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Il dialogo molto riservato e ambiguo tra Chiesa e Massoneria 1968-1972 (1a parte)

Posted by on Apr 25, 2022

Il dialogo molto riservato e ambiguo tra Chiesa e Massoneria 1968-1972 (1a parte)

1. Il dialogo visto da un testo per Maestri Massoni (1976)

Nel 1976, mentre è in corso da circa due anni un dialogo ufficiale tra una Commissione delle Grandi Logge Unite di Germania e una Commissione della Conferenza Episcopale Tedesca, l’editrice massonica “Bauhütten Verlag” di Amburgo pubblica un libretto di 89 pagine, riservato a Maestri Massoni (“Handschrift für Brüder Meister”), intitolato “Die Verhandlungen mit der Katholischen Kirche 1968-1972 (Berichte – Dokumente). Quellenkundliche Arbeit Nr. 9 der Freimaurerischen Forschungsgesellschaft Quatuor Coronati e. V., Bayreuth”, a cura di un gruppo di massoni delle Grandi Logge Unite di Germania (“Vereinigten Großlogen von Deutschland” – VGLvD): Rolf Appel, Karl Hoede, Theodor Vogel, Ernst Walter.  L’opuscolo illustra il dialogo, molto riservato, avvenuto dal 1968 al 1972 tra i rappresentanti delle Massonerie regolari di lingua tedesca (di Germania, Austria, Svizzera) ed alcuni ecclesiastici. 

Vediamo questo testo.

A pag. 5 c’è la prefazione del barone Ludwig-Peter von Pölnitz (1925-1972), l’allora Maestro Venerabile della Loggia massonica di ricerca “Quatuor Coronati” N° 808 di Bayreuth (VGLvD).

Il dialogo massonico comincia con la Chiesa Cattolica nel 1961 e termina nel 1972 con un buon risultato per i Massoni (cf. p. 8). 

Dopo il 1945, in Germania cominciano qua e là dialoghi tra parroci, sacerdoti religiosi e massoni all’insegna dell’amicizia e della pace… Il primo colloquio («das erste Gespräch») si svolge tra l’allora Gran Maestro delle Grandi Logge Unite di Germania (VGLvD), Friedrich August Pinkerneil (1890-1960; Gran Maestro nel 1959-1960 e nel 1962-1963) e il cardinale gesuita Augustin Bea (1881-1968). L’incontro avviene grazie alla mediazione del conte Kerssenbrock, Cavaliere di Malta («Malteserritter»), il quale è convinto che Massoneria e Chiesa hanno molto da dirsi… Un altro dialogo molto riservato è quello avviato in  Austria tra il Card. Franz König e il massone Kurt Baresch (cf. pp. 10-11) di cui ho già scritto (vedi qui: https://www.corrispondenzaromana.it/br-kurt-baresch-glvo-e-il-dialogo-massoneria-chiesa-1968-1983-1999/).  

Uno degli ecclesiastici promotori del dialogo tra Chiesa e Massoneria del 1968-1972 è l’ungherese mons. Johannes B. de Toth. Studia alla Pontificia Università Gregoriana. Nel 1933 è ordinato sacerdote. Consegue il dottorato in filosofia e in teologia. Rientra nell’Arcidiocesi di Esztergom dove ricopre vari incarichi, tra cui quelli di archivista e segretario dell’Arcivescovo Primate di Ungheria. Con l’avvento del Comunismo mons. de Toth lascia l’Ungheria e si trasferisce in Austria. Egli è convinto che Massoneria e Chiesa devono riavvicinarsi, specialmente dopo il Concilio Vaticano II (cf. p. 12).

A Roma mons. de Toth è archivista presso la Basilica di San Pietro e canonico della Basilica Lateranense (cf. pp. 12-13). Egli studia la Massoneria tedesca, specialmente gli scritti del già Gran Maestro («Altgrosmeister») Theodor Vogel (1901-1977) che incontra a Schweinfurt. Mons. de Toth diviene Consultore del Segretariato per i Non-Credenti presieduto dal Card. Franz König. De Toth vuole il dialogo tra Chiesa e Massoneria, perciò si rivolge all’Arcivescovo di Vienna il Card. König e al Card. Seper, l’allora Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede (CDF). A mons. de Toth viene concesso di tenere i contatti con i massoni. Sotto la supervisione dei Cardinali König e Seper, mons. de Toth forma una Commissione di cattolici e massoni per il dialogo tra Chiesa e Massoneria (cf. p. 13).

In una lettera del 21 ottobre 1967 mons. de Toth scrive al già Gran Maestro Theodor Vogel che la prima bolla papale antimassonica, “In eminenti” (1738), poggerebbe più su motivi politici che religiosi (cf. p. 14).

De Toth avvia contatti con la Massoneria anche negli USA e in Gran Bretagna (cf. pp. 14-15). 

Il prelato ungherese condivide le posizioni dell’articolo sulla Massoneria (“Freimaurerei”) pubblicato nel «Theologisches Lexikon 1960 – Verlag Herder, Freiburg» [forse l’anno esatto di stampa non è 1960]. Il “Lexikon” distingue tra Massoneria regolare e irregolare, ritiene che nelle bolle pontificie antimassoniche, “In eminenti” (1738) e “Providas” (1751), la Massoneria non è condannata come eretica bensì per la sua segretezza, dunque più per ragioni politiche (cf. Die Verhandlungen, op. cit., p. 16-17). Il “Lexikon” fa capire che i cattolici membri delle Massonerie “regolari” (ad esempio la Gran Loggia Nazionale Francese, il Grande Oriente di Haiti, la Gran Loggia Unita d’Inghilterra, le Grandi Logge Unite di Germania, ecc.) non incorrono nella scomunica antimassonica del can. 2335, poiché non sono anticlericali e non cospirano contro i legittimi poteri civili (cf. p. 18).

Tramite mons. de Toth, il 14 ottobre 1968 a Vienna si svolge un dialogo tra il già Gran Maestro Theodor Vogel e il Card. König, Arcivescovo di Vienna e Presidente del Segretariato per i Non-Credenti (cf. p. 18). Anche il Card. König desidera il dialogo tra Chiesa Cattolica e Massoneria e quindi una Commissione formata da rappresentanti di entrambe le parti. Vogel gradisce una rappresentanza massonica dell’area di lingua tedesca: Germania, Austria, Svizzera ed eventualmente Olanda (cf. p. 22). Almeno sin dal 1958, data di fondazione delle Grandi Logge Unite di Germania, il Gran Maestro Vogel desidera la fine dell’ostilità della Chiesa verso la Massoneria, dunque la rimozione del can. 2335 (cf. pp. 25-26).

Il 27-28 dicembre 1968 a Innsbruck si incontrano mons. de Toth e i massoni Theodor Vogel (VGLvD), Karl Hoede (VGLvD), Rolf Appel (VGLvD), Kurt Baresch (GLvÖ), Alfred Rösli (Gran Loggia Svizzera Alpina: GLSA), Ferdinand Cap (GLvÖ). L’incontro inizia con l’accensione di 3 candele da parte di mons. de Toth il quale per ciascuna candela dice rispettivamente le parole “Weisheit”, “Stärke”, “Schönheit” (tr. it.: “Sapienza”, “Forza”, “Bellezza”, ossia i nomi delle 3 Colonne o Luci massoniche!), quindi apre la Bibbia al 1° capitolo del Vangelo di S. Giovanni (cf. p. 29). Così mons. de Toth ha imitato la ritualità massonica di apertura della Loggia! 

I massoni presenti convengono che il Grande Architetto dell’Universo non può avere connotazione confessionale o religiosa altrimenti  la Massoneria verrebbe limitata nella sua capacità di costruire ponti («Brüchenbauer»)… La Massoneria è una Società Misterica («Freimaurer als Mysterienbund») (cf. pp. 29-31).

Tra i punti programmatici stabiliti nell’incontro di Innsbruck:

  • raccogliere e scambiarsi tutti gli attacchi che, provenienti da ambo le parti, compaiono su stampa e scritti; chiarire malintesi e servire la verità…
  • fornire una letteratura adeguata, specialmente il libro del gesuita P. Dierickx, per dare ai massoni una rappresentazione amichevole della Massoneria da parte della Chiesa Cattolica (cf. p. 31)…

Il 6 marzo 1969 mons. de Toth scrive al già Gran Maestro Vogel che ci sono molte false idee sulla Massoneria specie tra il clero italiano e nella Curia Romana, per cui bisogna rivolgersi direttamente al Papa per poter far cominciare presto un dialogo tra Chiesa e Massoneria… Il Card. König, in accordo con il Card. Seper (CDF), decide di parlare direttamente a Papa Paolo VI il quale avrà bisogno di un promemoria sul tema Massoneria. Mons. de Toth chiede a Vogel, da parte del Card. König, di indicare nel promemoria che le Grandi Logge Unite di Germania (rappresentate da Vogel) sono una Massoneria regolare riconosciuta dalla Gran Loggia Madre di Londra, e che la Massoneria non è una religione ma uno stile di vita che promuove l’ideale umanitario dei diritti dell’uomo e della libertà di coscienza (cf. pp. 32-33).

Il 28 marzo 1969 il Card. König comunica a Vogel di essere tornato da Roma dove ha avuto un colloquio positivo con il Card. Seper: la Curia Romana («die Kurie») è favorevole alla Commissione di dialogo tra ecclesiastici e massoni di lingua tedesca (cf. p. 36).

Il 10 e 11 maggio 1969 si tiene ad Augsburg un incontro della Commissione cattolico-massonica. Presenti: mons. de Toth (unico ecclesiastico) e i massoni Kurt Baresch, Alfred Rösli, Ferdinand Cap, Karl Hoede, Ernst Walter, Theodor Vogel. 

Mons. de Toth porta ai presenti i saluti del Card. Seper che augura un buon proseguimento del dialogo, e anche i saluti del Vescovo di Augsburg Mons. Stimpfle (cf. pp. 39-40).  Dal «Protokoll» dell’incontro di Ausburg si evince che tra i contatti di mons. de Toth c’è anche l’allora redattore della rivista massonica tedesca “Weißen Lilie” (cf. p. 40).

Un altro incontro avviene all’Abbazia di Einsiedeln in Svizzera, il 5 e 6 luglio 1969. Come rappresentanti della Chiesa («Vertreter der Kirche»): mons. de Toth, il Prof. Dr. Wodka (storico della Chiesa, a Linz), il Prof. Dr. Engelbert Schwarzbauer (canonista a Linz), il Prof. Dr. Herbert Vorgrimler (di Freiburg, docente di teologia dogmatica all’Università di Lucerna, discepolo di Karl Rahner, già Segretario del 3° Dipartimento “Pro non-credentibus”).  Rappresentanti della Massoneria di lingua tedesca: Vogel, Appel, Walter, Hoede (per le VGLvD); Baresch e Cap (per la GLvÖ); Kurt Rösli (per la SGLA/GLSA). Come ospite è presente l’allora Gran Maestro del Grande Oriente d’Italia, Giordano Gamberini (cf. pp. 43-53).

Il 21 febbraio 1970 a Norimberga si riuniscono i massoni della Commissione: Appel, Hoede, Vogel, Walter, Fumagalli, Rösli, Baresch (cf. pp. 59-61). 

Il 17 aprile 1970, i massoni Vogel e Alfred Rösli (già Gran Segretario GLSA) incontrano a Londra, nella sede della United Grand Lodge of England (UGLE), i massoni Frere e Stubbs [Gran Segretario UGLE] per informarli del dialogo in corso con la Chiesa Cattolica. Risultato di quel dialogo cattolico-massonico: le encicliche papali antimassoniche sono divenute prive di senso, pertanto nella revisione del Codice di Diritto Canonico non sarà inserita la condanna alla Massoneria…  Frere e Stubbs ritengono utile quel dialogo con la Chiesa. Essi precisano che la UGLE non intende parteciparvi in modo ufficiale ma, attraverso gli stessi Frere e Stubbs, essa è disposta ad aiutare nel dialogo i “Fratelli” di lingua tedesca. Tali contatti con i due massoni inglesi devono restare privati. Frere e Stubbs sono pronti a dare assistenza, specialmente quando sarà il momento della formulazione delle decisioni da parte della Chiesa Cattolica (cf. pp. 64-65).

La fase culminante del dialogo si svolge a Lichtenau, una località nel Baden-Württemberg, in Germania. L’incontro si tiene dal 3 al 5 luglio 1970. Il risultato è la “Dichiarazione di Lichtenau” («Lichtenauer Erklärung»). Il Card. König accoglie molto favorevolmente quella “Dichiarazione” e informa i massoni della Commissione che senza dubbio nel nuovo Codice di Diritto Canonico l’appartenenza alla Massoneria non sarà più  condannata (cf. pp. 69-71).

Secondo la “Lichtenauer Erklärung”, le bolle antimassoniche dei Papi non sono più valide, pertanto l’ostilità verso la Massoneria  è ingiustificabile per una Chiesa che insegna ad amare il Fratello (cf. p. 76)… 

Ecco l’elenco dei firmatari di parte massonica e di parte cattolica (p. 77):

«Die freimaurerischen Dialogteilnehmer

Deutschland: Für die Vereinigten Großlogen von Deutschland

Dr. Ing. Theodor Vogel, Altgroßmeister der VGL

Rolf Appel, Mitglied des Senats der VGL

Ernst Walter, Mitglied des Senats der VGL

Dr. Karl Hoede, Univ.-Prof. em., Algroßredner

Schweiz: Schweizerische Großloge ALPINA

Dr. Alfred Roesli, Altgroßsekretär ALPINA

Franco Fumagalli, Meister vom Stuhl ALPINA

Österreich:

Kurt Baresch, Dep. Großmeister GL von Österreich

Dr. Ferdinand Cap, Univ.-Prof., Altstuhlmeister GL von Österr.

Rüdiger Vonwiller, Altstuhlmeister GL von Österreich.

Die Dialogteilnehmer der theolog. Kommission der kath. Kirche

Dr. Johannes B. de Tóth, Apostolischer Protonotar, Domherr von Lateran, Rom

Dr. Engelbert Schwarzbauer, Päpstlicher Hausprälat, Theologieprofessor, Linz/Donau

Dr. Herbert Vorgrimler, Univ.-Prof., Luzern-Freiburg».

Poco dopo la “Dichiarazione di Lichtenau”, nel settembre 1970, nella Gran Loggia d’Austria si ha la certezza che la Chiesa correggerà la posizione del Diritto Canonico nei confronti della Massoneria (cf. p. 82). 

Nell’ottobre 1970, in una conferenza dinanzi all’allora Presidente della Repubblica Federale Tedesca, Gustav Heinemann,  il già Gran Maestro Vogel afferma che Roma (cioè la Santa Sede) ha promesso ai Massoni che la nuova edizione del Codice di Diritto Canonico non condannerà più la Massoneria (cf. p. 83).

I massoni tedeschi della Commissione del dialogo con la Chiesa  si riuniscono tra loro il 2 gennaio 1972 ed emettono un comunicato, inviandolo alla Santa Sede, in cui affermano che decidono di proseguire i lavori indipendentemente dai massoni austriaci e svizzeri della medesima Commissione (cf. p. 84). 

Il 13 gennaio 1972, da Vienna, il corrispondente della Loggia tedesca “Quatuor Coronati” di Bayreuth informa quest’ultima che nel nuovo Codice di Diritto Canonico non comparirà più il canone 2335 che commina la scomunica ai cattolici iscritti alla Massoneria. Ci sarà solo un passo in cui sarà detto che ai Cattolici non è lecito appartenere a un’associazione che combatte la Chiesa e che opera alla sua distruzione. Ma quel brano non avrà alcun legame col can. 2335 (cf. p. 87).

La Loggia “Quatuor Coronati” Nr. 808 di Bayreuth afferma che il Card. Seper ha costantemente rassicurato i massoni di potersi ritenere soddisfatti (cf. pp. 87-88).

Con lettera del 23 novembre 1973 il conte Kerssenbrock (già mediatore tra il Card. Bea e il Gran Maestro Pinkerneil) comunica al già Gran Maestro Vogel quanto gli ha riferito a Roma mons de Toth: nella nuova edizione del Codice di Diritto Canonico i canoni ostili alla Massoneria sono completamente eliminati («ganz fortgefallen sind»). Inoltre mons. de Toth ritiene che la rimozione dei brani antimassonici dal nuovo Codice di Diritto Canonico non debba essere subito resa pubblica, bensì lentamente…  Kerssenbrock constata che tutto ciò è un grande successo (cf. p. 88).  

Dunque circa 13 anni prima della promulgazione del nuovo Codice di Diritto Canonico (avvenuta nel 1983), alti esponenti della Massoneria già sapevano che sarebbero stati rimossi i canoni antimassonici del Codice promulgato nel 1917 e ancora vigente in quegli anni postconciliari.

Nel 1973, la rivista della Diocesi di Colonia (Germania) offre un resoconto delle recenti dichiarazioni del gesuita P. Giovanni Caprile della rivista “La Civiltà Cattolica” circa il dialogo tra Chiesa e Massoneria: P. Caprile afferma che oggi un cattolico potrebbe far parte della Massoneria, che il nuovo clima tra Chiesa e Massoneria sta mutando e che non servono più sterili e inutili polemiche bensì buona volontà costruttiva (cf. pp. 88-89)…

Al termine dell’opuscolo la Loggia “Quatuor Coronati” Nr. 808 di Bayreuth accenna al dialogo cominciato nel 1974 tra le Grandi Logge Unite di Germania e la Conferenza Episcopale Tedesca (cf. p. 89). Ma a differenza del riservatissimo (o segretissimo) dialogo cattolico-massonico del 1968-1972, il dialogo del 1974-1980, tanto voluto dai Massoni tedeschi, avrà invece un esito infausto per gli stessi Massoni, poiché da quest’ultimo dialogo emergerà chiaramente e pubblicamente l’incompatibilità tra Chiesa e Massoneria (vedi qui: https://www.corrispondenzaromana.it/il-dizionario-di-e-lennhoff-33-o-posner-e-il-dialogo-chiesa-massoneria-1974-80/; e qui: https://www.corrispondenzaromana.it/br-kurt-baresch-glvo-e-il-dialogo-massoneria-chiesa-1968-1983-1999/). (segue)

fonte

Il dialogo molto riservato e ambiguo tra Chiesa e Massoneria 1968-1972 (1a parte) – di Padre Paolo M. Siano | Corrispondenza romana

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