IL MASSACRO DELLA ZONG: QUANDO IL SISTEMA DELL’USURA ISTIGA ALL’OMICIDIO
Nel 1781, a causa di un grave errore di navigazione del capitano, sulla nave negriera britannica Zong si innesca una catena di eventi guidata da una cinica logica finanziaria. Il video esplora come il diritto marittimo britannico dell’epoca abbia creato un incentivo perverso al crimine: mentre gli schiavi morti per malattia non erano rimborsabili, il “carico” dei vivi gettato in mare per necessità poteva essere coperto dall’assicurazione. Di fronte alla prospettiva di una perdita economica, l’equipaggio compie un calcolo agghiacciante, scegliendo l’omicidio intenzionale per profitto. • La giustizia come speculazione: Una volta raggiunta la Giamaica, i proprietari della nave non nascondono l’atto, ma fanno causa alla compagnia assicurativa per il risarcimento del “carico” perduto. • La disumanizzazione legale: Il caso mette in luce la brutalità del sistema legale del tempo; inizialmente, i tribunali concordano con gli armatori, con il procuratore generale che dichiara ufficialmente che “i neri sono beni e proprietà”, paragonando il massacro alla rottura di mercanzie. Sebbene nessuno sia mai stato formalmente accusato di omicidio, il massacro della Zong è diventato un simbolo di come un sistema basato puramente sul profitto possa istigare alla più atroce delle violenze.
Andrea Di Chiara


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