Alta Terra di Lavoro

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Il Ballo in Mascherina

Posted by on Ott 11, 2021

Il Ballo in Mascherina

Un gigante della nostra classe politica, nelle notti insonni vegliate al lume del rancore per i non vaccinati, deve avere evidentemente messo a punto quel discorsetto in cui, oltre a definire i tamponi a pagamento uno strumento “geniale” per creare disagio psichico ed economico ai succitati, ha detto che per trovare un politico italiano della statura di Mario Draghi bisogna risalire a Giulio Cesare.

Paragone sbagliato, ma per difetto. Perché secondo me il confronto bisogna farlo col ben più rappresentativo Ottaviano Augusto.

Giulio Cesare, in fin dai conti, non ne azzeccò una. Trascorse gran parte della vita a combattere guerre estenuanti contro la meglio gioventù (e la più incazzata) dei suoi tempi. Quando, a sera, gli altri si buttavano in branda, lui si metteva a dettare, con quello stile da telegrafista delle Poste che si ritrovava, quei Commentarii che gli avrebbero garantito l’odio imperituro di generazioni di studenti per lo meno per i venti secoli successivi. Quando se ne tornò a Roma, si beccò 23 pugnalate. Col figlio adottivo in prima fila. Più sfigato di così…

Ottaviano Augusto, invece, fu un vero genio. Perché, senza doversi sobbarcare nemmeno ad un millesimo delle fatiche dello zio, si trovò tra le mani un potere illimitato. Raccolse Roma che era una Repubblica e la lasciò che era un Impero, con lui a capo; senza mai assumere formalmente tale ruolo, ma lasciando in piedi le Istituzioni repubblicane. Come fanno le larve di certe vespe, che si nutrono della carne del povero grillo paralizzato ma ancora vivo, e di cui alla fine rimane solo lo scheletro esterno.

E realizzò tutto questo nel plauso generale, la “Concordia Ordinum” finalmente realizzata, mentre gli antesignani dei moderni editorialisti scrivevano pezzoni encomiastici da prima pagina e liriche di circostanza. Di quello che era veramente accaduto, i Romani se ne resero conto solo qualche anno dopo, quando, con Tiberio, si ritrovarono a dover saltare nel vuoto. E non solo in senso metaforico…

Sono certo che negli ultimi tempi anche in Italia, a colpi di stati d’emergenza e di decreti d’urgenza, si sia mirato a realizzare qualcosa di simile; con lo smantellamento degli obsoleti e farraginosi sistemi della discussione democratica, del voto parlamentare, della separazioni dei poteri, e con la trasformazione della Repubblica nello Stato dei Decisori: il Princeps e la sua Corte. Il tutto nel plauso generale dell’opinione pubblica, esattamente come ai tempi di Ottaviano Augusto.

Perché bisogna dire che agli Italiani questa cosa garba parecchio. Ne sono conferma le Amministrative di ieri (Il Ballo in Mascherina) che, come ha giustamente titolato Il Progressista, sono state la vittoria di Draghi, con annessi e connessi. Che risultano la Maggioranza della Minoranza, ma è sempre meglio di niente.

Eppure informazioni per una controtendenza non mancherebbero. Ad esempio, gli studi che sempre più stanno evidenziando come, nell’approccio al virus, paracetamolo ed indugio siano controproducenti, se non addirittura esiziali. Ora, sarebbe interessante che qualche magistrato si decidesse a fare luce su questa questione, visto che qualcuno la Tachipirina e la vigile attesa continua ad imporle, incurante di tutto. Ma che “de minimis non curat Praetor” (il Pretore non si occupa delle banalità) ce lo sapevano già i Romani, per cui queste cose oramai noi Italiani non ci sogniamo di chiederle più neppure nella letterina a Babbo Natale o alla Befana.

Espulse dai notiziari ufficiali, l’unico posto in cui tali eresie trovino ancora ricetto è la sentina putrida del web, popolata dai burioneschi sorci. Ed il fatto che “si sono documentati su Facebook” è l’offesa più bruciante che i dotti lanciano contro i malcapitati diversamente pensanti.

Ora, lungi dalle intenzioni dello scrivente quella di giustificare terrapiattisti e sostenitori delle scie chimiche (scrivente che, indegnamente, un secolo fa si è laureato proprio con una Tesi in Filosofia della Scienza) o di difendere i Social tout court, ma; vogliamo provare per un attimo ad immaginare cosa avrebbero saputo oggi gli italiani della pandemia se questi benedetti/maledetti Social non fossero esistiti? Se, cioè, l’informazione fosse stata quella ufficiale delle grandi emittenti televisive e delle grandi testate giornalistiche (Rai, Mediaset, La7, Repubblica, Corriere della Sera, ecc.)?

Gli italiani saprebbero, né più né meno, che i vaccini sono efficacissimi ed innocui, che stanno debellando completamente il virus e che effetti collaterali praticamente non ne esistono, se non al massimo lo spianamento delle rughe e la ricrescita dei capelli. Perché, diciamocelo francamente, i media mainstream hanno ammesso a denti stretti qualcosa solo quando questa strabordava già nel web e non gli sarebbe stato più possibile negarla. Come fanno agli arrestati con la lampada in faccia.

A Napoli, nella Cappella Sansevero, c’è una statua considerata il capolavoro dello scultore Francesco Queirolo, che il Principe Raimondo di Sangro volle dedicare al proprio padre Antonio; il Disinganno. Raffigura un uomo che si libera dalla rete delle false credenze e delle illusioni.

Ma oggi ce n’è un’altra, di Rete (con la maiuscola). Ed, a dispetto degli strali dei savants ci conviene tenercela ben cara e stretta. Perché è l’unica realtà che oramai può metterci sull’allerta delle menzogne e delle falsità di moda, facendoci rammentare cose che oramai abbiamo dimenticato, ma che i nostri nonni sapevano perfettamente.

Come ad esempio il fatto che le pecore trascorrono tutta la vita nel terrore del lupo, ma che alla fine quello che le scanna è sempre il pastore.

Michele Scotto di Santolo

michelescottodisantolo.wordpress.com

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