Alta Terra di Lavoro

già Terra Laboris,già Liburia, già Leboria olim Campania Felix

Il Grande Flagello e la lotta ideologica circa la responsabilità dell’epidemia

Posted by on Mar 9, 2026

Il Grande Flagello e la lotta ideologica circa la responsabilità dell’epidemia

Giuseppe Gangemi

La Cassa Sacra è un organo governativo istituito nella Calabria Ulteriore con dispaccio del 4 giugno 1784 dal re di Napoli Ferdinando IV in seguito al Grande Flagello cominciato con una scossa dell’11° della Scala Mercalli, il 5 febbraio 1783.

La Cassa incassa tutti i proventi della vendita dei beni sequestrati alla Chiesa nelle zone terremotate: tutti i conventi e monasteri rimasti (per il terremoto) con meno di 12 religiosi vengono soppressi e le loro proprietà messa in vendita. Lo scopo, nelle intenzioni di Domenico Grimaldi, è di usare l’ingente somma raccolta per consegnare quanto più terra possibile a piccoli proprietari. Il conte Francesco Pignatelli, lo stesso che sarà nominato Vicario del Regno di Napoli dopo il trasferimento dei Sovrani in Sicilia nel Dicembre del 1798, viene nominato Vicario Generale per la Calabria Ultra.

Pignatelli non riesce nemmeno a far arrivare viveri a tutte le popolazioni decimate. Lascia persino senza rifornimenti i propri soldati andati nei paesi più distrutti a organizzare l’opera di seppellimento dei cadaveri onde evitare le epidemie. Finita l’opera di reperimento e seppellimento dei corpi, nelle loro relazioni, essi denunciano i responsabili dell’epidemia: i proprietari che non si preoccupano di radunare il bestiame fuggito dalle stalle e incustodito e lo lasciano abbeverarsi alle acque dei laghi inquinate dagli annegati, animali o persone.

Nel luglio 1783, Francesco Pignatelli richiama tutti i soldati e la situazione dei soccorsi viene rimessa in mano del fratello Vincenzo Pignatelli (che è stato nominato Presidente della Giunta della Cassa Sacra e resterà in questa carica fino al 1787, quando la Cassa sarà sciolta) e dei galantuomini locali (che ne approfittano in tutti i modi possibili e si rivelano incapaci di contenere le epidemie).

Francesco Pignatelli, da Napoli, regge una Suprema giunta di corrispondenza con la Cassa Calabra fino al 10 settembre 1787. La Suprema giunta viene incaricata di dirimere eventuali controversie. Con l’intento di ridisegnare i rapporti di forza con la feudalità locale e favorire le riforme, la giunta di corrispondenza nel 1785 chiama molti feudatari a provare la legittimità dei propri diritti sulle terre in loro possesso. Questo provoca la violenta reazione della nobiltà, ma anche la resistenza delle popolazioni, che la percepirono come un’intromissione nelle loro consuetudini e nelle loro tradizioni. L’atteggiamento brusco degli ufficiali nel procedere a requisizioni e confische solleva aspre critiche che valgono a Pignatelli e ai suoi uomini l’accusa di ‘vampirismo’.

Nella gestione della Cassa Sacra, Vincenzo Pignatelli non è capace di realizzare quanto auspicato da Domenico Grimaldi e da altri illuministi del tempo. Ciononostante, riceverà il plauso del re, premi in denaro, riconoscimenti e promozioni.

Il terremoto diventa comunque l’occasione per modificare l’economia: si passa da una struttura produttiva ad alta intensità di lavoro, ad una ad alta intensità di capitale. “Non ci si può formare l’idea della grande fertilità della Calabria, soprattutto della parte detta la Piana. Essa è al di sopra di tutto quello che si può immaginare. I campi coperti di ulivi, più grandi di quanto siano altrove, sono ancora suscettibili di essere inseminati. Le vigne riempiono dei loro grappoli gli alberi di differenti specie, senza nuocere al loro rapporto. La campagna somiglia a una vasta foresta, per la quantità di alberi di cui è ricoperta; e ciononostante danno ancora del grano per nutrire gli abitanti. È una proprietà di tutte le specie di produzione, e la natura previene i desideri dei coltivatori … Il popolo sarebbe orgoglioso della terra se … ma non entra nel mio piano fare la critica o del governo o dei proprietari particolari che hanno dei vasti possedimenti in Calabria” (Dolomieu 1784, 24). 

Nel corso dei secoli, per merito soprattutto dei religiosi basiliani che erano anche esperti di agricoltura, si era costruita un’agricoltura basata su cinque principali produzioni: olio, grano, uva, frutta e gelsi per i bachi da seta. Tutte queste produzioni danno lavoro ai braccianti per tutto l’anno e ogni anno. I bachi danno lavoro a domicilio alle donne e ai bambini perché i bachi vanno alimentati con le foglie del gelso, ma vi è bisogno di una temperatura e le abitazioni dei contadini possono garantirla. Si era, in passato, costruito un sistema di promozione sociale per permettere, attraverso la produzione della seta, di realizzare più del necessario e migliorare la qualità della vita della famiglia o pagare gli studi ai giovani più capaci e dare a questi la possibilità di contribuire a emancipare la famiglia dal lavoro con l’accesso (tramite lo studio) al ruolo di sacerdote o monaco.

Con la prima rivoluzione industriale, dal 1770, l’Inghilterra comincia a richiedere grandi quantità di olio lubrificante per le proprie macchine. Le distruzioni dell’economia operate dal terremoto diventano l’occasione per ridisegnare l’economia della Calabria Ultra finalizzandola al commercio internazionale e al reperimento di valute pregiate. Si investe in grandi alberi alti 12-15 metri per avere il massimo di prodotto con il minimo di manodopera.

Il mezzo utilizzato per la vendita delle terre della Chiesa risulta controproducente rispetto all’obiettivo prefissato: le terre vengono messe all’asta, le acquistano coloro che hanno maggiore disponibilità finanziaria e la condizione dei poveri e degli emarginati peggiora notevolmente. I finanziamenti della Cassa Sacra non incoraggiano la produzione di seta: la famiglia Grimaldi chiede dei contributi per destinare duemila ettari a bosco di gelsi. Ma i contributi non arrivano per loro, mentre arrivano per chi vuole costruire frantoi per olio. I Grimaldi, dopo due anni di attesa, decideranno di rinunciare al loro progetto e piantare ulivi.

Si prende anche una decisione gravissima per la salute pubblica: gli ingegneri Antonio Winspeare e Francesco La Vega dichiarano, nella loro corrispondenza con Vincenzo Pignatelli, che le acque dei nuovi laghi stagnano nel fondo e nelle rive. Propongono un controllato svuotamento dei laghi. Dopo due laghi svuotati con successo, si decide di non procedere perché costerebbe troppo. Eppure, nei suoi anni di vita, la Cassa Sacra non riesce a spendere tutti i denari raccolti e l’erario incamera nelle proprie casse la metà di quanto raccolto.

Submit a Comment

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.