Alta Terra di Lavoro

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IL CAVALLO L, DA SEMPRE, È IL SIMBOLO CHE RAPPRESENTA NAPOLI!

Posted by on Ago 31, 2025

IL CAVALLO L, DA SEMPRE, È IL SIMBOLO CHE RAPPRESENTA NAPOLI!

Napoli da sempre é rappresentata da un cavallo rampante, simbolo di forza, impeto e sovranità.

Le sue radici affondano nella cultura osca, civiltà pre-romana che abitava la Campania.

Il cavallo era sacro per gli Osci, associato al dio solare e alla fertilità, e veniva celebrato con riti nei pressi del Tempio di Apollo, dove oggi sorge il Duomo di Napoli.

Nel Medioevo, una statua bronzea di cavallo imbizzarrito, secondo la leggenda scolpita dal mago Virgilio, troneggiava vicino alla Basilica di Santa Restituta.

Si credeva avesse poteri curativi: i cavalli malati vi giravano intorno per guarire.

Il popolo lo venerava come simbolo di libertà, ma nel 1322 fu fuso per ordine dell’arcivescovo, che mal sopportava i riti pagani.

Nel Regno delle Due Sicilie, il cavallo rampante tornò come emblema ufficiale di Napoli, scelto dalla dinastia borbonica per rappresentare l’indomabilità del popolo.

Carlo di Borbone, affascinato dal simbolo, tentò di creare una razza equina perfetta: il Cavallo Persano, poi estinto per decreto dei Savoia!

Razza nata dalla volontà di Carlo di Borbone di ottenere dei cavalli ancor più agili e resistenti, facendo avviare presso la tenuta di caccia di Persano un incrocio tra giumente del Regno di Napoli e veloci stalloni turchi che diede origine, alla metà del Settecento, alla pregiata Razza. Poi incrociata a stalloni spagnoli nella specialissima tenuta di Carditello, dotata da Ferdinando di un apposito ippodromo, divenne razza dei cavalli di Stato, la migliore dell’epoca, di fama internazionale alla fine del secolo.

Massimiliano Verde, studioso del patrimonio linguistico e culturale campano, sostiene inoltre che il celebre cavallino della Ferrari sia ispirato al cavallo napoletano, raffigurato nello stemma di una fratria greco-napoletana, ancora visibile sul Sedile di Nilo (o Nido) del Museo di San Lorenzo a Napoli. Verde afferma che il cavallo napoletano, rappresentato “sfrenato” o “rampante” su sfondo giallo, precedette di secoli quello adottato da Enzo Ferrari.

Era riportato dovunque, sui francobolli napoletani, sui monumenti, sulle cartine del regno…..

Molti di noi neanche lo conoscono per il sistematico e barbaro tentativo di cancellazione della nostra identità e di riscrivere una falsa storia.

Rimettiamolo al centro delle nostre bandiere. Non diamola vinta a chi ha cercato di farcelo dimenticare. Questa eredità culturale, cancellata dalla narrazione postunitaria, ci ricorda che Napoli non è solo folklore, ma civiltà millenaria. Il cavallo non è solo un animale: è il nostro spirito libero.

fonte

Il SUD

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