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I primi martiri della “Rivoluzione”

Posted by on Gen 25, 2026

I primi martiri della “Rivoluzione”

Ai primi posti nella lista dei martiri di Enrico VIII vi sono 18 monaci Certosini. L’ordine dei Certosini venne volutamente colpito per primo in modo da spaventare e assoggettare poi tutti gli altri ordini.

Al tempo della separazione dalla Chiesa di Roma in Inghilterra i monaci Certosini erano nove e il numero era in continua crescita per la reputazione di santità di cui godevano quei monaci, maestri di misticismo e contemplazione. Affluivano costantemente giovani alla Certosa di Londra dove addirittura vi era una lista d’attesa. Il monastero della città era stato edificato nel XIV secolo grazie a dei facoltosi benefattori. Quando volevano partecipare ad una liturgia celebrata in piena regola era in un monastero certosino che si recavano gli inglesi.

John Houghton, monaco certosino (1487 Essex-1535 Londra).

Entrò nella Certosa di Londra nel 1516, fu in seguito nominato sacrestano e poi tesoriere, divenendo infine (1531) Priore della comunità, che contava 30 monaci, alcuni coristi e diciotto laici. Venne poi nominato, dal capitolo generale dell’ordine, visitatore provinciale per l’Inghilterra.

Nel 1534 alcuni commissari reali si recarono alla Certosa di Londra per chiedere ai monaci di prestare il giuramento come previsto nell’Atto di Successione. Il Priore non fu favorevole e, con il confratello Humphrey Middlemore (giustiziato nel 1535 e beatificato nel 1886), fu imprigionato nella Torre di Londra per un mese. Si decisero, infine, a prestare giuramento ma con l’aggiunta della frase voluta da Houghton “per quanto consentito dalla legge di Cristo”, così poterono tornare al loro monastero dove, sotto minaccia di uomini armati tutti i religiosi firmarono.

Nel 1535 i commissari reali arrivarono alla Certosa di Londra per il “giuramento di conformità”. Infatti, proprio per la grande popolarità di cui godevano i certosini, Enrico VIII decise di “conquistarli o distruggerli” dando loro una punizione esemplare per la Nazione.

A Londra erano giunti anche i Priori Augustine Webster (1480 ci-1535) e Robert Lawrence (1485 ci-1535) per consultarsi con il loro confratello sul da farsi. Ma Thomas Cromwell, segretario di Stato del re e vicario generale della sua Chiesa scismatica, nonché il principale responsabile della “dissoluzione dei monasteri”, li fece rinchiudere subito nella Torre. Vennero, quindi, portati dai giudici che, minacciati, emisero la sentenza di morte per alto tradimento. A tutti venne offerta la grazia se avessero negato il primato del Papa ma nessuno accettò.

Il primo a salire al patibolo (4 Maggio), con i suoi paramenti sacri come gli altri martiri, fu Houghton, che subito abbracciò e perdonò il boia, quindi disse: “La nostra santa Madre Chiesa ha decretato e ci ha ingiunto una condotta e un credo in contrasto con quanto decretato dal Re e dal Parlamento e io sono pronto a sopportare qualsiasi tortura piuttosto che rinnegare la dottrina della chiesa”.

Mentre il carnefice stava per strappargli il cuore, il santo fu udito sussurrare: “Mio buon Gesù, che ne farai del mio cuore?”.

Fu beatificato, con Webster e Lawrence, da Leone XIII il 29 dicembre 1886, canonizzati da Paolo VI nel 1970.

Con loro fu martirizzato ( poi beatificato nel 1889 e canonizzato nel 1970) anche un monaco brigidino, Richard Reynolds (1492 ci Devon-1535), e un sacerdote secolare, John Haile.

Amico di Thomas More, popolare come predicatore e consigliere spirituale, Reynolds era considerato uno dei sacerdoti più eruditi e saggi del suo tempo. Da lui si recavano per confessarsi e chiedere consiglio persone comuni e autorità nel campo accademico e politico.

Al processo disse: “Se volete avvalorare le vostre teorie basandovi su testimonianze, allora le mie sono di gran lunga più legittime delle vostre, perché dalla mia parte è tutta la cristianità, oserei dire tutta questa Nazione, anche se alcuni paiono predisposti ad accogliere le vostre teorie e a stare dalla vostra parte, benché solo esteriormente, perché sono sicuro che il loro modo di agire è ispirato dalla paura e in parte dall’opportunismo. A sostenere il mio punto di vista ho tutti i concili generali, gli storici e i santi Dottori della Chiesa degli ultimi millecinquecento anni.”

Dalla sua cella, Thomas More poté assistere al triste spettacolo dei primi martiri che lasciavano la Torre per andare al patibolo nella piazza di Tyburn.

Alla figlia, recatasi quel giorno a fargli visita, disse: “Ammira, Meg, con che gioia quei santi padri si avviano incontro alla morte, sembrano sposi felici che vanno al matrimonio.”

Giulietta Brezza

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