi, prima che rivoluzione francese li cancellasse tutti per trasformare la popolazione in individui atomizzati (i “cittadini”) il cui voto è divenuto preda della partitocrazia.
Lo studio di Bofarull non è un semplice saggio storico, ma offre una serie di proposte interessanti e concrete per adattare ai nostri giorni il sistema organico: restituire il ruolo politico ai numerosi corpi sociali operanti sul territorio.
Manuel de Bofarull y Romañá (Madrid, 1887-1974), figlio del giurista e politico carlista Manuel Bofarull y de Palau, fu avvocato, membro della Real Accademia di Giurisprudenza e personalità di spicco nella politica spagnola, ricoprendo numerosi incarichi istituzionali.
Il suo saggio Las antiguas Cortes, el moderno Parlamento y el régimen representativo orgánico (1912), fortemente raccomandato dal quotidiano carlista El Correo Español per il suo impianto tradizionalista, ebbe un notevole successo, tanto da essere nuovamente edito nel 1945, con una prefazione del presidente delle Cortes franchiste, Esteban de Bilbao, già Ministro della Giustizia.
Bofarull, tra i fondatori della “Asociación Católica Nacional de Propagandistas” e della “Sociedad de Amigos de las Semanas Sociales de España” fu molto attivo nella difesa dei diritti tradizionali e durante la Seconda Repubblica realizzò in Catalogna, Estremadura e in Castiglia un’importante campagna di impronta cattolica, organizzando nel 1934 a Madrid una grande assemblea nazionale agraria di protesta contro la legislazione “rossa”.
Contribuì inoltre alla pubblicazione delle opere di Marcelino Menéndez Pelayo e condiresse l’edizione degli scritti di Juan Vázquez de Mella in trenta volumi.
https://www.edizionisolfanelli.it/iparlamentiantichiequellimoderni.htm
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La “Barbajada” è una bibita inventata dal mio bisarcavolo Domenico Barbaja, mischiando cioccolato, caffè e latte, per stimolare, irrobustire e addolcire. La presente rubrica intende rivolgersi al lettore stimolandolo con il caffè delle considerazioni, irrobustendolo con il cacao delle dimostrazioni e, possibilmente, addolcire il tutto, rasserenandolo con lo zucchero dell’ironia o la panna della leggerezza.


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