IL SERVO LIBERISTA DELLE DUE LONDRE PARTE (III)
Lorenzo Piccolo
Garibaldi fu reclutato dall’impero britannico per invadere le Due Sicilie e fu accolto come trionfatore in Inghilterra a missione compiuta. A causa del suo operato:
• Fu messo a ferro e fuoco un regno pacifico;
• Furono compiute stragi, rappresaglie e realizzati campi di concentramento e progetti di deportazione di massa;
• Fu inaugurato il razzismo di stato di Lombroso;
• Uno stato con un’economia sociale e comunitaria, di matrice cattolica, fu sostituito con il più becero liberismo e competizione sociale darwiniana.
Tutte cose che, in teoria, socialisti e comunisti dovrebbero odiare profondamente.
MA C’È DI PEGGIO
Mussolini fu reclutato nel 1917 da sir Samuel Hoare, referente dei servizi segreti inglesi in Italia, quando era direttore del Popolo d’Italia e Churchill ministro degli armamenti. Missione: scongiurare che l’Italia uscisse dalla guerra firmando accordi con austriaci e tedeschi ed isolando così l’Inghilterra. Vedasi, a tale riguardo, “The Defence of The Realm: The Authorized Official History of MI5″ dello storico britannico Christopher Andrew.
Poi fecero carriera, tutti. Hoare in particolare divenne Ministro degli Esteri e la missione di Mussolini cambiò: fu classificato come “agente di influenza” degli interessi britannici nel Mediterraneo e visto come argine all’avanzata bolscevica. Gli regalarono pure l’Abissinia per tenerlo lontano da Hitler (patto Hoare – Laval, 1935). Lo stesso Curchill, dopo averlo incontrato a Roma nel Gennaio 1927, dichiarò alla stampa: “Se fossi stato italiano, sono sicuro che sarei stato con voi fin dal principio della vostra vittoriosa lotta contro gli appetiti bestiali del leninismo”. Lo definì più volte un “genio romano” e il “più grande legislatore tra i viventi”. Poi Benito tradì, agli occhi di Londra, e le cose andarono come sappiamo.
In sintesi: senza Garibaldi e l’Italia nata come protettorato inglese nel Mediterraneo probabilmente non ci sarebbero stati neanche Mussolini e il fascismo. Ma evidentemente socialisti e comunisti alla padana non si arrendono difronte a nessuna evidenza.
Nella seconda immagine: propaganda fascista pro Garibaldi.
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