IL GIUDIZIO SBALLATO DI CAZZULLO
Angelo Forgione
Aldo Cazzullo chiarisce a “La volta buona” (Rai) che ama Napoli, la sua cultura, la sua Canzone e la musica napoletana, ma dice che non gli piace Sal Da Vinci perché, secondo lui, rappresenta quella Napoli enfatica e oleografica che fa comodo ai nemici di Napoli, i nordisti che detestano Napoli.
Evidentemente Cazzullo non sa che Sal Da Vinci era apprezzato da Lucio Dalla, con il quale cantò pure il brano “’Na canzuncella doce doce“(1), e non solo. E quindi? E quindi Dalla non era uno di quei nordisti che detestano Napoli. Tutto il contrario. Era un bolognese che la amava profondamente!
Semmai, i nordisti che detestano Napoli ripudiarono Dalla dopo che questi abbracciò la meridionalità e dichiarò più volte di voler rinascere napoletano in un’altra vita. La parte putrefatta del Paese non lo accettò e ne insultò persino la morte (2).
Dunque, a Dalla piaceva Da Vinci, che a Cazzullo non piace per via del tema di una canzonetta sanremese interpretata con veemente teatralità. Tutto lecito, certo, ma si può non gradire un tema e il suo cantore senza tirare in ballo i soliti stantii riferimenti alla camorra.
Caduta di stile di Cazzullo, di cui ricordo l’invito agli italiani a tifare Francia alla vigilia della finale degli ultimi Mondiali contro l’Argentina, la nazionale di quel Maradona che nel 1990 aveva fomentato i napoletani contro l’unità nazionale. “E se ora molti sudisti sono animati da uno spirito anti-settentrionale uguale e contrario a quello che cova nell’animo di molti nordisti, la colpa è anche un po’ sua”, scrisse Aldo, in fondo per dire: tifiamo Francia visto che i napoletani tiferanno Argentina.


invio in corso...



