I vigneti romani dei francesi
La scoperta delle origini romane dei vigneti francesi, confermata da analisi del DNA su antichi semi, rivela che i Romani hanno strutturato la viticoltura in Gallia dal I secolo a.C., introducendo tecniche razionali. Studi su 28 semi dell’Età del Ferro/romana hanno identificato il Savagnin Blanc come vitigno storico, svelando un legame genetico diretto tra i vigneti odierni e l’epoca romana.
Ecco i punti chiave della scoperta:
Impatto Romano: Sebbene i Greci avessero introdotto la vite a Marsiglia nel 600 a.C., furono i Romani a diffondere la coltivazione in tutta la Gallia (Provenza, Borgogna, Rodano, Bordeaux) per esigenze logistiche e di consumo.
Analisi Paleogenomiche: Ricerche pubblicate intorno al 2019 hanno utilizzato banche dati genetiche per confrontare antichi vinaccioli con vitigni moderni, evidenziando una continuità genetica sorprendente.
Vitigno “Savagnin Blanc”: Questo vitigno è stato identificato come uno dei più antichi, coltivato in Francia sin dall’epoca romana, dimostrando che alcune varietà attuali sono cloni diretti di viti antiche.
Ruolo dei Monasteri: Dopo la caduta dell’Impero, i monaci benedettini e cistercensi hanno preservato e perfezionato queste tecniche, garantendo la continuità dei vigneti romani fino ad oggi.
Importanza storica: Queste scoperte archeologiche e genetiche dimostrano che il terroir francese è profondamente radicato nelle pratiche vitivinicole dell’Impero Romano.
Questa scoperta ha permesso di riscrivere la storia dell’enologia francese, dimostrando la continuità millenaria delle varietà di vite.



invio in corso...



