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Il 14 dicembre del 1788 muore Carlo III di Borbone

Posted by on Set 11, 2021

Il 14 dicembre del 1788 muore Carlo III di Borbone

Carlo Sebastiano di Borbone (Carlos Sebastián de Borbón y Farnesio; Madrid, 20 gennaio 1716 – Madrid, 14 dicembre 1788) è stato duca di Parma e Piacenza con il nome di Carlo I dal 1731 al 1735, Re di Napoli senza utilizzare numerazioni dal 1734 al 1759, re di Sicilia con il nome di Carlo III dal 1735 al 1759, e dal 1759 fino alla morte re di Spagna con il nome di Carlo III.

Uno dei più grandi monarchi della città di Napoli. Nella Dinastia Borbonica egli occupa un posto di rilievo. Un re illuminato e intraprendente. Passato alla storia per essere stato accanto al suo popolo ed aver agito per esso anche nella gestione delle economie più piccole, quelle dimenticate e quelle passate alla storia come le storie minori.  Carlo III ebbe il merito di passare alla storia come il re che aprì le porte a quella nascente disciplina che era l’archeologia. Le scoperte straordinarie dei tesori di Ercolano e Pompei, fecero eco in tutto il mondo e fu proprio grazie a questo monarca che oggi non possediamo uno dei patrimoni più importanti della storia archeologica di questa terra. Creò l’Accademia Ercolanese, il Museo Borbonico prima a Portici nel suo secondo Palazzo Reale e poi a Napoli, occupando gli spazi di una Caserma di Cavalleria.

In una stampa rinvenuta presso gli Archivi di Caserta una stampa che ricorda i funerali del grande monarca. Una rarità iconografica e successivamente le stampe relative ai suoi funerali, in un testo bellissimo della bibliografia napoletana.

Questo rarissimo documento conservato nella Reggia di Caserta mostra una grandiosa costruzione temporanea che fu costruita nel 1788: il monumento funebre di Carlo III nella Cappella Reale di Napoli, completamente smantellato dopo la commemorazione. Il 14 dicembre 1788 moriva a Madrid Carlo III di Borbone in memoria del quale venne eretto un grandioso monumento sepolcrale nella Real Cappella di Palazzo.  La struttura fu concepita da Carlo Vanvitelli, primo architetto al servizio del re dopo il 1763, Cavalier dell’ordine regale e militare, che elaborò l’ultimo solenne esempio di macchina funebre del Settecento. La tipologia del monumento, rigorosamente austero per la colorazione di oro brunito assonante con gli arredi dei candelabri antichi, è innovativa rispetto alla tradizione per essenzialità di simboli allusivi alla esaltazione della morte e per compattezza di struttura architettonica. Le iscrizioni sulle lapidi furono composte da Francesco Daniele e Giuseppe Gargano. Il documento presente nella Reggia di Caserta mostra la veduta angolare della Cappella Reale di Napoli riccamente addobbata e drappeggiata nel soffitto con grande tendone azzurro cielo che ricade lateralmente. Lungo le pareti sono disposte tre file di panche per la nobiltà che rende ossequio al catafalco posto al centro. Esso è formato da una nuda costruzione muraria eretta su uno zoccolo ottagonale color porfido. Ai quattro lati maggiori otto pilastri dorici incorniciano le lapidi con iscrizioni, mentre ai lati minori quattro nicchie ospitano figure allegoriche ispirate alle virtù del defunto. Sopra il cornicione, su quattro gradini degradanti le Virtù Cardinali e sull’altro piedistallo l’urna coperta di velluto bleu con i simboli della casata.

Il testo di Archive dal titolo “Funerali per Carlo III. re delle Spagne e per l’infante di Napoli d. Gennaro Borbone”, del 1789, descrive in maniera dettagliata le gesta del sovrano ed i momenti solenni del suo funerale.

https://archive.org/details/funeralipercarlo00unse/mode/1up

fonte

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1 Comment

  1. Meraviglioso questo Carlo di Borbone, che libera il Sud della penisola da invasori che niente hanno a che fare con le sue genti, lontani mille miglia…e dalla Spagna accorre non per ingordigia o volonta’ di potenza, ma senso di appartenenza, tant’e’ che anni dopo dovette lasciare il Regno duosiciliano quando obblighi di successione lo richiamarono a Madrid… a Bitonto nelle Puglie volle un monumento per celebrare l’Italicam Libertatem!.. F u grande per ardimento e senso del dovere, e la sua figura illumina come fondatore del Regno Due Sicilie la storia a seguire… purtroppo devastata dalla cosiddetta unita’ d’Italia. caterina ossi

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