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I Sedili di Napoli custodi della Nostra Storia, quella Napolitana

Posted by on Set 6, 2021

I Sedili di Napoli custodi della Nostra Storia, quella Napolitana

Il Catafalco al Pendino: il “vero” Seggio del Popolo. Inaugurata, il 2 settembre 2021 in Piazzetta del Grande Archivio, con una massiccia partecipazione popolare, la nuova Locanda del Seggio del Popolo che, “buona la prima”, come suol dirsi, sicuramente godrà di lunga e felice durata. Il nuovo posto di ristoro, a carattere “identitario”, rende onore al Sedile del Popolo, creato come già detto in altro precedente post, nel 1495 e che prese sede in alcuni ambienti del convento di Sant’Agostino alla Zecca, nei pressi della ormai scomparsa (per il “Risanamento di Napoli”) Piazza della Selleria. Il Popolo che, fino al 1495, non aveva un vero Sedile analogo a quelli nobiliari e che avevano tutti la stessa conformazione ed affaccio sulla strada, era organizzato in “Ottine” che in numero di 29, identificavano gli antichi rioni cittadini e si riuniva nei monasteri e nelle chiese.

La nuova sede, all’interno di un monastero, non aveva pertanto le stesse caratteristiche dei più antichi Seggi nobiliari e questo comportava una sostanziale limitazione durante le “cavalcate trionfali” dei Reali e, soprattutto, durante le feste dedicate ai Santi protettori, per i quali eventi, i Sedili erano riccamente addobbati con sfarzosi festoni, ghirlande e tendaggi che accoglievano il passaggio reale oppure le sante reliquie. I Sedili ben si prestavano al simbolismo del “Trionfo” per la loro struttura che recava sulla facciata principale sempre un arco. Per sopperire a questa mancanza di uno spazio fisico e su strada, il Popolo era uso costruire maestose “macchine da festa” con una struttura allegorica che ricordava gli archi di trionfo ed avevano una forma turrita.

Per l’ingresso a Napoli di Alfonso d’Aragona, il Popolo eresse una grande macchina da festa detta “catafalco” , riproducente il “classico” Sedile quadrifronte ad archi e cupolato nella piazza del Mercato. L’area del Mercato, nel ‘400 era associata con la partecipazione del Popolo ai principali eventi che coinvolgevano la Città. Le processioni religiose più importanti a Napoli erano tre, di cui una, quella per San Giovanni, era organizzata esclusivamente dal Popolo mentre per le altre due (San Gennaro e Corpus Domini) fino alla costituzione del Seggio del Popolo, erano le sole famiglie patrizie deputate all’organizzazione. La processione del Corpus Domini, istituita già dai tempi di Roberto d’Angiò, consisteva in una processione che partiva dal Duomo per arrivare fino a Santa Chiara, con tappe obbligate presso ogni Sedile, con un pallio trionfale retto da aste.

Era consuetudine che una di queste aste fosse portata a turno dagli Eletti dei Seggi nobiliari, le altre da membri della famiglia reale o da altri dignitari. Nel 1496 Ferrandino d’Aragona concesse, con grande disappunto dei nobili, una di questa aste all’Eletto del Popolo, Antonio Sasso. L’anno successivo il nuovo re Federico, rinnovò questa innovazione e stabilì in numero di otto le aste che dovevano reggere il pallio, concedendone cinque ai Seggi nobiliari, una al Seggio del Popolo e le altre due riservate alla famiglia reale. Nel 1507, regnando Ferdinando il Cattolico, furono confermate le disposizioni dei regnanti precedenti.

Nel frattempo, dalla originaria Piazza Mercato, il Popolo aveva iniziato, dal 1552 quando fu stabilito il percorso della processione in analogia con quella del Corpus Domini con soste in ogni Sedile, ad elevare nei pressi del suo Sedile di sant’Agostino alla Zecca al Pendino, un “Catafalco” nella piazza della Selleria, come Sedile “effimero” che accoglieva anche la processione del primo sabato di maggio degli “inghirlandati” dedicata a San Gennaro. Il Catafalco al Pendino, nella Piazza della Selleria, assumeva ogni anno sempre maggiore dimensione e veniva addobbato con opere d’arte e festoni, tant’è che veniva detto “pittato” in ricordo del presunto preesistente Sedile nello stesso luogo.

Durante la rivolta di Masaniello del 1647, il Popolo tra le varie istanze chiese al Viceré, dopo un precedente analogo fallito tentativo del 1620, avanzato dall’Eletto del Popolo Giulio Genoino, di “restituire in nome di Sua Maestà Cesarea et quatenus fosse necessario di nuovo concedere alla Piazza di detto Fedelissimo Popolo il Seggio da costruirsi nella strada della Sellaria, ove anticamente risiedeva, nel quale si possi anco congregare , et trattare i suoi affari et negotii”. Oggi, grazie ai giovanissimi Lazzari della Locanda del Seggio del Popolo, lo stemma con i colori rosso e giallo di Napoli dove campeggia la “P” in nero, torna a nel medesimo luogo a sancire l’Identità mai perduta e la voglia di riscatto di una generazione di partenopei che è fiera ed orgogliosa della sue Radici. Grazie a Gigi Lista ed Ylenia Petrillo per questo.

Giuseppe Serroni

1 Comment

  1. La lettura di questo articolo ci da’ il senso di partecipazione alla vita sociale del popolo napoletano, e mette in luce la vivacita’ dell’immaginazione nel rappresentare i diversi raggruppamenti quasi in una gare stimolante… Caratteristica di un popolo che vive e partecipa!.. ieri, ma anche oggi forse… La tradizione e’ vita, puo’ subire aggiornamenti, ma non deve morire!.. caterina ossi

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