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Il Regno delle due Sicilie era dotato di un’efficiente rete di comunicazione : il primo telegrafo elettrico dell’Italia preunitaria

Posted by on Gen 18, 2025

Il Regno delle due Sicilie era dotato di un’efficiente rete di comunicazione : il primo telegrafo elettrico dell’Italia preunitaria

Il Regno delle due Sicilie era dotato di un’efficiente rete di comunicazione : il primo telegrafo elettrico dell’Italia preunitaria

Le prime applicazioni di telegrafia elettrica, nell’Italia non ancora unita, sono state fatte a Napoli. Già nel 1807 venne realizzato il primo telegrafo (semofore) Cfr: https://books.google.it

1807 primo telegrafo semofore – Cronaca civile e militare delle Due Sicilie sotto la dinastia borbonica dall’anno 1734 in poi compilata da monsignor Luigi Del Pozzo, pag 232

L’Osservatorio vesuviano, inaugurato nel 1847, era collegato con Napoli mediante una linea telegrafica. La complessità di queste opere presuppone la presenza di scuole di alto livello, di valenti tecnici, di grandi industrie e di una sana economia e finanza. Cosa che, negli altri Stati preunitari, evidentemente non esistevano, o almeno non in tale misura.

La prima linea telegrafica elettrica al mondo è un successo che appartiene al Regno delle Due Sicilie e fu inaugurata ufficialmente il 31 luglio 1852 in pompa magna, per celebrare la nascita di Maria Teresa d’Austria, allorchè Ferdinando II inaugurò a Gaeta la prima stazione della linea telegrafica elettrica, che sarà diretta dal colonnello don Alessandro Nunziante (duca di Mignano) al comando di numerosi ufficiali, ispettori e segnalatori. Collegava Napoli, Caserta, Capua e Gaeta.

1852 inaugurazione del telegrafo elettrico – Cronaca civile e militare delle Due Sicilie sotto la dinastia borbonica dall’anno 1734 in poi compilata da monsignor Luigi Del Pozzo, pag 16

1853 Inaugurazione telegrafo elettrico Nola – Cronaca civile e militare delle Due Sicilie sotto la dinastia borbonica dall’anno 1734 in poi compilata da monsignor Luigi Del Pozzo, pag 604

Dopo alcuni esperimenti con linee sotterranee rivestite di guttaperca fu impiantata la tratta aerea Napoli – Cancello – Maddaloni – Nola – Caserta – S. Maria – Capua – Gaeta poi prolungata a Terracina a Nord, e a Sud fino in Puglia, Calabria e Sicilia. Il primo apparecchio telegrafico entrato in funzione si trovava nella Reggia di Napoli; era stato costruito nell’Officina Generale che aveva sede nel gran portone di Palazzo San Giacomo, la sede dei Ministeri.

Fu adottato il sistema Henley che, a parte l’utilizzo dello stesso alfabeto, per il resto era completamente differente dal sistema Morse: senza “zona”, cioè fugace, a lettura ottica o acustica; funzionava con la macchina ad induzione di Clarke; probabilmente la manipolazione, che avveniva su una grossa pedaliera era stancante; e doveva essere anche problematica la ricerca di guasti nelle linee. Un esemplare del telegrafo di Henley (di circa 60 x 60 cm, con una massiccia calamita a fascio) è conservato al Museo Storico delle Poste del Ministero delle Comunicazioni.

Gli altri apparecchi si trovavano nelle stazioni ferroviarie di Napoli, di Caserta, di Cancello, di Maddaloni, nella Reggia casertana. In seguito altri telegrafi furono messi in servizio nelle stazione ferroviarie di Capua, Nola, Torre Orlando, Terracina, Avellino, Ariano Irpino, Nola, Sarno, Nocera, Salerno e nel quartiere militare capuano. Nel 1854 il servizio venne impiantato anche a Lecce, a L’Aquila e Pescara. Con decreto regio del 9 ottobre 1854 il servizio dei telegrafici elettrici passò alle dipendenze del Ministero delle Finanze. Nel 1855 il servizio telegrafico arrivò a Potenza e a Reggio Calabria. Nel marzo del 1855 Napoli fu collegata attraverso una linea telegrafica con Roma, Parigi e Londra. Nel 1856 fu inaugurata la prima linea telegrafica sottomarina che da Reggio arrivava a Messina e dopo un anno a Trapani.

1857 telegrafo collega Palermo Messina Cronaca civile e militare delle Due Sicilie sotto la dinastia borbonica dall’anno 1734 in poi compilata da monsignor Luigi Del Pozzo, pag 644

1857 Cronaca civile e militare delle Due Sicilie sotto la dinastia borbonica dall’ anno 1734 in poi compilata da monsignor Luigi Del Pozzo, pag 652

Nel 1857 le ultime isole ad essere collegate alla rete telegrafica del Regno delle Due Sicilie furono Ponza e Ventotene e ciò avvenne con un cavo subacqueo lungo 30 miglia marine, che è quasi il doppio della distanza che divide la Francia dall’Inghilterra. Anche in questo caso ci troviamo di fronte ad una vera e propria impresa per quel tempo e sicuramente un altro primato se si considera la grande profondità del tratto di mare attraversato“.

Nel 1858 veniva inaugurato il telegrafo sottomarino tra Reggio e Messina, un cavo posato sullo stretto di Messina al fine di congiungere la Sicilia alla Calabria, ma dopo nove mesi si era interrotto, per le correnti dello stretto e le difficili condizioni del fondale. Poi ancora altre linee con cavi marini collegarono le Due Sicilie a Malta. Il servizio telegrafico nel 1858 fu integrato dai francobolli delle Poste nazionali delle Due Sicilie.

Nel 1859 venne posato un altro cavo importante nell’Adriatico che collegava Otranto con Valona nel territorio ottomano dell’Albania, che rappresentava un tratto dell’itinerario telegrafico verso l’Oriente e da lì partiva la linea aerea per Costantinopoli e Vienna.

Il prezzario non era molto alto:
25 parole per la distanza di 40 miglia costavano 60 grani
(1 miglio borbonico equivaleva a 1480 m circa);
fino a 100 parole il costo era di 1 ducato e 80 grani.
180 parole, 3 ducati e 60 grani,
200 parole, 7 ducati e 20 grani,
400 parole, 9 ducati e 20 grani.

Se il dispaccio telegrafico veniva consegnato a casa, c’era un sovrapprezzo di 10 grani.

fonte

Antica cartina del 1860 “indicante le linee telegrafiche nel Regno delle Due Sicilie” e che segnala tutto il coordinamento degli edifici dove erano installate le vedette del futuristico telegrafo visivo di Chiappe; inoltre illustra uno snodo intercomunicativo all’avanguardia rispetto agli altri regni del tempo. Nella cartina telegrafica del Regno delle Due Sicilie, si vedono le due linee rosse che ad esempio attraversano il Canale di Sicilia; esse rappresentano i cavi telegrafici sottomarini che collegavano la Sicilia, tramite Marsala e Pozzallo, a Malta. Il sud del dopo unità è stato capovolto nella sua realtà. I savoia ci dissero che il sud era “nato stanco”. La realtà è che quel nord ci ha rubato tutto. E ha depauperato anche i nostri snodi comunicativi, ferroviari, intellettuali …

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