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Il vero volto di Giuseppe Garibaldi: un pupo manovrato da casa Savoia

Posted by on Giu 7, 2021

Il vero volto di Giuseppe Garibaldi: un pupo manovrato da casa Savoia

Garibaldi non ha fatto la storia: gliel’hanno fatta fare. E’ stato usato dai Savoia. Capendo troppo tardi – quando già era avanti con gli anni – che era stato strumentalizzato. Non capì che l’Unità d’Italia non era ancora matura. E che restare divisa sarebbe stata cosa assai migliore che finire unita sotto i Savoia

E’ venuto il momento di fare quattro chiacchiere fuori dal coro sull’Eroe dei due Mondi.

Garibaldi, diceva Marcello Marchesi, è come la Giustizia: deve avere il suo Corso, e infelici siano le case della grande Italia che almeno per una notte non hanno ospitato il Nizzardo.

Se dovessimo e volessimo giudicare l’opera di Garibaldi alla luce dei risultati che si sono registrati in Sicilia dopo l’Unità, che dobbiamo al suo “genio militare”, dovremmo definirla un disastro.

Non mi soffermerò sulla leggenda negativa che racconta di un Garibaldi pirata al soldo del Brasile, della guerra di corsa, atroce e senza scrupoli, tra cannoneggiamenti, abbordaggi, affondamenti che egli avrebbe  condotto contro le navi spagnole. Né parlerò delle sue presunte esperienze di negriero, e di  saccheggiatore e violentatore in tanta parte del Sud America. Né mi soffermerò sulle ambigue e spesso fallimentari campagne militari per la libertà delle colonie spagnole. Né, infine, sulla sua precipitosa fuga con inseguimento e il suo ritorno in Italia.

Tutto questo, appunto, può essere leggenda, e le leggende poco o nulla cambiano nel profilo dei personaggi che hanno riempito i libri di Storia e le cui vicende umane sono un libro aperto.

Partiamo dalla fine. Garibaldi stesso, in un  tardivo momento di lucidità, confessò che se avesse saputo non avrebbe intrapreso  l’impresa dei Mille.

Se avesse saputo. Saputo cosa? Ecco il punto. Non ci interessa altro.

Garibaldi è passato alla storia come “il Generale”, dunque un soldato, un militare, come tanti grandi soldati, Napoleone, De Gaulle, Francesco Sforza, Rommel, ma non come uomo politico, cosa che furono Napoleone, De Gaulle e Francesco Sforza, fondatori o rifondatori di Stati. E questa è una differenza fondamentale tra loro.

Un generale, se è solo un militare, per grande che sia, ha sempre sopra di sé un uomo politico, e soltanto se è anche un politico raggiunge il vertice. Ricordate Manzoni, Il 5 maggio:

“L’ansia di un cor che indocile/ serve pensando al regno /e il giunge e tiene un premio che era follia sperar”

Garibaldi è un esecutore, nemmeno brillantissimo. Fu incapace di comprendere politicamente i tempi in cui viveva, e soprattutto le conseguenze delle sue scelte e delle sue azioni. Lo capì dopo, a quanto dice lui stesso. Fu stupido quanto basta per non capire che i Savoia lo stavano usando.

”E’ un galantuomo – disse di lui re Vittorio – e ce ne serviremo”. E così fu.

Fu ottusamente convinto che l’Unità d’Italia, in qualunque modo raggiunta, fosse un bene in sé, una priorità di fronte alla quale ogni altra considerazione, personale, politica e sociale doveva tenere dietro. Fu con il passare del giorni, nel corso dell’Impresa, sempre più prigioniero dell’esercito piemontese, sceso in massa in Sicilia sotto mentite spoglie, e fu manovrato sempre più pesantemente dalle gerarchie sabaude.

Non ha fatto la storia, gliela hanno fatta fare. Non capì che l’Unità d’Italia non era ancora matura, ammesso che lo sia mai stata, e che restare divisa sarebbe stata cosa assai migliore che finire unita sotto i Savoia.

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1 Comment

  1. Si’, lo hanno usato e lui che dai fatti giovanili di Genova si portava appresso una taglia sulla testa, non aveva scelta che scappare.. il mare gli era familiare… e dato che vivace lo era assai, e in piu’ occhi azzurri e capelli rossi, non poteva non farsi notare e tutti lo hanno invitato, signore comprese perfino Neuv York, e usato coinvolgendolo secondo convenienze… E’ diventato un mito suo malgrado fino ai tempi nostri con la sua effigie all’interno della stella rossa di cui in giro sui muri c’e’ ancora qualche traccia… Le trame e le colpe dei disastri combinati nella nostra Italia sono di altri e oggi non possiamo piu’ ignorarlo! Lui lasciamolo dormire in pace nella sua isola, ma non possiamo accettare gli sconvolgimenti che altri sfruttando la sua notorieta’ hanno combinato nella nostra meravigliosa penisola… e per fortuna e’ anche sparita dai programmi scolastici delle inferiori la vergognosa vulgata della storia, che pero’ ha trovato nelle televisioni la sua rivincita ad opera dell’ineffabile autore che purtroppo imperversa… Ma non demordiamo, col tempo correggeremo il tiro… e sara’ un nuovo rinascimento! caterina ossi

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