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Il caso della professoressa Angela Pellicciari

Posted by on Set 5, 2021

Il caso della professoressa Angela Pellicciari

Guai ai cattolici che hanno voglia di pensare da cattolici

Ai primi di febbraio sembrava fosse scoppiato uno scandalo: un’insegnante di un liceo romano veniva accusata di filonazismo.

Intendiamoci, con i tempi che corrono e con l’ignoranza che impera solenne, ad accusare qualcuno delle cose più incredibili non ci vuole niente: basta solo una battuta.

Non esageriamo. Se, per esempio,  qualcuno oggi si permettesse di dire che le Crociate furono una cosa sacrosanta, per di più scrivendo Crociate con la C maiuscola, come facciamo noi qui, verrebbe come minimo apostrofato come: guerrafondaio e fondamentalista!E proprio a motivo del fatto che è estremamente difficile trovare qualcuno che conosca davvero le Crociate: quasi tutti, delle Crociate, sappiamo solo quello che abbiamo sentito dire o che abbiamo letto sui giornali o, ancora peggio, che abbiamo letto sui libri di scuola.

Se accade poi che si trovi qualcuno che, a furia di scartabellare le vecchie carte, si mette a scrivere e a dire che le Crociate non furono una guerra di conquista, ma un generoso, seppur disordinato, tentativo di servire al meglio la Religione Cattolica: … apriti cielo!

Tra ortodossi del falso insegnamento moderno, pappagalli indaffarati a riempire le colonne nobili dei giornali, cronacanti che si fanno passare per storici, preti modernisti adusi a schizzare veleno sulla Chiesa: quel qualcuno viene subito sottoposto a quella che modernamente si chiama “gogna mediatica”. Che è poi qualcosa di “molto peggio assai” della antica e sana istituzione dell’esposizione alla berlina del reo di piccolo calibro.Su per giù, è questo che è accaduto alla signora Angela Pellicciari, di professione insegnante, in servizio presso il liceo classico-linguistico Lucrezio Caro di Roma, con l’incarico di tenere la cattedra di storia e filosofia.

Questa insegnante crede di potere svolgere il proprio lavoro con una certa dedizione, e si industria per offrire ai suoi studenti le tecniche e i mezzi migliori, secondo lei, per apprendere la storia e la filosofia.

Ovviamente viene da chiedersi: ma chi glielo fa fare?!
Visto come vanno le cose nella scuola moderna, senza offesa per nessuno, beninteso, bastava adeguarsi totalmente all’andazzo: i soliti libri di testo, i soliti luoghi comuni, le solite pseudo-certezze. 
E invece no. Questa signora, invero un po’ testarda e un po’ presuntuosa, cosa ti combina? Incredibile, si mette lei stessa a fare le ricerche: insegna storia? ed allora fa le ricerche storiche!
Come dire: questa va proprio in cerca di rogne!

Ma lei non demorde: convinta che la storia vada insegnata ai ragazzi servendosi dei dati “storici” e non dei testi manipolati da autori interessati, ecco che ti diventa una “storica”. E scrive: scrive su riviste e giornali, scrive dei libri, e fa sapere a tutti che molta della nostra storiografia relativa agli ultimi due secoli è falsificata, distorce la verità, trasmette bugie.
Non si avvede, la testona, che così finisce col diventare una inqualificabile “revisionista”, nonostante le sue asserzioni scaturiscano direttamente dai documenti storici.

E che ti va a rivangare la “revisionista”? 
Niente poco di meno che il Risorgimento: attenzione, non un risorgimento qualsiasi, no, ma proprio quel Risorgimento, quello con la R maiuscola… proprio quello secondo il quale non fu una minoranza di rivoltosi giacobini che vollero a tutti i costi l’Italia sabauda franco-inglese, anche contro la volontà del popolo e dei “popoli”, ma sarebbero stati proprio questi popoli a volersi sotto-mettere a Vittorio Emanuele Savoia, Carlo Luigi Bonaparte e Alexandrina Victoria Hannover.

Rea di lesa maestà, quindi.
E non tanto perché offende la memoria del terrorista Mazzini Giuseppe o del predone Garibaldi anch’egli Giuseppe, quanto perché, giustamente, molti supremi difensori della “memoria condivisa” si sono guardati in faccia e si sono chiesti: ma di questo passo, dove andremo a finire?
E… no! Si parte dal risorgimento e finisce che si arriva a … No! Così non va bene!

Alla prima che mi fai ti licenzio e te ne vai!

E quale migliore occasione per provare a condannare pubblicamente questa “cerca grane ”, se non quella dello studio del nazismo?

La Prof.ssa Pellicciari ritiene che gli studenti debbano conoscere direttamente le fonti. Del marxismo: Marx. Del fascimo: Mussolini. Del nazismo: Hitler.
Passi per Marx (che in fondo era un bonaccione), ma Mussolini… e Hitler! Non è possibile!
Fermate la pazza!

E succede che una parte di quella brava gente che abita ai Parioli e che manda i figli a scuola al Lucrezio Caro, si sente toccata nel vivo… e insorge.
Va dal preside e pretende che questa “revisionista”, ora divenuta “filonazista”, venga ripresa e rimossa; e spiega anche il perché, nella lettera di protesta: “La professoressa Pellicciari è la stessa che all’inizio dell’anno ha fatto il censimento per alzata di mano tra chi crede in Dio e chi no, che con lo stesso metodo ha censito gli esonerati dall’ora di religione e che ha cambiato i libri di testo per insegnare, con un suo libro, “L’altro Risorgimento”, in chiave di revisionismo storico.

Ecco il gravissimo e imperdonabile reato: il revisionismo storico
E già! 
Perché per quanto riguarda le altre due accuse: la prima è ridicola, perché si contraddice da sé, e la seconda è inconsistente, perché anche i banchi sanno chi non fa l’ora di religione.

E che “revisionismo ”! Un revisionismo teso a far capire la verità, a spiegare come sono andate veramente le cose, a puntualizzare che il cosiddetto “risorgimento ” italiano non fu altro, in sostanza, che una lotta aspra e spesso feroce contro la Chiesa Cattolica, come inevitabile corollario della spietata guerra a Dio e alla Religione che dal 1700 venne condotta con cospicuo spargimento di sangue, altrui, dai paladini della libertà, dell’eguaglianza e della fraternità.

Ed ecco allora il secondo gravissimo e imperdonabile reato: l’apologia del Cattolicesimo.
Quando invece tutti sanno che è verità indiscussa (e indiscutibile) che sono stati i papi, i vescovi, i preti, le perpetue, i baciapile, le beghine e tutti i poveri ignoranti schiavi del ricatto psicologico pretesco che hanno sempre impedito la realizzazione del centenario sogno immaginifico dell’unità del sacro suolo patrio (o matrio, che dir si voglia)!

Non solo, ma è del tutto evidente, e nessuna persona sana di mente potrebbe dubitarne, che con questi revisionismi si parte dal “risorgimento ” (magari insinuando che non vi fosse nulla da far risorgere e non vi fu nulla che risorse), per giungere ad affermare che il Cattolicesimo è la vera Religione, quella trasmessaci direttamente da Dio con l’Incarnazione, la Passione, la Morte in Croce e la Resurrezione del Suo Figlio Unigenito, inviato dal Padre come Agnello sacrificale che prende su di Sé i peccati del mondo.

Ma come! Abbiamo lavorato secoli per smontare questa fantasia da sottosviluppati, abbiamo sacrificato intere vite per costruire una scuola sempre più atea, abbiamo costretto gli stessi preti a fare mea culpa di tutto e a chiedere scusa a tutti… ed ecco che arriva, fresca fresca, questa novella convertita,  costei che… ha osato apostatare il Sol dell’Avvenire, arriva codesta a subornare i nostri figli, insegnando loro la verità storica e smontando le nostre mene e i nostri intrighi.

Non sia mai!
 Attenzione, diciamo noi, il caso della professoressa Angela Pellicciari è indicativo di un clima che sempre più si va consolidando nei confronti dei Cattolici che intendono rimanere tali, rifiutando l’omologazione e la sottomissione alla sovversione moderna.Stiamo attenti! Poiché non è azzardato prevedere una sorta di azione discriminatoria o persecutoria contro tutti coloro che non hanno intenzione di rinunciare alla propria identità di Cattolici Apostolici Romani.

Titoli di libri scritti dalla
Prof.ssa Angela Pellicciari

– Risorgimento da riscrivere. Liberali e massoni contro la Chiesa, Ed. Ares, 1998
– L’altro Risorgimento. Una guerra di religione dimenticata, Ed. Piemme, 2000
– I panni sporchi dei Mille, Fondazione Liberal, 2003 – Risorgimento anticattolico, Ed. Piemme, 2004

fonte

http://www.unavox.it/ArtDiversi/div035.htm#su

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